Pagina 598 – Calcio News 24

Atalanta, Carnesecchi: «Abbiamo fatto molto bene fino a qua. Futuro? Come diceva una persona: i cavalli buoni si vedono a fine corsa»

Atalanta, le dichiarazioni di Carnesecchi: «Abbiamo fatto molto bene fino a qua. Ora si entra nel vivo del campionato»

In un’Atalanta profondamente rinnovata durante l’estate, a partire dalla panchina, le certezze non sono molte. Una di queste porta però il nome di Marco Carnesecchi. Il portiere azzurro, ormai punto fermo tra i pali nerazzurri, ha iniziato la stagione con prestazioni convincenti che gli sono valse due convocazioni in Nazionale e che confermano la sua crescita costante.

Determinato a migliorarsi ancora, Carnesecchi guarda con ambizione sia al proprio percorso personale sia agli obiettivi della squadra. Di questo e del suo ruolo sempre più centrale nell’Atalanta ha parlato in un’intervista concessa a Sky Sport, tracciando le linee guida del suo presente e del suo futuro. Le sue parole:

PAROLE – «Abbiamo fatto molto bene fino a qua. ora si entra nel vivo del campionato: sono finiti i tempi delle prove, ora bisogna iniziare veramente. Penso che l’organico della squadra sia forte, non abbiamo fretta di dimostrare: sarà una corsa a lungo termine. Come diceva una persona: i cavalli buoni si vedono alla fine della corsa»

SU JURIC – «Mi sta aiutando con il gioco nei piedi, mi dà la tranquillità per rischiare di più. I cambiamenti fanno parte della vita: bisogna prenderli di petto. La cosa importante è concentrarsi sul presente»

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Modric Milan, il croato illumina il centrocampo rossonero! Guida una speciale classifica

Modric Milan, è il nuovo faro dei rossoneri: partenza super e primato in classifica speciale. La curiosa statistica sul Diavolo

La presenza di Luka Modrić nel cuore del centrocampo del Milan non rappresenta soltanto un colpo di mercato sorprendente, ma una vera e propria benedizione tattica per Massimiliano Allegri. I dati ufficiali della Lega Serie A certificano il suo impatto: nessun giocatore ha giocato più palloni con la stessa precisione nelle prime sei giornate di campionato.

Questa statistica dimostra come l’investimento voluto dal direttore sportivo Igli Tare stia già ripagando le aspettative. Nonostante l’età, Modrić ha portato a Milanello un bagaglio di esperienza, qualità tecnica e visione di gioco che hanno innalzato il livello complessivo della squadra. La sua precisione chirurgica nei passaggi è diventata il punto di partenza di ogni manovra offensiva e di ogni fase di gestione del possesso.

Per Allegri, che fonda la propria filosofia sul controllo del ritmo e sulla gestione intelligente della partita, avere un centrocampista capace di sbagliare pochissimo e di fungere da metronomo è un vantaggio cruciale. Non sorprende, infatti, che la ritrovata solidità difensiva del Milan – testimoniata anche dai numeri di Maignan – sia legata alla capacità del croato di non perdere palloni in zone delicate del campo.

Il contributo di Modrić è ancora più prezioso in un momento segnato dagli infortuni in attacco (come l’emergenza Pulisic) e dalle incertezze tattiche (il ballottaggio Leao-Nkunku). In questo contesto, la sua lucidità rappresenta l’unica vera certezza in grado di tenere unito il gruppo.

Tare ha consegnato ad Allegri la “mente” che mancava: un regista capace di dettare i tempi, distribuire palloni con precisione ineguagliata e dare ordine alla squadra. Grazie a lui, il Milan appare oggi una delle formazioni più disciplinate e organizzate del campionato. I tifosi rossoneri sanno di poter contare su un leader silenzioso, i cui piedi illuminati restano il passaggio obbligato di ogni azione.

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Juventus, la UEFA indaga ancora sui conti: nuovo procedimento per il Fair Play Finanziario. I dettagli e le tempistiche del verdetto

Fair Play Finanziario, la UEFA apre un’inchiesta sulla Juventus: cosa emerge dal bilancio e quando arriverà la decisione

I conti della Juventus finiscono nuovamente sotto la lente della UEFA. Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025, il club bianconero ha confermato l’apertura di un procedimento da parte dell’organo calcistico europeo per un possibile sforamento dei parametri del Fair Play Finanziario, con particolare riferimento alla cosiddetta Football Earning Rule. La comunicazione ufficiale, datata 18 settembre, riguarda il triennio 2022/23–2024/25 e l’esito dell’indagine è atteso soltanto nella primavera del 2026.

La notizia arriva a poco più di un anno dalla precedente sanzione che aveva portato all’esclusione dalla Conference League e a una multa da 10 milioni di euro, con l’aggiunta di un ulteriore contributo condizionale di pari importo che scatterebbe in caso di nuove violazioni nei bilanci 2023, 2024 e 2025. Proprio per questo la nuova inchiesta potrebbe avere conseguenze ancora più pesanti, andando a riattivare quella clausola.

Secondo le stime della società, l’eventuale sanzione economica non sarebbe particolarmente rilevante, ma a preoccupare sono soprattutto le possibili restrizioni sportive. Tra queste, la più temuta riguarda il blocco o la limitazione nella registrazione di nuovi calciatori per le competizioni UEFA, un vincolo che ridurrebbe sensibilmente le opzioni a disposizione di Igor Tudor nelle sfide europee.

Pur avendo rispettato il parametro dello Squad Cost Ratio e prevedendo di rimanere nei limiti anche nel 2025, la Juventus si trova dunque a dover affrontare un nuovo fronte di incertezza. Il verdetto arriverà soltanto tra più di un anno, ma già oggi rischia di condizionare il futuro europeo del club, che ancora una volta si ritrova a navigare in acque agitate.

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Playoff Italia, Gravina annuncia: «Ipotizziamo un paio di stage prima delle sfide decisive. Ecco quando»

Playoff Italia, Gravina a sorpresa: «Ipotizziamo un paio di stage prima delle sfide decisive. Ecco quando può succedere». Le parole

Giocare o non giocare? È stato questo il dubbio che per settimane ha aleggiato attorno alla sfida tra Italia e Israele, valida per le qualificazioni al prossimo Mondiale. Un dibattito acceso, con molte voci contrarie alla disputa dell’incontro.

Alla fine, però, la partita non è mai stata realmente in discussione: gli Azzurri sono scesi in campo, hanno vinto e si sono garantiti matematicamente almeno l’accesso ai playoff.

A due giorni di distanza dalla serata di Udine, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è tornato sulle polemiche che avevano preceduto la gara, soffermandosi anche sugli episodi avvenuti all’esterno dello stadio. Le parole:

ITALIA ISRAELE– «Italia-Israele non andava giocata? Noi facciamo calcio, dovevamo perdere e subire una penalizzazione e non andare al Mondiale? E mandavamo ai Mondiali proprio Israele, la squadra che non vogliono che partecipi? Faccio fatica a capire queste contorsioni di un pensiero che non mi appartiene. Chi ha pensato questo ha detto una grande idiozia. Noi dobbiamo aggregare. Il clima tra tifosi italiani e israeliani è stato di gioia e serenità. Chi ha vinto ha vinto e chi ha perso ha perso, stesso tenore anche con la dirigenza della federazione israeliana. Lì fuori invece i bellicosi hanno demolito una città, proprio nel giorno in cui veniva pattuita la pace»

Il successo contro Israele ha garantito alla Nazionale l’accesso ai playoff, in programma a metà marzo, circa cinque mesi dopo l’ultima gara di qualificazione al Mondiale. Per questo motivo, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha annunciato la possibilità di organizzare uno stage di due giorni, con l’obiettivo di ricompattare il gruppo e mantenere alta la concentrazione.

STAGE – «Ipotizziamo un paio di stage, uno in particolare il 9-10 febbraio per dimezzare i temi di distacco dal 16 novembre al 26 di marzo. Sono mesi lunghi dove il mister non avrebbe la possibilità di vedere i giocatori tutti insieme. C’è disponibilità e apertura a parlarne»

SFIDE DECISIVE PER IL MONDIALE – «Ritengo fantasioso lo slittamento di una partita di campionato, basti vedere a struttura del calendario».

