Pagina 599 – Calcio News 24

Cambiaghi Bologna, l’esterno sempre più uomo chiave: la nuova mossa di Italiano

Cambiaghi Bologna: l’ala rossoblù torna protagonista e conquista Italiano. E il tecnico per lui ha le idee molto chiare in vista del futuro.

L’aria di novità che si respira al Bologna passa anche dai piedi di Nicolò Cambiaghi. Dopo il lungo infortunio e la recente convocazione in Nazionale, l’esterno offensivo è tornato a essere uno dei simboli del nuovo corso rossoblù. “Cambiaghi vola”, scrive La Gazzetta dello Sport, sottolineando come l’ex Empoli sia ormai diventato un punto fermo per Vincenzo Italiano, che lo considera un elemento imprescindibile nel suo 4-2-3-1 dinamico e offensivo.

Il Cambiaghi del Bologna è molto diverso dal giocatore che si era fermato mesi fa per problemi fisici: oggi appare più maturo, più incisivo e soprattutto più consapevole del proprio ruolo. Prima della sosta, l’ala aveva firmato una prestazione scintillante contro il Pisa, con un gol, un assist e un rigore procurato — numeri che raccontano meglio di ogni parola il suo momento di forma.

Da alternativa a titolare inamovibile

Nelle prime settimane di campionato, Cambiaghi era partito come riserva di lusso, ma la costanza e il lavoro quotidiano lo hanno trasformato in una pedina fondamentale. Italiano lo ha reso parte integrante di un sistema che vive di pressing alto, velocità e imprevedibilità. Non più solo un’arma da usare a gara in corso, ma un titolare in grado di accendere la manovra e dare profondità all’attacco.

Il tecnico toscano, però, non regala nulla: la concorrenza nel Bologna resta alta, e anche Cambiaghi dovrà confermare sul campo i progressi mostrati. Dopo gli impegni con la Nazionale, l’attaccante tornerà ad allenarsi in gruppo per preparare la trasferta contro il Cagliari, una gara che rappresenta un test importante per misurare la continuità della squadra.

Il Bologna si affida al talento di Cambiaghi e Orsolini

Nel 4-2-3-1 disegnato da Italiano, Cambiaghi e Orsolini sono le ali incaricate di rompere gli equilibri. Il primo garantisce dribbling, corsa e capacità di accentrarsi per concludere, mentre il secondo offre estro e concretezza. In un momento in cui Dominguez non è ancora al meglio, gran parte delle responsabilità creative ricadranno proprio sul duo di fascia.

Il Bologna di Cambiaghi guarda avanti con entusiasmo: il giocatore è tornato al top, la fiducia del tecnico è totale e la sfida di Cagliari può diventare l’occasione per confermare che la rinascita dell’ala lombarda è ormai completa. LEGGI ANCHE >>> Bernardeschi, è tempo di prendersi il Bologna! Nel mezzo un record contro il Cagliari

Atalanta, buone notizie in vista della Lazio: Juric può finalmente sorridere

Atalanta, emergenza finita: Juric ritrova i titolari in vista della sfida con la Lazio. Le ultime sulla formazione della Dea in vista dei biancocelesti

Buone notizie per l’Atalanta: l’emergenza infortuni sembra finalmente alle spalle. Alla vigilia della delicata sfida contro la Lazio, in programma a Bergamo, Ivan Juric può sorridere: il tecnico croato ha infatti recuperato gran parte dei giocatori che avevano riempito l’infermeria nelle scorse settimane. L’unica eccezione riguarda Bellanova e Kolasinac, ormai prossimi al rientro, e il lungodegente Bakker, che proseguirà ancora con il lavoro personalizzato.

La situazione in difesa è particolarmente confortante. Dopo settimane di rotazioni forzate, l’Atalanta può finalmente tornare a contare su elementi chiave come Kossounou e Scalvini. Quest’ultimo, rientrato dopo un mese di stop, avrà bisogno di ritrovare il ritmo partita, ma la sua presenza rappresenta un segnale incoraggiante. Juric, tuttavia, non sembra intenzionato a stravolgere troppo l’assetto difensivo e dovrebbe confermare il terzetto formato da Djimsiti, Hien e Ahanor, che ha garantito solidità e continuità nelle ultime uscite.

Sulle corsie laterali, torna a disposizione Zalewski, pronto a riprendere il suo posto nel sistema di gioco atalantino, mentre a centrocampo resta alto il livello di concorrenza, con Ederson, Koopmeiners e De Roon in vantaggio per una maglia da titolare.

Il reparto offensivo è quello che offre le novità più interessanti. Dopo settimane di emergenza, Juric potrà contare su un’Atalanta finalmente completa in attacco, con ben sette giocatori pronti a contendersi tre maglie, otto se si considera anche Pasalic, sempre prezioso per la sua duttilità. Tornano pienamente a disposizione De Ketelaere e Lookman, con quest’ultimo atteso oggi a Bergamo dopo gli impegni con la nazionale nigeriana.

Il più atteso, però, resta Gianluca Scamacca. L’attaccante azzurro, fermo da quasi cinquanta giorni, ha lavorato duramente per recuperare la miglior condizione e spera di poter giocare almeno uno spezzone di gara contro la Lazio. Il suo rientro, anche solo parziale, rappresenterebbe un’arma in più per un’Atalanta che vuole ritrovare brillantezza e incisività sotto porta.

Con quasi tutti i titolari di nuovo arruolabili, Juric ha ora a disposizione una rosa profonda e competitiva. L’Atalanta, rigenerata e con nuove alternative in ogni reparto, si prepara a una seconda parte di stagione in cui ambisce a confermarsi ai vertici della Serie A e a centrare la qualificazione alle coppe europee. LEGGI ANCHE >>> Scamacca Atalanta, l’attaccante ha un obiettivo: ecco di cosa si tratta

L’Alcione Milano sfida l’Inter U23, il presidente: «Un sogno che si avversa. Sul futuro…»

Il presidente dell’Alcione Milano ai microfoni di ‘Tuttosport’ ha espresso tutta l’emozione di andare a sfidare i nerazzurri in un derby storico.

Giulio Gallazzi, presidente dell’Alcione, si prepara a vivere un momento storico: il derby di Milano in Serie C contro l’Inter Under 23. Un match che, come racconta a Tuttosport, rappresenta un sogno e un’emozione unica.

IL DERBY – «Mi guardo indietro. Un club di livello mondiale fa visita a chi una ventina di anni fa non aveva nemmeno la prima squadra. È incredibile, ed è un grande onore».

DUE SCUOLE MILANESI – «Loro sono Under 23, noi come età media siamo attorno ai 24,5 anni: sono due vere scuole milanesi di calcio giovanile».

COSA SIGNIFICA QUESTA PARTITA – «Un sogno che si realizza. Giocheremo con il sorriso: l’Alcione non è mai una squadra arrabbiata».

MAROTTA – «Credo la vivrà come una partita qualunque. Io invece come quella dell’anno».

VEDRETE INSIEME LA PARTITA – «Penso di sì. Oggi saremo insieme in consiglio federale (Gallazzi è fresco di elezione, n.d.r.) e l’Inter gioca sabato a Roma ma mi ha promesso che ci sarà».

IN CASO DI GOL… – «Non credo che esulterei come in altre gare. Tifo Bologna, la squadra della mia città, ma da anni simpatizzo Inter. Nel caso, e spero che accada, cercherò di interiorizzare i salti di gioia».

L’AMICIZIA CON MAROTTA – «La prima volta non abbiamo parlato di calcio, la seconda sì. Lui era incuriosito dalla mia esperienza e io, che arrivo da altri mondi, ho subito colto l’occasione per chiedergli consigli. Poi le occasioni per vedersi, magari a cena o davanti a un caffè, si sono intensificate».

L’ALCIONE É FAVORITO – «Le risponderei che sbaglia: l’Inter è una corazzata. A noi piacerebbe disputare una bella gara».

IL NUOVO STADIO A SETTIMO MILANESE – «In linea con i piani. L’obiettivo è chiudere lì la regular season. E poi giocarci i playoff, chissà…».

Esonero Kluivert, è ufficiale: l’Indonesia interrompe il rapporto dopo meno di un anno

Esonero Kluivert: l’Indonesia interrompe il rapporto con l’allenatore olandese dopo soli dieci mesi. Ecco i motivi di questa decisione

È ufficiale: la Federazione calcistica indonesiana (PSSI) ha annunciato l’esonero di Patrick Kluivert dalla guida della nazionale maggiore. La notizia, diffusa nella giornata di giovedì 16 ottobre 2025 attraverso i canali ufficiali della federazione, segna la fine anticipata di un progetto tecnico che avrebbe dovuto durare almeno fino al 2027. L’accordo di risoluzione consensuale tra le parti è arrivato dopo un confronto diretto tra Kluivert e i vertici della PSSI, che hanno deciso di chiudere il rapporto in seguito ai risultati deludenti ottenuti negli ultimi mesi.

L’esonero di Kluivert era nell’aria da tempo, ma la decisione è maturata dopo la doppia sconfitta contro Arabia Saudita (2-3) e Iraq (0-1) nella quarta fase del girone B di qualificazione mondiale. Due battute d’arresto che hanno di fatto compromesso il cammino della nazionale indonesiana, eliminata dalla competizione e incapace di mostrare progressi concreti nel gioco e nell’organizzazione tattica.

“La cessazione della collaborazione avviene di comune accordo, considerando le dinamiche interne e la direzione strategica dello sviluppo della nazionale”, si legge nella nota ufficiale diffusa dalla PSSI. Oltre all’allenatore, anche l’intero staff tecnico di Kluivert – che seguiva la selezione maggiore, l’Under-23 e l’Under-20 – cesserà immediatamente il proprio incarico.

