Pagina 411 – Calcio News 24

Calvarese consiglia: «Errori arbitrali? Bisogna abbassare i toni e azzerare le polemiche, sennò non si arriva in fondo! Ecco la strada da prendere»

L’ex arbitro Gianpaolo Calvarese ha voluto dire la sua sul momento delicato che stanno attraversando gli arbitri in questa stagione di Serie A

Su La Gazzetta dello Sport l’ex arbitro Gianpaolo Calvarese interviene sul momento delicato della classe arbitrale, chiedendo un cambio di passo a tutto il sistema calcio e maggiore personalità ai direttori di gara.

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ABBASSARE I TONI – «Assolutamente necessario, per due motivi. Il primo: si è appena chiuso il girone d’andata e ne manca un altro… Il secondo: è uno dei campionati più difficili e competitivi degli ultimi anni, da qualunque parte lo si guardi, scudetto, Europa e retrocessione. Quindi bisogna abbassare i toni, azzerare le polemiche, perché sennò in fondo non ci si arriva. Sono un appassionato di Premier: le assicuro che arbitri e Var non sono messi alla gogna come da noi. E le loro unità non le ritengo migliori dei nostri arbitri».

RESPONSABILITÀ CONDIVISA – «Partendo da tutti: bisogna che tutti aiutino gli arbitri, e per tutti intendo club, dirigenti, calciatori, allenatori, addetti ai lavori in generale, giornalisti e anche sui social. La strada centrale, senza prendere tangenziali, è questa. E un’altra cosa: gli arbitri devono fare la propria parte ovviamente, mettere la barra a dritta ed avere dei punti centrali, di riferimento, solidi, granitici».

LA VOGLIA DI DECIDERE – «Quando ero in campo, come tutti coloro che hanno arbitrato nel mio stesso periodo, cercavo in ogni modo di arrivare alla verità. Non c’era il Var: c’erano i tuoi occhi, la tua valutazione, le percezioni di quel momento. Facevo di tutto, mi passi il modo di dire, per arrivare alla verità, perché un errore clamoroso me lo sarei portato dentro e addosso tutto l’anno. Ora quella voglia che era dei miei tempi non la vedo nei ragazzi di oggi, forse perché pensano che tanto c’è il Var, non so… Ecco, deve tornare la voglia di decidere, la centralità».

SERVE PERSONALITÀ – «Anche, ma questa cosa non è sempre facile. Il Var ha assunto inevitabile… esperienza con lo sviluppo dei tempi e del calcio: l’importante è trovare l’equilibrio giusto fra campo e Var ma soprattutto che gli arbitri stessi sappiano leggere un episodio a video con personalità ma anche con forte sensibilità della dinamica calcistica».

Torino nel caos: Baroni sotto accusa, difesa colabrodo e fischi. Il caso Zapata

Torino nel caos: Baroni sotto accusa, difesa colabrodo e fischi. Il caso Zapata e non solo. Crisi nera dopo il KO contro l’Udinese

L’epilogo gelato dello Stadio Olimpico Grande Torino, tra fischi assordanti e una contestazione feroce, certifica lo stato di crisi profonda del mondo granata. L’analisi impietosa tracciata da Tuttosport all’indomani del ko interno contro l’Udinese evidenzia una frattura ormai insanabile tra la piazza e la gestione sportiva. Il popolo del Toro è logorato dalla ripetizione di “stagioni fotocopia”, prive di acuti e reali ambizioni. Sebbene il malessere affondi le radici nel “cairismo” del presidente Urbano Cairo, criticato storicamente per mercati tardivi e cessioni dolorose, oggi sul banco degli imputati c’è soprattutto Marco Baroni.

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L’allenatore ex Verona non riesce a dare stabilità a una squadra zavorrata da una difesa che viaggia a ritmi da retrocessione: sono ben 30 i gol subiti in sole 19 giornate, un dato allarmante che colloca la retroguardia dei Granata tra le peggiori dell’intera Serie A. Le cinque sconfitte casalinghe, spesso maturate regalando letteralmente le partite agli avversari, smentiscono le promesse di “lavori in corso” ripetute dal tecnico fin dal ritiro estivo, evidenziando limiti strutturali mai corretti.

A preoccupare ulteriormente è la palese confusione tattica che regna in panchina. Contro i friulani, Baroni ha sorpreso tutti rinunciando inizialmente ai suoi tenori offensivi, lasciando in panchina il capitano Duvan Zapata, leader carismatico e totem fisico dell’attacco, insieme allo scozzese Che Adams. La mossa di adattare Njie, ala naturale, nel ruolo di seconda punta si è rivelata fallimentare, bruciando il giovane ragazzo sostituito poi all’intervallo. Anche la gestione dei cambi ha alimentato perplessità: con la squadra sotto nel punteggio, è stato tolto Giovanni Simeone, il “Cholito” sempre generoso nel pressing, per inserire Zapata solo a metà ripresa. Scelte illogiche che rischiano di scollare definitivamente lo spogliatoio e allontanare i senatori dal progetto tecnico.

Liverpool, Slot torna sulla graticola: le brutte notizie arrivano anche dal mercato!

Liverpool, Slot torna sulla graticola: le brutte notizie arrivano anche dal mercato! Dentro la crisi dei Reds: possibile esonero per il tecnico?

Nubi sempre più nere si addensano su Anfield. La posizione di Arne Slot, tecnico olandese chiamato a raccogliere la pesante eredità in panchina, è in forte bilico dopo una serie di prestazioni deludenti. A preoccupare i vertici del club non sono solo i risultati, ma le tensioni latenti con il leader tecnico Mohamed Salah e una catena di infortuni che ha decimato la retroguardia dei Reds.

Come riportato dal Mirror, la crisi si estende al mercato, dove il Manchester City ha inflitto un duro colpo ai rivali. Antoine Semenyo, esplosivo esterno ghanese del Bournemouth individuato come erede naturale dell’egiziano, è a un passo dalla corte di Pep Guardiola, avendo già sostenuto le visite mediche. La sfida prosegue per Marc Guehi: il roccioso capitano del Crystal Palace, il cui contratto scade in estate, è diventato prioritario per i Citizens dopo gli stop di Dias e Gvardiol. Il Liverpool, che aveva sfiorato il centrale inglese in estate, rischia ora la seconda beffa per mano dei campioni in carica.

Milan Genoa, furia Maignan con Mariani per il rigore nel finale! L’insulto è pesantissimo: la ricostruzione – VIDEO

Milan Genoa, furia Maignan con Mariani per il rigore nel finale! L’insulto è pesantissimo: il portiere francese rischia la squalifica

Il fischio finale di Milan-Genoa non ha sancito la fine delle ostilità, ma ha dato il via a un terzo tempo incandescente tra le mura di San Siro. La sfida, chiusa tra mille polemiche per le decisioni arbitrali del finale di gara, rischia di costare carissima al Diavolo. Al centro della bufera c’è Mike Maignan: l’estremo difensore della nazionale francese, solitamente noto per la sua leadership glaciale, ha perso completamente il controllo nei confronti del direttore di gara Maurizio Mariani.

La scintilla che ha fatto esplodere la rabbia del numero 16 è stata la concessione del calcio di rigore nei minuti di recupero a favore del Grifone, penalty poi fallito dal centrocampista rumeno Nicolae Stanciu. Nonostante il pericolo scampato e il risultato salvato, la tensione accumulata è sfociata nel tunnel che porta agli spogliatoi. Le telecamere di DAZN hanno pizzicato un Maignan furioso, e la conferma arriva dalla Francia: secondo l’emittente RMC Sport, il portiere avrebbe rivolto un insulto pesantissimo all’arbitro (“Figlio di put…a”), urlato proprio mentre abbandonava il terreno di gioco.

A nulla è servito l’intervento di Adrien Rabiot: il centrocampista ex Juventus e compagno di nazionale, accortosi della gravità della situazione, ha cercato di scortare via il compagno proteggendolo da ulteriori sanzioni, ma la frase ingiuriosa potrebbe essere stata udita chiaramente dalla quaterna arbitrale o dagli ispettori federali. Ora in casa Milan si trema in attesa del comunicato del Giudice Sportivo. Se l’insulto dovesse essere confermato nel referto arbitrale, per Maignan scatterebbe automatica una squalifica pesante, probabilmente superiore alle due giornate. Per Massimiliano Allegri, perdere il proprio baluardo difensivo in una fase così delicata della stagione rappresenterebbe una tegola pesantissima, costringendo i Rossoneri ad affidarsi al secondo portiere per le prossime sfide cruciali di campionato.