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Atalanta, parla Juric: «Fino a ora le cose stanno andando bene. La squadra lavora bene e vuole crescere»

Atalanta, il tecnico Ivan Juric a Sky: «Fino a ora le cose stanno andando bene. La squadra lavora bene e vuole crescere». Le parole

Dopo un avvio di stagione sottotono, l’Atalanta ha trovato il cambio di passo che le ha permesso di raccogliere risultati significativi nelle ultime settimane. Nonostante l’addio di Gasperini, la squadra sta progressivamente ritrovando quelle certezze che avevano caratterizzato il lungo ciclo precedente, merito soprattutto del lavoro di Ivan Juric.

Il tecnico croato, reduce dalle esperienze non esaltanti con Roma e Southampton, sta plasmando un gruppo sempre più vicino alla propria idea di calcio. A pochi giorni dalla ripresa della Serie A, Juric ha raccontato le sue sensazioni in un’intervista concessa a Sky Sport.

PAROLE – «L’impatto è positivo, perché è una società mega organizzata e la squadra sta lavorando bene. Fino a ora le cose stanno andando bene, c’è un po’ di rammarico per il campionato perché inizialmente abbiamo perso un po’ di punti.

Ci sono state delle partite in cui è andato tutto bene e altro in cui siamo mancati in zona gol. La squadra lavora bene e vuole crescere, per ora va bene così. Ora arriva un ciclo di 7 partite in cui avremo più giocatori a disposizione, è un ciclo duro e vediamo dopo dove saremo».

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Convocati Sampdoria per la Virtus Entella: ecco le decisioni su Ferrari e Malagrida in vista della sfida

Convocati Sampdoria, i convocati per la Virtus Entella: Donati decide su Ferrari e Malagrida. La lista dei blucerchiati

Il tecnico della Sampdoria, Massimo Donati, ha reso nota la lista dei convocati in vista della sfida contro la Virtus Entella. L’incontro, valido per l’8ª giornata del campionato di Serie B 2025/26, si disputerà domani alle ore 20:30 allo stadio ‘Sannazzari’ di Chiavari. La lista completa:

Portieri: Ghidotti, Krastev, Ravaglia.

Difensori: Coubis, Depaoli, Ferrari, Giordano, Hadžikadunić, Ioannou, Riccio, Venuti, Vulikic.

Centrocampisti: Abildgaard, Barák, Bellemo, Benedetti, Conti, Ferri, Henderson, Malagrida, Ricci.

Attaccanti: Cherubini, Coda, Çuni, Narro.

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Luis Enrique ricorda: «Con i miei giocatori non voglio correre questo rischio. Vi spiego»

Luis Enrique e il PSG: «Non voglio correre rischi con la salute dei giocatori». La situazione

Alla vigilia della sfida contro lo Strasburgo, valida per l’ottava giornata di Ligue 1, Luis Enrique si è portato dietro grande cautela nella gestione della sua squadra. Il tecnico spagnolo ha parlato in conferenza stampa del momento delicato dal punto di vista fisico, spiegando chiaramente che la priorità è preservare la salute dei giocatori.

Tra gli assenti già confermati c’è Ousmane Dembélé, fermo da tempo per una lesione all’ischio destro. «Non so quanti giorni ancora dovrà restare fuori», ha ammesso Luis Enrique, lasciando intendere che solo gli allenamenti diranno l’evoluzione. Il recupero sarà valutato passo dopo passo, senza forzare i tempi.

Anche Fabián Ruiz e João Neves restano fuori lista per il momento, ancora in fase di riabilitazione. Non mancano però segnali incoraggianti: Désiré Doué e Marquinhos mostrano condizioni tali da poter tornare utili. «Il comunicato medico è utile, ma il campo spesso racconta un’altra storia», ha aggiunto Luis Enrique. «Voglio ascoltare i miei giocatori, sentire le loro sensazioni, capire chi è pronto».

In merito alle recenti polemiche sugli aspetti extra‑campo, in particolare il caso Barcola, Luis Enrique ha preso una posizione netta: «Non mi interessano le voci esterne. Il mio unico obiettivo è il gruppo, la squadra, la forma fisica dei miei atleti». Una chiusura decisa verso tutte le distrazioni che possono sviare l’attenzione.

Focalizzandosi invece sul contesto sportivo, l’allenatore del PSG ha riconosciuto che la ripresa dopo la sosta non è mai facile. «Strasburgo è una squadra ben organizzata, ci aspetta un incontro complicato. Noi vogliamo gestire il gioco ed essere dominanti: è la nostra mentalità», ha dichiarato con determinazione. Luis Enrique ha sottolineato l’importanza di avere equilibrio, ritmo e coraggio in un momento in cui il calendario è fitto e le variabili fisiche contano più che mai.

Con queste dichiarazioni, Luis Enrique ribadisce che il suo approccio sarà sempre improntato alla prudenza: nessuna fretta, nessun rischio inutile, ma una gestione attenta che tenga conto delle condizioni reali dei suoi giocatori. Il tecnico è pronto a fare le scelte giuste, con lo sguardo fisso sull’obiettivo: il successo che passa per la cura del benessere della squadra.

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Infortuni Cagliari, buone notizie per Mina. Ecco la situazione attuale

Infortuni Cagliari: buone notizie da Assemini, Mina verso il rientro

Arrivano segnali incoraggianti dal CRAI Sport Center di Assemini, dove il Cagliari ha intensificato la preparazione in vista del delicato match di domenica contro il Bologna, valido per la settima giornata della Serie A 2025/26. Dopo settimane complicate sul fronte fisico, il club rossoblù comincia finalmente a intravedere spiragli positivi sul fronte infortuni.

La seduta odierna ha infatti permesso allo staff tecnico guidato da Fabio Pisacane di tirare un primo sospiro di sollievo. Diversi giocatori finora condizionati da problemi muscolari o acciacchi sono tornati a lavorare sul campo, segnale che il periodo critico legato agli infortuni Cagliari potrebbe lentamente volgere al termine.

In particolare, l’attenzione si concentra su Yerry Mina, difensore colombiano classe 1994, fermo ai box nelle ultime settimane a causa di un infortunio muscolare. L’ex Everton e Barcellona ha finalmente ripreso ad allenarsi parzialmente con il gruppo, mostrando evidenti segnali di miglioramento. Il suo rientro, atteso da tifosi e staff, è sempre più vicino.

Le valutazioni effettuate ad Assemini sono state positive: se non ci saranno ricadute, Mina potrebbe essere convocato per la gara contro il Bologna, in programma all’Unipol Domus. La sua presenza, anche solo in panchina, rappresenterebbe un’importante iniezione di fiducia per tutto l’ambiente, oltre a rafforzare una difesa che ha mostrato difficoltà nelle ultime uscite.

Il tecnico Pisacane, consapevole del valore dell’esperto centrale, valuterà insieme allo staff medico se schierarlo dal primo minuto o optare per un impiego più graduale. In base alle risposte che il colombiano darà nei prossimi allenamenti, si deciderà come gestire il suo ritorno in campo.

Gli infortuni Cagliari hanno pesantemente condizionato l’inizio di stagione dei sardi, costringendo il club a frequenti rotazioni e a rinunciare a elementi chiave. Per questo, la possibile disponibilità di Mina viene accolta con entusiasmo e prudente ottimismo. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se il centrale potrà davvero dare il suo contributo già nella sfida contro i rossoblù emiliani.

Intanto, il lavoro ad Assemini prosegue, con l’obiettivo di recuperare al più presto tutti gli infortunati e restituire al Cagliari una rosa finalmente al completo.

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Calciomercato Juve, Palestra nuovo obiettivo della squadra bianconera? Le ultime novità

Calciomercato Juve: fari puntati su Marco Palestra, il giovane esterno che incanta la Serie A

Il nome di Marco Palestra è uno dei più caldi in vista del prossimo calciomercato Juve. Il giovane esterno, attualmente in prestito al Cagliari dall’Atalanta, sta vivendo un avvio di stagione da protagonista, conquistando l’attenzione non solo dei tifosi sardi, ma anche dei grandi club italiani ed europei. Le sue prestazioni con la maglia della Nazionale Under 21 hanno confermato quanto di buono fatto vedere in campionato: assist precisi, personalità da veterano e una maturità tattica sorprendente per un classe 2005.