L’esonero Kluivert chiude così un’esperienza breve ma intensa, durata poco più di dieci mesi. L’ex attaccante di Ajax, Milan e Barcellona, nominato l’8 gennaio 2025 in sostituzione del sudcoreano Shin Tae-yong, era stato accolto con grande entusiasmo e con l’obiettivo di rilanciare il calcio indonesiano a livello internazionale. Tuttavia, il bilancio finale parla di otto partite, con soltanto tre vittorie e numerose difficoltà nell’imporre il suo stile di gioco offensivo, tanto apprezzato in Europa ma poco efficace in un contesto tecnico ancora in crescita.

La PSSI, nel comunicato ufficiale, ha ringraziato Kluivert per la professionalità e l’impegno mostrati, sottolineando che questa decisione rientra in una revisione complessiva del programma di sviluppo del calcio nazionale. Nelle prossime settimane verrà nominato un commissario tecnico ad interim, mentre la federazione avvierà la ricerca di un nuovo allenatore capace di portare avanti il percorso di crescita iniziato negli ultimi anni.

Con l’esonero di Kluivert, si chiude una parentesi che avrebbe dovuto rappresentare una svolta per il calcio indonesiano ma che, alla fine, lascia spazio a nuove riflessioni e a un inevitabile cambio di rotta per il futuro della nazionale. LEGGI ANCHE >>> Squadre qualificate Mondiali 2026: tutte le Nazionali presenti, continente per continente

Roma, brutte notizie per Gasperini: quel giocatore a forte rischio contro l’Inter

Roma, ritorno alla normalità dopo la sosta: testa all’Inter e dubbi di formazione. C’è un calciatore che rischia di saltare la sfida.

Terminati gli impegni delle nazionali, la Roma torna a concentrarsi sul campionato. Sabato sera, alle 20:45, lo Stadio Olimpico ospiterà la sfida tra Roma e Inter, una partita che può dire molto sulle ambizioni e sugli equilibri di alta classifica. Dopo due settimane di pausa, il gruppo giallorosso si è finalmente ricompattato a Trigoria, dove Gian Piero Gasperini ha ritrovato quasi tutti i suoi uomini, con l’unica eccezione di Angeliño, ancora ai box per problemi fisici.

Lo spagnolo, come riportato da Il Messaggero, non si allena da dieci giorni a causa di una bronchite asmatica che lo ha costretto a saltare la gara contro la Fiorentina. Anche ieri ha svolto lavoro differenziato in palestra e la sua presenza contro l’Inter appare fortemente in dubbio. In caso di forfait, dovrebbe toccare a Tsimikas, rientrato in buone condizioni e galvanizzato dal gol segnato con la Grecia durante la sosta contro la Scozia.

Nel frattempo, a Trigoria sono rientrati tutti i nazionali. I primi ad aggregarsi al gruppo della Roma sono stati Ziolkowski e Tsimikas, seguiti poi da Koné, Celik e Dovbyk, tornati ieri. Il lavoro si è concentrato sul recupero fisico e sulla preparazione tattica in vista del big match di sabato. In mediana, Koné e Cristante dovrebbero formare la coppia titolare, mentre davanti resta vivo il ballottaggio tra Dovbyk e Ferguson per guidare l’attacco giallorosso.

Molti giocatori della Roma sono stati protagonisti positivi durante gli impegni internazionali. Ndicka e El Aynaoui hanno conquistato la qualificazione al Mondiale rispettivamente con Costa d’Avorio e Marocco, mentre Ferguson ha ritrovato la via del gol contro l’Armenia, interrompendo un lungo digiuno personale con la nazionale. Buone notizie anche dalle giovanili: Pisilli ha siglato una doppietta con l’Italia Under 21, Celik e Mancini sono andati a segno con le rispettive selezioni, con il difensore che ha timbrato il cartellino nella sfida contro Israele.

Ora però, la concentrazione è tutta su Roma-Inter. Gasperini – che ha elogiato la maturità del gruppo – punta a una prestazione di carattere per misurare le reali potenzialità della sua squadra contro una delle formazioni più forti del campionato. L’obiettivo è chiaro: dare continuità ai risultati e trasformare l’entusiasmo della sosta in energia positiva per la Roma che vuole restare agganciata alla zona Champions. LEGGI ANCHE >>> Roma Inter, Totti non ha dubbi: «Questi giocatori potranno decidere il match»

Dionisi Empoli, annuncio atteso a breve: i dettagli dell’accordo

Dionisi Empoli: è fatta, il tecnico torna ufficialmente alla guida degli azzurri. L’ex Palermo si prepara ad iniziare questa avventura

Manca soltanto l’annuncio ufficiale, ma ormai è tutto definito: Alessio Dionisi sta per tornare sulla panchina dell’Empoli. Dopo giorni di attesa e di trattative, il tecnico toscano ha trovato l’accordo definitivo con la società e si prepara a inaugurare il suo secondo capitolo in azzurro. Già in città da alcuni giorni, Dionisi ha sistemato gli ultimi dettagli dopo la rescissione consensuale con il Palermo, liberandosi per tornare nel club con cui aveva conquistato la promozione in Serie A nel 2021.

Con lui arriverà anche lo staff storico che lo ha accompagnato nella recente esperienza rosanero: Paolo Cozzi sarà il viceallenatore, Luca Vigiani collaboratore tecnico e Fabio Spighi preparatore atletico. Un gruppo affiatato, che conosce bene il metodo di lavoro di Dionisi e che avrà il compito di trasmettere fin da subito entusiasmo e organizzazione a una squadra in cerca di identità.

Il primo allenamento del nuovo corso è previsto oggi, giovedì, alle 15:00 al centro sportivo di Petroio. Sarà il momento del debutto ufficiale di Dionisi Empoli, un ritorno atteso da tifosi e ambiente, desiderosi di ritrovare quella solidità e quello spirito competitivo che avevano caratterizzato la sua precedente gestione. La squadra, in questi giorni, si è allenata sotto la guida del collaboratore Stefano Bianconi, ma da oggi tutto cambia: parte una nuova era.

La società deve soltanto formalizzare l’ingaggio del tecnico e del suo staff, ma l’intesa è totale e l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare nelle prossime ore. L’obiettivo è chiaro: ridare slancio a un Empoli che ha bisogno di risalire in classifica e ritrovare fiducia, a partire dal prossimo impegno di campionato contro il Venezia, una delle ex squadre di Dionisi in Serie B.

Il ritorno di Dionisi all’Empoli rappresenta una scelta di cuore e di continuità. L’allenatore conosce a fondo l’ambiente, la dirigenza e la filosofia del club, e arriva con la determinazione di riportare serenità e risultati. Dopo giorni di attesa e di trattative, tutto è pronto per scrivere un nuovo capitolo della storia recente degli azzurri.

L’Empoli volta pagina e affida il proprio futuro a un tecnico che ha già dimostrato di saper costruire, motivare e vincere. L’era Dionisi Empoli può ufficialmente cominciare. LEGGI ANCHE >>> Calendario Serie B 2025/2026: date, giornate, risultati, classifica

Fiorentina, Kean convocato per il Milan? Le ultime sull’attaccante

Fiorentina, corsa contro il tempo per Kean: possibile ritorno contro il Milan. L’obiettivo della squadra Viola è molto chiaro sull’attaccante

In casa Fiorentina si lavora senza sosta per recuperare Moise Kean in vista della delicata trasferta di domenica sera contro il Milan al Meazza. L’attaccante, fermato da un fastidio alla caviglia, non è ancora al meglio ma lo staff medico viola sta facendo di tutto per restituirlo a Stefano Pioli nel minor tempo possibile. L’obiettivo è ambizioso: provare a renderlo disponibile almeno per la convocazione, anche se il margine di tempo è ridotto e la prudenza resta d’obbligo.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il lavoro sul recupero procede con grande intensità fin dal rientro del giocatore a Firenze. Anche nella giornata di ieri, Kean ha seguito un programma personalizzato di allenamenti e terapie mirate per ridurre il dolore e migliorare la mobilità dell’articolazione. La Fiorentina segue passo dopo passo ogni progresso, nella speranza di riaverlo in campo già contro i rossoneri, in una partita che può dire molto sul futuro della squadra in campionato.

La decisione definitiva, però, verrà presa soltanto nelle prossime 48 ore. Tutto dipenderà dalle sensazioni del giocatore e dall’evoluzione delle sue condizioni fisiche. Come sottolineano fonti vicine al club, Kean giocherà solo se non ci saranno rischi e se il fastidio alla caviglia sarà diventato pienamente gestibile. In alternativa, Roberto Piccoli è pronto a prendere il suo posto dal primo minuto, garantendo comunque una soluzione offensiva affidabile.

La Fiorentina, reduce da un periodo altalenante, non può però permettersi di rinunciare facilmente a un giocatore del calibro di Kean. La sua esperienza, la capacità di attaccare la profondità e il suo spirito competitivo possono fare la differenza in una sfida così importante. È per questo che lo staff tecnico e medico stanno tentando il tutto per tutto per riportarlo almeno in panchina.