Calciomercato Parma, idea Schjelderup: cresce la fiducia per il colpo dal Benfica! La situazione

Calciomercato Parma, trattativa avviata per Schjelderup: il talento del Benfica cerca più spazio! Ottimismo crescente tra i crociati

Il mercato del Parma si accende improvvisamente con una pista estera di grande fascino per il reparto offensivo. Secondo le ultime indiscrezioni rilanciate dall’esperto Gianluca Di Marzio, il club emiliano è in fase avanzata per l’acquisizione di Andreas Schjelderup. Sebbene non si possa ancora parlare di affare fatto, filtra un tangibile ottimismo tra le mura di Collecchio: i Crociati confidano di chiudere a breve l’operazione per l’ala sinistra attualmente in forza al Benfica, regalando così un innesto di pura tecnica alla rosa.

QUI: le ultime notizie sul calciomercato.

Il profilo individuato rispecchia perfettamente la filosofia del club: Schjelderup è un talentuoso attaccante esterno norvegese di 21 anni, esploso nel Nordsjælland prima del grande salto in una big europea. In questa stagione con le Aquile di Lisbona, il classe 2004 ha messo a referto 11 presenze in Liga Portugal, di cui 5 partendo dal primo minuto, impreziosite da un gol (siglato contro l’Alverca) e due assist vincenti. I Ducali puntano sulla sua voglia di continuità per alzare il tasso tecnico della squadra in vista del girone di ritorno.

Zambrotta sicuro: «Scudetto? Allegri lotterà, ma sarà dura con Inter e Napoli. Ho visto il Como e vi posso dire una cosa»

Zambrotta: «Scudetto? Allegri lotterà, ma sarà dura con Inter e Napoli. Ho visto il Como e…». Le parole del Campione del Mondo

Campione del Mondo, scudettato, finalista di Champions. Dialogare con Gianluca Zambrotta significa spaziare dal ricordo di Berlino 2006 alle sfide del calcio moderno, passando per le sue squadre del cuore e il legame con Como. Ecco la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.

ITALIA E MONDIALE – «Farebbe troppo male vedere la Nazionale saltare il terzo Mondiale di fila. Ci auguriamo tutti che a marzo Gattuso ci porti in America, peraltro l’edizione che celebra i vent’anni dell’ultimo trionfo».

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LA CHAT DEI CAMPIONI DEL 2006 – «Assolutamente sì, sempre presente e attiva».

LA CORSA SCUDETTO – «Il Milan ha la possibilità di lavorare in maniera più tranquilla senza le coppe. Allegri sta facendo molto bene e lotterà per lo scudetto. Ma sarà dura perché l’Inter, soprattutto, e il Napoli sono molto molto agguerriti. La Juve ha ritrovato un po’ la quadra, è comunque lì… Spalletti è un grande allenatore che se può lavorare quotidianamente sui giocatori è in grado di iniziare un ciclo vincente».

IL SORPRENDENTE COMO – «Già l’anno scorso aveva fatto un risultato straordinario arrivando decimo. Oggi il percorso va oltre le aspettative. Chi a questo punto della stagione pensava che potesse stare lì a giocarsela con le big, a pochi punti dalla Champions? Viste le prestazioni delle ultime giornate — ero al Sinigaglia contro l’Udinese —, si nota una squadra serena e anche cinica, che riesce a fare gol e non subirne. Merita di stare lì dov’è».

FABREGAS E IL SUO CALCIO – «Cesc veniva dalla Primavera, è normale… Da grande giocatore quale è stato, ha una marcia in più, soprattutto per il ruolo che faceva. I centrocampisti sono già un po’ allenatori in campo e poi lui ha una grande personalità. Mi piace la sua idea di calcio, come si pone, il suo spirito, il fatto che riesce sempre a dare motivazioni forti e positive».

I PROTAGONISTI LARIANI – «C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Partendo dalla difesa, il portiere Butez che con la palla fra i piedi sembra un vecchio libero, e i due centrali Ramon e Kempf, solidi e affidabili. A centrocampo Perrone, Da Cunha e Caqueret non hanno mai paura di prendersi dei rischi. E davanti Douvikas sta facendo un lavoro straordinario».

POCHI ITALIANI NEL COMO – «Fabregas ne è consapevole, se ne rammarica e ci sta lavorando. Come me, che sono italiano e in Federazione mi sto occupando di un nuovo progetto per sviluppare il calcio giovanile. Ma non è solo un problema del Como, la maggior parte delle squadre, anche i top club forse tranne l’Inter, nell’undici titolare schierano massimo due-tre italiani. Speriamo che le cose migliorino perché la Nazionale, come si è detto, ne ha estremo bisogno».

LA PROPRIETÀ INDONESIANA – «La proprietà, che ho conosciuto fin dall’inizio quando è partita dalla Serie D, è seria, ha investito tanto ed è molto presente sul territorio col concetto di comunità. Porta avanti molti progetti, anche a scopo benefico, si sta muovendo per la città con il nuovo stadio, ha comprato, costruito e finito un centro sportivo e sta lavorando allo sviluppo del settore giovanile maschile e femminile. C’è una visione a 360 gradi».

GLI “HOLLYWOODIANI” AL SINIGAGLIA – «È divertente… Una cosa che hanno sposato negli ultimi tempi. Prima che arrivasse questa proprietà, Como era già famosa per i divi americani, il precursore è stato George Clooney. Il club è stato bravo a creare un progetto di intrattenimento basato su questa aura di notorietà internazionale».

MILAN-COMO A PERTH – «No, ero assolutamente d’accordo. Questa possibilità oggigiorno è un modo per poter promuovere il nostro campionato che in questo momento è un po’ in difficoltà e ha bisogno di essere più presente all’estero. Tra gli anni Novanta e Duemila non c’era questa necessità, la Serie A si vendeva da sola. Ora che fa fatica, è giusto creare eventi ad hoc, una o due volte all’anno, che aumentino la visibilità sul mercato».

Coppa d’Africa, oltre il pregiudizio: la lezione del “tifoso statua” che onora Lumumba

Coppa d’Africa, Garlando racconta la storia di Mboladinga: immobile per 90 minuti per trasmettere ai giocatori la memoria dell’indipendenza

Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando, firma di punta del quotidiano milanese, invita il pubblico europeo a un cambio di prospettiva radicale riguardo alla Coppa d’Africa. Spesso etichettata dai club occidentali come una “seccatura folcloristica” che priva le squadre di pedine fondamentali nel momento cruciale della stagione, la competizione nasconde invece un’anima profonda e identitaria. Per comprenderne la vera essenza, il giornalista suggerisce di osservare il torneo non attraverso le statistiche, ma attraverso gli occhi e il corpo di Michel Kuka Mboladinga, un supporter della Repubblica Democratica del Congo che ha trasformato la sua presenza allo stadio in un atto di testimonianza storica.

Mboladinga ha vissuto le partite della sua nazionale in modo surreale: perfettamente immobile in tribuna dal primo all’ultimo minuto, con la mano alzata in segno di saluto, senza mai proferire parola. Non si trattava di goliardia, bensì di una performance solenne per evocare la figura di Patrice Lumumba, eroe dell’indipendenza congolese e martire dell’anticolonialismo. Il tifoso si è fatto “monumento vivente” per ricordare ai giocatori in campo il peso della storia e il cuore di chi ha lottato per la libertà del Paese.

Una missione per la quale Mboladinga ha sacrificato ogni istinto: non ha esultato ai gol, né si è disperato quando la sua squadra è stata eliminata al 119′ dall’Algeria. Ha soffocato le emozioni per preservare la sacralità del gesto, finendo per essere portato via di peso dagli steward, rigido come una statua ma con il volto rigato dalle lacrime. Proprio quel pianto, sottolinea Garlando, racchiude il senso del torneo: se il talento è spesso una materia prima saccheggiata come i diamanti, la Coppa d’Africa è il momento in cui il continente raccoglie i suoi gioielli per mostrarli finalmente alla sua gente, nella sua terra.

Mercato Lecce, accelerata per Fofana: accordo raggiunto nella notte!