Il Cagliari si gode la sua esplosione, ma i riflettori sono ormai puntati sul suo futuro. L’Atalanta, che lo ha cresciuto nel settore giovanile, dovrà presto prendere una decisione importante. Con un altro esterno di valore come Raoul Bellanova già in rosa, il club bergamasco dovrà scegliere se trattenere entrambi o sacrificare uno dei due. E proprio qui si inserisce con forza il tema calciomercato Juve.

La Juventus, sempre attenta ai talenti emergenti italiani, ha già mostrato interesse per Palestra in passato. Il club bianconero, alla ricerca di rinforzi giovani e sostenibili per ampliare il proprio progetto tecnico, potrebbe tornare alla carica per l’esterno a partire dalla prossima sessione di mercato. Fonti vicine all’ambiente torinese parlano di una strategia chiara: puntare sui migliori giovani della Serie A, e Palestra rientra perfettamente in questo profilo.

Tuttavia, l’Atalanta non sembra intenzionata a cedere facilmente il proprio gioiello. Il club valuta Palestra come una risorsa preziosa per il futuro, ma le dinamiche interne e la forte concorrenza nel suo ruolo potrebbero aprire spiragli per una cessione a fronte di un’offerta importante. La Juventus osserva, pronta a inserirsi qualora si aprisse uno spiraglio per anticipare la concorrenza.

Il nome di Marco Palestra è destinato a essere tra i protagonisti del prossimo calciomercato Juve, specie se continuerà a brillare con la maglia del Cagliari e dell’Under 21. La sua parabola ascendente potrebbe trasformarsi in una grande opportunità per la Vecchia Signora, a caccia di nuovi talenti per il futuro.

Sassuolo, guai fisici per quanto riguarda quel difensore. L’indiscrezione neroverde

Sassuolo, ansia per Muharemovic: infortunio in Nazionale, da valutare per il Lecce

Il tanto temuto “virus FIFA” colpisce anche il Sassuolo, che torna dalla sosta per le Nazionali con un grattacapo in più da gestire. Tra i giocatori rientrati dagli impegni internazionali figura Tarik Muharemovic, giovane difensore centrale bosniaco che ha preso parte alla prima delle due partite della Bosnia ed Erzegovina, ma è poi rimasto fuori dai convocati per il secondo match.

Il centrale del Sassuolo è sceso regolarmente in campo giovedì scorso nella sfida contro Cipro, valida per le qualificazioni ai prossimi Mondiali. La partita si è conclusa con un pareggio per 2-2, ma proprio durante quella gara Muharemovic ha riportato un problema fisico che lo ha costretto a dare forfait per l’amichevole successiva, vinta dalla Bosnia per 4-1 contro Malta.

La conferma è arrivata direttamente dalla federazione bosniaca, che ha pubblicato un aggiornamento ufficiale sul proprio sito: «Tarik Muharemović non è sceso in campo a causa di un infortunio riportato ieri nella partita contro Cipro e salterà la prossima partita. I giocatori che hanno giocato più minuti ieri sera hanno svolto una seduta di recupero, mentre gli altri si sono allenati a maggiore intensità».

Il Sassuolo, dal canto suo, ha mantenuto una posizione più prudente. Sul sito ufficiale del club, nel resoconto degli impegni internazionali, si legge soltanto: «Tarik Muharemovic ha contribuito al pareggio 2-2 contro Cipro (9 ottobre), mentre non ha preso parte al successo esterno per 4-1 su Malta (12 ottobre)». Nessun dettaglio aggiuntivo sull’entità dell’infortunio o sui tempi di recupero.

Lo staff medico neroverde valuterà nelle prossime ore le condizioni del difensore in vista della prossima partita di campionato. Il Sassuolo sarà infatti impegnato sabato pomeriggio alle ore 15 allo stadio Via del Mare, dove affronterà il Lecce, in un match delicato per la classifica.

In un momento in cui la squadra di Dionisi cerca continuità e certezze in fase difensiva, un’eventuale assenza di Muharemovic rappresenterebbe un problema da non sottovalutare. Il club spera che l’infortunio non sia grave e che il giocatore possa tornare disponibile già nei prossimi giorni. Il Sassuolo, ancora una volta, si trova a fare i conti con gli effetti collaterali delle pause per le Nazionali.

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Calciomercato Lazio, si riaccende la pista Insigne: Sarri spinge per l’acquisto

Calciomercato Lazio: si riaccende la pista Insigne, Sarri lo vuole subito

In casa Lazio, il mercato non dorme mai. Nonostante la stagione sia in corso, la dirigenza biancoceleste è al lavoro per rinforzare un reparto offensivo che, finora, ha mostrato limiti evidenti in termini di imprevedibilità e qualità. Il nome che scalda i cuori di tifosi e allenatore è quello di Lorenzo Insigne, protagonista di un possibile ritorno in Serie A che sta infiammando il calciomercato Lazio.

Maurizio Sarri, da tempo, ha indicato il fantasista napoletano come il rinforzo ideale per il suo 4-3-3. Il legame tra i due, nato ai tempi del Napoli, è rimasto solido nel tempo. Non è solo questione tecnica, ma anche di fiducia reciproca: Insigne conosce perfettamente i meccanismi del gioco sarriano e rappresenta un profilo in grado di portare carisma ed esperienza a una rosa che ha bisogno di personalità.

Anche il giocatore avrebbe espresso più volte il desiderio di tornare a lavorare con Sarri. Durante l’estate ha rifiutato le proposte di club come Sassuolo, Udinese e Parma, lasciando aperta la porta per un approdo nella Capitale. Una scelta che lascia intendere quanto l’opzione Lazio sia prioritaria nei suoi piani.

I contatti tra l’agente di Insigne e il presidente Lotito si sono intensificati nelle ultime settimane. L’idea del club è chiara: provare a chiudere l’affare già a novembre, approfittando della finestra per i tesseramenti extra-europei. Il nodo resta l’ingaggio: la Lazio propone una base fissa di circa 1,3 milioni di euro, sfruttando il margine economico lasciato dalle cessioni recenti.

Tuttavia, l’ex Toronto FC chiede una cifra più alta. Tutto potrebbe sbloccarsi a dicembre, quando la nuova Commissione federale valuterà il bilancio biancoceleste. Da lì, con l’eventuale approvazione di crediti legati ai diritti tv e la definizione del nuovo sponsor (tra i candidati spiccano Air Italy e un altro gruppo pronto a garantire 5 milioni annui), la Lazio potrebbe avere le risorse per alzare l’offerta.

Il calciomercato Lazio vive dunque giorni frenetici, e il nome di Insigne è in cima alla lista dei desideri. Un’operazione complessa, ma non impossibile, che potrebbe riportare in Serie A un talento italiano con ancora molto da dare — soprattutto se guidato da chi conosce ogni suo movimento: Maurizio Sarri.

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Infortunio Estupiñán: buone notizie per il Milan. La situazione in vista contro la Fiorentina

Infortunio Estupiñán: buone notizie per il Milan in vista della Fiorentina. La situazione attuale

Dopo giorni di apprensione legati alle condizioni fisiche dei nazionali, per il Milan arrivano finalmente aggiornamenti confortanti sul fronte infermeria. In particolare, c’è ottimismo riguardo all’infortunio di Estupiñán, il terzino sinistro ecuadoriano che aveva destato preoccupazione durante la pausa per le nazionali.

Il laterale, che ha accusato un fastidio alla caviglia durante l’amichevole tra Ecuador e Stati Uniti, è stato gestito con grande cautela dallo staff tecnico della sua selezione. Proprio per evitare ricadute o peggioramenti, Estupiñán è rimasto in panchina nella successiva sfida contro il Messico, osservando i compagni senza scendere in campo.

Un atteggiamento prudente che ha dato i suoi frutti: i controlli effettuati al suo rientro in Italia hanno escluso lesioni gravi. L’infortunio di Estupiñán si è rivelato meno serio del previsto, e il recupero è ormai completato. Il giocatore si è allenato regolarmente con il gruppo, lasciando intendere che sarà a disposizione per la sfida di domenica sera a San Siro contro la Fiorentina.