La situazione resta in evoluzione, ma in casa Fiorentina filtra un cauto ottimismo. La speranza è che le ultime terapie possano permettere all’attaccante di rientrare in gruppo già nelle prossime ore. Solo allora si capirà se potrà davvero essere della partita. Dita incrociate, dunque, perché per la Fiorentina il ritorno di Kean rappresenterebbe una spinta fondamentale in vista del confronto con il Milan e del prosieguo della stagione. LEGGI ANCHE >>> Infortunio Kean, stop definito per l’attaccante della Fiorentina: salterà queste partite

Infortunio Lukaku, buone notizie per l’attaccante del Napoli: vuole rientrare per quella partita

Infortunio Lukaku: il belga accelera il recupero, obiettivo Supercoppa a dicembre. Un recupero lampo, ma fondamentale per gli azzurri

L’infortunio di Romelu Lukaku tiene con il fiato sospeso l’ambiente partenopeo, ma le ultime notizie lasciano spazio all’ottimismo. L’attaccante belga, attualmente in Belgio, sta proseguendo con determinazione il suo percorso di recupero dal problema muscolare che lo ha fermato nelle scorse settimane. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, i progressi sono costanti e il rientro in campo si avvicina, anche se la tabella di marcia resta indicativa e soggetta a valutazioni quotidiane da parte dello staff medico.

Il giocatore è in stretto contatto con il team sanitario del Napoli, che monitora a distanza ogni fase del suo percorso riabilitativo. Lukaku si allena seguendo un programma personalizzato, combinando lavoro atletico e terapie mirate per recuperare la piena efficienza muscolare. L’obiettivo è tornare a disposizione nel momento clou della stagione, senza forzare i tempi ma mantenendo alta l’intensità degli allenamenti.

Secondo il quotidiano sportivo, tra circa un mese, forse poco più, Lukaku farà ritorno a Castel Volturno per confrontarsi direttamente con i medici del Napoli. Sarà quello il momento chiave per valutare la condizione reale del giocatore e stabilire se potrà riprendere gli allenamenti con il gruppo. Il centravanti, in continuo contatto telefonico con lo staff azzurro, non vede l’ora di raccontare di persona i progressi ottenuti e di mostrare i risultati del lavoro svolto in Belgio.

L’obiettivo: la Supercoppa Italiana

Nel mirino di Romelu Lukaku c’è una data ben precisa: 18 dicembre 2025, quando il Napoli affronterà il Milan a Riad nella semifinale di Supercoppa Italiana. È un avversario che evoca bei ricordi per il centravanti, che contro i rossoneri ha già collezionato undici vittorie in quattordici partite, impreziosite da sette gol e due assist.

Il club partenopeo potrebbe inserirlo in lista in qualsiasi momento, sostituendo un altro giocatore, proprio per consentirgli di essere disponibile in tempo per la trasferta in Arabia Saudita. L’obiettivo è chiaro: riportare in campo un Lukaku al massimo della forma fisica e mentale.

Se il recupero continuerà con questi ritmi, l’infortunio Lukaku potrebbe presto diventare solo un ricordo, restituendo al Napoli uno dei suoi uomini più decisivi in vista della fase più intensa della stagione. LEGGI ANCHE >>> Lukaku, denuncia choc: «Estorsioni familiari, il funerale di papà non si terrà in Belgio»

Inter, ricavi da record per i nerazzurri: ma c’è un dato negativo

Inter: bilancio record e utili in crescita, boom di ricavi e fatturato storico. Il futuro del club nerazzurro è sempre più roseo

L’Inter festeggia un traguardo economico senza precedenti. Il Consiglio di Amministrazione del club nerazzurro ha approvato il bilancio per l’esercizio 2024/25, chiuso con un utile netto di 35,4 milioni di euro. Un risultato eccezionale, il migliore degli ultimi anni, che segna una svolta nella gestione finanziaria della società. Non si tratta, come in passato, di un miglioramento dovuto a tagli o riduzioni dei costi, ma di un autentico boom di ricavi, frutto del successo sportivo e della crescita commerciale.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, la stagione dell’Inter, pur terminata con qualche rimpianto sul piano agonistico, ha spinto il fatturato a una cifra record: 546 milioni di euro, esclusi i proventi da player trading. Si tratta di un incremento del 37% rispetto all’anno precedente, pari a +147 milioni, e di un primato assoluto non solo per la società di Viale della Liberazione, ma per l’intero calcio italiano.

Il fattore Champions League

Il principale motore di questo successo è stato il percorso europeo dell’Inter in Champions League, capace di generare entrate complessive per quasi 190 milioni di euro. Di questi, 137 milioni arrivano dai premi UEFA, mentre 50 milioni derivano dagli incassi dello stadio – tra botteghino, pacchetti hospitality e abbonamenti – a cui si sommano bonus e incentivi legati agli sponsor.

Il business legato al Meazza ha registrato un vero e proprio balzo in avanti: dai 71 milioni dello scorso esercizio si è passati a 99 milioni, anche grazie a un ritocco dei prezzi e a un aumento della domanda di biglietti e abbonamenti.

Crescita commerciale e costi sostenibili

L’area commerciale dell’Inter ha vissuto una crescita altrettanto significativa, con ricavi saliti a 142 milioni di euro, ben 30 milioni in più rispetto alla stagione passata. Le sponsorizzazioni hanno superato per la prima volta quota 100 milioni, dimostrando la solidità del marchio nerazzurro a livello internazionale.

Parallelamente, la dirigenza ha gestito con equilibrio l’aumento del costo del personale – salito da 196 a 219 milioni dopo i rinnovi di Lautaro Martínez e Nicolò Barella – e ha ridotto gli ammortamenti da 75 a 61 milioni.

Curiosità contabile: il bilancio dell’Inter registra anche una svalutazione di circa 4 milioni per Benjamin Pavard, ceduto al Marsiglia con un’opzione di riscatto inferiore al valore residuo a bilancio.

Con questi numeri, l’Inter conferma la propria solidità economica e si candida come modello di gestione virtuosa nel panorama del calcio europeo. LEGGI ANCHE >>> Darmian Inter, stop per il difensore nerazzurro! Gli esami confermano il problema muscolare

Infortunio Pulisic, Milan infuriato: cosa ha fatto irritare i rossoneri

Infortunio Pulisic: il Milan trema, rischio stop contro la Fiorentina e oltre. I rossoneri sono molto arrabbiati con gli Usa.

La sosta per le nazionali si è trasformata in una brutta notizia per il Milan, che potrebbe dover rinunciare a due pedine fondamentali per la prossima sfida di campionato contro la Fiorentina. Le preoccupazioni principali riguardano Christian Pulisic, fermato da un problema muscolare, e Adrien Rabiot, alle prese con un fastidio al polpaccio. Entrambi si sottoporranno a esami di controllo per valutare l’entità dei rispettivi infortuni, ma il timore in casa rossonera è che l’infortunio Pulisic possa costringere l’americano a un periodo di stop più lungo del previsto.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la situazione legata all’ex Chelsea e Borussia Dortmund è quella che più preoccupa lo staff medico del club. L’infortunio Pulisic è avvenuto durante un’amichevole tra Stati Uniti e Australia, una partita che ha lasciato molta amarezza in via Aldo Rossi. In casa rossonera, infatti, non è piaciuta la scelta dello staff americano di impiegare il giocatore nonostante avesse già accusato fastidi alla caviglia nei giorni precedenti.

La società milanista ritiene che la gara fosse del tutto evitabile, anche perché gli USA, in qualità di Paese ospitante, sono già qualificati ai Mondiali della prossima estate. Per questo motivo, in ambienti vicini al club si parla di “fastidio” e “irritazione” per una gestione giudicata poco prudente. Ora, l’infortunio Pulisic rischia di compromettere la sua presenza non solo contro la Fiorentina, ma anche in vista dei prossimi impegni europei del Milan.

Nel frattempo, si pensa già alle alternative. Se i test medici confermeranno lo stop dell’americano, Massimiliano Allegri dovrà ridisegnare l’attacco rossonero. Tra le opzioni più probabili c’è Rafael Leão, che ha anticipato il rientro a Milanello dopo gli impegni con il Portogallo, approfittando di qualche giorno in più per ritrovare la migliore condizione fisica. Un’altra possibilità porta a Christian Nkunku, reduce dal gol segnato con la nazionale francese e desideroso di conquistarsi spazio.

L’esito degli esami sarà decisivo per capire la reale gravità dell’infortunio Pulisic. In ogni caso, il Milan dovrà gestire con attenzione la situazione, evitando rischi eccessivi in un momento della stagione in cui la forma fisica e la profondità della rosa possono fare la differenza. LEGGI ANCHE >>> Milan in ansia per Pulisic: peggiorano le condizioni dell’attaccante, attesi gli esami decisivi a Milanello

Roma Inter, Stramaccioni: “Buon inizio di entrambe le squadre. Cosa penso di Chivu”

Roma Inter: Andrea Stramaccioni, doppio ex di questa sfida, ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport ha analizzato nei dettagli il match

Andrea Stramaccioni, ex tecnico nerazzurro e oggi talent per Dazn, presenta la sfida tra Roma e Inter, una partita che per lui è «un incrocio speciale, con tanti amici in campo e fuori». Ecco la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.

I DUE MISTER – «Gian Piero è andato a Roma deciso a imporsi con concetti e idee consolidati nel tempo e lo sta facendo. Cristian sta implementando un sistema ereditato con idee e forza che convincono i calciatori. Entrambi possono ritenersi soddisfatti: in pochi mesi hanno già trasmesso parecchio. Ma sono solo all’inizio, hanno grandi margini».

LA ROMA “GASPERINIANA” – «Lo è nell’altezza della linea difensiva, nell’occupazione degli spazi e in fase di possesso nel ragionare sempre “in avanti”. Mentre in fase di non possesso lo switch più evidente è l’atteggiamento mentale sulla palla persa: la reazione è spesso in riaggressione e raramente in protezione degli spazi e arretramento. Mancano ancora l’imprevedibilità e l’intensità che Gasp ama sul centrodestra dell’attacco e i gol del centravanti».

