Pagina 315 – Calcio News 24

Non solo la Juventus, il dirigente sbotta: “Arbitro vergognoso, vogliono favorire l’Inter”

Inter-Juventus non è mai una partita come le altre, tuttavia stavolta quello che è accaduto ha portato davvero a non poche discussioni.

Inter-Juventus non è mai una partita come le altre. Stavolta, però, le discussioni e le polemiche non sono state affatto poche. Il motivo è legato all’errore da parte dell’arbitro La Penna nei confronti di Pierre Kalulu, espulso anche se effettivamente il secondo giallo comminatogli non c’era.

Una decisione, questa, che ha inevitabilmente condizionato il resto della partita giocata fra le due storiche rivali e spinto l’Inter verso un successo importantissimo per la classifica di Serie A, considerando che è arrivata l’ennesima vittoria per la squadra allenata da Cristian Chivu.

Se le polemiche per il derby d’Italia giocato a San Siro non si sono ancora placate, pare che all’orizzonte se ne siano presentate di nuove molto recentemente: scopriamo di più a riguardo.

Inter-Juventus, ancora polemiche: i dettagli

Paolo Musso, direttore sportivo dell’Ospitaletto, dopo il pareggio contro l’Inter Under 23 in Serie C ha utilizzato toni davvero accesi nei confronti dell’arbitraggio utilizzato durante il confronto ufficialie, ma anche di alcuni comportamenti tenuti da parte della squadra rivale. Secondo lui, una sconfitta sarebbe stata completamente immeritata, e di conseguenza è andato totalmente contro a quello che ha detto l’allenatore dell’Inter Under 23: “Siamo qui a commentare un arbitraggio a dir poco scandaloso, volto per tutta la partita ad avvantaggiare l’Inter con situazioni palesi e chiare. Questa cosa non va bene. Ci manca un rigore evidente, che non ha nessun tipo di altra valutazione, l’hanno visto tutti anche dalla tribuna”.

Secondo Musso, si sono verificati pure altri episodi molto gravi, come una palla buttata dentro da parte dell’Inter: “Credo che sia assurdo che l’arbitro sia andato a rivedere il nostro 2-2 senza che neanche l’Inter avesse usato la card, non so che cosa volesse andare a rivedere. Al termine ci hanno provato ancora, non fischiandoci una punizione incredibile su Torri strattonato a terra, e fischiato un fallo per loro dalla quale è nata l’occasione finale del possibile 2-3″.

Queste dichiarazioni sono arrivate dopo la polemica relativa a Inter-Juventus, sembra dunque che sia stato un inizio di settimana davvero lungo e intenso per i nerazzurri, che devono far fronte a varie polemiche relative all’arbitraggio impossibili da non considerare, in virtù del fatto che l’intero sistema italiano degli arbitri non è mai stato vulnerabile come invece pare essere proprio in questo preciso momento storico.

Moviola Bodo Glimt Inter, l’episodio chiave della partita di Champions League: i dettagli

Moviola Bodo Glimt Inter, l’episodio arbitrale chiave del match valido per il playoff d’andata di Champions League 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Bodo Glimt Inter, valido per il playoff d’andata di Champions League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Siebert.

MOVIOLA

PRIMO TEMPO

Il primo fallo dell’Inter è di Carlos Augusto ed arriva che è già il 12′. Sbracciata di Esposito su Gundersen, l’arbitro non ravvisa alcuna irregolarità considerandolo un movimento congruo. Lo stesso attaccante italiano più volte si lamenta per alcune spinte quando protegge palla, nessun fischio da parte di Siebert. Controllo Var sul gol di Esposito, c’è un dubbio tocco di mani di Caros Alberto e dello stesso Pio, la rete viene convalidata. Acerbi interviene deciso su Berg poco prima del limite, punizione inequivocabile al 36′ che Sommer poi neutralizza in presa. Richiamo per Bastoni che per la verità chiede prontamente scusa a Blomberg, il norvegese ci mette un po’ ad accettarle. Poco prima dell’intervallo arriva la prima ammonizione: Esposito si mette ad inseguire Bjorkan e lo trattiene a lungo, inevitabile la sanzione. Gara corretta, si va al riposo con un numero più che normale di falli: 5 del Bodo, 4 dell’Inter.

SECONDO TEMPO

Richiamo di Siebert ad Acerbi per un abbraccio di Acerbi a Hogh, uno dei duelli più interessanti e prolungati. Al 57′ il pubblico si arrabbia per un fallo di Darmian su Bjorkan non punito con un cartellino che lo stadio avrebbe voluto. Nessun intervento arbitrale per una trattenuta di Akanji su Hogh, altra situazione che fa mugugnare i tifosi norvegesi. Molte proteste a un quarto d’ora dal termine per un’azione dell’Inter viziata da un fuorigioco segnalato in ritardo. Giallo meritatissimo per Blomberg che saluta così l’ingresso in campo di Bonny, bravo ad andarsene via sull’out. All’86’ Thuram lamenta un mani in area, l’arbitro non batte ciglio. Gara dinamica e senza troppe interruzioni, il recupero è limitato a 3 minuti. Si chiude con 12 falli da parte dei vincitori e solo 6 degli sconfitti.

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Pagelle Milan Como: che errore Maignan, Leao e Nico Paz non tradiscono le aspettative VOTI

Pagelle Milan Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per il recupero della 24ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Milan Como: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per il recupero della 24ª giornata di Serie A 2025/26

MILAN: Maignan 4.5; Tomori 6, De Winter 5.5, Pavlovic 6 (46′ Gabbia 6); Athekame 5.5 (56′ Saelemaekers 6.5), Jashari 6.5, Modric 6.5, Ricci 5.5 (56′ Fofana 6), Bartesaghi 5.5; Nkunku 5 (62′ Fullkrug 6), Leao 6.5 (82′ Pulisic SV). All. Allegri 6

COMO: Butez 6.5; Ramon 6.5, Diego Carlos 5.5, Kempf 6; Van der Brempt 5.5 (71′ Valle 6), Perrone 6, Sergi Roberto 6 (78′ Da Cunha SV), Caqueret 5.5 (78′ Rodriguez SV), Vojvoda 6.5 (90′ Smolcic SV); Nico Paz 6.5 (71′ Douvikas 6), Baturina 6. All. Fabregas 6

Milan Como 1-1: Leao risponde a Nico Paz e ‘salva’ Maignan dopo la papera. Sorride l’Inter in classifica, ecco com’è andata

Milan Como 1-1: come è andato il match, valido per il recupero della 24ª giornata di Serie A 2025/26

È un recupero di campionato vibrante quello che è andato in scena a San Siro tra Milan e Como. Punteggio fissato sull’1-1, frutto di una gara dai due volti, segnata da colpi di classe, errori difensivi e un nervosismo crescente che ha portato all’espulsione di Massimiliano Allegri.

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Primo tempo: dominio Como e la firma di Paz

L’avvio è tutto di marca ospite. La squadra di Cesc Fàbregas controlla il gioco con un possesso palla schiacciante, sfiorando il 70% nella prima mezz’ora. Dopo un gol annullato al 26′ per fuorigioco, il Como passa meritatamente al 32′. A sbloccare il match è Nico Paz: il talento argentino approfitta di un disimpegno errato di Mike Maignan e firma l’1-0. Il Milan prova a reagire, ma trova sulla sua strada un insuperabile Jean Butez. Il portiere del Como si erge a protagonista assoluto negando la gioia del gol prima a Zachary Athekame e poi a Fikayo Tomori, tenendo i suoi avanti all’intervallo.

La ripresa: la magia di Leao e la furia di Allegri

Nel secondo tempo, Massimiliano Allegri cambia volto al Milan inserendo forze fresche. La scossa arriva al 64′: Rafael Leao si accende improvvisamente. Ricevuta palla al limite, scavalca Butez (troppo fuori dai pali) con un tocco morbido e delizioso che vale l’1-1. La partita si infiamma. Fioccano i cartellini gialli e le occasioni da entrambe le parti: Martin Baturina sfiora il palo per il Como, mentre Maignan deve superarsi su un colpo di testa del neo-entrato Anastasios Douvikas. Il finale è incandescente: all’81’ l’arbitro Mariani estrae il cartellino rosso diretto per Allegri. Senza la sua guida in panchina, il Milan sfiora il colpaccio con Christian Pulisic, ma ancora una volta Butez risponde presente. Nel finale ancora Maignan decisivo su Jesus Rodriguez.