Una notizia fondamentale per il tecnico rossonero, che può tornare a contare sulla sua prima scelta sulla fascia mancina. Con una difesa già falcidiata da altri stop, come quelli di Kalulu e Thiaw, il ritorno in campo di Estupiñán rappresenta una boccata d’ossigeno. Il suo contributo è prezioso sia in fase difensiva, grazie alla velocità e al senso della posizione, sia nella spinta offensiva, dove garantisce ampiezza e profondità alla manovra.

L’infortunio di Estupiñán, seppur lieve, aveva generato timori all’interno dell’ambiente rossonero, viste le delicate sfide in arrivo in campionato e in Europa. Tuttavia, il responso medico ha rassicurato tutti: il laterale sarà arruolabile e, con ogni probabilità, partirà titolare contro la squadra viola.

Il suo recupero consente allo staff tecnico di non dover improvvisare soluzioni d’emergenza, mantenendo l’assetto difensivo ben collaudato. Il Milan, con Estupiñán sulla sinistra, potrà affrontare la Fiorentina con maggiore fiducia, cercando di ritrovare solidità e continuità dopo le ultime settimane complicate.

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Calciomercato Parma, spunta fuori un grande retroscena su Pellegrino. Le ultime novità

Calciomercato Parma: Mateo Pellegrino incanta, ma il club blinda il suo gioiello

Il protagonista assoluto dell’ultimo turno è stato senza dubbio Mateo Pellegrino, autore di una splendida doppietta contro il Torino. Con questa prestazione, l’attaccante argentino ha confermato di essere uno dei talenti più brillanti del Parma, attirando le attenzioni di diversi top club europei. Il suo nome è già diventato caldo nel mondo del calciomercato Parma, ma la società ducale non ha intenzione di privarsene a cuor leggero.

Non è un caso che già durante l’ultima sessione estiva il Parma abbia rifiutato un’offerta importante, pari a 15 milioni di euro, arrivata da un club estero. Il segnale lanciato dalla dirigenza è stato chiaro: Pellegrino è considerato un pilastro del progetto tecnico e non sarà ceduto facilmente. Il classe 2001 ha ancora margini di crescita importanti e il club emiliano punta su di lui per provare a conquistare la promozione in Serie A.

Nonostante le sirene di mercato, dunque, Pellegrino resterà a Parma almeno fino al termine della stagione. Le sue prestazioni, tuttavia, stanno alimentando interesse e speculazioni tra le grandi squadre, che monitorano con attenzione la sua evoluzione. In particolare, Roma, Atletico Madrid, Villarreal e Tottenham sono tra le società che lo stanno seguendo più da vicino.

Il suo profilo piace per tecnica, senso del gol e versatilità offensiva. A soli 23 anni, Pellegrino sembra pronto per il salto di qualità, ma il calciomercato Parma resta fermo su una posizione: per far vacillare il club, servirà una proposta davvero irrinunciabile, con cifre ben superiori ai 15 milioni già messi sul tavolo in estate.

La crescita dell’attaccante argentino è il frutto di un lavoro continuo, sia in campo che fuori. La fiducia dell’allenatore e la centralità nel progetto tecnico stanno permettendo a Pellegrino di esprimere tutto il suo potenziale. A oggi, è uno dei giocatori più decisivi del campionato cadetto e una risorsa fondamentale per le ambizioni del club.

Nel frattempo, il calciomercato Parma resta in fermento. L’attenzione su Pellegrino è destinata ad aumentare, ma il messaggio della società è chiaro: il futuro dell’argentino, per ora, parla ancora gialloblù.

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Gravina su EURO 2032: «San Siro? Non è a norma per gli Europei. Ecco le motivazioni»

Gravina su EURO 2032: «San Siro non è a norma, il nuovo stadio della Roma è una possibilità concreta»

In vista di EURO 2032, l’Italia è al lavoro per presentare un progetto infrastrutturale all’altezza dell’evento. A guidare questo processo è il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che ha lanciato un messaggio chiaro sullo stato degli stadi italiani: servono strutture moderne, sicure e conformi agli standard UEFA.

Al centro dell’attenzione, San Siro, storico tempio del calcio italiano, ma ormai considerato non più idoneo per una competizione internazionale di tale livello. «San Siro, allo stato attuale, non rispetta gli standard UEFA. Bisogna essere onesti e riconoscere che un grande evento come EURO 2032 impone requisiti molto precisi. Non possiamo più ragionare solo con il cuore, servono scelte basate su dati e criteri tecnici», ha affermato Gravina con fermezza.

In contrasto con la situazione milanese, si apre invece uno spiraglio positivo a Roma, dove il progetto per il nuovo stadio della squadra giallorossa sta prendendo forma. Gravina ha sottolineato l’apertura delle istituzioni e del club: «C’è grande disponibilità da parte del Comune di Roma e della società. Il nuovo stadio può rappresentare una vera opportunità, sia per la città che per il Paese.»

Il presidente ha poi precisato che la scelta finale sugli impianti da includere nel dossier italiano sarà guidata dalla FIGC, in stretto coordinamento con gli standard imposti dall’UEFA: «Siamo al lavoro con un team tecnico che ha competenze specifiche. La decisione su quali impianti utilizzare sarà presa in modo trasparente e professionale.»

Gravina ha anche toccato temi più ampi legati all’organizzazione del calcio italiano, ribadendo la necessità di un equilibrio tra autonomia sportiva e rispetto delle norme: «Serve collaborazione tra tutte le componenti, ma non possiamo accettare ingerenze che vadano oltre la funzione regolatrice.»

Infine, ha fatto un accenno alla gestione del calendario in vista dei playoff per EURO 2024, lasciando intendere un’apertura al dialogo ma con prudenza: «Non si possono stravolgere i calendari, ma siamo pronti a trovare soluzioni condivise per tutelare la Nazionale.»

Il futuro degli stadi italiani, e in particolare quello di Roma, si intreccia dunque con il grande progetto di EURO 2032, in cui Gravina punta a garantire un’immagine forte e credibile dell’Italia sul palcoscenico europeo.

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Calciomercato Como, tutti pazzi per Nico Paz! Ora i lombardi pretendono una tripla cifra

Calciomercato Como: il caso Nico Paz tra sogni, clausole e valutazioni da top player

Nel panorama del calciomercato Como, il nome di Nico Paz continua a far discutere. Il fantasista argentino classe 2004, protagonista di un avvio di stagione sorprendente con 3 gol e 3 assist nelle prime sei giornate di campionato, è passato in pochissimo tempo da promessa del calcio italiano a obiettivo quasi irraggiungibile per qualsiasi club della Serie A, inclusa l’Inter.

Il talento del Como ha attirato l’attenzione non solo delle big italiane, ma anche dei top club europei. Tuttavia, la situazione contrattuale del giocatore è estremamente complessa. Come riportato da Tuttosport, il Real Madrid mantiene ancora un controllo strategico sul futuro di Nico Paz: i blancos vantano il 50% sulla futura rivendita e una clausola di recompra fissata a 9 milioni nel 2026 e 10 nel 2027. Nonostante questo, la presenza di numerosi talenti offensivi a Madrid potrebbe spingere il club spagnolo a monetizzare, aprendo a un’eventuale cessione definitiva.

Il problema? La valutazione. Dopo il rifiuto a un’offerta da 60 milioni più 10 di bonus del Tottenham durante l’ultima estate, il Como ha alzato il prezzo del suo gioiello a una cifra monstre: 100 milioni di euro. Una valutazione che, per ora, taglia fuori di fatto tutte le squadre italiane, anche le più ambiziose.

Nel calciomercato Como, quindi, Nico Paz è diventato più di un simbolo: è il caso che dimostra quanto la società lariana stia crescendo rapidamente e possa permettersi di trattenere talenti internazionali. L’Inter, che aveva provato a inserirsi sfruttando i buoni rapporti tra Javier Zanetti e il padre del giocatore, Pablo Paz, ex compagno di stanza del vicepresidente nerazzurro ai tempi della nazionale argentina, ha dovuto abbandonare la corsa. Anche la Juventus si era interessata, ma senza margini concreti.