Mercato Lecce, accelerata per Fofana: accordo raggiunto nella notte! Il centrocampista togolese è in arrivo dal Grazer AK

Nuovo rinforzo in arrivo per il centrocampo del Lecce. La società pugliese ha accelerato le operazioni di mercato, raggiungendo nella notte un accordo totale con il Grazer AK per il trasferimento di Sadik Fofana. Come anticipato dal giornalista Gianluca Di Marzio, l’intesa porta in Salento un mediano classe 2003, nazionale togolese ma svezzato calcisticamente in Germania, pronto a mettersi subito a disposizione del tecnico Eusebio Di Francesco.

L’acquisto risponde perfettamente alle esigenze tattiche dei Giallorossi, alla ricerca di maggiore fisicità in mezzo al campo. Fofana è un centrocampista difensivo imponente: dall’alto del suo metro e novantadue, rappresenta una “diga” insuperabile nel gioco aereo e nei contrasti, caratteristiche finora carenti nella rosa dei Salentini. Dopo aver collezionato 16 presenze in questa prima parte di stagione in Austria, dimostrando affidabilità e tenuta atletica, il gigante togolese è atteso in città per le visite mediche e la firma, pronto a diventare un pilastro della lotta salvezza.

Graziano Cesari sui problemi degli arbitri: «Incapaci di prendere decisioni, il Var comanda! Io volevo imitare Collina ma…»

Graziano Cesari sui problemi degli arbitri dopo gli errori commessi nel 19° turno di Serie A: le parole dell’ex direttore arbitrale

Graziano Cesari, ex arbitro internazionale e volto storico della moviola Mediaset, analizza sul Corriere dello Sport la stagione record per polemiche e figuracce arbitrali, nonostante la presenza della tecnologia. La sua diagnosi è severa: mancano carisma e gavetta, le regole cambiano troppo in fretta e il Var ha finito per deresponsabilizzare i direttori di gara in campo.

LA SQUADRA – «Ai miei tempi il concetto di squadra arbitrale era sacro. Tra Lissone e il campo assistiamo a dei cortocircuiti. E a valutazioni difformi di episodi simili».

L’UNIFORMITÀ DI GIUDIZIO – «Forse è un’utopia, ma una certa linearità deve pur esserci».

REGOLE E PRESSIONI – «Quando gli arbitri assimilano le regole, poi se le ritrovano cambiate. Troppa interpretazione. Manca poi forse un po’ di formazione: oggi ci sono tanti condizionamenti, enormi pressioni, bisogna saper parlare davanti a 60 mila spettatori e si guadagna molto di più. Non è facile restare coi piedi per terra».

GAVETTA ED ESPERIENZA – «La gavetta si è certamente ridotta per arrivare al top e quando sei giovane uno scotto devi pagarlo. Ma le esigenze di carriera non possono annientare il gioco di squadra».

LA SUDDITANZA DAL VAR – «Apparentemente il Var comanda. E condiziona gli arbitri, che ormai sembrano incapaci di prendere decisioni».

IL RUOLO DEGLI ASSISTENTI – «Sono stati depotenziati. I miei erano come angeli custodi. Pensate, ci mandavamo addirittura dei segnali occulti. Ora sono anonimi, amorfi, lontani. Tanto che ormai si parla di intelligenza artificiale applicata ai guardalinee».

LA CONFUSIONE SULLE REGOLE – «Il fallo di mano è diventata una situazione indecifrabile. Pensate che i tifosi capiscano quando è rigore? Se i regolamenti sono difficili, semplifichiamoli. Poi penso al fuorigioco: quanto è brutto vedere un assistente che rincorre un attaccante, questo che tira, il portiere che magari para e poi lui che alza la bandierina?».

IL VAR A CHIAMATA – «Favorevole anche subito. Il Var dovrebbe essere a disposizione anche delle squadre. La poca trasparenza, l’indecisione e la riluttanza a prendere decisioni porta al caos».

EX CALCIATORI AL VAR – «Assolutamente d’accordo, la loro esperienza può essere decisiva in sala video. Noi arbitri, al massimo, abbiamo giocato nel cortile o nell’aia».

IL CAOS POLITICO NELL’AIA – «Penso proprio che influenzi il rendimento. Certi casini non aiutano la serenità del giudizio. Gli arbitri hanno anche bisogno di simboli».

IL SUO MODELLO – «Collina. Volevo imitarlo, non ci sono mai riuscito».

Calciomercato Pisa, rivoluzione salvezza a gennaio: fuori Nzola, dentro Durosinmi e non solo! Pronti altri 3 acquisti

Calciomercato Pisa, rivoluzione salvezza a gennaio: non solo Durosinmi! In arrivo altri 3 colpi in entrata, mentre per Nzola sarà addio

Aria di rivoluzione totale all’ombra della Torre. Il Pisa ha deciso di ribaltare il tavolo per inseguire una difficile salvezza, affidandosi alla regia dell’amministratore delegato Giovanni Corrado e del diesse Davide Varia. Come dettagliato in un approfondimento odierno del Corriere dello Sport, i vertici societari hanno certificato la crisi del reparto avanzato a disposizione di Alberto Gilardino: i numeri sono una sentenza inappellabile per i nerazzurri, che registrano il penultimo attacco della Serie A con appena 13 gol all’attivo e l’ultimo posto per tiri nello specchio della porta. Il dato che preoccupa maggiormente il tecnico campione del mondo 2006 è la mancanza di cinismo: la squadra costruisce, ma spreca in modo seriale, come dimostrano le 94 conclusioni terminate lontane dai pali.

La scossa è arrivata con l’esclusione definitiva di M’Bala Nzola. L’attaccante angolano, arrivato in prestito dalla Fiorentina con ben altre aspettative, è finito fuori rosa a causa di un mix letale di errori tecnici — pesano i rigori falliti con Como e Parma — e atteggiamenti non professionali. Al suo posto, la proprietà ha calato l’asso: Rafiu Durosinmi. Il gigante nigeriano classe 2003, prelevato dal Viktoria Plzen, diventa l’acquisto più oneroso della storia pisana: un affare da 12 milioni complessivi per un contratto fino al 2030.

Il mercato in entrata non si ferma qui: si cercano un’altra punta, un trequartista e una mezzala di qualità. Situazione fluida anche in uscita: se il Palermo affonderà il colpo per il fantasista Matteo Tramoni (valutato 6 milioni), servirà un sostituto immediato. Nel breve termine, però, Gilardino deve fare i conti con l’infermeria in vista dell’Udinese: oltre all’assenza dei nuovi acquisti, pesa il ko di Raul Albiol. L’esperto difensore spagnolo ne avrà per 45 giorni, lasciando un vuoto di leadership che il rientrante Arturo Calabresi dovrà colmare in una trasferta che sa già di ultima spiaggia.

Simeone Vinicius, il battibecco prosegue nel postpartita: le parole del Cholo, quelle di Xabi Alonso e la risposta social del brasiliano!

Simeone Vinicius, il battibecco prosegue nel postpartita: le parole del Cholo, di Xabi Alonso e la risposta del brasiliano! Ecco cos’hanno detto

Il derby di Madrid è una miccia sempre pronta a esplodere, indipendentemente dalla latitudine a cui si gioca. Nella calda cornice di Gedda, in Arabia Saudita, la semifinale di Supercoppa Spagnola ha visto trionfare il Real Madrid sull’Atletico Madrid per 2-1. Le reti decisive siglate da Federico Valverde, instancabile tuttocampista uruguaiano, e da Rodrygo, funambolo dell’attacco Merengue, hanno reso vano il gol della speranza firmato dal gigante norvegese Alexander Sorloth. Tuttavia, la cronaca sportiva del match è passata in secondo piano di fronte a un feroce scontro verbale che ha infiammato la panchina dei Colchoneros al momento del cambio di Vinicius Jr.

Protagonista della discordia è stato Diego Simeone: il focoso tecnico argentino, noto per il suo temperamento sanguigno, ha ingaggiato un duello rusticano con il fuoriclasse brasiliano. Le telecamere a bordo campo hanno catturato una frase velenosa rivolta dal Cholo all’avversario: «Vini, Vini… Florentino ti caccerà, ricordati che te l’avevo detto!». Una provocazione chirurgica, studiata per destabilizzare il numero 7 insinuando il dubbio che il presidente Florentino Pérez possa sacrificarlo nelle future strategie di mercato della Casa Blanca.