Moviola Milan Como: gol annullato ai lariani, rosso per Allegri, Nico Paz ammonito da diffidato e salterà la Juve. Gli episodi dubbi del match diretto da Mariani

Moviola Milan Como: gli episodi dubbi del match diretto da Mariani, valido per il recupero della 24ª giornata di Serie A 2025/26

La notte di San Siro, valida per il recupero della 24ª giornata, ha offerto non solo spettacolo tecnico ma anche molto lavoro per la squadra arbitrale guidata da Maurizio Mariani. Il fischietto della sezione di Aprilia ha dovuto gestire situazioni spinose, alternando decisioni corrette a momenti di tensione crescente.

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L’episodio chiave: gol annullato al 26′

Il primo vero scossone alla moviola arriva al minuto 26. Il Como trova la via della rete, ma l’urlo di gioia dei lariani viene strozzato in gola. La decisione di Mariani e dei suoi assistenti è immediata: gol annullato. Il VAR conferma la decisione di campo: niente da fare per la squadra di Fabregas.

I gol regolari: Paz e Leao

Tutto regolare, invece, al 32′ in occasione del vantaggio ospite firmato da Nico Paz. L’argentino approfitta di un evidente errore in disimpegno di Maignan: la sua posizione di partenza è regolare e non ci sono falli nel recupero palla. Più complessa la dinamica del pareggio del Milan al 64′. Rafael Leao scatta sul filo del fuorigioco prima di battere Butez con un tocco morbido. Il check conferma la bontà della posizione del portoghese. Gol convalidato giustamente: 1-1.

Gestione disciplinare: nervi tesi

Se il primo tempo è scivolato via con un arbitraggio “all’inglese”, la ripresa ha visto Mariani costretto a mettere mano al taschino. Corretta l’ammonizione al 53′ per Nico Paz (diffidato, salterà per squalifica la Juventus). Al 63′, giallo per il portiere del Como Jean Butez. Il momento di maggior caos arriva al 68′: scatta un doppio cartellino giallo per Jacobo Ramon (Como) e Rafael Leao (Milan). Mariani punisce entrambi per placare gli animi. Nel finale, all’81’ viene espulso Allegri.

Rashford infiamma l’asse Barcellona-Manchester United: i blaugrana vogliono riscattarlo ma…Spuntano due ostacoli nell’affare!

Rashford sta infiammando l’asse Barcellona-Manchester United: i blaugrana spingono per il riscatto ma…Due ostacoli nell’affare!

Mentre la stagione entra nella sua fase più calda, la dirigenza del Barcellona sta già lavorando sottotraccia per pianificare la rosa del futuro. Al centro dell’agenda del direttore sportivo Deco c’è il destino di Marcus Rashford. L’attaccante inglese sembra aver convinto l’ambiente catalano, tanto che il club ha deciso di provare a trattenerlo oltre il termine di questa stagione. Lo riferisce Fabrizio Romano.

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La strategia blaugrana: sconto sul riscatto

Secondo le ultime indiscrezioni di mercato, la volontà del Barcellona è chiara: trasformare il prestito in un trasferimento a titolo definitivo. Tuttavia, c’è un ostacolo economico non indifferente. L’opzione di acquisto fissata con il Manchester United ammonta a 30 milioni di euro. La strategia dei catalani, ancora alle prese con un bilancio che impone oculatezza, è quella di aprire un tavolo di negoziazione per ridurre questa cifra, facendo leva sulla volontà del giocatore di restare in Spagna e sul fatto che Rashford non sembra rientrare nei piani tecnici futuri dell’Old Trafford.

La risposta da Manchester: nessuna concessione

Dall’Inghilterra, però, arrivano segnali di chiusura totale. Il Manchester United, forte del contratto in essere, insiste affinché venga pagato l’intero prezzo fisso pattuito. Per i Red Devils, la cifra di 30 milioni è considerata congrua per un nazionale inglese nel pieno della maturità calcistica e non sembrano intenzionati a concedere sconti, avendo necessità di fare cassa per finanziare la propria rivoluzione tecnica.

Il nodo ingaggio

Oltre al costo del cartellino, c’è un secondo fronte aperto: lo stipendio. L’ingaggio attuale di Rashford è elevato e potrebbe non rientrare nei rigidi parametri del Fair Play Finanziario della Liga senza un aggiustamento. Questo sarà un argomento cruciale di discussione nei prossimi mesi: per rimanere in blaugrana, l’inglese potrebbe dover accettare una rimodulazione del salario. La partita è aperta, ma la sensazione è che l’estate 2026 sarà torrida sull’asse Barcellona-Manchester.

Osimhen rivela: «Spalletti come un padre, pensava potessi diventare il migliore al mondo! Un giorno mi disse ‘ C**zo, potevi farne quattro’»

Osimhen, attaccante del Galatasaray, ha ripercorso i suoi anni a Napoli e il rapporto con mister Spalletti. Ecco cosa ha dichiarato

Victor Osimhen, attaccante del Galatasaray, ha parlato a The Players Tribune. Ecco cosa ha detto.

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NAPOLI – «Quando ho lasciato il Lille, ero perso. Quando sono arrivato a Napoli, ho ritrovato me stesso. Devo ringraziare questa città, i tifosi e i miei compagni di squadra per aver rimesso in sesto la mia vita. Spalletti era come un padre per me. Quando sbagliavo qualcosa mi rimproverava duramente. Però giuro che nel profondo credeva in me. Pensava che potessi diventare il migliore al mondo. In una partita segnavo due gol; nello spogliatoio veniva da me, fronte contro fronte. Quando voleva dirti qualcosa, avvicinava la testa alla tua, quasi sussurrando… “Ca*zo! Oggi potevi farne quattro. Domani ti faccio vedere il video. La cosa interessante è che nel 2022 avevamo perso lo zoccolo duro della squadra. Koulibaly, Insigne, Mertens… erano andati via. Ma poi sono arrivati Kvara, Raspa e Kim Min-jae, e tutti pensavano: “Hmm… interessante.” Abbiamo iniziato la stagione giocando un calcio così straordinario che dico sempre: agli allenamenti hanno iniziato a venire le nonne. A Napoli funziona così: più vai bene in campo, più le persone che vedi a bordo campo sono anziane. All’inizio vengono solo i gruppi di tifosi, i giovani. Poi i giovani con i loro padri. Poi figlio, padre e nonno. Ma quando a Napoli vai in testa al campionato, all’improvviso arrivano agli allenamenti anche le nonne in sedia a rotelle»

SPALLETTI – «Non potevamo lamentarci, perché in quel periodo il mister dormiva nel suo ufficio. Si era fatto mettere un lettino. Come in caserma. Aveva una moglie che lo aspettava a casa, ma per cinque mesi ha dormito lì. Prima delle grandi partite ci diceva sempre: “Non capite cosa succederà se vincete lo scudetto. Io… il mio nome forse sarà ricordato per 2–3 anni. Ma voi giocatori… il vostro nome sarà ricordato finché diventerete vecchi»

GOL A UDINE – «Tutti mi chiedono sempre del gol che ha chiuso il campionato. Sì, ho segnato. È stato incredibile. Ma eravamo in trasferta. Non abbiamo capito davvero cosa avevamo fatto finché non siamo tornati in città e abbiamo visto l’emozione della gente. Non si può descrivere a parole. Posso dirti solo questo. Poco prima di vincere il titolo, fuori dal centro sportivo c’era una grande folla di tifosi. Ho fermato la macchina e ho stretto la mano a qualcuno. Un uomo con suo figlio teneva il telefono in alto. Voleva mostrarmi un video. Era un video dei tempi di Maradona. Anni ’80. L’uomo non parlava una parola di inglese. Aveva gli occhi pieni di lacrime. Portare il primo Scudetto al Napoli dopo 33 anni è storia».

Gordon nella storia del Newcastle: ha raggiunto un traguardo clamoroso in Champions League contro il Qarabag. Cosa ha fatto!?

Gordon è entrato nella storia del Newcastle: traguardo storico in Champions League contro il Qarabag. Tutti i dettagli

Ci sono serate che ridefiniscono le gerarchie e scrivono nuove pagine negli almanacchi del calcio. Quella vissuta mercoledì sera a Baku, in Azerbaigian, è senza dubbio la notte di Anthony Gordon. Nell’andata dei playoff di Champions League contro il Qarabag, l’esterno d’attacco del Newcastle ha messo in scena un vero e proprio “one-man show”.

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Un Poker per la storia: Gordon Re del Nord

Con un incredibile poker di reti, Gordon ha trascinato i Magpies a una vittoria schiacciante, ipotecando il passaggio del turno. Ma il dato che fa rumore non è solo il risultato finale, bensì il peso specifico della sua prestazione. Grazie a questi quattro gol, il bianconero è diventato ufficialmente il capocannoniere di tutti i tempi del Newcastle in Champions League.