I PORTIERI – «Svilar è stato ed è il miglior portiere della Serie A: c’è la sua firma sulla super difesa della Roma in questo 2025. Sommer ha superato il momento delicato post-Juventus, e Martinez ha dimostrato affidabilità: può essere il portiere dell’Inter».

COME FERMARE LAUTARO – «Ranieri ha avviato un lavoro straordinario che Gasp ha ripreso e proseguito. Per mettere in difficoltà la difesa giallorossa occorre rompere la sua forza, ovvero anticipo e copertura reciproca. La Roma soffre quando i tre centrali si isolano e perdono la loro compattezza: i gol di Simeone col Torino e di Kean a Firenze hanno tratti simili, alla punta viene dato tempo e spazio di calciare dopo che la linea si è scomposta».

SOLIDITA’ NERAZZURRA
– «Akanji ha dato il suo contributo, sì, ma Acerbi, Bastoni e Sommer hanno tutti alzato l’asticella».

LA BATTAGLIA A CENTROCAMPO
– «Koné è uno dei migliori nel suo ruolo, con lui Cristante capitalizza le sue qualità, non a caso è tornato in Nazionale. Barella va forte, Micki è in un buon momento e ha sfruttato la sosta, ma la chiave sarà la pressione riservata a Calha. Gasp di solito si “occupa” di lui in due modi: rovesciando il vertice d’attacco, con un 3-4-1-2 e un giocatore sempre sulle sue tracce, oppure disturbandolo “dal basso” con scalate aggressive di uno dei due mediani. Sono curioso di vedere stavolta, sarà una chiave della partita».

I DUELLI SULLE FASCE – «L’out più intrigante è Dimarco-Wesley, due che pensano sempre prima ad attaccare ma in maniera differente: Dimarco con la qualità del suo sinistro e con una condizione atletica invidiabile. Dall’altra parte, la qualità di baricentro basso di Angelino contro la fisicità di Dumfries: quando l’olandese attacca il secondo palo, è dura per tutti…». LEGGI ANCHE >>> Roma Inter, Totti non ha dubbi: «Questi giocatori potranno decidere il match»

Juventus, Giaccherini: «Yildiz sta facendo la differenza. Su Cambiaso…”

Giaccherini in una lunga intervista ai microfoni di ‘Tuttosport’ si è soffermato sulla Juventus e sulla sfida che ci sarà domenica fra Yildiz e Nico Paz.

Su Tuttosport l’ex bianconero Emamuele Giaccherini, oggi talent tv, presenta la sfida di domenica a pranzo, Como-Juve.

YILDIZ VS PAZ – «Dico Yildiz, per un discorso di contesto. Sta facendo la differenza con indosso una ma glia pesantissima. Il Como poco a poco sta diventando un club ambizioso, ma in termini di pressioni rimane incomparabile alla Juventus. Incidere a Torino ha molto più valore. Poi sono convinto che Nico sarà altrettanto bravo in futuro in un big club come il Real Madrid. Ma se mi chiede con chi mi piacerebbe giocare di più allora sceglierei l’argentino. Solo perché io e Kenan ricopriremmo lo stesso ruolo…».

LA POSIZIONE DI KENAN – «Un tempo, il fantasista agiva sempre sulla trequarti dove era libero di dipingere calcio con gol e assist. Oggi, invece, il calcio ha tutta un’altra intensità rispetto a 20 anni fa: hai giusto mezzo secondo per pensare alla giocata. È inevitabile che questi giocatori, poco a poco, siano stati spostati sulle corsie. Yildiz nasce come esterno alto, soprattutto per via della sua abilità nell’uno contro uno, ma da quello che ho visto nelle ultime partite mi sembra che stia cercando di accentrarsi con più frequenza. Nico Paz, se vogliamo, rispecchia l’idea del “Diez” vecchio stampo: un giocatore estroso, sempre dentro al gioco. Insomma, sono due profili diversi, ma di un’efficacia sorprendente».

I 10 MIGLIORI DELLA A – «Direi di sì, ma aggiungerei anche Leao sul podio. Rafa purtroppo non è ancora riuscito a espr mere appieno il suo talento, nonostante abbia qualche anno in più. Ha buttato via qualche stagione, brillando a intermittenza… Questi due ragazzi, invece, sono nel mezzo di una crescita continua. Penso che non siano arrivati nemmeno al 40% del loro reale potenziale. L’esperienza potrà fare di loro due fuoriclasse. Non mi stupirei per nulla se dovessero vincere il Pallone d’Oro. Yildiz ha tutte le carte in regola per arrivarci un domani. Leggo che manca mezzo milione per trovare l’accordo per il rinnovo con la Juve: parliamo di un giocatore che potrebbe rappresentare il centro di gravità della Juve per i prossimi 10 anni. Non starei a guardale le virgole…».

DOVE PUO’ MIGLIORARE YILDIZ – «Credo che debba imparare a capire meglio, delle volte, qual è il limite della partita. Contro il Milan si è ritrovato ingabbiato in una marcatura tripla, eppure lui continuava a intestardirsi nel tentare la giocata. Quando è così devi cercare di metterti a disposizione dei compagni in un altro modo: se vedi che una squadra ha preparato la partita su di te mi aspetto che un giocatore dalle sue caratteristiche chieda al mister il permesso di svariare per trovare soluzioni offensive alternative. Uscire dalla propria zona di comfort. Ma ci arriverà con l’esperienza».

IL 9 DELLA JUVE – «Io voto sempre per Dusan. Mi piace tanto, al netto dei limiti tecnici. Quando c’è con la testa è un pericolo costante per le difese avversarie: ti apre gli spazi, attacca la profondità… Per me è il migliore. Ma se la società sa già che a fine stagione andrà via, è giusto puntare su David. Ora è in difficoltà: bisogna aiutarlo a recuperare la fiducia. Al Lilla ha dimostrato di essere una punta forte».

CAMBIASO – «Ho un debole per lui: mi fa davvero impazzire. Nei momenti di difficoltà non tradisce mai. Penso che gli stia mancando un po’ di serenità. Deve avere fiducia nei propri mezzi ed essere più sfrontato, specie nell’uno contro uno, per ché è un grandissimo giocatore». LEGGI ANCHE >>> Golden Boy 2025, ecco i 25 finalisti: presenti Yildiz, Pio Esposito e Leoni! La lista completa

Donnarumma: «L’Italia andrà al Mondiale, non ho dubbi. Ecco chi vincerà lo Scudetto»

In una lunga intervista ai microfoni del ‘Corriere dello Sport’ Donnarumma ha affrontato diversi temi fra cui anche quello della Nazionale.

Tra i migliori in campo in Italia-Israele, protagonista di almeno due grandissime parate sull’1-0, Gigio Donnarumma si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.

IL MONDIALE – «La terza volta non accadrà, non può accadere: questa Nazionale finirà dentro al prossimo campionato del mondo. Non ho dubbi».

IL PASSATO – «Le lezioni del passato hanno un senso se le fai proprie: non sottovaluteremo nessuno, nessuno verrà preso sotto gamba, non avrebbe senso farlo. E, poi, questo gruppo si vuole bene: ci faremo trovare pronti quando arriverà il tempo del playoff».

DA QUI A MARZO
– «Un tempo che ci permetterà di entrare ancora di più in sintonia con il nostro commissario tecnico, di metabolizzare le sue idee, di dare sostanza al suo calcio».

LA SERIE A PIACE – «Sì, molto. La trovo divertente e se c’è divertimento, c’è interesse».

CONFRONTI – «Ho avuto la fortuna di vivere realtà molto diverse tra di loro: dalla Ligue 1 alla Premier League dove sono arrivato da poco. Con gli occhi di chi guarda da lontano posso dire che il nostro calcio non è da meno degli altri».

LA PREMIER – «In Inghilterra si corre dal primo all’ultimo istante della partita, da noi non è così, ma non vuol dire che sia meglio o peggio. Va così…».

CHI VINCE LO SCUDETTO – «Ci sono quattro, cinque squadre che potranno dire la loro fino alle ultime curve. E, come dicevo prima, è proprio questo a dare una dimensione nuova alla Serie A».

LA PIU’ ACCREDITATA – «Mi piace il Milan, mi incuriosisce tutto quello che c’è alla base della svolta. Penso ad Allegri, ma non solo». LEGGI ANCHE >>> Gattuso Italia, cosa sta portando il nuovo ct nella manovra offensiva. Ecco come segna la sua Nazionale: la curiosa statistica sui gol

Zaniolo si confessa: «A Roma ho sbagliato. Sulla Nazionale dico che…”

Zaniolo in una lunga intervista al ‘Corriere dello Sport’ si confessa e svela anche la sua volontà di ritornare a vestire la maglia azzurra.

Nicolò Zaniolo torna a parlare del suo passato e del suo futuro, aprendo il cuore in un’intervista esclusiva concessa al Corriere dello Sport. Il talento ora in forza all’Udinese ha voluto rivolgere un messaggio sincero alla città e ai tifosi della Roma, club in cui è cresciuto calcisticamente e che gli ha dato la notorietà. «Mi scuso con tutti. All’Olimpico esultai nel modo sbagliato, ma attraversavo un periodo complicato della mia vita. Non cercavo provocazioni, semplicemente non stavo bene dentro», ha spiegato Zaniolo con tono maturo e riflessivo.

Il giocatore, dopo un percorso turbolento tra infortuni, trasferimenti e momenti difficili, sembra oggi più consapevole dei propri errori. “Gli sbagli mi hanno fatto crescere. Senza quelle cadute non sarei la persona e il calciatore che sono adesso», ha aggiunto Zaniolo, sottolineando come ogni passo falso sia stato parte di un processo di maturazione personale.

