Fiorentina, fari puntati su Nicolò Fagioli: duello speciale con Modric, il maestro che ha ispirato l’ex giocatore Juventus
Tra i tanti motivi che spingono Nicolò Fagioli a cercare una grande prestazione oggi contro il Milan, ce n’è uno che tocca le corde più intime della sua passione calcistica: Luka Modric. Il fuoriclasse croato, che a 40 anni incanta ancora con la maglia rossonera, è stato per anni la fonte d’ispirazione del centrocampista viola. Al Franchi, però, non sarà una sfida diretta tra allievo e maestro: Modric partirà dalla panchina, osservando Fagioli accanto a Massimiliano Allegri, tecnico che stima profondamente il talento italiano.
Il Corriere dello Sport scrive che Fagioli sa di avere addosso gli occhi dei ventimila tifosi viola, che sperano in un’altra prestazione di alto livello come quelle offerte nell’ultimo mese (contro Verona, Udinese, Parma, Cremonese e Lazio). Ma sentirà anche lo sguardo di Modric, l’idolo di cui ha studiato ogni movimento per anni, con l’obiettivo di carpirne i segreti e replicarne le giocate. L’assist “alla Modric” per Gosens all’Olimpico è stato solo un assaggio di ciò che Nicolò vuole mostrare oggi: vuole dimostrare che il soprannome “Fagiolic” non è un’esagerazione, ma la prova di aver assimilato la lezione del campione croato.
L’ammirazione di Fagioli per Modric è nota, suggellata dallo scambio di maglie dopo Croazia-Italia all’Europeo 2024 e dalle parole al miele del giovane centrocampista: “Idolo. Un fenomeno a cui mi sono sempre ispirato. Un esempio dentro e fuori dal campo”. Oggi, un anno e mezzo dopo quell’incontro, Fagioli è il faro del gioco della Fiorentina di Vanoli, mentre Modric, dalla panchina, sarà pronto a dare il suo contributo di qualità se Allegri lo chiamerà in causa.
Per quanto riguarda le scelte di formazione, Vanoli sembra intenzionato a lanciare dal primo minuto i nuovi acquisti Brescianini e Solomon, quest’ultimo preferito a Parisi. In attacco torna Kean al posto di Piccoli, mentre Ndour dovrebbe accomodarsi in panchina. Sohm si gioca una maglia con Brescianini al fianco di Mandragora nel 4-1-4-1, con Fagioli vertice basso. Dzeko, ancora a parte e in odore di cessione, non dovrebbe essere della partita. La difesa sarà quella vista all’Olimpico. Il Franchi, tutto esaurito per la parte agibile, è pronto a spingere i viola verso il terzo risultato utile consecutivo.
Il calendario della Serie A 2025-26 mette di fronte alla 20° giornata un big match che potrebbe valere più di tre punti: Inter-Napoli è già una partita decisiva. Per alcuni a San Siro si decide lo Scudetto, per altri è ancora presto. Fatto sta che è una sfida importantissima.
Manca poco alla notte della verità di Inter-Napoli: fischio d’inizio alle ore 20.45. Da un lato i nerazzurri, che stanno raggranellando vittorie in serie, dall’altro i partenopei che hanno patito un 2-2 interno contro il Verona inaspettato.
Detto questo, andiamo a scoprire nel dettaglio dove vedere Inter-Napoli in streaming.
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Inter-Napoli: le probabili formazioni
In casa Inter Chivu ha già scelto l’assetto per il big match: l’attacco dovrebbe vedere dal primo minuto la coppia formata da Thuram e Lautaro Martínez. A guidare il gioco in mezzo al campo sarà Çalhanoğlu, affiancato da Barella e da Zieliński, che appare in vantaggio nel ballottaggio con Mkhitaryan e Sucic per una maglia da titolare.