Il post-partita è diventato un terzo tempo incandescente. Simeone ha provato a minimizzare, appellandosi al codice non scritto del “ciò che succede in campo, resta in campo”, pur ribadendo di aver espresso una sensazione percepita dall’esterno. La replica di Vinicius è arrivata via social, pungente e sintetica, sottolineando l’ennesima sconfitta del rivale in una gara a eliminazione diretta. A chiudere il cerchio ci ha pensato Xabi Alonso: l’elegante allenatore dei Blancos ha condannato fermamente l’accaduto, definendo le parole del collega argentino sgradevoli e decisamente oltre il limite del rispetto sportivo, blindando di fatto il suo campione dalle insinuazioni velenose dei cugini cittadini.

SIMEONE – «Non ho niente da dire. Fin dall’inizio della mia carriera da giocatore ho sempre detto che quello che succede in campo resta lì. Nutro molto rispetto per Carvajal e per tutti i giocatori del Real Madrid. E ho detto chiaramente come appare dall’esterno».

IL MESSAGGIO DI VINICIUS – «Simeone ha perso un’altra partita a eliminazione diretta».

LE PAROLE DI XABI ALONSO – «Ho sentito quello che Simeone ha detto a Vinicius e non mi è piaciuto. Non si può parlare così, certe cose oltrepassano il limite».

Chiesa Juve, una voglia matta di tornare! Federico telefona ai suoi ex compagni, ma Spalletti…

Chiesa Juve, una voglia matta di tornare! Federico telefona ai suoi ex compagni, ma Spalletti vuole delle rassicurazioni: il punto

Federico Chiesa ha sciolto le riserve: l’obiettivo prioritario è tornare in Serie A per riscrivere il finale della sua storia con la Juventus. L’esterno offensivo classe 1997, attualmente ai margini del progetto tecnico del Liverpool in Premier League, ha individuato nella Vecchia Signora l’unica destinazione gradita per il rilancio. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il giocatore ha già avviato i contatti “diplomatici”: telefonate e messaggi ai senatori dello spogliatoio come il bomber serbo Dusan Vlahovic, il regista Manuel Locatelli e il difensore Federico Gatti, per tastare il terreno in attesa che i Reds definiscano parallelamente la situazione dell’egiziano Momo Salah.

Tuttavia, il ritorno alla Continassa non sarà una passeggiata trionfale. Luciano Spalletti, attuale tecnico dei Bianconeri, ha fissato paletti molto rigidi per l’operazione. L’allenatore di Certaldo, pur stimando il talento della Nazionale, non intende concedere sconti: Chiesa deve essere consapevole che non tornerà a Torino come superstar, ma come un elemento di valore in un gruppo già rodato. Il posto in squadra andrà sudato quotidianamente e, soprattutto, le gerarchie sono intoccabili: la stella polare del progetto tecnico rimane Kenan Yildiz. Il gioiello turco è il titolare indiscusso della corsia mancina e non saranno accettati dualismi tossici che possano destabilizzare l’ambiente.

Spalletti intende valutare personalmente la tenuta mentale del suo “pupillo”. Il tecnico vuole un “gregario di lusso”, capace di accettare la panchina e di entrare per spaccare le partite, senza pretese da prima donna. La filosofia dello staff tecnico è chiara: non si acquista tanto per fare numero. Se Chiesa dimostrerà l’umiltà necessaria per calarsi in questa nuova dimensione, mettendo da parte i ricordi del passato per mettersi al totale servizio del collettivo, l’affare potrebbe decollare entro la fine del mese. La palla passa ora al giocatore: servono testa e sacrificio per convincere “Lucio” a riaprire i cancelli della Torino bianconera.

Genoa, i rigori sono una maledizione! Non solo Stanciu, quanti errori dagli 11 metri! I numeri

Genoa, i rigori sono una maledizione! Non solo Stanciu, quanti errori dagli 11 metri! I numeri che sottolineano un problema

Minuto 99, lo stadio “Meazza” trattiene il fiato. Il destino del posticipo tra Milan e Genoa passa interamente dagli undici metri. Nicolae Stanciu, tecnico centrocampista rumeno, si incarica della battuta decisiva dopo il fallo commesso in area dal giovane terzino rossonero Davide Bartesaghi ai danni dell’incursore islandese Mikael Ellertsson. Sembra l’epilogo perfetto per il Grifone, ma accade l’imponderabile: prima dell’esecuzione, il roccioso difensore serbo del Diavolo, Strahinja Pavlovic, disturba la procedura “arando” il dischetto con i tacchetti, una mossa astuta che rievoca il celebre gesto di Riccardo Maspero in un vecchio derby della Mole. Il risultato è disastroso: palla spedita in curva, il sogno del 2-1 sfuma e resta tanta amarezza per Daniele De Rossi.

L’allenatore capitolino torna a casa con un punto prezioso, ma con la bruciante consapevolezza di aver gettato alle ortiche un’occasione d’oro. L’errore di Stanciu non è un caso isolato, ma riapre una ferita profonda in casa rossoblù: la vera e propria “maledizione” dei rigori. I dati statistici sono impietosi e certificano la crisi: negli ultimi due campionati di Serie A, su un totale di sei massime punizioni assegnate, la formazione ligure ne ha trasformata solamente una. L’unico capace di spezzare l’incantesimo è stato Ruslan Malinovskyi, il mancino ucraino dotato di un tiro formidabile, che sembrava aver risolto il problema prima di questo nuovo, preoccupante filotto negativo.

In questa stagione, il copione horror si era già ripetuto. Maxwel Cornet, rapido esterno ivoriano, aveva fallito un tiro decisivo proprio sulla sirena nel pareggio contro il Parma. Anche Lorenzo Colombo, attuale riferimento offensivo in prestito proprio dai rossoneri, si era fatto ipnotizzare contro la Fiorentina, salvo poi farsi perdonare segnando su azione nel 2-2 finale. Riavvolgendo il nastro alla passata stagione, la lista si allunga: Junior Messias si fece parare il tiro contro l’Inter (segnando poi sulla ribattuta), mentre Andrea Pinamonti, il “Cigno” di Cles, fallì contro il Monza. A Pegli serve urgentemente ritrovare freddezza dagli undici metri.

Asllani separato in casa Torino, quale futuro? L’Inter al lavoro per una nuova sistemazione: non mancano le richieste all’estero!

Asllani separato in casa Torino, quale futuro? L’Inter al lavoro per una nuova sistemazione: non mancano le richieste all’estero! Ecco chi lo vuole

L’avventura di Kristjan Asllani con la maglia del Torino sembra essere giunta inesorabilmente ai titoli di coda. Il tema relativo al futuro del centrocampista albanese continua a tenere banco nell’ambiente granata, dove ormai si respira aria di addio anticipato. Il classe 2002, arrivato in estate in prestito dall’Inter, è finito ai margini del progetto tecnico guidato da Marco Baroni. Anche nell’ultima uscita contro l’Udinese, l’ex play dell’Empoli è rimasto a guardare per tutti i novanta minuti, confermando la tendenza già vista a Verona: il tecnico non lo considera più funzionale al suo scacchiere tattico, specialmente dopo l’abbandono del 4-3-3 iniziale per il quale il giocatore era stato specificamente ingaggiato.

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La situazione impone una soluzione rapida sul mercato. La dirigenza del Torino, con in testa il presidente Urbano Cairo e il direttore sportivo Gianluca Petrachi, attende mosse concrete da Milano. L’Inter, proprietaria del cartellino, è al lavoro per trovare una nuova sistemazione che garantisca minutaggio al ragazzo. Secondo quanto riportato da Tuttosport, le piste più calde portano all’estero. Nelle ultime ore si è fatto avanti con decisione il Girona: il club spagnolo ha avviato contatti diretti con i nerazzurri e l’entourage del mediano per sondare il terreno su costi e formula del trasferimento. Non è l’unica opzione: dalla Francia si registra anche un interesse del Paris FC.

Nel frattempo, Asllani vive una situazione da “separato in casa” al Filadelfia. Pur allenandosi con la consueta professionalità e impegno, è chiaro che la sua testa sia altrove. Baroni continuerà a tenerlo in panchina nelle prossime gare, salvo emergenze assolute, per una ragione precisa: evitare infortuni che potrebbero far saltare le trattative in corso. L’obiettivo comune di Torino, Inter e giocatore è chiudere questa parentesi sfortunata e permettere al talento albanese di rimettersi in gioco altrove il prima possibile.