Alla Roma, Zaniolo ha vissuto emozioni forti e contrastanti: dagli esordi travolgenti e i gol che lo avevano reso l’idolo della Curva Sud, ai due gravi infortuni al ginocchio che ne hanno rallentato la carriera. Poi la separazione dolorosa, con il trasferimento all’estero e la sensazione di non essere compreso. Oggi, con la maglia dell’Udinese, l’obiettivo è ritrovare serenità e continuità. «Qui ho trovato un ambiente tranquillo, una società che mi ha dato fiducia e un allenatore come Gattuso che pretende tanto ma che sa anche ascoltare. Spero solo di convincerlo con il lavoro quotidiano», ha dichiarato.

Zaniolo parla anche del futuro, evitando proclami ma mostrando una determinazione nuova: «Non voglio più pensare a ciò che è stato. Ora cerco la gioia nel calcio, quella sensazione pura che provi solo quando giochi senza pensieri. Voglio tornare a divertirmi e far divertire la gente».

Le sue parole suonano come una confessione ma anche come un nuovo inizio. La speranza dei tifosi italiani è che Nicolò Zaniolo, dopo tante cadute, possa finalmente ritrovare la sua dimensione, tornando a essere quel talento capace di accendere le partite con una giocata. La sua storia, fatta di orgoglio, sofferenza e riscatto, resta una delle più umane e intense del calcio italiano contemporaneo. LEGGI ANCHE >>> Zaniolo: «Ho sbagliato tanto. Ma ero un 18enne a Roma sulla bocca di tutti, chiunque avrebbe alzato la cresta»

Le prime pagine sportive nazionali – 16 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Sampdoria, arrivano buone notizie dall’infermeria per Donati: quel giocatore è tornato in gruppo. Le ultimissime

Sampdoria, buone notizie per Donati: un recupero importante oggi dall’infermeria. Tutti gli aggiornamenti

La Sampdoria può sorridere: Leonardo Benedetti è tornato ad allenarsi regolarmente con i compagni, lasciandosi alle spalle i problemi fisici che lo avevano tenuto fermo nelle ultime settimane. Una notizia importante per Massimo Donati, che sta preparando la prossima sfida di campionato.

Il centrocampista classe 2000, cresciuto nel vivaio blucerchiato, si avvicina così alla convocazione per il match contro la Virtus Entella, valido per l’8ª giornata di Serie B 2025/26. Benedetti ha sempre mostrato qualità sia in fase di costruzione che di interdizione, caratteristiche che lo rendono un profilo prezioso per dare equilibrio e sostanza alla trequarti.

Il suo rientro assume ancora più valore alla luce dell’infortunio di Simone Pafundi, costretto a uno stop che priverà la Samp di uno dei suoi talenti più brillanti. L’assenza del giovane trequartista apre infatti nuove opportunità per Benedetti, che potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista già nelle prossime settimane.

Con il recupero del centrocampista e l’adattamento della rosa alle nuove esigenze, Donati guadagna soluzioni in più per disegnare la sua formazione. La Sampdoria si prepara così ad affrontare i prossimi impegni con rinnovata fiducia e la consapevolezza di poter restare competitiva ai vertici della Serie B.

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Calciomercato Juve, è lui il grande obiettivo per la fascia: dopo gli infortuni recenti pronti nuovi contatti con l’Atletico Madrid

Calciomercato Juventus, l’esterno resta il grande obiettivo: dopo i recenti infortuni si riapre il dialogo con l’Atletico Madrid

L’infortunio di Gleison Bremer, che terrà il difensore brasiliano lontano dai campi per almeno due mesi, costringe la Juventus a rivedere le proprie strategie, non solo sul terreno di gioco ma anche sul mercato. Come riportato dal Corriere dello Sport, l’emergenza difensiva potrebbe accelerare l’assalto a uno degli obiettivi principali per la corsia destra: Nahuel Molina.

Il nome del terzino argentino, campione del mondo in carica, non è nuovo in casa bianconera. Già in estate la dirigenza aveva provato a intavolare una trattativa con l’Atlético Madrid, senza però riuscire a chiudere l’operazione. Oggi lo scenario appare diverso: Molina sta trovando pochissimo spazio con Simeone (appena sette presenze e 152 minuti complessivi in questo avvio di stagione) e un addio a gennaio non è più un’ipotesi remota. Per un giocatore che gode ancora della fiducia del CT Scaloni, ma che ha bisogno di continuità per mantenere il posto in nazionale, la Serie A potrebbe rappresentare la soluzione ideale.

L’infortunio di Bremer potrebbe spingere Igor Tudor a utilizzare stabilmente Kalulu come braccetto difensivo, liberando così uno slot sulla fascia destra. È proprio in questo contesto che si inserisce il nome di Molina, profilo che risponde perfettamente alle esigenze della Juve: un esterno di spinta, qualità e già abituato al campionato italiano grazie all’esperienza con l’Udinese.

La trattativa con l’Atlético non si preannuncia semplice, ma la volontà del giocatore potrebbe rivelarsi decisiva. La formula più percorribile resta quella del prestito con obbligo di riscatto. La Juventus, colpita duramente dall’assenza di Bremer, potrebbe così trasformare una tegola pesantissima in un’opportunità per piazzare il grande colpo di gennaio.

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Lecce, parla il presidente Sticchi Damiani: «Salvezza? Sarà difficile! Il mio primo pensiero su Camarda è proteggerlo, tutelarlo da tutto»

Lecce, parla il presidente dei salentini Sticchi Damiani: «Salvezza? Sarà difficile! Il mio primo pensiero su Camarda è proteggerlo». Le parole

Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, è intervenuto ai microfoni di TeleRama in occasione della presentazione del Lecce Women. Nel corso dell’intervista ha affrontato diversi temi, soffermandosi sulla stagione in corso, sugli obiettivi futuri del club e su altri aspetti legati al mondo giallorosso. Le parole

PAROLE – «Questa è una stagione di una difficoltà unica. Salvezza? Sarà difficile, lo abbiamo detto in tutti i modi. Nulla è scontato, però, in un campionato che si è snaturato, noi siamo atipici, siamo degli intrusi, però ogni giorno rappresenta uno stimolo per fare di più. Quando le cose non vanno soffriamo tutti e tanto: soffrono i tifosi, ma soffriamo tanto pure noi. Quel risultato conquistato in casa di una diretta concorrente dopo una partita ben giocata, mi ha fatto tanto piacere perché con il Bologna credo meritassimo l’intera posta in palio e non siamo stati particolarmente fortunati»

CAMARDA – «Di Francesco saprà dargli i consigli giusti. A me il compito, da padre di famiglia, di tenerlo tranquillo, sereno, proteggerlo perché va protetto. È così incredibilmente giovane e con tanto talento che, ogni volta che lo vedo, il mio primo pensiero è proteggerlo, tutelarlo da tutto quello che gli sta accadendo in questo momento».

Cagliari, Zappa: «Ho avuto una piccola lesione al quadricipite, ma sto meglio. Contro il Bologna? Sono a disposizione. Su Belotti…»

Cagliari, l’intervista del difensore rossoblù Zappa: «Ho avuto una piccola lesione al quadricipite, ma sto meglio. Contro il Bologna…»

Gabriele Zappa, protagonista di una piacevole intervista ai microfoni di FantaCalcioTV, si è raccontato a tutto tondo. Il difensore del Cagliari, ormai punto di riferimento nello spogliatoio rossoblù, ha affrontato diversi argomenti: dal legame con Fabio Pisacane ai rapporti con i compagni, fino alle prospettive future della squadra isolana.

Non sono mancati, inoltre, alcuni spunti interessanti in vista della prossima sfida contro il Bologna, valida per la 7ª giornata della Serie A 2025/26. Le sue dichiarazioni:

CONDIZIONE FISICA – «Ho avuto una piccola lesione al quadricipite, al retto, ma ora sto meglio, oggi mi sono allenato. Partita contro il Bologna? Si, sto bene. Sono a disposizione del mister per questo weekend e spero di tornare nella miglior condizione prima possibile, magari per portare qualhe bonus (gol o assist n.d.r.)».

BELOTTI – «Anche per noi il suo infortunio è stato una grande perdita, era partito molto bene e si era inserito a modo nel gruppo. Speriamo che riesca a riprendersi prima possibile»

RUOLO – «Braccetto, terzino o esterno? Dovete chiederlo al mister in che ruolo gioco (ride n.d.r.)».

FANTACALCIO – «L’anno scorso ho fatto il fantacalcio in coppia con un mio amico, e non mi ha comprato! MI sono anche incazzato. Mi ha chiamato un altro nostro amico e mi ha fatto sentire che non è voluto andare oltre il secondo rilancio. Karma? No, non abbiamo preso i miei gol contro. Del Cagliari per il fantacalcio consiglierei Palestra, Seba Esposito anche se non ha ancora segnato. Giovani? Kilicsoy è un bel prospetto, è un ragazzo giovane che secondo me farà una bella carriera. Borrelli è migliorato tantissimo da quando l’ho lasciato a Pescara, ormai 5/6 anni fa. Speriamo che possa regalarci una gioia il prima possibile, il tutto dopo la prima rete che ha segnato in campionato».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI ZAPPA SU CAGLIARINEWS24

Roma Inter, Totti non ha dubbi: «Questi giocatori potranno decidere il match»

Roma Inter, Francesco Totti gioca il big match del prossimo match di Serie A: «Ne ho giocate tante. So bene cosa significa».