I numeri del dominio: tre record frantumati

La partita contro il Qarabag è stata un concentrato di statistiche impressionanti che certificano la maturazione definitiva del talento inglese sotto la guida di Eddie Howe. Ecco i tre record stabiliti da Gordon in una sola notte:

  1. Il gol più veloce: Gordon ha messo subito le cose in chiaro, sbloccando il match dopo appena 122 secondi. È la rete più rapida mai segnata dal Newcastle nella storia della moderna Champions League.
  2. La stagione perfetta: Con il poker odierno, l’attaccante raggiunge la doppia cifra, toccando quota 10 gol in una singola stagione di Champions. Un numero mostruoso che lo proietta nell’élite dei bomber europei.
  3. Fedeltà e costanza: Oltre ai gol, Gordon ha raggiunto il record di 15 presenze nella massima competizione europea con la maglia dei Geordies, diventando il giocatore con più apparizioni in UCL nella storia del club.

Verso il ritorno a St. James’ Park

Mentre il Newcastle si prepara a gestire il ritorno tra le mura amiche di St. James’ Park, i tifosi celebrano il loro idolo. In una competizione dove i dettagli fanno la differenza, avere un Anthony Gordon in questo stato di grazia trasforma i sogni in concrete possibilità di gloria.

Conferenza stampa Vanoli alla vigilia di Jagiellonia Fiorentina: «Chi fa parte di questo gruppo deve sentirsi addosso la responsabilità. Su Fortini dico questo»

Conferenza stampa Vanoli alla vigilia di Jagiellonia Fiorentina: le dichiarazioni verso il match dei playoff di Conference League

In conferenza stampa alla vigilia di Jagiellonia Fiorentina, Paolo Vanoli ha presentato così l’andata dei playoff di Conference League.

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JAGIELLONIA «È una partita importante, vogliamo passare ma anche sapere che sarà una doppia sfida, dobbiamo essere lucidi per quel che riguarda una sfida difficile, su un campo complesso con condizioni climatiche rigide. Dovremo saper superare le difficoltà, sarà un esame importante contro una squadra prima in classifica e cresciuta tanto sul piano internazionale. Conosciamo la nostra situazione in campionato, è un pensiero che c’è, inutile nasconderlo. Ma domani sarà importante».

MOMENTO IN SERIE A«Chi fa parte del gruppo Fiorentina deve sentirsi addosso la responsabilità. Quando c’è l’occasione, che siano 5 minuti o una partita intera, devi sempre sapere che maglia indossi».

FORTINI «Lo reputo un giovane con grandi prospettive che deve migliorare tanto. Il quinto può farlo bene, ma da terzino ha grossi margini di miglioramento. Ad un giovane vanno perdonati gli errori, anche se nella nostra situazione non è semplice. Queste voci di mercato un po’ ti condizionano soprattutto se sei giovane e io ci ho messo del mio, perché in allenamento l’ho massacrato. Ora però vedo un altro Fortini, più sereno e più rilassato».

Inter, Chivu nel pre-partita del Bodo Glimt: «Clima? Non deve cambiare nulla, se si cercano alibi o scuse rischi di non farcela!»

Inter, Cristian Chivu – allenatore dell’Inter – ha parlato prima del Bodo Glimt, con il match valido per l’andata dei playoff di Champions League

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Bodo Glimt Inter. Il tecnico Cristian Chivu ha parlato così a Prime Video.

CLIMA – «Non deve cambiar nulla, non ci deve nemmeno far impensierire. Dobbiamo essere pronti mentalmente e fisicamente ad accettare sia le condizioni climatiche che del campo, se si cercano scuse o alibi rischi di non farcela»

COSA NON FARE – «Dobbiamo esser pronti alla loro intensità, a cosa riescono a fare soprattutto in questo campo, dando continuità negli anni. Dobbiamo accettare tutto l’ambiente, tutte le condizioni e non pensarci tanto. Qua non sarà semplice»

ANDATA E RITORNO – «Sono due partita da giocare, fuori casa e in casa. Bisogna essere maturi ed essere consapevoli che si gioca su due manches, bisogna fare di tutto per portare a casa la qualificazione».

Inter, Marotta prima del Bodo Glimt: «Caso Bastoni è una pagina da chiudere, ha lasciato amarezza. Campo? Condizione difficile ma non creiamo alibi»

Inter, Giuseppe Marotta – presidente dell’Inter – ha parlato prima del Bodo Glimt, con il match valido per l’andata dei playoff di Champions League

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Bodo Glimt Inter. Il presidente Beppe Marotta ha parlato così a Prime Video.

CASO BASTONI? – «E’ una pagina che vorrei chiudere, perché ha lasciato amarezza in tutti. Pensiamo a questa serata, a questa competizione che vede 3 italiane presenti e spero che tutte e 3 possiamo passare il turno».

TERRENO DI GIOCO – «Non voglio addentrarmi in polemiche né creare alibi, ma è una condizione difficile. E’ un campo sintetico non di ultima generazione, spero che dal punto di vista fisico e agonistico sia una partita senza infortuni. Per noi è una partita difficile. Siamo abituati a convivere anche con queste difficoltà».

Le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

SUL CAMPO – «Non addentriamoci nella polemica del campo, altrimenti non ne veniamo più fuori. Sicuramente è un sintetico di vecchia generazione, ha difficoltà di adesione, ma dobbiamo adeguarci anche a questa situazione».

ALTRO DA AGGIUNGERE DOPO INTER JUVE? – «Non voglio più aggiungere nulla. Una pagina che ha lasciato amarezza in generale. Ora pensiamo alla CL, a questa partita difficile e speriamo che le italiane possano passare il turno».

SU STANKOVIC – «Un figlio d’arte, sta facendo molto bene. Il diritto di recompra non lo abbiamo messo a caso. Abbiamo individuato crescita e futuribilità. Tra l’altro la recompra scade tra due anni: è prematuro parlarne, ma praticamente è un nostro giocatore e sta facendo una bella esperienza nel campionato belga e in Champions League»

L’INTERVISTA COMPLETA A MAROTTA

Caqueret falso 9 in Milan Como: Fabregas spiega i motivi della sua scelta nel pre-partita. Quale idea ha in mente il tecnico

Caqueret falso 9 in Milan Como: Fabregas ha parlato così della sua scelta nel pre-partita del match a DAZN. Le sue dichiarazioni

Cesc Fabregasprima del fischio d’inizio di Milan-Como, match valido per il recupero della 24esima giornata della Serie A 2025/26, ha parlato ai microfoni di Dazn. Le sue dichiarazioni.

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MOTIVAZIONI «Se ci fosse bisogno di motivare i ragazzi in una notte come questa ci sarebbe un problema. Abbiamo una grande opportunità, quella di ripartire dopo una partita non bellissima contro la Fiorentina. È bello ripartire contro una squadra grande e in questo stadio appena 4 giorni dopo».

TANTE PARTITE – «Siamo una squadra corta, non pronta per giocare ogni 3/4 giorni. Dobbiamo riprendere il minutaggio. Oggi è una partita importante ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo un’altra gara tra 65 ore».

CAQUERET FALSO 9 – «Tutti lo fanno, si vede dalla mobilità. Dobbiamo provare a creare spazi che possono fare male al Milan. Dobbiamo attaccare la profondità e provare a tenere la palla e fare male quando l’abbiamo».

Milan, Tare a DAZN prima del Como: «Non è decisiva per lo Scudetto. Ecco come sta Leao. Inter Juve? Cose che succederanno anche in futuro»

Milan, Igli Tare – direttore sportivo rossonero – ha parlato a DAZN prima del match di Serie A contro il Como. Le sue parole

Igli Tareprima del fischio d’inizio di Milan-Como, match valido per il recupero della 24esima giornata della Serie A 2025/26, ha parlato ai microfoni di Dazn. Le sue dichiarazioni.

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PARTITA DECISIVA«Ci sono ancora tante partite, dobbiamo cercare di dare continuità al lavoro fatto fino adesso. Non sarà facile, ma vincere stasera sarebbe molto importante. Non è decisiva per lo Scudetto, dobbiamo solo ripetere ciò che abbiamo fatto fino adesso».

LEAO – «La cosa positiva è che negli ultimi 10 giorni è stato molto bene. Il problema c’è ancora, ma sta meglio. Stasera ha una grande opportunità, le sue doti non sono mai state in discussioni».

INTER JUVE – «Sono cose che succederanno anche in futuro. Dobbiamo essere bravi tutti nel fare un passo indietro per dare più serenità agli arbitri. Guardiamo in avanti con energia positiva».