Moviola Milan Genoa, i giornali in coro: «Corretto il fallo di mano di Pulisic». I voti a Mariani

Moviola Milan Genoa, i giornali in coro: «Corretto il fallo di mano di Pulisic». I voti a Mariani e agli assistenti per il match di San Siro

La sfida di San Siro tra Milan e Genoa ha lasciato strascichi di tensione in campo, ma l’operato della squadra arbitrale ha convinto pienamente la critica specializzata. Nonostante le proteste vibranti durante i novanta minuti, i principali quotidiani sportivi italiani — La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport — si sono schierati all’unanimità il giorno dopo, assegnando un convinto 6,5 in pagella sia all’arbitro Maurizio Mariani che al VAR Aleandro Di Paolo. Una promozione piena che spegne le polemiche sulle decisioni prese dal fischietto della sezione di Aprilia nel posticipo della 19esima giornata.

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L’analisi della moviola si concentra sugli episodi chiave che hanno influenzato l’incontro. Il momento più caldo per i rossoneri è arrivato al 58′, con il gol annullato a Pulisic. La decisione è stata giudicata impeccabile: l’esterno statunitense ha deviato la sfera con il pugno sinistro sulla linea di porta dopo il palo colpito dal centrale Matteo Gabbia, rendendo inevitabile l’intervento della tecnologia per punire l’immediatezza del tocco di mano. Giudicato corretto anche il rigore concesso nel recupero al Grifone, poi fallito dal fantasista rumeno Nicolae Stanciu. L’intervento di Davide Bartesaghi su Mikael Ellertsson è stato sanzionato giustamente: il giovane terzino milanista, scivolando, ha travolto il centrocampista islandese che aveva anticipato la giocata.

Il Corriere dello Sport approva anche la gestione dei contatti fisici minori. Nel primo tempo, le richieste liguri per un tocco del difensore Strahinja Pavlovic su Lorenzo Colombo sono state respinte: il contatto è stato considerato lieve e di gioco. Regolare anche la rete del centravanti rossoblù, nata da un duello fisico giudicato reciproco con il difensore serbo. Infine, viene fatta chiarezza sul finale convulso: le proteste della squadra di Massimiliano Allegri per un presunto fallo su Athekame non hanno fondamento, poiché Ellertsson tocca nettamente il pallone per primo. Una direzione che, tra “overrule” e decisioni spinose, ha mantenuto il controllo di una gara complessa, evitando sviste che avrebbero potuto falsare il risultato.

Serie A, il CorSport anticipa le designazioni arbitrali della 20^ giornata: Doveri per Inter Napoli, ma c’è un’altra partita delicata!

Serie A, la anticipazioni delle designazioni per il 20° turno secondo il CorSport: a Doveri il fischietto di Inter Napoli, gli altri match clou

Sale l’attesa per la 20^ giornata di Serie A e, in attesa dei comunicati ufficiali, il Corriere dello Sport svela in anteprima le probabili scelte del designatore Gianluca Rocchi. I riflettori sono tutti puntati sul big match di San Siro: per la sfida scudetto tra l’Inter e il Napoli, la designazione sembra ormai scritta a favore di Daniele Doveri. Considerato uno dei profili più esperti e affidabili della CAN (attualmente quinto in graduatoria), il fischietto della sezione di Roma 1 è l’unico ritenuto “spendibile” per gestire la pressione dei nerazzurri e dei partenopei, nonostante le incertezze mostrate nel recente Torino-Cagliari.

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Per quanto riguarda le altre gare delicate, Marco Guida è il candidato numero uno per Verona-Lazio. L’arbitro di Torre Annunziata, attualmente il migliore per rendimento, ha già dimostrato di saper “anestetizzare” le partite più calde (come Juve-Milan) e sembra la garanzia necessaria per la trasferta dei biancocelesti. Infine, suggestione per l’Olimpico: Roma-Sassuolo potrebbe toccare a Matteo Marcenaro, rievocando così i vecchi attriti vissuti con l’ex tecnico José Mourinho a campi invertiti.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 9 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Serie A: gli ultimissimi aggiornamenti su Frattesi, Chiesa e i movimenti in attacco di Roma e Napoli. Cos’è successo nelle ultime ore

Calciomercato Serie A: le ultime novità su Frattesi, Chiesa e i movimenti in attacco di Roma e Napoli. La ricostruzione delle ultime ore

Il calciomercato di gennaio entra nel vivo con trattative che potrebbero ridisegnare gli equilibri della Serie A. Al centro delle manovre ci sono i grandi club, impegnati tra ritorni nostalgici, cessioni eccellenti e scommesse sui giovani talenti. Lo riporta Di Marzio.

Inter: Frattesi nel mirino della Premier

Tornano a suonare le sirene inglesi per Davide Frattesi. Il Nottingham Forest ha riallacciato i contatti con l’Inter per il centrocampista classe ’99. La dirigenza milanese è chiara: servono 35 milioni di euro per lasciar partire il campione d’Italia 2024. Su di lui c’è stato anche un sondaggio del Galatasaray, ma la pista inglese sembra quella più calda per un giocatore che in stagione ha collezionato 15 presenze.

Juventus: operazione “Ritorno al Futuro” per Chiesa

La Juventus non molla la presa su Federico Chiesa. I bianconeri stanno lavorando sottotraccia per riportare a Torino l’esterno offensivo della Nazionale, attualmente ai margini del progetto del Liverpool (panchina per 90′ contro l’Arsenal per scelta tecnica di Arne Slot). La strategia della Vecchia Signora prevede un prestito con diritto di riscatto, che diventerebbe obbligo a determinate condizioni. Il muro dei Reds, però, è alto: gli inglesi vorrebbero solo una cessione a titolo definitivo per rientrare dell’investimento.

Asse Roma-Napoli: il valzer delle punte

Movimenti frenetici anche per le romane e i partenopei. Il Napoli si prepara all’addio di Lorenzo Lucca (cercato da Nottingham e Benfica) e guarda in casa Roma. Nel mirino azzurro c’è Evan Ferguson, attaccante irlandese classe 2004 di proprietà del Brighton ma attualmente in prestito nella Capitale (5 gol in stagione). Se i giallorossi interromperanno il prestito, il Napoli è pronto all’affondo, valutando anche l’alternativa Artem Dovbyk.

La Roma, dal canto suo, lavora per regalare rinforzi a Gian Piero Gasperini. Cresce l’ottimismo per Giacomo Raspadori, mentre la pista Joshua Zirkzee resta bloccata dalle incertezze sulla panchina del Manchester United. Il DS giallorosso guarda anche al futuro: fari puntati su Giovane del Verona (conteso da Lazio e Atalanta) e sul giovanissimo Robinio Vaz, gioiello classe 2007 del Marsiglia, su cui però la concorrenza europea è spietata.

De Rossi rammaricato dopo Milan Genoa: «L’amarezza è tanta, meritavamo di vincere. Vi svelo cos’è successo sul rigore di Stanciu»

De Rossi, allenatore del Genoa, ha rilasciato queste dichiarazioni dopo il pareggio per 1-1 contro il Milan. Le sue parole

Daniele De Rossi, dopo Milan-Genoa, è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare l’1-1 di San Siro. Queste le sue dichiarazioni.

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RIGORE – «Partiamo da altro, Marelli ha già detto tutto, ha chiosato così. È la sua opinione… Non è la mia, andiamo avanti».

ANALISI – «Un pareggio giusto per quello che si è visto in campo. Nel secondo tempo loro hanno spinto tanto, non meritavano di perdere. Ma noi meritavamo di vincere per la partita che abbiamo fatto, soprattutto per il grande primo tempo che abbiamo fatto. Siamo stati un po’ bassi nel secondo ma ci sta contro una squadra così. Poi è finita così e l’amarezza è tanta».

RIGORISTA – «Prima della partita metto due rigoristi: erano Malinovskyi e Martin che erano stati sostituiti. È stata una mia scelta, l’ho chiamato io dalla panchina perché lo vedo calciare punizioni e rigori in allenamento e ha un piede incredibile. È stata una mia scelta assolutamente. Vedendo anche gli altri che erano in campo tutto sommato penso sia comprensibile. Il calcio è questo… Lui è un ragazzo meraviglioso, mi dispiace che non abbia avuto questa soddisfazione. Ha avuto poco spazio ma è quello che si allena meglio di tutti, è un ragazzo con grande qualità che non ha mai abbassato il suo standard di professionalità e meritava questa gioia, così come la meritavano tutti i ragazzi per la partita che abbiamo fatto»

COLOMBO – «Penso che sia ideale per qualsiasi tipo di gioco e per qualsiasi allenatore. Ha grandi qualità, dà tutto. Metterlo di fianco ad una seconda punta può sgravarlo da alcuni compiti, se continua così sarà fondamentale per noi. Per me ha il potenziale anche per giocare a livelli più alti».