Quando si parla di Roma Inter, è impossibile non pensare a Francesco Totti. Il capitano giallorosso ha affrontato i nerazzurri 48 volte in carriera, più di qualsiasi altra squadra. Un avversario speciale, con cui ha condiviso duelli epici, finali e partite che hanno deciso scudetti. Contro l’Inter, Totti ha collezionato 12 gol e 14 assist, partecipando a una rete ogni due incontri: numeri che raccontano da soli la sua grandezza e il suo legame con questa sfida.

Durante l’inaugurazione della nuova boutique romana di MooRER, di cui è ambassador, Totti ha parlato proprio di Roma Inter, una partita che per lui resta “speciale”. «Ne ho giocate tantissime – ha raccontato – e so bene cosa significa. Soprattutto ora, con la Roma prima in classifica, sarà una gara ancora più sentita».

Il simbolo della Roma ha poi usato una metafora che calza alla perfezione: «Per affrontare l’Inter non servono giacca e cravatta, ma l’elmetto. Loro sono la squadra più elegante del campionato, ma servirà tanta grinta per batterli». Parole che introducono una partita dove il carattere e la determinazione potrebbero fare la differenza.

Sui protagonisti del match, Totti non ha dubbi: «Lautaro e Dybala sono i due giocatori in grado di cambiare la partita. Uno è una certezza, l’altro deve ancora recuperare del tutto, ma entrambi possono deciderla in ogni momento”. Tuttavia, il suo elogio più grande è per un centrocampista simbolo della solidità giallorossa: Bryan Cristante. «In partite così contano i centrocampisti – spiega Totti –. Cristante è uno su cui puoi sempre contare, intelligente e determinato. De Rossi ha ragione, averne di giocatori come lui».

La sfida Roma Inter arriva in un momento cruciale della stagione, con la squadra di De Rossi al primo posto e i nerazzurri distanti solo tre punti. «Speriamo che la Roma possa restare in alto fino alla fine – dice Totti –. È ancora presto per parlare di scudetto, ma l’obiettivo deve essere almeno la qualificazione in Champions League».

Infine, un ricordo indelebile: il celebre cucchiaio a Handanovic a San Siro. «Quello contro l’Inter è forse il gol più bello della mia carriera – conclude Totti –. Ma la scelta più bella resta quella di aver dedicato 25 anni alla Roma. Non la cambierei per nulla al mondo». LEGGI ANCHE >>> Probabili Formazioni Serie A 2025/2026, la guida alla 7ª Giornata

Ibrahimovic: «Milanista per sempre. Vi svelo la vittoria più bella”

Ibrahimovic, ospite di ‘This is Me’, ripercorre la sua carriera e anche la vita privata: «Ecco cosa mi auguro per il futuro dei miei figli».

Nel corso della prima puntata del programma televisivo “This is me”, trasmesso su Canale 5, protagonista assoluto è stato Zlatan Ibrahimovic, oggi Senior Advisor di RedBird e simbolo eterno del Milan. L’ex fuoriclasse svedese ha ripercorso alcuni dei momenti più intensi della sua carriera, parlando del giorno del suo addio al calcio, della famiglia e del nuovo capitolo della sua vita.

Interrogato sulle emozioni provate nel suo ultimo giorno da calciatore, Ibrahimovic ha raccontato: «È stato un giorno molto speciale. Il giorno prima mi spiegarono il programma, ma dissi: ‘Non voglio sapere niente’. Volevo che le emozioni fossero spontanee. Non è stato facile. Prima di decidere di smettere avevo paura, perché ho sempre vissuto per il calcio. Poi ho accettato. I tifosi del Milan mi hanno dato tanto: la prima volta mi hanno accolto con felicità, la seconda con amore. L’ultimo scudetto vinto è stato il più soddisfacente».

Zlatan ha ricordato anche la commozione di quel momento, sottolineando la forza del legame con l’ambiente rossonero: «Quando ho visto piangere i miei compagni, pensavo di trovare forza in loro, ma mi hanno messo in difficoltà. Poi ho cercato conforto in mia moglie, ma anche lei piangeva. E lo stesso facevano i tifosi. A quel punto tutto è uscito dal cuore».

L’amore per il Milan è un sentimento che Ibrahimovic non ha mai nascosto. «Sarò milanista per sempre – ha dichiarato –. Quello che il Milan mi ha dato non lo dimenticherò mai. Mi hanno dato felicità, amore e rispetto. Giocare con ragazzi di vent’anni più giovani mi ha fatto sentire ancora vivo. Mi manca l’adrenalina del campo, ma dopo aver accettato la fine della carriera provi a cercarla altrove, anche se non sarà mai la stessa».

Parlando di sé, Ibrahimovic ha affrontato anche il tema del suo carattere: «Molti pensano che io abbia un carattere duro, ma chi mi conosce davvero sa che ho il cuore più grande di tutti. È solo difficile entrarci».

Infine, ha condiviso un pensiero sui figli e sulla vita: «Insegno loro disciplina, rispetto e indipendenza. Se riescono in questo, vuol dire che ho fatto bene il mio lavoro di padre. Ho imparato che niente è gratis: se lavori duro, i risultati arrivano sempre».

Con il suo solito carisma, Ibrahimovic continua così a ispirare, anche fuori dal campo, con la stessa determinazione che lo ha reso una leggenda del calcio mondiale. LEGGI ANCHE >>> Ibrahimovic: «Sono io l’architetto del PSG. Champions? Si parla più del fatto che io non l’ho vinta di chi ci è riuscito»

Milinkovic-Savic Juventus, si complica la pista? L’indiscrezione

Milinkovic-Savic Juventus: il serbo continua ad essere il principale obiettivo del centrocampo, ma non arrivano delle buone notizie.

Il sogno Milinkovic-Savic-Juventus è destinato, almeno per il momento, a restare nel cassetto. Dopo settimane di rumors e speculazioni su un possibile ritorno del centrocampista serbo in Serie A, l’esperto di mercato Fabrizio Romano ha chiarito la situazione: l’Al-Hilal non ha alcuna intenzione di cedere Sergej Milinkovic-Savic nella finestra di mercato di gennaio. Una notizia che raffredda l’entusiasmo dei tifosi bianconeri, da tempo legati al nome del “Sergente”.

Secondo quanto riportato da Romano, il club saudita considera Milinkovic-Savic un punto fermo del proprio progetto tecnico e non ha aperto a trattative per una sua partenza nel mercato invernale. «Si è parlato della Juve su Milinkovic-Savic – ha dichiarato il giornalista – ma a me non risulta che sia in vendita a gennaio. Ha una situazione di rinnovo con l’Al-Hilal da valutare, per capire se continuare in Arabia o tornare in Europa. Tante squadre lo seguono, ma ad oggi non c’è alcuna trattativa in corso».

Le parole dell’esperto chiudono, almeno temporaneamente, le porte a un trasferimento che avrebbe rappresentato uno dei colpi più clamorosi del prossimo calciomercato. Tuttavia, la pista Milinkovic-Savic-Juventus non può essere considerata del tutto tramontata. Il futuro del giocatore dipenderà infatti dalle decisioni che prenderà nei prossimi mesi: il serbo dovrà scegliere se prolungare il contratto con il club saudita o se pianificare un ritorno nel calcio europeo, dove resta un profilo molto apprezzato.

Alla Juventus, Milinkovic-Savic è da tempo un obiettivo di prestigio. Già ai tempi della Lazio, il centrocampista era stato più volte vicino ai bianconeri, ma le richieste elevate di Lotito avevano sempre bloccato la trattativa. Oggi, la situazione è diversa: il giocatore non è più vincolato alla Serie A e la sua permanenza all’Al-Hilal potrebbe non essere eterna. Per questo la dirigenza juventina continuerà a monitorare con attenzione ogni sviluppo.

Il binomio Milinkovic-Savic-Juventus, quindi, resta un sogno sospeso tra passato e futuro. Se gennaio non offrirà spiragli, la prossima estate potrebbe invece riaccendere le speranze di rivedere il talento serbo protagonista in Europa — magari proprio con la maglia bianconera, che da anni lo corteggia con insistenza. LEGGI ANCHE >>> Milinkovic-Savic Juve, il sogno di gennaio! L’affare è possibile ma solo con un sacrificio enorme. Le cifre e il retroscena

Calciomercato Milan, obiettivo difensore per gennaio: quel centrale è in cima alla lista

Calciomercato Milan, i rossoneri sono alla ricerca di un difensore centrale e c’è un profilo che piace davvero tanto al direttore sportivo

Il calciomercato Milan entra nel vivo in vista della sessione invernale, spinto dall’emergenza infortuni che sta mettendo in difficoltà la rosa rossonera. L’ultimo stop, quello di Christian Pulisic, ha acuito la necessità di intervenire sul mercato per rinforzare la squadra, con un obiettivo chiaro: trovare un nuovo difensore centrale in grado di completare il reparto arretrato.

La dirigenza, rappresentata da Giorgio Furlani e Igli Tare, è già al lavoro per definire le strategie di gennaio. Le priorità sono state accelerate anche dal passaggio alla difesa a tre deciso da mister Massimiliano Allegri, una scelta tattica che richiede più soluzioni numeriche e profili di esperienza. In quest’ottica, il calciomercato Milan torna a guardare con interesse verso un nome già noto ai tifosi italiani: Kim Min-jae.

Il difensore sudcoreano, ex colonna del Napoli campione d’Italia, vive un momento complicato al Bayern Monaco sotto la guida di Vincent Kompany. Chiuso dalla coppia titolare Tah-Upamecano, Kim ha collezionato soltanto sei presenze in questo avvio di stagione, per un totale di 326 minuti giocati. Troppo poco per un giocatore del suo calibro, soprannominato “The Monster” per forza fisica e leadership.