Il futuro di Nico Paz resta avvolto dall’incertezza. Da un lato c’è la strategia del Real Madrid, che dovrà decidere se riprenderselo o incassare. Dall’altro, c’è la volontà del giocatore, che sembra intenzionato a portare il Como in Europa e guadagnarsi un posto al Mondiale 2026.

Nel frattempo, nel calciomercato Como, il nome di Paz continua a brillare, anche se ormai in un firmamento dove pochi possono davvero permettersi di arrivare a lui.

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Calciomercato Roma, Pellegrini si è ripreso ma non è esente da possibili offerte. Le novità

Calciomercato Roma: Pellegrini ritrova sé stesso e torna protagonista, ma l’Inter osserva

Una rinascita silenziosa, ma potente. Lorenzo Pellegrini sta attraversando un momento decisivo della sua carriera, diventando nuovamente un perno centrale nella Roma grazie alla guida tecnica di Gian Piero Gasperini. Il centrocampista romano, ormai sempre più maturo tatticamente e mentalmente, si candida come una delle sorprese della seconda parte di stagione. E in vista del prossimo calciomercato Roma, il suo nome potrebbe diventare centrale tanto per il club quanto per eventuali pretendenti.

Come evidenziato dal Corriere dello Sport, Pellegrini ha cambiato pelle: meno estetica, più sostanza. Con Gasperini ha acquisito una dimensione più completa, fatta di sacrificio, pressing e inserimenti. Questo cambiamento lo ha riportato al centro del progetto tecnico giallorosso, proprio mentre si avvicina un match chiave contro l’Inter, la squadra che – non a caso – lo aveva già sondato nel corso dello scorso mercato invernale.

Il suo futuro resta incerto. Il contratto di Pellegrini con la Roma scadrà a giugno, e al momento non sono ancora partite trattative ufficiali per il rinnovo. Una situazione che tiene alta l’attenzione sul suo profilo nel panorama del calciomercato Roma, con l’Inter che resta alla finestra. Una prestazione convincente contro i nerazzurri potrebbe cambiare le dinamiche: o la Roma si muoverà per blindare il suo numero 7, o l’Inter potrebbe tornare alla carica con maggiore decisione.

Nel frattempo, Pellegrini continua ad allenarsi con intensità, consapevole che ogni partita è una vetrina importante. Dopo mesi difficili segnati da infortuni e critiche, ora si presenta con una forma fisica ritrovata e una testa più sgombra. Gasperini lo considera un punto fermo e ha promesso di rilanciarlo anche in ottica Nazionale, un obiettivo che Pellegrini non ha mai abbandonato.

Il calciomercato Roma si arricchisce così di un caso spinoso ma pieno di potenziale: quello del suo capitano, tra rilancio personale e incertezze contrattuali. Se la società vuole evitare sorprese, sarà fondamentale agire con tempestività. L’alternativa è vedere uno dei suoi uomini simbolo finire altrove, magari proprio in un club rivale come l’Inter.

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Calciomercato Bologna, Lucumì non vuole rinnovare? Ecco la situazione attuale

Calciomercato Bologna: stallo per il rinnovo di Lucumí, la società valuta le alternative

Il tema caldo in casa rossoblù riguarda il futuro di Jhon Lucumí, uno dei pilastri della difesa del Bologna. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport – Stadio, il rinnovo del contratto del colombiano è attualmente bloccato, con una trattativa che sembra essersi arenata. Un’impasse che apre scenari interessanti sul fronte calciomercato Bologna, soprattutto in vista della sessione invernale.

Il titolo scelto dal quotidiano è eloquente: “Lucumí fa muro”. La dirigenza felsinea ha già presentato una prima offerta di rinnovo al giocatore, ma dalla sua parte è arrivata una risposta interlocutoria. Il difensore, che ha totalizzato ben 117 presenze con la maglia del Bologna dal suo arrivo nell’agosto 2022, sta prendendo tempo. Il rischio concreto è che se ne riparli soltanto a gennaio, lasciando aperte tutte le ipotesi.

La volontà della società, comunque, è chiara: trattenere Lucumí e rinnovare il contratto per dare continuità al progetto tecnico. Tuttavia, da Casteldebole non escludono del tutto altre strade, qualora la situazione non dovesse sbloccarsi. I primi contatti ufficiali per affrontare nuovamente il tema del rinnovo sono previsti tra novembre e dicembre, ma al momento si registra solo una promessa generica da parte dell’entourage del giocatore di riprendere il dialogo.

Nel frattempo, il calciomercato Bologna resta vigile. Anche se il club non ha intenzione di cedere Lucumí nella finestra di gennaio – nemmeno in caso di mancato accordo per il rinnovo – alcune variabili potrebbero cambiare il quadro. In particolare, l’interesse di altre squadre e la possibilità di monetizzare prima della scadenza naturale del contratto potrebbero aprire spiragli per una possibile partenza in inverno.

Intanto, il Bologna si guarda attorno e valuta profili alternativi, pur mantenendo la priorità sul rinnovo del difensore colombiano. L’idea è quella di non farsi trovare impreparati nel caso in cui la trattativa naufragasse definitivamente.

La situazione è in evoluzione, ma una cosa è certa: il nome di Lucumí sarà uno dei più caldi nel prossimo calciomercato del Bologna, con sviluppi attesi già nelle prossime settimane.

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Euro 2032, uno stadio è pieno di incertezze: quella società sta facendo di tutto per acquistarlo

EURO 2032: il Flaminio tra sogni e incertezze. Lazio decisiva per il futuro dello stadio

Nel dossier di candidatura dell’Italia per ospitare EURO 2032 compare anche lo stadio Flaminio, inserito nel progetto non come sede ufficiale delle partite, ma come possibile campo di allenamento. Tuttavia, questa ipotesi è vincolata a un elemento cruciale: la piena riqualificazione e il ritorno alla piena funzionalità dell’impianto. Il futuro del Flaminio, quindi, resta sospeso in un clima di incertezza.

Al centro di questa vicenda si trova la Lazio. Il club biancoceleste, infatti, è considerato il principale attore per il rilancio dello stadio. Dal Campidoglio fanno sapere che la prossima mossa spetta a Claudio Lotito, presidente della Lazio e senatore di Forza Italia. È lui a dover chiarire le intenzioni del club circa l’utilizzo del Flaminio. Il Comune è pronto ad aprire un tavolo di lavoro, ma attende un documento formale che specifichi la natura del rapporto tra l’amministrazione capitolina e la società.

La Lazio, nelle prime fasi di confronto con il Comune, sembrava orientata verso la stipula di una convenzione: una forma di contratto che avrebbe permesso al club di utilizzare lo stadio in affitto. Tuttavia, secondo quanto riportato da La Repubblica, Lotito avrebbe successivamente cambiato linea, chiedendo il riconoscimento del diritto di superficie. Questa formula, se accolta, trasferirebbe una parte significativa degli oneri economici e gestionali all’amministrazione pubblica, sollevando la Lazio da molte delle responsabilità operative legate alla manutenzione e alla gestione.

La mossa del presidente biancoceleste ha complicato il dialogo con il Comune, che ora attende segnali chiari da parte della Lazio. Senza un piano dettagliato e un accordo formale, il futuro del Flaminio resta congelato, nonostante l’interesse espresso da parte della società di rientrare nel cuore della Capitale.

In definitiva, il destino dello storico stadio romano è legato a doppio filo con le decisioni della Lazio. Il club, simbolo della città e protagonista del calcio italiano, ha ora l’opportunità di rilanciare un impianto ricco di storia. Resta da vedere se l’occasione sarà colta, oppure se il Flaminio continuerà a essere un progetto incompiuto, nonostante le ambizioni di EURO 2032.

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Mercato Inter, Retegui poteva diventare nerazzuro! Il club preferì puntare su di lui: il clamoroso retroscena

Mercato Inter, il retroscena che fa discutere: Retegui vicino, ma la scelta cadde su un altro. Le ultimissime notizie

Il calciomercato è spesso una questione di sliding doors: decisioni prese in un istante che, col senno di poi, possono trasformarsi in rimpianti. È il caso del retroscena svelato da Il Giornale, secondo cui l’Inter, nella primavera del 2023, fu a un passo dall’acquisto di Mateo Retegui, oggi centravanti della Nazionale.