Allegri guarda avanti dopo Milan Genoa: «Bisogna vedere il positivo e avere pazienza. Dispiace non aver vinto in casa ma…». Cosa ha detto

Allegri, allenatore del Milan, ha rilasciato queste dichiarazioni dopo il pareggio per 1-1 contro il Genoa. Le sue parole

Massimiliano Allegri, dopo Milan-Genoa, è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare l’1-1 di San Siro. Queste le sue dichiarazioni.

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PAREGGIO – «Bisogna vedere il positivo di questa partita. Giocavano uomo a uomo, correvano molto. Abbiamo avuto delle situazioni favorevoli, poi abbiamo preso gol. La cosa su cui dobbiamo lavorare e maturare sta nel fatto che nel corso del campionato ci sono partite del genere. Bisognava avere pazienza, costruendo azioni importanti e senza esporci a contropiedi che ci hanno fatto rischiare. Siamo stati molto equilibrati nelle ultime due partite, stasera abbiamo avuto poca pazienza».

GOL SUBITO«Venivamo da una palla persa in avanti. Ogni tanto abbiamo troppa fretta quando siamo in avanti. Se non fai gol non devi prendere gol. Ci vuole un po’ più di pazienza».

MOMENTO DELLA SQUADRA – «Un momento importante, un momento difficile con partite altrettanto difficili. Dispiace non aver vinto oggi in casa, abbiamo tirato spesso in porta e siamo stati anche fortunati alla fine. Ora ci prepareremo per la partita di Firenze, vedremo di fare le scelte giuste».

L’INTERVISTA COMPLETA DI ALLEGRI DOPO MILAN GENOA

Pagelle Milan Genoa: la legge dell’ex con Colombo, Leao provvidenziale. Disastro Stanciu VOTI

Pagelle Milan Genoa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 19ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Milan Genoa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 19ª giornata di Serie A 2025/26

MILAN: Maignan 6; Tomori 6, Gabbia 5 (75′ Athekame 6), Pavlovic 6; Saelemaekers 5.5 (65′ Fullkrug 5.5), Fofana 5 (46′ Loftus-Cheek 6), Modric 6, Rabiot 6, Bartesaghi 5; Leao 6.5, Pulisic 5.5. All. Allegri 5.5

Genoa: Leali 7; Marcandalli 6.5, Ostigard 7, Vasquez 6.5; Norton-Cuffy 6, Malinovskyi 6.5 (63′ Ellertsson 6), Frendrup 6, Thorsby 6 (63′ Masini 6), Martin 6 (83′ Stanciu 4.5); Vitinha 6.5 (75′ Ekhator 6.5), Colombo 7 (83′ Otoa SV). All. De Rossi 6.5

Moviola Milan Genoa: rigore nel finale che fa esplodere gli animi a San Siro! La decisione di Mariani e cosa è successo

Moviola Milan Genoa: l’episodio dubbio del match, valido per la 19ª giornata di Serie A 2025/26

Se il colpo di testa di Rafael Leao sembrava aver scritto la parola fine sul match di San Siro, i sette minuti di recupero concessi dall’arbitro Maurizio Mariani della sezione di Aprilia hanno trasformato il finale in un vero e proprio thriller da moviola. L’episodio chiave, destinato a far discutere non tanto per l’interpretazione quanto per la dinamica, avviene al minuto 96.

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L’episodio chiave: il rigore su Vitinha

L’azione nasce da un’incursione del Genoa che coglie impreparata la retroguardia rossonera. Davide Bartesaghi tenta un recupero disperato in scivolata all’interno della propria area di rigore. La lettura di Mariani è immediata e corretta: il difensore entra con imprudenza. Dalle immagini appare evidente come Bartesaghi non trovi mai il pallone, andando a impattare nettamente sulle gambe dell’avversario (l’attaccante genoano Vitinha) che lo aveva anticipato. Si tratta di un fallo da rigore solare: l’intervento è in ritardo e danneggia l’avversario in una chiara azione di gioco.

Il ruolo del VAR e il nervosismo

Nonostante la decisione di campo fosse chiara, il protocollo VAR impone un check, soprattutto in un momento così decisivo (siamo oltre il 90′). La revisione serve a confermare che il contatto sia avvenuto dentro l’area e che non ci siano stati falli precedenti. Durante i lunghi istanti del check (dal 96′ al 98′), la tensione esplode. Mariani è costretto a estrarre il cartellino giallo per Mike Maignan (al 97′) e per Strahinja Pavlovic (al 99′). Corrette entrambe le sanzioni: il portiere francese viene punito per comportamento antisportivo (proteste veementi e tentativo di disturbare le procedure), mentre il difensore serbo paga le reiterate lamentele nei confronti del direttore di gara.

L’epilogo

Una volta confermata la decisione dal monitor, la gestione tecnica dell’episodio si conclude con l’errore di Nicolae Stanciu, che calcia in curva. A livello arbitrale, la prestazione di Mariani nel finale risulta ineccepibile: ha avuto il coraggio di fischiare un rigore pesante a San Siro nel recupero, supportato correttamente dalla tecnologia per un fallo che non ammetteva repliche.

Milan Genoa 1-1: Leao salva Allegri, Stanciu sbaglia clamorosamente il rigore al 99′! Succede di tutto nel finale

Milan Genoa 1-1: succede di tutto nel finale di partita. Come è andato il match della 19ª giornata di Serie A 2025/26

Novanta minuti di battaglia e un recupero vietato ai deboli di cuore. Milan e Genoa chiudono sull’1-1 una sfida destinata a far discutere, che lascia i rossoneri di Massimiliano Allegri con l’amaro in bocca per la classifica (l’Inter è ora a +3), ma con un enorme sospiro di sollievo per come si è conclusa la serata.

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Colombo punisce, Leão risponde

Per gran parte del match, San Siro ha temuto il peggio. Al 28′ è la dura “legge dell’ex” a colpire: Lorenzo Colombo, attaccante cresciuto a Milanello e oggi terminale offensivo del Grifone, gela Maignan su assist di Malinovskyi. Il Genoa di Daniele De Rossi regge l’urto grazie alle parate di Leali. Serve un lampo del fuoriclasse per raddrizzare la barca: nel finale, Rafael Leão si carica la squadra sulle spalle. Il talento portoghese sovrasta i difensori nell’area piccola e con un colpo di testa imperioso all’angolino basso sigla l’1-1 che sembra sancire la fine delle ostilità.

Il dramma finale: rigore e errore clamoroso

Ma il vero colpo di scena arriva in pieno recupero, al minuto 96. Una scivolata imprudente del giovane terzino rossonero Davide Bartesaghi atterra un avversario in area. L’arbitro Mariani non ha dubbi e fischia il rigore, decisione confermata dal VAR tra le proteste (gialli per Mike Maignan e Strahinja Pavlovic). Sul dischetto, al 99′ minuto, si presenta Nicolae Stanciu. Il fantasista rumeno, subentrato per dare qualità, ha sul piede la palla della clamorosa vittoria ligure. La tensione è palpabile e gioca un brutto scherzo: Stanciu calcia malissimo, spedendo il pallone incredibilmente in curva. Il boato di San Siro è di sollievo, non di gioia. Il Milan evita il ko, ma il pareggio rallenta la corsa Scudetto, permettendo all’Inter di allungare in vetta.

Diretta gol Serie A LIVE: Leao salva il Milan, pareggio al fotofinish contro il Genoa ma Stanciu sbaglia il rigore al 99!

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 19esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite Bologna Atalanta, Napoli Verona, Parma Inter, Torino Udinese e Lazio Fiorentina, valevoli per la 19esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2024/2025.

SEGUI IL LIVE DI MILAN GENOA

Formazioni ufficiali

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Fofana, Modrić, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leão. A disp.: Terracciano, Torriani; Athekame, De Winter, Estupiñan, Odogu; Jashari, Loftus-Cheek, Ricci; Castiello, Füllkrug. All.: Allegri.

GENOA (3-5-2): Leali; Marcandalli, Østigård, Vásquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup, Thorsby, Martín; Vitinha, Colombo. A disp.: Lysionok, Sommariva; Otoa, Sabelli; Cuenca, Ellertsson, Fini, Masini, Stanciu, Venturino; Ekhator, Nuredini. All.: De Rossi.