Già accostato al Milan la scorsa estate, Kim rappresenterebbe una risorsa ideale per il nuovo assetto difensivo rossonero: potrebbe agire sia come perno centrale nella linea a tre, sia come pilastro nella difesa a quattro. Tuttavia, il calciomercato Milan dovrà fare i conti con due ostacoli significativi: l’alto ingaggio del giocatore e la concorrenza della Juventus, che segue il sudcoreano per sopperire all’infortunio di Bremer.

Al Bayern Monaco, Kim percepisce circa 9 milioni di euro a stagione tra parte fissa e bonus, una cifra lontana dagli standard economici della Serie A. Per rendere possibile il suo ritorno in Italia, il difensore dovrebbe accettare una consistente riduzione dello stipendio. Dalla Germania, però, filtra apertura: il club bavarese non considera Kim un elemento inamovibile e potrebbe accettare una cessione in prestito con diritto di riscatto, pur di alleggerire il monte ingaggi.

Il calciomercato Milan di gennaio si preannuncia dunque dinamico e strategico: l’obiettivo è rinforzare la difesa con un profilo d’esperienza internazionale, senza stravolgere i conti del club. E se le condizioni lo permetteranno, il sogno Kim Min-jae potrebbe tornare a colorare di rossonero. LEGGI ANCHE >>> Rinnovo Maignan, il Milan blocca il prolungamento? Ecco la situazione

Soulé rivela: «Giocare con l’Italia? No, il mio sogno è sempre stato indossare la maglia dell’Argentina. Su Gasperini…»


Soulé, fari puntati sul talento argentino in vista di Roma-Inter. Nel mezzo una rivelazione

L’attesa cresce per il big match del weekend tra Roma e Inter, con la squadra giallorossa che prosegue la preparazione a Trigoria. Tra i protagonisti più attesi c’è sicuramente Matías Soulé, giovane talento argentino che si sta ritagliando un ruolo sempre più centrale nello scacchiere offensivo.

Soulé è reduce da un ottimo inizio di stagione e ha attirato l’attenzione non solo per le sue giocate, ma anche per la posizione chiara che ha preso a livello internazionale. Dopo essere stato accostato alla Nazionale italiana, ha deciso di chiudere la porta a qualsiasi possibilità: «Voglio giocare per l’Argentina. È sempre stato il mio sogno fin da bambino». Parole che non lasciano spazio a dubbi e che rafforzano il legame tra il giocatore e il suo paese d’origine.

In casa Roma, il tecnico Gian Piero Gasperini continua a valutare le soluzioni per la trequarti. Soulé è ormai considerato un punto fermo, mentre resta da capire chi affiancherà il giovane argentino nel ruolo di supporto all’attacco. Sono in ballottaggio Dybala, Pellegrini ed El Shaarawy, tutti pronti a dare il proprio contributo in una gara che si preannuncia cruciale.

La sfida con l’Inter sarà infatti un test importante per la Roma, che punta a confermarsi tra le prime della classe. Lo stato di forma di Soulé potrebbe fare la differenza: dinamico, imprevedibile e sempre più maturo tatticamente, rappresenta oggi una delle armi offensive più pericolose a disposizione dei giallorossi.

Nel frattempo, dall’infermeria arrivano notizie contrastanti: Bailey ha ripreso ad allenarsi parzialmente con il gruppo, mentre Angeliño è ancora out a causa di una bronchite. Due situazioni da monitorare attentamente, che potrebbero influenzare le scelte di formazione per sabato.

Ma al centro dell’attenzione rimane lui, Soulé, che oltre a imporsi come protagonista del presente romanista, è già al centro di voci legate al mercato. La sua crescita continua a essere seguita da vicino anche da diversi club europei, ma il focus del giocatore è tutto sulla Roma: «Mi sento bene, sto crescendo e voglio aiutare questa squadra a raggiungere grandi obiettivi».

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Roma, un solo grande dubbio per Gasperini in vista della gara contro l’Inter


Roma: dubbio trequarti per Gasperini in vista del big match contro l’Inter

Sabato sera, allo Stadio Olimpico, andrà in scena una delle sfide più attese della stagione: Roma-Inter, un big match che può dire molto sul futuro del campionato. La Roma, guidata da Gian Piero Gasperini, arriva a questa partita con grandi ambizioni e la volontà di confermarsi ai vertici della classifica. Tuttavia, l’allenatore giallorosso dovrà affrontare un importante dilemma tattico in vista del match contro i nerazzurri.

Il nodo principale riguarda la scelta di chi affiancare al talento argentino Matías Soulé sulla trequarti. L’ex Frosinone è ormai diventato un punto fermo dello scacchiere offensivo, ma resta da decidere chi sarà il suo partner in attacco. Le opzioni sul tavolo sono di altissimo livello: Paulo Dybala, Lorenzo Pellegrini e Stephan El Shaarawy si contendono una maglia da titolare, ciascuno con le proprie qualità e motivazioni.

Secondo le ultime indiscrezioni, Gasperini non ha ancora sciolto le riserve. La scelta sarà dettata da diversi fattori, tra cui la condizione fisica dei tre candidati, il piano tattico pensato per affrontare l’Inter e il rendimento recente in allenamento. Dybala sembra favorito, grazie alle buone prestazioni delle ultime settimane e alla sua capacità di accendere la manovra offensiva della Roma con un solo tocco. Tuttavia, Pellegrini, capitano della squadra, e El Shaarawy, sempre prezioso nei big match, rappresentano valide alternative.

Questa incertezza rende ancora più interessante la vigilia della sfida contro l’Inter. La Roma è consapevole dell’importanza della gara: vincere significherebbe mandare un messaggio forte alle rivali e consolidare la propria posizione nelle zone alte della classifica. Ma per farlo, servirà la scelta giusta, quella che permetterà alla squadra di esprimere tutto il proprio potenziale.

Il duello tra Roma e Inter non si gioca solo sul campo, ma anche sulle lavagne tattiche e nelle scelte strategiche. Gasperini dovrà fare affidamento sull’esperienza dei suoi uomini chiave e sull’energia di un gruppo che ha dimostrato grande solidità fino a questo punto della stagione.

Tutto è pronto per una sfida che può valere più di tre punti. E in casa Roma, ogni dettaglio potrebbe fare la differenza.


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Calciomercato Cagliari, tutti vogliono Palestra. Chi è interessato all’esterno?


Calciomercato Cagliari: Palestra incanta e accende le strategie future

Il Calciomercato Cagliari entra nel vivo anche grazie al rendimento sorprendente di Marco Palestra, uno dei talenti più in crescita della Serie A. L’esterno destro, arrivato in Sardegna in prestito dall’Atalanta, sta vivendo un inizio di stagione entusiasmante, impreziosito anche dalle ottime prestazioni con la maglia dell’Under 21. Le sue qualità stanno emergendo in maniera dirompente: corsa, visione di gioco, assist e una personalità in campo non comune per un giocatore della sua età.

Il rendimento del giovane laterale sta trasformando la sua esperienza al Cagliari in qualcosa di più di un semplice prestito: Palestra è diventato una pedina fondamentale nello scacchiere rossoblù, e questo ha inevitabilmente acceso i riflettori del calciomercato Cagliari. La dirigenza isolana vorrebbe trattenerlo, ma il futuro del calciatore è legato anche alle strategie dell’Atalanta, club proprietario del suo cartellino.

A Bergamo, però, la concorrenza è serrata. Raoul Bellanova, già affermato in quel ruolo, limita lo spazio per Palestra nella rosa nerazzurra, mettendo la Dea davanti a un bivio. Difficile pensare che nella prossima stagione possano coesistere due profili così simili e promettenti nella stessa fascia. Ecco perché una permanenza a Cagliari potrebbe trasformarsi in una soluzione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte.

Ma il calciomercato è imprevedibile, e tra i club che osservano da vicino la crescita del classe 2005 c’è anche la Juventus. La Vecchia Signora, già interessata a Palestra in passato, potrebbe tentare un nuovo assalto, spinta dalla volontà di rinnovare le corsie laterali con profili giovani e di prospettiva. Tuttavia, l’Atalanta non è intenzionata a cedere facilmente il suo gioiello, e una trattativa con i bianconeri non sarebbe affatto semplice.

Per il Calciomercato Cagliari, la situazione di Marco Palestra rappresenta una variabile decisiva. Trattenere un talento del genere anche nella prossima stagione significherebbe garantire qualità e continuità a un progetto tecnico che punta sulla crescita dei giovani. Il club rossoblù monitora con attenzione ogni sviluppo, consapevole di avere in casa un calciatore destinato a far parlare di sé a lungo.

Il destino di Palestra è ancora tutto da scrivere, ma una cosa è certa: il suo nome sarà uno dei più chiacchierati del calciomercato Cagliari nei prossimi mesi.


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Yamal, addio al Barcellona? Quella squadra è pronta ad offrire una cifra record importante


Yamal: offerta record dall’Arabia, ma il Barcellona frena sul trasferimento

La voce che scuote il mondo del calcio è quella che riguarda Yamal, talento spagnolo classe 2007, oggi protagonista nel Barcellona. Secondo le ultime indiscrezioni, l’Al‑Hilal dell’Arabia Saudita starebbe preparando un’offerta senza precedenti per assicurarsi il giovanissimo campione: si parla di 400 milioni di euro, con un contratto pluriennale di sette anni. Un’offerta che supererebbe di gran lunga ogni record di trasferimento precedente.