Formazioni ufficiali Bodo Glimt Inter: le scelte di Chivu per il match di Champions League. Ecco cosa ha deciso

Formazioni ufficiali Bodo Glimt Inter: le scelte di Chivu per il match di Champions League. valido per l’andata dei playoff 2025/26

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Bodo Glimt Juve. Tra il vento gelido del Circolo Polare Artico e le insidie del terreno sintetico, l’Inter scende in campo per l’andata dei playoff di Champions League. A meno di un’ora dal calcio d’inizio, i due allenatori hanno sciolto le riserve, consegnando le distinte ufficiali. E non mancano le sorprese, soprattutto in casa nerazzurra, dove Cristian Chivu ha optato per alcune scelte coraggiose.

Le scelte di Chivu: Esposito partner del Toro

La notizia più clamorosa riguarda l’attacco. Accanto all’inamovibile capitano Lautaro Martínez, non ci sono i soliti noti, ma il giovane Francesco Pio Esposito. A centrocampo, confermata la presenza di Matteo Darmian sulla fascia destra per garantire equilibrio, mentre in mezzo al campo, insieme all’inesauribile Nicolò Barella e all’intelligenza tattica di Henrikh Mkhitaryan, trova spazio la qualità del croato Sučić. In difesa, davanti allo svizzero Yann Sommer, il terzetto è composto dal gigante tedesco Yann Bisseck, dall’esperto Francesco Acerbi e dal mancino Alessandro Bastoni.

La risposta di Knutsen: tridente con l’ex Hauge

Dall’altra parte, il tecnico Kjetil Knutsen schiera il classico 4-3-3. I pericoli maggiori arriveranno dalle fasce: in attacco spicca la presenza di Jens Petter Hauge, l’ex milanista che conosce bene il calcio italiano e possiede dribbling e imprevedibilità. A guidare la regia ci sarà il capitano Patrick Berg, metronomo instancabile della squadra norvegese.

Il tabellino

Ecco gli schieramenti ufficiali per la sfida delle 21:00:

  • BODØ/GLIMT (4-3-3): Haikin; Sjovold, Bjortuft, Gundersen, Bjorkan; Evjen, Berg, Fet; Blomberg, Hogh, Hauge. All. Knutsen.
  • INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Darmian, Sučić, Barella, Mkhitaryan, Carlos Augusto; Lautaro Martínez, Pio Esposito. All. Chivu.

Formazioni ufficiali Milan Como: le scelte di Allegri e Fabregas per il recupero di Serie A

Formazioni ufficiali Milan Como: le scelte di Allegri e Fabregas per il recupero di Serie A. Ecco tutte le mosse degli allenatori

L’attesa è finita. A pochi minuti dal fischio d’inizio, Milan e Como hanno reso note le scelte tecniche per il recupero della 24ª giornata di Serie A, match rinviato per le Olimpiadi e ora cruciale per le ambizioni di classifica di entrambe le squadre. Sul prato di San Siro va in scena un derby lombardo che promette scintille, con due filosofie a confronto.

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Le scelte di Allegri: qualità e strappi

Nessuna sorpresa dell’ultima ora per Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese conferma il 3-5-2 ipotizzato alla vigilia. Davanti all’inamovibile Mike Maignan, la difesa è guidata dal giovane belga Koni De Winter, affiancato dall’aggressività di Fikayo Tomori e dalla stazza di Strahinja Pavlović. Le chiavi del centrocampo sono affidate all’eterno Luka Modrić: il Pallone d’Oro croato agirà in cabina di regia, scortato dalla dinamicità di Ardon Jashari e dall’intelligenza tattica di Samuele Ricci. Sulle fasce spazio alla gioventù con Athekame a destra e Davide Bartesaghi a sinistra. In attacco, tutto il peso offensivo è sulle spalle della coppia Christopher NkunkuRafael Leão: tecnica sopraffina e velocità devastante per scardinare la difesa lariana. Partono dalla panchina big come Pulisic e Füllkrug.

La risposta di Fàbregas: Paz ispira, chance per Baturina

Dall’altra parte, Cesc Fàbregas risponde con un modulo speculare. L’allenatore spagnolo deve rinunciare allo squalificato Alvaro Morata. La difesa del Como vede l’esperienza internazionale del brasiliano Diego Carlos a guidare il reparto con Kempf e Ramón. In mezzo al campo, qualità da vendere con il francese Maxence Caqueret e l’argentino Máximo Perrone. Davanti, fari puntati sul talento puro di Nico Paz, chiamato a inventare per Martin Baturina.

Il tabellino

  • MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlović; Athekame, Jashari, Modrić, Ricci, Bartesaghi; Nkunku, Leão. All. Allegri.
  • COMO (3-5-2): Butez; Kempf, Ramón, Diego Carlos; Vojvoda, Perrone, Caqueret, Roberto, Van der Brempt; Paz, Baturina. All. Fàbregas.
  • Arbitro: Mariani di Aprilia.

Coutinho, notizia clamorosa dal Brasile! Lascia subito il Vasco da Gama, cosa sta succedendo per l’attaccante. Ultimissime

Coutinho lascia subito il Vasco da Gama, cosa sta accadendo per l’attaccante. Novità importanti dal Brasile

Il ritorno romantico si è trasformato in un addio anticipato. Quella che doveva essere la chiusura del cerchio per uno dei talenti più cristallini del calcio brasiliano degli ultimi quindici anni è finita con una stretta di mano e una risoluzione contrattuale. Philippe Coutinho non è più un giocatore del Vasco da Gama. La notizia, riferita da Fabrizio Romano, conferma che il trequartista e il club carioca hanno deciso di interrompere il loro rapporto lavorativo con effetto immediato e di comune accordo.

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La fine del sogno a Rio

Coutinho lascia così la squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio e che lo aveva riaccolto per rilanciarlo. Nonostante l’enorme aspettativa della Torcida bianconera, le cose non sono andate come sperato. Problemi di adattamento tattico o divergenze sul progetto tecnico? Le motivazioni restano interne, ma il risultato è chiaro: il numero 10 è ufficialmente sul mercato.

Occasione a parametro zero: chi ci pensa?

La disponibilità di Coutinho come free agent (svincolato) a febbraio 2026 apre scenari intriganti per il calciomercato internazionale. A 33 anni, il brasiliano possiede ancora quella tecnica sopraffina e quel tiro a giro che lo hanno reso celebre, pur dovendo gestire una tenuta fisica non sempre impeccabile negli ultimi anni. Il suo status di svincolato lo rende tesserabile immediatamente da qualsiasi club che abbia slot liberi in rosa.

Le possibili destinazioni

Dove andrà ora Coutinho? Le piste più calde portano inevitabilmente verso campionati con disponibilità economica e ritmi forse più gestibili. La MLS americana, sempre attenta ai grandi nomi sudamericani, potrebbe essere la destinazione naturale, così come la Saudi Pro League, che non smette di collezionare stelle. Tuttavia, non è da escludere un ultimo ballo in Europa. Il telefono del suo agente inizierà presto a squillare: il talento non scade mai, e Coutinho ha ancora voglia di disegnare calcio.

Viviano è un fiume in piena: «Bastoni? Odio la simulazione ma finisce lì. Chiellini non era proprio Roberto Baggio per comportamenti…La morale tenetela per voi!»

Viviano, ex portiere ed ora opinionista, si è espresso così a proposito della simulazione di Bastoni e di Giorgio Chiellini. Cosa ha detto

Il polverone alzato dal Derby d’Italia non accenna a posarsi. A prendere le difese di Alessandro Bastoni scende in campo Emiliano Viviano. L’ex portiere di Sampdoria e Fiorentina, oggi opinionista, ha rilasciato dichiarazioni di fuoco, scagliandosi contro l’ipocrisia del sistema calcio e attaccando frontalmente i critici, inclusi alcuni ex colleghi illustri.

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“Il più pulito ha la scabbia”: basta lezioni

Viviano non nega l’errore tecnico (“Quello che è successo è una sciocchezza, col VAR si doveva vedere”), ma non accetta il linciaggio morale. Odio la simulazione, bisogna stigmatizzarla, ma finisce lì, ha tuonato l’ex estremo difensore. Ho sentito dire da ex calciatori che il più pulito ha la scabbia, che Bastoni non dovrebbe andare in Nazionale. Se una scena del genere ci avesse fatto vincere i Mondiali, avrebbero detto che era un eroe. Mi incazzo perché non sopporto l’ipocrisia. Secondo Viviano, l’errore arbitrale fa parte del gioco e la narrazione di una “Marotta League” (campionato pilotato a favore dell’Inter) è smentita dai fatti, citando rigori dubbi fischiati contro i nerazzurri in altre gare, come quella contro il Napoli.