L’intuizione di Baccin

Il club nerazzurro fu la prima società italiana a muoversi concretamente per l’attaccante. Dario Baccin, vice direttore sportivo, lo aveva seguito dal vivo in Argentina, rimanendo colpito dalla sua esplosione con il Tigre. All’epoca il cartellino di Retegui era valutato circa 15 milioni di euro, cifra più che sostenibile per le casse interiste e potenzialmente un affare.

La scelta dell’esperienza

Nonostante i sondaggi e le valutazioni positive, la dirigenza decise di cambiare rotta. Invece di puntare sul giovane italo-argentino, preferì affidarsi a un profilo già rodato in Serie A: Marko Arnautović, acquistato dal Bologna per circa 10 milioni di euro. Una scelta dettata dalla volontà di avere subito un contributo certo, rinunciando alla scommessa sul talento emergente.

Il colpo del Genoa

Quella decisione aprì la strada al Genoa, che colse l’occasione e portò Retegui in Italia. Da lì, la sua crescita lo ha portato a diventare il centravanti titolare della Nazionale. Un “what if” che lascia riflettere: come sarebbe cambiata la storia recente dell’Inter se avesse deciso di investire su di lui?

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Infortunati Cagliari, come sta quel difensore? Proverà il recupero contro il Bologna! Cosa filtra in vista della sfida

Infortunati Cagliari, le ultimissime sulla situazione in casa rossoblù: il difensore punta al rientro col Bologna

Il Cagliari continua la preparazione in vista della sfida di Serie A contro il Bologna, in programma domenica 19 ottobre all’Unipol Domus, valida per la settima giornata di campionato. Mentre la squadra lavora a pieno ritmo, lo staff tecnico tiene gli occhi puntati sulle condizioni di Yerry Mina, difensore centrale classe 1994, pedina fondamentale per l’equilibrio della retroguardia rossoblù.

Recupero in salita per il colombiano

Il giocatore è alle prese con una distrazione di basso grado al soleo della coscia destra. Nella giornata di ieri ha svolto un programma personalizzato al centro sportivo, segnale della prudenza con cui viene gestito il suo rientro. Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, Mina non sarà a disposizione per la gara contro i felsinei.

Bologna, un avversario di livello

La formazione sarda dovrà vedersela con il Bologna di Vincenzo Italiano, tecnico noto per il suo calcio intenso e propositivo. Dopo un avvio di stagione convincente, gli emiliani rappresentano un banco di prova impegnativo, soprattutto per un reparto difensivo che rischia di dover fare a meno del suo leader.

Le alternative di Pisacane

L’assenza del colombiano costringerebbe il tecnico Fabio Pisacane a rivedere gli equilibri difensivi, puntando sulla duttilità della rosa. La seduta mattutina odierna sarà dedicata proprio a testare le soluzioni alternative e a rafforzare i meccanismi arretrati, in vista di una partita in cui la solidità difensiva potrebbe rivelarsi decisiva.

L’attesa resta alta per conoscere l’ultimo bollettino medico su Mina, il cui recupero sarà determinante per le prossime sfide dei rossoblù.

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Giroud Milan, il messaggio dell’attaccante ai tifosi rossoneri: «Fortunato di aver potuto giocare un ruolo di primo piano nel club che tifavo da piccolo»

Giroud Milan, l’ex attaccante rossonero fa emozionare i tifosi: «Fortunato di aver potuto giocare in primo piano nei club che tifavo»

Olivier Giroud, ex numero 9 del Milan, si è raccontato in una lunga intervista a L’Équipe, ripercorrendo le tappe principali della sua carriera e sottolineando quanto l’esperienza rossonera abbia segnato il suo percorso. Oggi al Lille, l’attaccante francese ha ribadito i suoi obiettivi presenti, senza dimenticare il legame speciale con il club milanese, che aggiunge un tocco di romanticismo alla storia del Diavolo.

Giroud ha spiegato come l’approdo in Italia fosse quasi scritto nel destino: «Quando ho lasciato il Chelsea, il Milan mi ha contattato e tornare in Francia non era più un’opzione». Un legame che affonda le radici nell’infanzia: «Ho ritrovato una foto di me bambino nella mia stanza, con il poster del Milan alle spalle. Era evidente! Mi sento fortunato ad aver potuto vestire le maglie delle squadre che tifavo».

Il francese ha poi parlato della sua voglia di restare competitivo nonostante l’età, prendendo come riferimento Zlatan Ibrahimovic: «Con Zlatan ne parlavamo spesso. Diceva che se manca la voglia, anche se il fisico regge, non ha senso continuare. Io quella voglia ce l’ho». Allo stesso tempo, Giroud ha sottolineato la differenza caratteriale con lo svedese: «Non ho l’ego di certi giocatori. Zlatan ed io siamo molto diversi: io ho cercato fin da subito di mettere tutti a proprio agio».

Le sue parole confermano ancora una volta il fascino intramontabile del Milan e l’impatto che il club esercita sui grandi campioni. Un’eredità di mentalità vincente che la dirigenza rossonera può valorizzare per affrontare le difficoltà attuali e continuare a puntare ai massimi traguardi.

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San Siro, Sala svela: «Bisogna arrivare per il campionato 2031/32 per poter ospitare a fine campionato gli europei a Milano»

San Siro, la deadline del sindaco Sala: «Bisogna arrivare per il campionato 2031/32 per poter ospitare a fine campionato gli europei a Milano»

l progetto del nuovo stadio di Milano entra in una fase decisiva, con una scadenza precisa e ambiziosa. In occasione di un evento pubblico, il sindaco Giuseppe Sala ha fatto il punto dopo l’incontro con i rinomati architetti Lord Norman Foster e David Manica, incaricati della realizzazione dell’impianto.

Sala ha sottolineato come dal vertice sia emersa la volontà condivisa di procedere con rapidità, spirito di collaborazione ed efficienza, valorizzando l’esperienza e il prestigio internazionale dei due studi di architettura. L’obiettivo fissato dal primo cittadino è chiaro e inderogabile: il nuovo stadio dovrà essere completato e pienamente operativo entro l’avvio della stagione calcistica 2031-2032.

Una tempistica tutt’altro che casuale, pensata per consentire a Milano di candidarsi a ospitare alcune partite dei Campionati Europei previsti al termine di quella stessa stagione, un traguardo di grande rilevanza per la città e per i suoi club.

PAROLE – «Abbiamo parlato dell’intenzione di lavorare bene, in fretta e cooperando. Norman Foster e anche Manica hanno grande esperienza e reputazione negli stadi. Ci siamo detti che, va bene tutto, ma bisogna arrivare per il campionato 2031-2032 per poter ospitare a fine campionato gli europei qua a Milano»

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Vlahovic Juve, contatto tra il suo agente e quella big! L’attaccante serbo è nella lista ristretta di quella squadra per il futuro: le ultimissime

Vlahovic Juve, primi contatti con il Barcellona_ l’agente Ristic incontra Deco. Il serbo tra i candidati per sostituire Lewandowski

Il legame tra Dusan Vlahovic e la Juventus sembra destinato a spegnersi, mentre all’orizzonte si profila una nuova, prestigiosa opportunità: il Barcellona. Secondo quanto riportato da Tuttosport, l’attaccante serbo sarebbe entrato con decisione nei piani del club blaugrana, che lo considera l’erede naturale di Robert Lewandowski.

L’idea blaugrana prende forma

Con il centravanti polacco ormai verso la fase conclusiva della carriera e un contratto in scadenza nel 2026, la dirigenza catalana ha iniziato a pianificare il futuro del proprio reparto offensivo. L’obiettivo è individuare un numero 9 di livello internazionale, capace di raccogliere un’eredità pesantissima. In questo scenario, Vlahovic rappresenta un profilo ideale: giovane ma già esperto, fisico e potente, con un fiuto del gol che lo rende appetibile per qualsiasi top club europeo.

La situazione contrattuale

Il contratto che lega il serbo alla Juventus scade nel 2026 e, al momento, non ci sono margini per un rinnovo. Questo rende l’operazione particolarmente interessante per il Barcellona, che potrebbe approfittarne per inserirsi e, in prospettiva, arrivare al giocatore a parametro zero.