SEGUI IL LIVE DI CREMONESE CAGLIARI

Formazioni ufficiali

CREMONESE (3-5-2): Audero; Bianchetti, Baschirotto, Terracciano; Floriani, Payero, Bondo, Jonsen, Pezzella; Vardy, Bonazzoli. A disposizione: Silvestri, Nava, Barbieri, Zerbin, Valoti, Moumbagna, Vazquez, Ceccherini, Vandeputte, Faye, Grassi, Folino, Lordkipanidze, Sanabria. Allenatore: Davide Nicola

CAGLIARI (4-2-3-1): Caprile; Zappa, Mina, Luperto, Rodriguez; Adopo, Prati; Palestra, Gaetano, Luvumbo; Borrelli. A disposizione: Sherri, Ciocci, Idrissi, Mazzitelli, Kilicsoy, Di Pardo, Cavuoti, Pintus, Liteta, Pavoletti, Obert, Trepy, Esposito. Allenatore: Fabio Pisacane.


SEGUI IL LIVE DI LAZIO FIORENTINA

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, L. Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Cancellieri, Zaccagni. A disposizione: Mandas, Furlanetti, Behlayane, Hysaj, Pedro, Prostvgaard, Rovella, Serra, Tavares, Vecino. Allenatore: Maurizio Sarri

FIORENTINA (4-3-3): De Gea, Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Piccoli, Gudmundsson. A disposizione: Christensen, Lezzerini, Kean, Fortini, Kospo, Kouadio, Koauamé, Marì, Nicolussi Caviglia, Ranieri, Sohm, Solomon. Allenatore: Paolo Vanoli


SEGUI IL LIVE DI TORINO UDINESE

Torino (3–4-1-2): Paleari; Ismajli, Maripán, Coco; Lazaro, Vlašić, Ilkhan, Casadei, Aboukhlal; Simeone, Njie. A disposizione: Popa, Israel, Anjorin, Adams, Dembele, Ngonge, Asllani, Tameze, Zapata, Pellini, Acquah . Allenatore: Baroni.

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Zanoli, Miller, Karlstrom, Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Davis. A disposizione: Nunziante, Sava, Padelli, Lovric, Zarraga, Gueye, Bertola, Atta, Palma, Bravo, Ehizibue, Piotrowski, Camara, Modesto. Allenatore: Runjaić. 


SEGUI IL LIVE DI PARMA INTER

PARMA (4-3-2-1): 40 Corvi; 27 Britschgi, 15 Delprato, 39 Circati, 14 Valeri; 10 Bernabé, 16 Keita, 22 Sorensen; 17 Ondrejka, 21 Oristanio; 9 Pellegrino.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 30 Carlos Augusto; 11 Luis Henrique, 8 Sucic, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 94 Esposito, 10 Lautaro.


LIVE BOLOGNA ATALANTA

60′ GOL DEA – Nikola Krstovic senza esistare tira una sassata dal limite. Pallone ben calciato all’angolino basso di sinistra e palla in rete.

37′ GOL ATALANTA – Krstovic riceve un bel passaggio filtrante in area che taglia la difesa in due. Il tiro seguente termina in rete all’angolino basso di sinistra.

1′ – FISCHIO D’INIZIO

Formazioni ufficiali

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Vitik, Heggem, Miranda; Ferguson, Freuler; Orsolini, Fabbian, Cambiaghi; Dallinga. Allenatore: Italiano

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Krstovic. Allenatore: Palladino


LIVE NAPOLI VERONA

82′ PAREGGIO NAPOLI – Di Lorenzo col suo movimento spacca la difesa e raccoglie un ottimo passaggio, carica il tiro e batte il portiere. La palla termina all’angolino basso di destra.

54′ GOL NAPOLI – McTominay sovrasta i difensori nell’area piccola ed incorna di testa all’angolino basso di sinistra. Il portiere non ha potuto proprio intervenire.

28′ RADDOPPIA IL VERONA! – Splendido rigore di Gift Orban proprio all’angolino basso di sinistra. Davvero imparabile per Vanja Milinkovic-Savic!

16′ GOL VERONA – omagoj Bradaric scambia in area con Martin Frese che con grande freddezza fulmina il portiere all’incrocio di sinistra.

1′ FISCHIO D’INIZIO

Formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez; Elmas, Hojlund, Lang. Allenatore: Antonio Conte.

VERONA (3-5-2): Montipò; Unai Nunez, Valentini, Bella Kotchap; Bradaric, Niasse, Gagliadini, Bernede, Frese; Sarr, Orban. Allenatore: Paolo Zanetti.


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Simeone Vinicius: «Guarda che Florentino ti caccerà…». Clamoroso battibecco durante Atletico Madrid Real Madrid, la ricostruzione

Simeone Vinicius: «Guarda che Florentino ti caccerà…». Battibecco andato in scena durante Atletico Madrid Real Madrid, cos’è successo

Il derby di Madrid non è mai una partita banale, ma quello andato in scena poche ore fa, valevole per la semifinale del quadrangolare, ha lasciato strascichi polemici che vanno ben oltre il risultato del campo. Se il tabellone recita 1-2 per il Real Madrid (gol di Valverde e Rodrygo contro l’inutile rete di Sørloth), a tenere banco sui media spagnoli è un clamoroso retroscena che vede protagonisti due dei personaggi più vulcanici della Liga: Diego Simeone e Vinicius Jr. Durante le fasi più concitate del match, le telecamere e i microfoni a bordo campo hanno catturato uno scambio di battute velenoso tra la panchina dei Colchoneros e il fuoriclasse brasiliano.

La frase shock del “Cholo”

Diego Simeone ha preso di mira l’esterno avversario. In un momento di tensione, il Cholo si è rivolto direttamente a Vinicius con una frase destinata a far discutere a lungo: «Vini, Vini… Florentino ti caccerà, ricordati che te l’avevo detto!».

Una provocazione chirurgica, mirata a destabilizzare il numero 7 del Real Madrid toccando un tasto dolente: il rapporto con la dirigenza e il futuro all’interno del club. Citando Florentino Pérez, presidente dei Blancos, Simeone ha insinuato il dubbio di un imminente addio del brasiliano, forse sacrificabile in nome delle nuove strategie di mercato (o per far spazio ad altre stelle) della Casa Blanca.

Nervosismo in campo e in panchina

Le parole di Simeone sembrano aver colpito nel segno, o quantomeno contribuito a surriscaldare gli animi. Vinicius Jr ha vissuto una serata complicata, culminata con un’ammonizione ricevuta mentre sedeva in panchina per condotta antisportiva. Il tentativo di trash talking dell’allenatore dell’Atletico non ha però evitato la sconfitta ai suoi: il Real vola in finale contro il Barcellona, ma l’eco di quella “profezia” su Florentino Perez continuerà a risuonare nell’ambiente madrileno nei prossimi giorni.

Atletico Madrid Real Madrid 1-2: Valverde e Rodrygo staccano il pass per la finale di Supercoppa! Sarà Clasico col Barcellona

Atletico Madrid Real Madrid 1-2: Valverde e Rodrygo valgono la finale di Supercoppa! Sarà Clasico col Barcellona, come è andata

Il derby di Madrid non è mai un’amichevole, nemmeno quando in palio c’è l’accesso alla finale di un quadrangolare. Al termine di novanta minuti vibranti e ricchi di tensione, il Real Madrid supera per 2-1 i cugini dell’Atletico Madrid, staccando il pass per l’atto conclusivo della competizione dove troverà ad attenderlo l’eterno rivale: il Barcellona. La squadra di Xabi Alonso ha dimostrato maggior cinismo e qualità nei momenti chiave, resistendo al ritorno d’orgoglio degli uomini di Diego Simeone, che ha vissuto la partita con la consueta trance agonistica rimediando anche un cartellino giallo.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Valverde show, Rodrygo raddoppia

La gara si sblocca dopo appena due giri di lancette. Federico Valverde disegna una parabola perfetta su punizione che si insacca nel sette, gelando Oblak. Il Real gestisce, l’Atletico fatica a pungere. Nella ripresa, al 55′, arriva il raddoppio che sembra chiudere i conti: ancora Valverde, questa volta in veste di assist-man, lancia in profondità Rodrygo. L’attaccante brasiliano non perdona e firma il 2-0 all’angolino.