La stoccata a Chiellini e l’ombra del calcioscommesse

Il passaggio più piccante riguarda Giorgio Chiellini. L’ex capitano della Juventus e della Nazionale, ora dirigente, aveva criticato l’atteggiamento di Bastoni, ma Viviano non ci sta e rinfresca la memoria: Voglio bene a Giorgio, ma non era proprio Roberto Baggio per comportamenti. Era uno che, giustamente, le cose le faceva. Ti veniva addosso, usava le mani… Lo fanno tutti!”. La chiusura è un atto d’accusa pesantissimo verso l’intero movimento, reo di indignarsi a corrente alternata: La morale tenetela per voi. Anche perché ci sono giocatori che oggi giocano ancora e che si sono venduti le partite. Un riferimento velenoso che sposta l’attenzione dalla simulazione a reati sportivi ben più gravi, ricordando che nel calcio nessuno può scagliare la prima pietra.

Maradona Jr, che bordata a Chivu: «Si sciacquasse la bocca quando parla di mio padre! Non ha fatto neanche l’1% di quello che ha fatto lui»

Maradona Jr ha attaccato così il tecnico dell’Inter Cristian Chivu dopo le parole su suo padre. Ecco cosa ha detto

Le scorie del Derby d’Italia continuano a produrre effetti collaterali, questa volta scatenando un incidente diplomatico sull’asse Milano-Napoli. Al centro della bufera ci sono le dichiarazioni rilasciate ieri in conferenza stampa da Cristian Chivu. Il tecnico dell’Inter nel tentativo di spegnere le polemiche relative all’episodio Bastoni-Kalulu e alle accuse di antisportività, ha scomodato un paragone sacro, scatenando una reazione veemente.

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La frase della discordia: “Basta moralismi”

Alla vigilia della delicata sfida di Champions contro il Bodø/Glimt, Chivu ha sbottato contro i giornalisti: Il calcio è questo da 100 anni, ci sono episodi pro e contro e bisogna smetterla di lamentarsi sempre, di fare i moralisti. Fino a qui, normale dialettica. L’errore comunicativo, secondo molti, è stato l’esempio citato: Succede dai tempi del gol di mano di Maradona e nessuno gli ha mai detto nulla. Un riferimento alla celebre “Mano de Dios” del Mondiale ’86 che non è passato inosservato.

L’ira di Diego Jr: “Rispetto per la storia”

La risposta non si è fatta attendere ed è arrivata dai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Diego Maradona Jr, figlio del leggendario Pibe de Oro, ha replicato con toni durissimi, difendendo la memoria del padre. Ho ascoltato attentamente le parole dell’allenatore dell’Inter e non c’entrava niente tirare in ballo mio padre, ha esordito Diego Jr. Questo dimostra la sua pochezza e la pochezza di chi parla ancora di quel gol di mano, dimenticando poi il gol del secolo che fece poco dopo”.

L’affondo finale: “Non vali l’1%”

L’attacco si è concluso con una stoccata diretta alla carriera di Chivu: A prescindere dal tifo, Chivu si sciacquasse la bocca quando parla di mio padre. Da giocatore, se avesse fatto l’1% di ciò che ha fatto mio padre, lo avrei accettato, ma non è così. Una polemica che rischia di infiammare ulteriormente gli animi in vista dei prossimi incroci di campionato, spostando l’attenzione dal campo alla storia del calcio.

Bodo Glimt-Inter streaming gratis: come vederla su Prime Video

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions spicca in particolare Bodo Glimt-Inter, che vedrà impegnata l’ultima squadra italiana che deve ancora giocare la sua partita di andata. Fino ad ora il bilancio è negativo: la debacle per 5-2 della Juventus contro il Galatasaray e il secco 2-0 del Borussia Dortmund all’Atalanta non fanno ben sperare in ottica ritorno.

A risollevare il morale potrebbero essere proprio i nerazzurri, che in Norvegia vogliono imporsi subito per poi chiudere la pratica a San Siro. Tuttavia, nel momento in cui scriviamo, Bodo Glimt-Inter è a rischio rinvio: il campo sintetico dell’Aspmyra Stadion preoccupa non poco. Deciderà l’arbitro poco prima del fischio d’inizio se far giocare la partita oppure no.

Detto questo, andiamo a scoprire come vedere gratis Bodo Glimt-Inter.

Guarda Bodo Gllimt-Inter gratis su Prime Video

Bodo Glimt-Inter streaming gratis su Prime Video: come vederla

Ma come vedere la Champions League stasera in TV? Tra le partite dei Playoff di Champions che si vedranno gratis su Prime Video c’è anche Bodo Glimt-Inter. Per chi non è ancora iscritto ad Amazon Prime, c’è la possibilità di guardare gratuitamente la partita grazie al periodo di prova di 30 giorni incluso per i nuovi utenti. La prova, usufruibile dai nuovi clienti. permette anche di accedere all’intero catalogo di Prime Video, con migliaia di film, serie e contenuti esclusivi.

Ecco passaggio per passaggio cosa bisogna fare per attivare la prova gratuita:

  • Andare sul sito di Prime Video;
  • Selezionare l’opzione per avviare la prova gratuita di 30 giorni;
  • Effettuare il login o creare un nuovo account, se non si è già registrati;
  • Inserire un metodo di pagamento valido, necessario per attivare la trial ma senza addebiti durante il primo mese.
  • Confermare l’attivazione e iniziare subito a vedere i contenuti di Prime Video, incluso il match Bodo Glimt-Inter.

Al termine dei 30 giorni, l’utente può scegliere tra abbonamento mensile a 4,99€, abbonamento annuale a 49,90€ oppure disattivare il rinnovo.

Le probabili formazioni di Bodo Glimt-Inter

Cristian Chivu si avvicina alla sfida con diversi dubbi e qualche grattacapo da risolvere. Il tecnico nerazzurro sa bene che l’impegno non va preso alla leggera. Il Bodo Glimt può sembrare alla portata sulla carta, ma nel girone di Champions League ha già dimostrato il proprio valore conquistando nove punti e superando avversarie di primo livello come Atletico Madrid e Manchester City.

A complicare i piani dell’Inter c’è anche una doppia tegola a centrocampo: l’infortunio di Calhanoglu e il forfait di Frattesi costringono l’allenatore ad affidarsi al trio formato da Sucic, Mkhitaryan e Barella, mantenendo il consueto 3-5-2. Davanti, invece, dovrebbe toccare alla coppia Lautaro Martinez-Pio Esposito guidare l’attacco.

Sul fronte avversario, l’attenzione della difesa interista dovrà concentrarsi soprattutto su Kasper Hogh, centravanti già a segno tre volte nella competizione europea. Da non sottovalutare neppure Jens Hauge, ex Milan, autore di quattro gol nel torneo e spesso decisivo nelle partite più importanti della stagione.

Ecco quali sono le probabili formazioni:

BODO GLIMT (4-3-3): Haikin; Sjovold, Bjortuft, Gundersen, Bjorkan; Evjen, Berg, Brunstad Fet; Blomberg, Hogh, Hauge. All. Kjetil Knutsen.

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Luis Henrique, Sucic, Barella, Mkhitaryan, Carlos Augusto; Lautaro Martinez, Pio Esposito. All. Cristian Chivu.

Razzismo Vinicius, dura condanna di Diaz (AS) a Prestianni: «Ci sono ancora esseri che non si evolvono nel mondo! Messaggio davvero terrificante»

Razzismo Vinicius, Diaz di AS ha condannato duramente Prestianni: ecco il suo commento dopo l’episodio di Benfica Real Madrid

Il calcio è diventato “meno sport” da ieri sera. È l’amara sentenza di José Félix Díaz, direttore di AS, che nel suo editoriale odierno punta il dito contro l’ennesimo episodio vergognoso che ha visto protagonista, suo malgrado, Vinicius Jr. durante la sfida tra Benfica e Real Madrid. Al centro della polemica c’è il gesto dell’argentino Gianluca Prestianni, colpevole di aver riportato il calcio “nella caverna” con un comportamento inqualificabile.

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Díaz si rivolge direttamente al giocatore del Benfica: «No, Prestianni, in questa occasione non hai dato un calcio al pallone, quello che hai fatto è stato lanciare un terrificante messaggio al mondo che ci sono ancora esseri che non si evolvono, che rimangono ancorati alla convinzione di essere migliori degli altri».