I primi contatti

Secondo indiscrezioni, l’agente di Vlahovic, Darko Ristic, avrebbe già avuto un colloquio esplorativo con i dirigenti blaugrana per sondare richieste economiche e disponibilità del giocatore. Un passo che trasforma quella che sembrava soltanto un’ipotesi in una pista di mercato concreta.

La posizione della Juventus

A Torino la sensazione è di rassegnazione: la società vorrebbe monetizzare già a gennaio per evitare di perdere il giocatore a zero, ma la volontà di Vlahovic sembra orientata ad attendere la scadenza per massimizzare il proprio ingaggio. Quel che è certo è che la corsa al serbo è ufficialmente iniziata, e l’interesse di un colosso come il Barcellona non fa che confermare lo status di Vlahovic come uno dei pezzi più pregiati del mercato europeo.

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Skorupski Bologna, c’è il rinnovo! Il portiere vestirà la maglia rossoblù fino al 2027: il comunicato ufficiale

Skorupski Bologna, scatta il rinnovo di contratto! Il portiere vestirà la maglia rossoblù fino al 2027: il comunicato ufficiale del club

Il Bologna blinda la propria porta con la conferma di Łukasz Skorupski. Il club rossoblù ha ufficializzato il rinnovo del contratto del portiere polacco, che continuerà a difendere i pali felsinei fino al 2027.

Classe 1991, Skorupski è ormai una colonna della squadra: arrivato nel 2018, ha collezionato 260 presenze e si è distinto come uno dei protagonisti della storica vittoria della Coppa Italia nella scorsa stagione. Con questa firma, il legame tra il numero uno e il Bologna si rafforza ulteriormente, garantendo continuità ed esperienza tra i pali.

COMUNICATO – Il Bologna Fc 1909 comunica di aver raggiunto l’accordo con il portiere Lukasz Skorupski per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2027.

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Kaio Jorge, che ingenuità! Simula il gesto del furto verso l’arbitro, rosso diretto e scuse a fine gara. La ricostruzione

Kaio Jorge esagera con la protesta: mimato il furto all’arbitro, espulsione inevitabile e scuse sui social a fine partita

Brutta ingenuità per Kaio Jorge durante il derby tra Atlético Mineiro e Cruzeiro. L’attaccante brasiliano, ex Juventus e Frosinone, è stato espulso a inizio ripresa dopo un gesto di protesta plateale.

Pochi istanti dopo il gol del pareggio firmato da Ruan Tressoldi, anche lui con un passato in Serie A, il classe 2002 ha mimato il gesto delle manette rivolto all’arbitro. L’episodio non è sfuggito al VAR, che ha richiamato il direttore di gara Paulo Cesar Zanovelli da Silva: inevitabile il cartellino rosso.

Un’uscita di scena pesante per il capocannoniere del Cruzeiro, autore finora di 15 reti e 7 assist in 26 presenze stagionali, a conferma del suo ruolo centrale nella squadra. Consapevole dell’errore, il giocatore ha affidato ai social le proprie scuse.

PAROLE: “So di non aver agito nel modo migliore e di aver finito per prendere decisioni che non rappresentano chi sono, né il professionista che cerco di essere ogni giorno. Con la decisione arbitrale, ho finito per entusiasmarmi per il gesto e ho capito che avrei potuto reagire in modo diverso“.

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Marocco Francia U20, succede di tutto! Transalpini sconfitti ai rigori grazie al terzo portiere entrato allo scadere

Clamoroso al Mondiale U20: il Marocco elimina la Francia ai rigori, decisivo il terzo portiere entrato all’ultimo minuto

Sarà Argentina-Marocco la finale del Mondiale Under 20. L’appuntamento è fissato per la notte tra domenica 19 e lunedì 20 ottobre, con calcio d’inizio all’1:00 ora italiana. La sfida per il terzo posto, invece, vedrà di fronte Colombia e Francia sabato 18 ottobre alle 21:00.

Argentina di misura sulla Colombia

Nella prima semifinale l’Argentina supera la Colombia 1-0 grazie al gol di Silvetti al 72’, su assist di Prestianni. Pochi minuti dopo, al 79’, la Colombia resta in dieci per l’espulsione di Renteria (doppia ammonizione), compromettendo definitivamente le proprie chance di rimonta.

Marocco-Francia: la lotteria dei rigori

L’altra semifinale è stata una vera battaglia. Il Marocco passa in vantaggio al 32’: Zabiri sbaglia dal dischetto colpendo il palo, ma sulla respinta il pallone carambola addosso al portiere francese Olmeta e finisce in rete, trasformandosi in un autogol sfortunato. La Francia reagisce e trova il pari al 59’ con Michal, servito da Dabo.

Il terzo portiere diventa eroe

La partita si trascina fino ai rigori dopo i tempi supplementari. Il Marocco è costretto a cambiare portiere due volte: al 64’ l’infortunato Benchaouch lascia il posto a Gomis, che a sua volta viene sostituito al 125’ da Mesbahi. Una mossa che si rivela decisiva: il terzo portiere para il rigore conclusivo di N’Guessan, regalando ai marocchini la storica qualificazione in finale. Nella serie dagli undici metri si registrano anche due errori: Hamony si fa respingere il tiro da Olmeta, mentre Beyuku colpisce il palo.

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Bisseck Inter, l’addio a gennaio è sempre possibile: svelata la posizione del difensore

Bisseck Inter, a rischio addio a gennaio per cercare continuità in vista dei Mondiali 2026. Le ultime sul difensore nerazzurro

Il futuro di Yann Bisseck all’Inter è sempre più incerto. Dopo un inizio di stagione in cui il difensore tedesco ha collezionato appena 157 minuti di gioco, il classe 1999 sta seriamente valutando l’idea di lasciare il club nerazzurro già nella prossima sessione di calciomercato invernale. L’obiettivo principale di Bisseck è ritrovare continuità e minutaggio per convincere il commissario tecnico della Germania, Julian Nagelsmann, a convocarlo per i Mondiali 2026.

Il percorso di crescita di Bisseck all’Inter, finora promettente, si è infatti arenato. Come evidenzia il Corriere dello Sport, il difensore tedesco ha visto ridursi drasticamente le proprie opportunità con l’arrivo estivo di Manuel Akanji, che ha aumentato la competizione nel reparto difensivo nerazzurro. Inoltre, il nuovo allenatore Cristian Chivu non gli ha ancora dato fiducia piena, lasciandolo ai margini della squadra. Questi fattori hanno rallentato il suo sviluppo e lo hanno escluso dal giro della nazionale, spingendolo a riflettere sul proprio futuro professionale.

Il destino di Bisseck all’Inter sembra ormai appeso a un filo. Se nei prossimi mesi il giocatore non dovesse ottenere più spazio, l’ipotesi di una cessione a gennaio prenderebbe corpo in modo molto concreto. Il difensore è consapevole che per crescere e ambire a una convocazione per il mondiale sarà necessario giocare con continuità, e dunque potrebbe cercare una nuova squadra dove avere maggiori garanzie di impiego.

Sul mercato non mancano le offerte per Bisseck. La sua destinazione preferita resta la Premier League, campionato ideale per il suo fisico imponente e il suo stile di gioco aggressivo. Lo scorso luglio, l’Inter aveva respinto un’offerta di oltre 30 milioni di euro arrivata dal Crystal Palace, ma l’Inghilterra potrebbe tornare protagonista con nuove proposte. In Germania, invece, l’Eintracht Francoforte segue attentamente la situazione, pronto a cogliere un’opportunità di mercato.

Al momento, la società nerazzurra non ha preso decisioni definitive. I prossimi due mesi saranno fondamentali per capire se Cristian Chivu concederà a Bisseck maggiore spazio per dimostrare il suo valore. In caso contrario, l’Inter dovrà prepararsi a gestire l’addio del difensore e a muoversi sul mercato per non indebolire il reparto arretrato. LEGGI ANCHE >>> Calciomercato Inter: c’è questo club di Bundesliga sulle tracce di Bisseck

Sampdoria, Jeda: «Troppe difficoltà negli ultimi anni. Serve una cosa»

Sampdoria, Jeda analizza il momento dei blucerchiati: «Serve stabilità, non solo risultati immediati». Ecco le parole dell’ex attaccante

L’ex attaccante del Cagliari Jeda, ai microfoni di SampNews24, ha rilasciato un’intervista esclusiva in cui ha commentato la situazione della Sampdoria, impegnata nel campionato di Serie B 2025/26. Il brasiliano, oggi opinionista, ha espresso la sua opinione sul difficile momento del club ligure, toccando vari temi: dalla posizione di Massimo Donati al rendimento di Barak, passando per la crescita dei giovani e la solidità ritrovata in difesa.