Nonostante il clamore mediatico, dal Barcellona arriva un no secco. La società blaugrana, infatti, ha fatto sapere che non considera Yamal in vendita, ribadendo la propria volontà di costituire intorno a lui il futuro progetto sportivo del club. Il ragazzo ha firmato un contratto fino al 2031 che lo vede saldo sotto gli ordini del Barcellona, con clausole contrattuali molto pesanti che scoraggiano ogni tentativo di acquisto.

Yamal è già entrato nella leggenda del club per la rapidità con cui ha scalato le gerarchie: a soli diciotto anni ha vinto titoli importanti, dominato la scena nazionale e internazionale, e ottenuto riconoscimenti individuali di grande prestigio. La sua tecnica, la capacità di interpretare il gioco offensivo e la coralità con cui partecipa alla manovra lo rendono una pedina imprescindibile per il Barcellona.

Di recente, però, il giocatore ha affrontato anche problemi fisici: un’infiammazione all’inguine lo ha costretto a saltare alcune partite, così come la convocazione con la nazionale. Questo piccolo stop non ha intaccato la sua proporzione complessiva, ma ha alimentato alcune speculazioni intorno al suo futuro.

Dal lato dell’Al‑Hilal, l’offerta ha un doppio valore: da una parte potrebbe essere il colpo più mediatico e costoso mai fatto da un club saudita; dall’altra rappresenterebbe l’affermazione di una nuova tendenza, quella di rivolgersi non solo a giocatori navigati, ma anche ai giovani più promettenti, investendo su di loro ora per garantirsi talento e ritorno futuro.

Per Yamal, dal canto suo, l’idea di restare al Barcellona sembra essere più che probabile. Il club è deciso a trattenerlo, considerandolo incedibile, sia per motivi tecnici sia per la sua importanza nello spogliatoio. Il ragazzo ha già un ruolo da protagonista, con la maglia numero 10, simbolo di fiducia e responsabilità a Barcellona.

In sintesi, l’affare riguardante Yamal è al momento nella fase delle speculazioni: cifre record, tentativi più o meno concreti, ma una resistenza altrettanto ferma da parte del club catalano. Il futuro del giovane talento rimane così al Camp Nou, almeno per ora, anche se il mercato è in costante fermento e nulla può dirsi definitivo.

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Calciomercato Lazio, Castellanos verso l’addio? Ecco l’ultima indiscrezione


Calciomercato Lazio: l’interesse del West Ham per Castellanos apre nuovi scenari

Il calciomercato Lazio torna al centro delle discussioni grazie al nome di Valentin Castellanos, attaccante argentino classe 1998. Nonostante un recente infortunio che potrebbe tenerlo lontano dal campo per circa due mesi, il centravanti continua ad attirare l’attenzione di diversi club, in particolare dall’estero. In queste ore, è emerso con forza l’interesse del West Ham, squadra di Premier League pronta a valutare l’acquisto del giocatore già a gennaio.

L’indiscrezione, che sta facendo il giro dei media sportivi italiani e internazionali, ha messo in allarme l’ambiente biancoceleste. La Lazio, infatti, si trova in una fase delicata dal punto di vista gestionale: il blocco del mercato imposto per motivi legati al bilancio limita le operazioni in entrata, rendendo necessarie delle cessioni per poter intervenire nella sessione invernale.

In questo contesto, l’eventuale cessione di Castellanos rappresenterebbe un’opportunità per fare cassa. La valutazione fissata dal club si aggira intorno ai 35 milioni di euro, cifra che potrebbe risultare molto interessante per una società come il West Ham, alla ricerca di un attaccante giovane ma già esperto del calcio europeo.

Il rendimento del giocatore finora non è stato all’altezza delle aspettative. Arrivato per affiancare o alternarsi a Ciro Immobile, Castellanos ha faticato a trovare continuità realizzativa, e il suo apporto alla causa offensiva della Lazio è stato inferiore a quanto sperato. Proprio per questo motivo, l’eventualità di un addio non è vista con eccessivo pessimismo da parte della dirigenza.

Tuttavia, una sua partenza costringerebbe il club capitolino a tornare sul mercato per individuare un nuovo centravanti. Una missione non semplice, considerando il momento economico e le restrizioni vigenti. Il tecnico Maurizio Sarri ha già espresso la necessità di rinforzi nel reparto offensivo, sottolineando come l’attacco sia uno dei punti critici della rosa.

Il calciomercato Lazio si annuncia dunque molto caldo nelle prossime settimane. Castellanos è solo uno dei possibili protagonisti di una sessione che potrebbe segnare svolte importanti per l’organico biancoceleste. La società dovrà decidere se puntare ancora sull’argentino o se cogliere l’occasione per rifondare il reparto avanzato, partendo da una cessione strategica.


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Svincolati mercato, quante opportunità per i club di Serie A. Una lista importante


Svincolati mercato: ancora opportunità da cogliere per le squadre di Serie A

Il panorama del svincolati mercato in Italia è tutt’altro che fermo. Anche nel mese di ottobre, quando le trattative ufficiali sono chiuse, molte squadre continuano a sondare il terreno per rinforzarsi attraverso i calciatori rimasti senza contratto. La particolarità di questo mercato parallelo è la libertà di movimento: chi è svincolato può firmare con un club anche fuori dalle finestre tradizionali, offrendo occasioni che molte società ormai non ignorano più.

Al 15 ottobre, emerge una lista ricchissima di circa 100 nomi che cercano una nuova sistemazione. Numerosi profili, in vari ruoli, sono pronti ad accettare nuove sfide: portieri esperti, difensori con carriera importante, centrocampisti con qualità e attaccanti dal passato promettente. Nel gruppo si trovano anche ex giocatori di prestigio, che ambiscono a rilanciarsi, e talenti in cerca di continuità e spazio.

Nel ruolo di portiere si segnalano nomi noti come Consigli, Cragno, Sirigu o Sepe, disponibili e in attesa di una chiamata. Difesa e centrocampo offrono spunti interessanti: da Juan Bernat a Mattia De Sciglio, da Krychowiak a Dele Alli, da giovani italiani fino a veterani internazionali che possono portare esperienza. In attacco, invece, spiccano nomi come Lorenzo Insigne, Mario Balotelli, ma anche interpreti più giovani desiderosi di tornare protagonisti.

Il svincolati mercato offre ai club la possibilità di colmare lacune improvvise: infortuni, ripensamenti, crisi di risultati possono spingere le società a guardarsi intorno fuori dai normali vincoli. Un giocatore senza contratto può firmare subito e mettersi a disposizione, senza attendere la riapertura ufficiale delle sessioni di mercato. Questa peculiarità rende il circuito degli svincolati particolarmente interessante, soprattutto per le squadre che vogliono fare interventi rapidi e mirati.

Le realtà di Serie A, soprattutto quelle con budget ridotti o in difficoltà, guardano quindi con attenzione a queste opportunità. Inserire uno svincolato di valore può cambiare le prospettive durante la stagione, aggiungendo elementi di esperienza o qualità che prima non erano previsti.

Ovviamente non tutte le trattative sono semplici: bisogna valutare condizioni fisiche, motivazioni personali e la volontà del calciatore. Ma il svincolati mercato rimane uno strumento strategico, spesso sottovalutato, che può fare la differenza. Con circa 100 giocatori ancora alla ricerca di squadra, le occasioni non mancano. Tocca ai direttori sportivi essere pronti e coglierle al volo.


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Spagna, un nuovo record che sorprende tutti: il primo posto nel Ranking FIFA è meritato!


La Spagna continua a sorprendere: 29 risultati utili di fila e primo posto nel ranking FIFA

La nazionale spagnola sta attraversando un autentico momento di gloria. La Roja ha appena centrato la 29ª partita consecutiva senza sconfitte, un dato eccezionale che conferma la continuità di rendimento a livello internazionale. Questo filotto ha contribuito anche a mantenere la Spagna al vertice del ranking FIFA, consolidando la sua posizione tra le superpotenze del calcio mondiale.

Le vittorie maturate durante la sosta – in particolare contro Georgia e Bulgaria – hanno rafforzato la candidatura della nazionale spagnola al titolo mondiale, in programma nel 2026 negli Stati Uniti, Messico e Canada. Questi successi non solo dimostrano la capacità della Spagna di essere competitiva anche in momenti “di transizione”, ma accentuano la sensazione che sia oggi una delle squadre più complete in circolazione.

In termini di classifica FIFA, la Spagna è destinata a restare salda al primo posto con circa 1.880,76 punti. Il vantaggio sulla Francia e sull’Argentina – le sue principali inseguitrici – rischia di aumentare ulteriormente. I Bleus, infatti, hanno rallentato il passo pareggiando contro l’Islanda (2‑2), mentre l’Argentina, pur vincendo le sue gare, non riuscirebbe a recuperare il gap necessario per scalzare la Spagna dalla vetta.

Dietro la forza statistica, c’è un modello di squadra che fa parlare: la Roja ha saputo coniugare fluidità offensiva, solidità difensiva ed equilibrio tra giovani emergenti e elementi esperti. Con la caccia al Mondiale ormai vicina, la squadra di Luis de la Fuente sembra aver trovato una identità chiara e convincente.

In questo scenario, la prossima Finalissima contro l’Argentina – prevista per marzo – assume un valore ancora maggiore. Non sarà solo un evento spettacolare, ma una vera e propria sfida simbolica: chi vincerà potrà affermarsi come la nazionale dominante del prossimo ciclo.

Insomma, quella della Spagna è una “marcia inarrestabile”. Tra numeri impressionanti e prestazioni concrete, la Roja manda un messaggio forte al calcio mondiale: non è solo al vertice per un momento passeggero, ma intende restarci a lungo.

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