La dinamica è tristemente nota: una discussione, la bocca coperta per celare le parole, la reazione di Vinicius che corre dall’arbitro per denunciare l’insulto e finisce, paradossalmente, ammonito per aver celebrato il gol davanti a una gradinata ostile. Mentre il protocollo antirazzismo si attivava timidamente, il gioco proseguiva come se nulla fosse. Ma il peggio, secondo Díaz, è arrivato dopo. Non solo con le provocazioni di Otamendi (che mostrava la Coppa del Mondo a Vinicius), ma con la reazione istituzionale del club portoghese, reo di aver tentato di minimizzare l’accaduto sui social media, postando immagini di Prestianni che si copre la bocca con la maglia come prova di innocenza.

Qui l’attacco del direttore di AS si fa istituzionale: «Con questo, si dimostra ancora una volta che il calcio non si evolve in questo senso. Al Benfica preoccupa solo, come ad altri club in situazioni simili, che non ci sia alcuna sanzione. La lotta contro il razzismo, magari un altro giorno quando ci verrà meglio».

La conclusione è un misto di rassegnazione e rabbia verso un sistema che protegge i carnefici e punisce le vittime, trasformando il calcio nel “rifugio dell’intollerante”. Díaz chiude con una previsione amara su come finirà questa storia: «È stata una notte triste, ma potrebbe essere una delle migliori se si andasse fino in fondo al caso, ma non dubitate che l’argomento tra poche ore sarà quello che non ci sono prove». E così, fino alla prossima volta.

Cagliari, dal nuovo stadio al mercato: il futuro passa da qui! I sardi hanno messo gli occhi su quel talento

Cagliari, dal nuovo stadio al mercato: il futuro passa da qui! Il club sardo ha messo gli occhi su quel talento cresciuto nel vivaio del Milan!

Il futuro del Cagliari si gioca su tavoli diversi ma paralleli: da una parte le scrivanie della finanza internazionale, dall’altra i campi del calcio giovanile. Mentre la squadra è concentrata sul finale della Serie A 2025/26, la società vive ore frenetiche che potrebbero ridisegnare l’assetto proprietario e tecnico dei prossimi anni.

La scalata di Praxis e il nodo Stadio

L’indiscrezione più pesante arriva dall’edizione odierna del Corriere dello Sport. Il fondo americano Praxis ha accelerato in maniera decisa, salendo al 45% del capitale sociale del club grazie a un nuovo versamento di 25 milioni di euro, che si somma ai 20 già investiti. La nuova geografia societaria vede l’ingresso di figure chiave accanto al presidente Tommaso Giulini (imprenditore alla guida del club dal 2014): il neo-vicepresidente italoamericano Maurizio Fiori e il finanziere indiano Prashant Gupta. Il dettaglio cruciale riguarda i patti parasociali: i soci americani avrebbero ottenuto un’opzione per l’acquisto del 100% delle quote. Tuttavia, Giulini prende tempo. La patrimonializzazione del club (oggi a 7,5 milioni) potrebbe schizzare a 120 milioni con l’approvazione definitiva del nuovo stadio.

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Vertice a Roma: obiettivo Euro 2032

Proprio il nuovo impianto, che sarà intitolato alla leggenda Gigi Riva, è il fulcro della trattativa. Oggi è previsto un vertice cruciale a Roma tra UEFA, FIGC, Comune e Club. L’obiettivo è superare l’altolà dell’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta e inserire Cagliari tra le sedi di Euro 2032, sbloccando così i finanziamenti governativi. Il Piano Economico Finanziario è stato integrato e prevede già un accordo per i naming rights con Unipol (da 2,5 a 3,3 milioni annui), rendendo il progetto sostenibile e appetibile per gli investitori.

Mercato verde: assalto a Comotto

Se in società si guarda ai bilanci, l’area tecnica pianifica il futuro in campo. Secondo l’esperto di mercato Nicolò Schira, il Cagliari ha messo nel mirino Christian Comotto. Si tratta di un centrocampista classe 2008 di proprietà del Milan, considerato uno dei prospetti più cristallini del vivaio rossonero per visione di gioco e personalità (è figlio dell’ex calciatore Gianluca Comotto). L’operazione rientra nella strategia di valorizzazione dei giovani, ma la concorrenza è spietata: sul ragazzo ci sono anche Genoa, Monza, Parma, Cremonese e Pisa. I sardi sono pronti a muoversi per anticipare tutti e assicurarsi un potenziale perno del centrocampo di domani.

Bodo Glimt Inter a rischio rinvio? Il manto erboso preoccupa il club e Chivu per un motivo: ecco quando arriverà la decisione finale

Bodo Glimt Inter a rischio rinvio? Il manto erboso preoccupa il club per un motivo: quando arriverà la decisione sul match di Champions League

L’andata dei playoff di Champions League rischia di trasformarsi in una corsa a ostacoli ancor prima del fischio d’inizio. A poche ore dalla sfida tra Bodø/Glimt e Inter, in programma questa sera alle 21:00, l’attenzione non è rivolta alle formazioni o alle tattiche, ma alle condizioni critiche del terreno di gioco dell’Aspmyra Stadion. Secondo quanto filtra dalla Norvegia, lo svolgimento regolare del match è molto probabile, ma la certezza assoluta manca ancora a causa di seri problemi strutturali emersi sul manto sintetico dell’impianto.

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Il danno: macchinari e avvallamenti pericolosi

L’incidente tecnico è avvenuto nei giorni scorsi durante le operazioni di pulizia per liberare il campo dalla neve che attanaglia la città polare. I pesanti macchinari utilizzati dagli addetti ai lavori hanno involontariamente sollevato porzioni del tappeto sintetico, creando, specialmente lungo le fasce laterali, una serie di avvallamenti e irregolarità. Una situazione che rappresenta un pericolo concreto per l’incolumità fisica dei calciatori, rischiando di causare infortuni alle articolazioni su un terreno già insidioso per le basse temperature.

La preoccupazione di Chivu e l’intervento UEFA

Il problema non è sfuggito all’occhio vigile dell’Inter. Già durante la seduta di rifinitura, Cristian Chivu, il tecnico rumeno che siede sulla panchina dei Nerazzurri, si è soffermato a lungo sulle porzioni di campo sconnesse. L’allenatore ha evidenziato come tali condizioni siano al limite del regolamento e certamente non consone all’alta nobiltà di una competizione europea, chiedendo un intervento immediato. Anche i giocatori della Beneamata hanno testato con mano la difficoltà di controllare il pallone e la corsa su quelle zolle rialzate. Pur senza inoltrare una protesta formale, il club di Viale della Liberazione ha dialogato fittamente con la dirigenza norvegese e con i delegati UEFA per garantire la sicurezza dei propri tesserati.

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Corsa contro il tempo: decide Siebert

Al momento, gli addetti al campo del Bodø sono impegnati in una vera e propria corsa contro il tempo dentro quello che è stato ribattezzato l'”Inferno di Ghiaccio”, tentando di livellare il terreno per trovare soluzioni semi-definitive. La decisione finale spetterà a Daniel Siebert: il fischietto tedesco, a capo della quaterna arbitrale, effettuerà la consueta ispezione pre-gara a ridosso del calcio d’inizio. Come riportato anche da Calcio e Finanza, sarà quello il momento della verità: il via libera appare scontato, ma la speranza è che per quell’ora il rettangolo verde sia tornato a condizioni di normalità accettabili.

Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese.

Bonaventura svincolato, occasione per le squadre di Serie A? L’ex Milan aspetta la chiamata giusta

Bonaventura svincolato, occasione per le squadre di Serie A? L’ex Milan aspetta la chiamata giusta: le offerte sul tavolo per il centrocampista

Non ha alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo, anzi. Giacomo Bonaventura continua a lavorare a testa bassa, spinto dalla fame di chi sente di poter dare ancora molto al calcio giocato. A 36 anni, il centrocampista marchigiano si allena quotidianamente in solitaria, in attesa del progetto giusto che riesca a riaccendere quella scintilla necessaria per tornare protagonista. Il suo nome, scorrendo la lista degli svincolati, rappresenta ancora oggi un’occasione d’oro per qualsiasi direttore sportivo alla ricerca di una mezz’ala di esperienza e qualità, capace di garantire inserimenti puntuali, visione di gioco e un discreto bottino di reti e assist.

Essendo libero da vincoli contrattuali, l’ex colonna dell’Atalanta può firmare in qualsiasi momento, sia in Italia che oltreconfine. Nelle scorse settimane, il suo profilo è stato accostato con insistenza a diverse piazze della Serie A: si è parlato di un suggestivo ritorno alla Fiorentina e di un sondaggio dell’Hellas Verona, ma in entrambi i casi le idee non sono decollate, arenandosi per motivi differenti. Sebbene il desiderio principale di “Jack” rimanga il rientro nel bel paese, il giocatore lascia aperta la porta anche a un’altra esperienza all’estero, forte del bagaglio acquisito recentemente. A parlarne è Calciomercato.com.