«Sampdoria, troppi problemi societari che pesano sul campo»

Secondo Jeda, la Sampdoria paga ancora le conseguenze di anni complicati dal punto di vista gestionale:

«Negli ultimi anni i blucerchiati hanno vissuto troppe difficoltà societarie, e questo si riflette inevitabilmente sul campo. È un periodo delicato, ma spero che il club ritrovi presto serenità e stabilità».

Dopo settimane di discussioni sul futuro di Donati, la vittoria contro il Pescara sembra aver riportato un po’ di fiducia. L’ex attaccante non crede però che la colpa delle difficoltà vada attribuita solo al tecnico:

«Nel calcio paga sempre l’allenatore, ma qui il problema è più ampio. Donati sta facendo il massimo in un contesto complicato».

Pafundi e Cherubini le note liete, ma Jeda aspetta il vero Barak

Tra le poche certezze di questa Sampdoria c’è l’emergente Pafundi, decisivo contro il Pescara e autore di buone prestazioni anche con l’Italia Under 21. Tuttavia, il suo recente infortunio rischia di rallentare la crescita. Jeda sottolinea come serva maggiore concretezza da parte dei veterani:

«Barak deve dare di più. I nomi importanti non bastano: servono compattezza e spirito di gruppo».

La difesa a tre e la rinascita di Coda

Il cambio di modulo ha restituito equilibrio alla retroguardia, con Hadzikadunic tra le sorprese più positive. Ma la grande notizia è il ritorno al gol di Coda, autore di una rete e un assist nell’ultima giornata.

«È compito dell’allenatore costruire la squadra intorno a un bomber così. Coda è un lusso per la Serie B e può trascinare la Sampdoria verso la zona playoff», ha commentato Jeda.

Con il campionato pronto a ripartire, la Sampdoria cerca ora continuità. Tra giovani talenti in crescita e veterani chiamati al riscatto, i tifosi sperano che il club possa finalmente lasciarsi alle spalle le turbolenze e tornare protagonista. LEGGI SU SAMPNEWS24 L’INTERVISTA COMPLETA

Cambiaghi Bologna, l’esterno sempre più uomo chiave: la nuova mossa di Italiano

Cambiaghi Bologna: l’ala rossoblù torna protagonista e conquista Italiano. E il tecnico per lui ha le idee molto chiare in vista del futuro.

L’aria di novità che si respira al Bologna passa anche dai piedi di Nicolò Cambiaghi. Dopo il lungo infortunio e la recente convocazione in Nazionale, l’esterno offensivo è tornato a essere uno dei simboli del nuovo corso rossoblù. “Cambiaghi vola”, scrive La Gazzetta dello Sport, sottolineando come l’ex Empoli sia ormai diventato un punto fermo per Vincenzo Italiano, che lo considera un elemento imprescindibile nel suo 4-2-3-1 dinamico e offensivo.

Il Cambiaghi del Bologna è molto diverso dal giocatore che si era fermato mesi fa per problemi fisici: oggi appare più maturo, più incisivo e soprattutto più consapevole del proprio ruolo. Prima della sosta, l’ala aveva firmato una prestazione scintillante contro il Pisa, con un gol, un assist e un rigore procurato — numeri che raccontano meglio di ogni parola il suo momento di forma.

Da alternativa a titolare inamovibile

Nelle prime settimane di campionato, Cambiaghi era partito come riserva di lusso, ma la costanza e il lavoro quotidiano lo hanno trasformato in una pedina fondamentale. Italiano lo ha reso parte integrante di un sistema che vive di pressing alto, velocità e imprevedibilità. Non più solo un’arma da usare a gara in corso, ma un titolare in grado di accendere la manovra e dare profondità all’attacco.

Il tecnico toscano, però, non regala nulla: la concorrenza nel Bologna resta alta, e anche Cambiaghi dovrà confermare sul campo i progressi mostrati. Dopo gli impegni con la Nazionale, l’attaccante tornerà ad allenarsi in gruppo per preparare la trasferta contro il Cagliari, una gara che rappresenta un test importante per misurare la continuità della squadra.

Il Bologna si affida al talento di Cambiaghi e Orsolini

Nel 4-2-3-1 disegnato da Italiano, Cambiaghi e Orsolini sono le ali incaricate di rompere gli equilibri. Il primo garantisce dribbling, corsa e capacità di accentrarsi per concludere, mentre il secondo offre estro e concretezza. In un momento in cui Dominguez non è ancora al meglio, gran parte delle responsabilità creative ricadranno proprio sul duo di fascia.

Il Bologna di Cambiaghi guarda avanti con entusiasmo: il giocatore è tornato al top, la fiducia del tecnico è totale e la sfida di Cagliari può diventare l’occasione per confermare che la rinascita dell’ala lombarda è ormai completa. LEGGI ANCHE >>> Bernardeschi, è tempo di prendersi il Bologna! Nel mezzo un record contro il Cagliari

Atalanta, buone notizie in vista della Lazio: Juric può finalmente sorridere

Atalanta, emergenza finita: Juric ritrova i titolari in vista della sfida con la Lazio. Le ultime sulla formazione della Dea in vista dei biancocelesti

Buone notizie per l’Atalanta: l’emergenza infortuni sembra finalmente alle spalle. Alla vigilia della delicata sfida contro la Lazio, in programma a Bergamo, Ivan Juric può sorridere: il tecnico croato ha infatti recuperato gran parte dei giocatori che avevano riempito l’infermeria nelle scorse settimane. L’unica eccezione riguarda Bellanova e Kolasinac, ormai prossimi al rientro, e il lungodegente Bakker, che proseguirà ancora con il lavoro personalizzato.

La situazione in difesa è particolarmente confortante. Dopo settimane di rotazioni forzate, l’Atalanta può finalmente tornare a contare su elementi chiave come Kossounou e Scalvini. Quest’ultimo, rientrato dopo un mese di stop, avrà bisogno di ritrovare il ritmo partita, ma la sua presenza rappresenta un segnale incoraggiante. Juric, tuttavia, non sembra intenzionato a stravolgere troppo l’assetto difensivo e dovrebbe confermare il terzetto formato da Djimsiti, Hien e Ahanor, che ha garantito solidità e continuità nelle ultime uscite.

Sulle corsie laterali, torna a disposizione Zalewski, pronto a riprendere il suo posto nel sistema di gioco atalantino, mentre a centrocampo resta alto il livello di concorrenza, con Ederson, Koopmeiners e De Roon in vantaggio per una maglia da titolare.

Il reparto offensivo è quello che offre le novità più interessanti. Dopo settimane di emergenza, Juric potrà contare su un’Atalanta finalmente completa in attacco, con ben sette giocatori pronti a contendersi tre maglie, otto se si considera anche Pasalic, sempre prezioso per la sua duttilità. Tornano pienamente a disposizione De Ketelaere e Lookman, con quest’ultimo atteso oggi a Bergamo dopo gli impegni con la nazionale nigeriana.

Il più atteso, però, resta Gianluca Scamacca. L’attaccante azzurro, fermo da quasi cinquanta giorni, ha lavorato duramente per recuperare la miglior condizione e spera di poter giocare almeno uno spezzone di gara contro la Lazio. Il suo rientro, anche solo parziale, rappresenterebbe un’arma in più per un’Atalanta che vuole ritrovare brillantezza e incisività sotto porta.

Con quasi tutti i titolari di nuovo arruolabili, Juric ha ora a disposizione una rosa profonda e competitiva. L’Atalanta, rigenerata e con nuove alternative in ogni reparto, si prepara a una seconda parte di stagione in cui ambisce a confermarsi ai vertici della Serie A e a centrare la qualificazione alle coppe europee. LEGGI ANCHE >>> Scamacca Atalanta, l’attaccante ha un obiettivo: ecco di cosa si tratta

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