La reazione dell’Atletico e il finale nervoso

I Colchoneros però non muoiono mai. Tre minuti dopo il raddoppio subito, l’Atletico accorcia le distanze: Alexander Sørloth svetta di testa su assist di Giuliano Simeone e riapre il match. Il finale è un assedio biancorosso, condito da nervosismo (ammonito anche Vinicius dalla panchina), ma la difesa del Real regge l’urto. Marcos Llorente spreca l’occasione del pari e al triplice fischio è festa Blanca.

Ora la finale da sogno

Con questo successo, il Real Madrid raggiunge in finale il Barcellona, che ieri aveva demolito l’Athletic Bilbao con un sonoro 5-0. Il quadrangolare si chiuderà dunque con la partita più attesa al mondo: El Clásico. Una sfida che promette scintille e spettacolo per assegnare il trofeo.

Verratti e la clamorosa indiscrezione sul futuro: il centrocampista potrebbe trasferirsi in quella squadra! Cosa sta succedendo

Verratti potrebbe trasferirsi in quella squadra! Rivelazione clamorosa sul futuro del centrocampista, cosa sta succedendo

Le vie del calciomercato sono infinite e, talvolta, portano a compiere percorsi romantici già battuti da grandi campioni del passato. È il caso di Marco Verratti. Il 33enne centrocampista italiano, che dall’estate scorsa milita in Qatar tra le file dell’Al-Duhail, potrebbe presto fare le valigie per un’avventura suggestiva in Sudamerica, seguendo le orme dell’amico Daniele De Rossi. L’attuale allenatore del Genoa chiuse la sua parabola da calciatore proprio alla Bombonera col Boca Juniors, un precedente che stuzzica la fantasia dei tifosi argentini e dello stesso Verratti.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Obiettivo Libertadores: l’asse con Cavani

Secondo quanto riportato dall’emittente argentina DSports, il club di Buenos Aires avrebbe messo nel mirino l’ex “Gufetto” del Pescara per rinforzare la squadra in vista della prossima Copa Libertadores. Il Boca Juniors cerca esperienza e qualità in mezzo al campo e potrebbe contare su un alleato speciale: Edinson Cavani. Il Matador uruguaiano è stato compagno di Verratti per anni al Paris Saint-Germain e potrebbe giocare un ruolo chiave nel convincerlo ad accettare la sfida sudamericana.

L’ostacolo burocratico e l’offerta del Milan

Tuttavia, il sogno argentino si scontra con la realtà burocratica. Per tesserare Verratti, il Boca Juniors deve prima liberare uno dei sei slot riservati ai calciatori stranieri, attualmente tutti occupati. Una cessione è dunque condizione necessaria per intavolare la trattativa. In questo scenario di incertezza si inserisce prepotentemente il Milan. Nelle ultime ore, il giornalista Fernando Czyz ha gettato acqua sul fuoco dell’entusiasmo sudamericano intervenendo a DSports Radio: “Ad oggi c’è soltanto l’offerta del Milan”. Il club rossonero, sempre attento alle opportunità per alzare il tasso tecnico della mediana, si è mosso concretamente. Verratti si trova dunque a un bivio: il fascino “mistico” del Boca o il ritorno da protagonista in Serie A con il Diavolo?

Nicola recrimina dopo Cremonese Cagliari: «A volte siamo ingenui, loro sapevano come intimorirci. Ma meritavamo la vittoria»

Nicola, allenatore Cremonese, ha parlato a DAZN dopo il pareggio contro il Cagliari. Queste le sue dichiarazioni

Intervistato da DAZN dopo Cremonese Cagliari, Davide Nicola ha parlato così dopo il pareggio per 2-2.

PAREGGIO «Avevamo davanti una squadra tosta, che conosco bene. Abbiamo fatto la partita che sapevamo di poter fare. Questa è una squadra che ama giocare, che non si basa solo su forza fisica e generosità. A volte siamo un po’ ingenui, e dobbiamo migliorare molto sotto questo punto di vista».

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Sono soddisfatto della prestazione, e credo che avremo meritato la vittoria, specie in virtù dell’ultima occasione. Nel corso di queste 18 partite non siamo sempre riusciti a difenderci con i tempi giusti. Quando lavoriamo nello spazio con troppe coperture, non riusciamo ad essere molto efficaci. Oggi avevamo di fronte degli attaccanti che sapevano come intimorirci».

Pisacane dopo Cremonese Cagliari: «A Nicola voglio bene, un onore affrontarlo. Trepy? Sottolineiamo il lavoro del settore giovanile»

Pisacane, allenatore Cagliari, ha parlato a DAZN dopo il pareggio contro la Cremonese. Queste le sue dichiarazioni

Intervistato da DAZN dopo Cremonese Cagliari, Fabio Pisacane ha parlato così dopo il pareggio per 2-2.

NICOLA«Gli voglio bene. L’ho avuto come compagno di squadra, nonchè come allenatore. Sapevo che oggi avrei dovuto combattere, le sue squadre non mollano mai. Mi fanno piacere le sue parole, per me è stato un onore affrontarlo. Sono lieto che la mia squadra ha avuto questo atteggiamento e perdere negli ultimi secondi non avrebbe reso giustizia a questo gruppo».

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COSA NON HA FUNZIONATO «Contrasti molli, punto. Una volta che abbiamo trovato la quadra abbiamo fatto meglio. Kilicsoy aveva preso una botta e l’ho dovuto gestire. Idem Esposito, non stava bene. Volevamo fare il nostro calcio, all’inizio non ci siamo riusciti».

PUNTI IN RIMONTA«È una base sulla quale partire. Ogni partita ha la sua storia. Nel girone di ritorno vorrei mantenere la caratteristica di non mollare mai».

TREPY «È un ragazzo che conosco bene, ma vorrei sottolineare il lavoro di tutto il settore giovanile. Yael è un ragazzo che ha talento, ma soprattutto ha dei valori. Oggi c’erano pure Obert, Luvumbo, ragazzi che sono cresciuti con noi, così come Cavuoti e Liteta. È un lavoro dove si incontrano difficoltà, ma è piacevole affrontarle».

Psg Marsiglia 3-2 dcr, Supercoppa decisa ai rigori! Altro trofeo in bacheca per Luis Enrique, come è andata la finalissima

Psg Marsiglia 3-2 dcr, la Supercoppa di Francia si è decisa ai rigori! Altro trofeo in bacheca per Luis Enrique, il racconto della finalissima

Il primo trofeo del 2026 prende la strada della Capitale, ma che fatica per il Paris Saint-Germain. In una finale di Supercoppa di Francia vietata ai deboli di cuore, i parigini superano l’eterno rivale Olympique Marsiglia soltanto alla lotteria dei rigori, dopo un rocambolesco 2-2 maturato nei tempi regolamentari che ha tenuto col fiato sospeso i tifosi fino all’ultimo secondo. È la vittoria della resilienza per la squadra parigina, capace di risorgere dalle proprie ceneri quando la sconfitta sembrava ormai scritta, beffando la formazione guidata da Roberto De Zerbi.

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Dembélé illude, poi la rimonta dell’OM

La gara si accende subito al 13′: Ousmane Dembélé sblocca il match approfittando di un’uscita avventata del portiere avversario. Il PSG sembra in controllo, ma nella ripresa la partita esplode. Al 76′ il Marsiglia trova il pari: Mason Greenwood trasforma con freddezza un calcio di rigore concesso (dopo revisione VAR) per fallo di Chevalier. L’inerzia cambia e all’87’ si consuma il dramma sportivo per i parigini: Willian Pacho, nel tentativo di liberare l’area, devia sfortunatamente nella propria porta per l’1-2 che sembra consegnare la coppa a De Zerbi.

Ramos la riprende al 95′, Chevalier eroe ai rigori

Quando tutto sembra perduto, al quinto minuto di recupero, sale in cattedra Gonçalo Ramos. Il centravanti portoghese sfrutta un cross di Barcola e di testa sigla il 2-2 che manda le squadre ai rigori. Dagli undici metri, la figura decisiva è Lucas Chevalier. Il portiere del PSG ipnotizza prima Hamed Junior Traoré e poi Matt O’Riley, neutralizzando i loro tentativi. Nonostante l’errore del parigino Vitinha, è proprio Gonçalo Ramos a chiudere il cerchio: il suo rigore decisivo si insacca nel sette, regalando la Supercoppa al PSG e lasciando l’amaro in bocca a un Marsiglia mai domo.

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