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Proprio in Arabia Saudita, con la maglia dell’Al-Shabab, Bonaventura ha vissuto la sua ultima avventura professionale. Un’annata solida chiusa con 33 presenze complessive, 4 gol e 3 assist, condividendo lo spogliatoio con campioni come l’esterno belga Yannick Carrasco e il centrale olandese Wesley Hoedt. Curiosamente, non ha incrociato il talentuoso Yacine Adli, approdato nel club di Riad solo dopo l’addio dell’italiano. Nonostante l’opzione per il rinnovo, le parti hanno scelto di separarsi la scorsa estate. Ora, l’entourage del giocatore vaglia con attenzione ogni proposta: non c’è fretta, perché l’obiettivo non è tornare tanto per esserci, ma sposare una causa tecnica stimolante che valorizzi le sue quasi 400 presenze nel massimo campionato.

Allenamento Roma, riecco Kone: buone notizie dal test amichevole a Trigoria contro l’Atletico Lodigiani

Allenamento Roma, riecco Kone: buone notizie dal test amichevole a Trigoria contro l’Atletico Lodigiani. Gasperini può sorridere

Prosegue senza sosta la marcia di avvicinamento della Roma al prossimo impegno di campionato. I Giallorossi, guidati dall’esperto tecnico Gian Piero Gasperini, sono scesi in campo oggi a Trigoria per un test amichevole contro l’Atletico Lodigiani, utile a mettere minuti nelle gambe in vista della sfida casalinga contro la Cremonese, in programma domenica sera allo Stadio Olimpico. Il test si è concluso con un netto 4-0 in favore dei Capitolini, ma la notizia più lieta per l’ambiente riguarda senza dubbio il ritorno in gruppo e al gol di Manu Kone.

Il centrocampista francese, elemento chiave per il dinamismo richiesto dall’allenatore di Grugliasco, ha siglato una delle reti, dimostrando di aver smaltito i recenti acciacchi. A completare il tabellino dei marcatori ci hanno pensato il giovane Neil El Aynaoui, autore di una pregevole doppietta che ne conferma la crescita, e Mattia Della Rocca. Una sgambata che ha fornito indicazioni preziose, mentre il resto dei “titolarissimi” — tra cui il capitano Lorenzo Pellegrini, il difensore Gianluca Mancini, Bryan Cristante, Evan Ndicka, Zeki Celik, Niccolò Pisilli e l’esterno offensivo Donyell Malen — ha svolto una normale seduta di allenamento tattico senza prendere parte alla partitella.

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Restano però da monitorare con attenzione le situazioni legate all’infermeria. Hanno svolto un lavoro personalizzato differenziato pedine fondamentali come la Joya Paulo Dybala, il talento argentino Matias Soulè, il difensore Mario Hermoso, l’esterno brasiliano Wesley e il Faraone Stephan El Shaarawy. Più preoccupante la situazione del bomber Artem Dovbyk: il gigante ucraino si è sottoposto esclusivamente a terapie per risolvere i problemi fisici che lo affliggono. Come sottolineato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, il recupero di Kone è cruciale: il mediano si candida per una convocazione, con Gasperini che dovrà decidere se lanciarlo dal primo minuto o gestirlo gradualmente.

Ballardini Avellino, adesso è ufficiale: è il nuovo allenatore!

Ballardini Avellino, adesso è ufficiale: è il nuovo allenatore! Il club irpino affida la panchina all’esperto tecnico romagnolo fino a giugno 2026

La svolta tecnica in casa Avellino è ora realtà. La società biancoverde ha annunciato ufficialmente l’ingaggio di Davide Ballardini come nuovo responsabile della prima squadra. L’esperto allenatore romagnolo, classe 1964, porta in dote un bagaglio di oltre 330 panchine tra i professionisti, maturate alla guida di club storici come Lazio, Genoa e Sassuolo. L’accordo sottoscritto legherà il mister ai Lupi fino al termine dell’attuale stagione, con scadenza fissata al 30 giugno 2026.

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Nel suo staff, il neo tecnico degli Irpini sarà affiancato dal vice Carlo Regno e dal collaboratore Roberto Beni, integrandosi con i preparatori già presenti nel club. L’era Ballardini inizia subito: oggi pomeriggio dirigerà la prima seduta al Partenio-Lombardi a porte aperte, mentre la presentazione alla stampa è programmata per venerdì 20 febbraio.

IL COMUNICATO – «L’Us Avellino 1912 è lieta di comunicare di aver affidato l’incarico di allenatore della prima squadra a mister Davide Ballardini. Nato a Ravenna il 6 gennaio 1964, ha iniziato la carriera di allenatore nei settori giovanili di Cesena, Ravenna, Milan e Parma.
Nel corso della sua lunga esperienza da tecnico ha guidato le prime squadre di Sambenedettese, Cagliari, Pescara, Palermo, Lazio, Genoa, Bologna, Cremonese e Sassuolo.
In totale per lui 336 panchine professionistiche.
L’accordo prevede una durata fino al 30 Giugno 2026.
Lo staff tecnico di mister Ballardini sarà composto dal viceallenatore Carlo Regno e dal collaboratore tecnico Roberto Beni. A supporto del lavoro quotidiano ci saranno l’allenatore dei portieri Pasquale Visconti, i preparatori atletici Luigi Gennarelli e Luigi Garofalo, il collaboratore tecnico Davide Santeramo ed il match analyst Massimo Foria.
Questo pomeriggio, alle ore 17:00 con porte aperte in Tribuna Montevergine, mister Ballardini dirigerà la sua prima seduta di allenamento.
La conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico si terrà venerdì 20 febbraio, alle ore 14:30, presso la sala stampa dello stadio Partenio – Lombardi
».

Benfica, il comunicato di risposta all’indagine UEFA: «Difendiamo Prestianni»

Benfica, il comunicato di risposta all’indagine UEFA sul caso Vinicius scoppiato durante il match contro il Real Madrid: «Difendiamo Prestianni»

L’organo di governo del calcio europeo ha ufficialmente aperto un’inchiesta sui fatti del Da Luz. La UEFA ha comunicato la nomina di un ispettore etico e disciplinare per far luce sulle accuse di razzismo mosse da Vinicius Junior, stella brasiliana del Real Madrid, nei confronti di Gianluca Prestianni.

Immediata la replica del Benfica: il club lusitano ha accolto con favore l’indagine, promettendo totale trasparenza e collaborazione. Tuttavia, la società delle Aquile ha ribadito con fermezza il proprio sostegno al giovane talento argentino, difendendone la correttezza morale e condannando duramente quella che definisce una campagna diffamatoria mediatica in atto contro il proprio tesserato.

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IL COMUNICATO – «Indagine per potenziale violazione del Regolamento Disciplinare UEFA. Un Ispettore Etico e Disciplinare UEFA è stato nominato per indagare sulle accuse di comportamento discriminatorio durante la partita degli spareggi a eliminazione diretta della UEFA Champions League 2025/2026 tra SL Benfica e Real Madrid CF del 17 febbraio 2026. Ulteriori informazioni in merito saranno rese disponibili a tempo debito.

Il Benfica accoglie con spirito di totale collaborazione, trasparenza, apertura e senso di chiarezza le misure annunciate oggi dalla UEFA, a seguito del presunto caso di razzismo verificatosi nella partita contro il Real Madrid. Il club riafferma in modo chiaro e inequivocabile il proprio impegno storico e incrollabile nella difesa dei valori di uguaglianza, rispetto e inclusione, in linea con i principi fondamentali della sua fondazione e che hanno in Eusébio il loro massimo simbolo. Il Benfica ribadisce il suo pieno sostegno e la sua convinzione nella versione presentata dal giocatore Gianluca Prestianni, la cui condotta al servizio del club è sempre stata guidata dal rispetto verso gli avversari, le istituzioni e i principi che definiscono l’identità del Benfica. Il club deplora la campagna diffamatoria alla quale il giocatore è stato sottoposto».

Gattuso al Sion, il retroscena di Marco Degennaro nella prima puntata di “Italiani all’estero” – VIDEO

Il nuovo format di CalcioNews24 debutta su YouTube con l’intervista a Marco Degennaro: Coppa di Svizzera, metodo elvetico e la svolta “Ringhio”

Una frase detta quasi per gioco, e una risposta che cambia tutto: “Ci servirebbe uno come Gattuso”. Marco Degennaro la pronuncia come semplice esempio davanti al suo presidente. Ma invece di restare una battuta da scrivania, diventa un’idea concreta: perché non provarci davvero? È da qui che nasce uno dei retroscena più affascinanti raccontati dal dirigente italiano, oggi direttore generale del Sion, ospite della prima puntata di “Italiani all’estero” (GUARDA) , il nuovo format di CalcioNews24 visibile sul canale YouTube del progetto.

Nel dialogo, Degennaro ripercorre come si arrivò al contatto e all’incontro che portarono Gennaro Gattuso a Sion: prima in campo e poi in panchina. Ma il punto non è solo calcistico. Nel racconto emerge soprattutto la dimensione personale: l’impatto umano di “Ringhio”, la leadership quotidiana, il modo di stare nello spogliatoio e di rapportarsi agli altri, come esempio che resta nel tempo.

LE ULTIME NOTIZIE DAL CALCIO ESTERO

La puntata è anche un viaggio dentro la carriera di Marco Degennaro: laurea in Economia a Torino, esperienza nel mondo aziendale e una trasferta che doveva durare pochi giorni per una due diligence al Bellinzona. Quell’incarico diventa l’inizio di oltre venticinque anni in Svizzera, tra integrazione, risultati e crescita dirigenziale. Sullo sfondo c’è un calcio diverso, dove l’intensità è una regola e la pressione mediatica è più contenuta rispetto all’Italia.

Non mancano i momenti-simbolo: la Coppa di Svizzera vinta con il Sion, le esperienze europee e il passaggio a un ruolo “totale”, da direttore generale, con una visione che va oltre il mercato e si allunga su progetti strutturali e strategie di lungo periodo. E in mezzo, quel dettaglio che accende la curiosità: tutto è iniziato da una parola pronunciata “per esempio”, che qualcuno ha preso tremendamente sul serio.

Caso Vinicius, interviene Infantino: «Scioccato e rattristato, no al razzismo!». La nota della FIFA

Caso Vinicius, interviene Infantino: «Scioccato e rattristato, no al razzismo!». La nota della FIFA sull’episodio di Benfica Real Madrid

Il caso di presunto razzismo scoppiato durante la sfida di Champions League tra Benfica e Real Madrid ha scosso i vertici del calcio mondiale. Gianni Infantino, presidente della FIFA, è intervenuto duramente sulla vicenda che ha visto coinvolti Vinicius Junior, stella brasiliana delle Merengues, e Gianluca Prestianni, giovane attaccante delle Aquile. Attraverso i canali ufficiali, il massimo dirigente ha manifestato il proprio sconcerto e la propria tristezza per l’accaduto, sottolineando come non vi sia alcuno spazio per la discriminazione nello sport e nella società.

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Mentre la UEFA prosegue la sua indagine per accertare le responsabilità, Infantino ha elogiato l’operato dell’arbitro francese François Letexier. Il fischietto è stato lodato per aver attivato tempestivamente il protocollo antirazzismo, interrompendo il gioco con il gesto codificato delle braccia. La FIFA ha infine ribadito la totale solidarietà alle vittime, chiedendo che tutte le parti in causa adottino misure severe e appropriate per punire i colpevoli.

PAROLE – «Sono rimasto scioccato e rattristato nel vedere l’episodio di presunto razzismo nei confronti di Vinícius Júnior nella partita di UEFA Champions League tra SL Benfica e Real Madrid CF. Non c’è assolutamente spazio per il razzismo nel nostro sport e nella società: abbiamo bisogno che tutte le parti interessate prendano provvedimenti e chiedano conto ai responsabili.

Alla FIFA, attraverso il Global Stand Against Racism e il Players’ Voice Panel, ci impegniamo a garantire che giocatori, dirigenti e tifosi siano rispettati e protetti, e che vengano adottate misure appropriate in caso di incidenti. Mi congratulo con l’arbitro François Letexier per aver attivato il protocollo antirazzismo, utilizzando il gesto del braccio per interrompere la partita e affrontare la situazione. La FIFA e il calcio dimostrano piena solidarietà alle vittime del razzismo e di ogni forma di discriminazione. Continuerò sempre a ribadire: No al razzismo! No a ogni forma di discriminazione!».

Bastoni, dopo la simulazione scoppia un nuovo caso? Il difensore accusato di non aver pagato la band al proprio matrimonio!

Bastoni, dopo la simulazione scoppia un nuovo caso? Il difensore accusato di non aver pagato la band al proprio matrimonio! La cifra da versare

Non c’è pace per Alessandro Bastoni. Il difensore centrale della Nazionale e colonna portante dell’Inter sta vivendo la settimana più complicata della sua stagione, bersagliato su più fronti. Se il polverone alzato dal Derby d’Italia non si è ancora posato — con le feroci critiche per l’ammissione di aver accentuato il contatto con Pierre Kalulu, costato il rosso al difensore della Juventus, e le conseguenti offese ricevute sui social — ora si apre un nuovo fronte, questa volta legato alla sfera privata ed economica.

A lanciare l’indiscrezione è stato il giornalista di gossip e cronaca Gabriele Parpiglia. Attraverso la sua newsletter, il cronista ha rivelato un retroscena inaspettato risalente al matrimonio del calciatore con Camilla Bresciani, celebrato il 1° giugno scorso nella lussuosa ed esclusiva cornice di Borgo Egnazia, in Puglia. Secondo la ricostruzione, il numero 95 nerazzurro avrebbe un “conto in sospeso” con i fornitori, nello specifico con il gruppo musicale ingaggiato per l’intrattenimento durante il ricevimento nuziale.

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L’accusa è precisa e circostanziata: la coppia non avrebbe ancora saldato una fattura di 5.500 euro. Una cifra che appare irrisoria se rapportata all’ingaggio di un top player del Biscione, ma che ha scatenato la reazione indispettita degli artisti coinvolti. Stando a quanto riportato dalla fonte, la band avrebbe rifiutato presunte offerte alternative composte da magliette autografate e biglietti per lo stadio, pretendendo il saldo economico pattuito contrattualmente. Mentre Parpiglia continua a indagare sui motivi di questo presunto mancato pagamento, dal calciatore non è arrivata alcuna smentita o chiarimento ufficiale, lasciando che il silenzio alimenti ulteriormente il dibattito mediatico attorno alla sua figura già sotto stress.

Infortunio Bremer, sospiro di sollievo in casa Juve: ecco l’esito degli esami

Infortunio Bremer, sospiro di sollievo in casa Juve: ecco l’esito degli esami dopo il problema riscontrato contro il Galatasaray

La notizia che l’intero popolo della Juventus attendevano con il fiato sospeso è finalmente arrivata, portando una ventata di ottimismo in un momento della stagione estremamente delicato. Dopo il grande spavento vissuto nella notte di Istanbul, dove Gleison Bremer era stato costretto ad abbandonare il campo al 34′ minuto toccandosi vistosamente il flessore, il report medico odierno ha riportato il sereno alla Continassa. Il roccioso centrale brasiliano, perno insostituibile della retroguardia di Luciano Spalletti, si è sottoposto questa mattina a una serie di approfonditi accertamenti strumentali presso il J-Medical.

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L’esito degli esami ha fatto tirare un enorme sospiro di sollievo a tutto l’ambiente bianconero: i controlli sono risultati negativi, escludendo lesioni muscolari, strappi o stiramenti che avrebbero potuto compromettere il finale di stagione. Si tratta di un verdetto vitale per la Vecchia Signora, che temeva concretamente di dover rinunciare al suo leader difensivo proprio nel bel mezzo di un’emergenza tattica senza precedenti. La retroguardia, infatti, si trova già in condizioni critiche in vista dei prossimi impegni europei, con le corsie laterali sguarnite dalle pesanti squalifiche di Andrea Cambiaso e Juan Cabal.

Nonostante l’assenza di danni strutturali alle fibre, la prudenza resta la parola d’ordine assoluta dello staff sanitario. L’infortunio di Bremer verrà gestito con estrema cautela e un programma di recupero personalizzato: nessun rischio inutile verrà preso per evitare ricadute che potrebbero rivelarsi fatali in un calendario così fitto di impegni ravvicinati. La sua disponibilità verrà valutata giorno per giorno, ma l’obiettivo dichiarato è uno solo: riaverlo al 100% per la sfida decisiva all’Allianz Stadium contro il Galatasaray. Per tentare la rimonta storica e ribaltare il pesante passivo dell’andata, la fisicità dominante e il senso della posizione dell’ex capitano del Torino saranno armi indispensabili per blindare la porta e spingere la squadra verso l’impresa.

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