Sugli esterni spazio a Luis Henrique e Dimarco, con Carlos Augusto pronto a subentrare a gara in corso. In difesa, nel pacchetto arretrato a tre, è previsto il ritorno di Bastoni dall’inizio. Chivu deve però fare i conti con un forfait inaspettato: il portiere Martinez non andrà nemmeno in panchina, perciò saranno chiamati due giovani, ovvero Alain Taho e Alessandro Calligaris.
Sul fronte Napoli, la decisione finale su Neres è negativa: l’esterno è ancora alle prese con il recupero da un problema alla caviglia e quindi destinato a non essere rischiato nella trasferta di Milano. Nel reparto offensivo toccherà a Lang completare il tridente insieme a Højlund ed Elmas.
In difesa Antonio Conte valuta l’impiego di Juan Jesus nel terzetto arretrato, con Buongiorno che potrebbe partire dalla panchina. Sulle corsie laterali il tecnico dovrebbe puntare su Politano e Spinazzola, mentre Gutierrez e Olivera rappresentano le principali alternative. In mezzo al campo, infine, la diga sarà affidata a Lobotka e McTominay.
Le probabili formazioni di Inter-Napoli:
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro, Thuram. All. Chivu.
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Lang, Elmas; Hoijlund. All. Conte.
Inter, si racconta Calhanoglu: «Sono cresciuto in fase difensiva, mi piacciono i duelli e lottare per la squadra». Le parole
Nel Matchday Programme distribuito questa sera sugli spalti di un San Siro tutto esaurito, i riflettori sono puntati su Hakan Calhanoglu. Il regista turco, elemento cardine del sistema di Cristian Chivu, si è raccontato ai tifosi aprendo una finestra sulle radici del suo talento e sulla trasformazione tattica che lo ha consacrato tra i migliori interpreti del ruolo a livello internazionale.
Precisione chirurgica e nuova identità difensiva
Calhanoglu ha ripercorso la nascita del suo celebre tiro dalla distanza, una delle armi più temute dal Napoli di Conte: «Mi sono allenato tanto a calciare con precisione e forza. Puntavo gli angoli o le traverse, un po’ come i tennisti che allenano molto il tiro». Una cura maniacale per il gesto tecnico, eredità degli insegnamenti del padre e delle prime sfide in strada con gli amici.
Ma il Calhanoglu di oggi non è soltanto qualità balistica. Il numero 20 ha sottolineato con orgoglio la crescita nella fase difensiva: «Sono cresciuto tanto in fase difensiva, mi piacciono i duelli e lottare per la mia squadra». Una metamorfosi che lo ha trasformato nel leader silenzioso della mediana, capace di recuperare palla e innescare immediatamente la transizione offensiva.
Quando gli viene chiesto quale caratteristica sottrarrebbe ai compagni, Hakan sorride e risponde senza esitazioni: «La velocità di Marcus (Thuram) o il colpo di testa di Bisseck». Due qualità appartenenti a due dei pilastri che Chivu schiererà questa sera, in una sfida che promette intensità e spettacolo.
L’ex centrocampista dell’Inter, Nicola Berti, ha voluto dire la sua nel giorno del big match di campionato tra i nerazzurri e il Napoli
Nicola Berti, storico cuore nerazzurro, anticipa la sfida scudetto tra Inter e Napoli con la sua consueta verve. Tra pronostici audaci, frecciate all’ex Conte ed elogi sperticati per il nuovo tecnico Chivu, ecco la sua intervista senza peli sulla lingua a Tuttosport.
LA PROFEZIA SULL’EX – «Faccio io il giornalista e tu mi rispondi, va bene? Chi è l’ex di Inter-Napoli che scenderà in campo? Eh, chi è? Lukaku no, non gioca perché infortunato, Conte è l’allenatore. Chi rimane? Dimmi tu… Inizia con la Z? Zi..Zie..Hai capito vero? Zielinski! Sarà lui l’uomo partita del match».
CONTE – «Un po’ polemichetto lo è… Ma lui deve pensare che quest’anno, a differenza della scorsa stagione, deve disputare la Champions e non più solo il campionato: è ora già più in difficoltà…».
LA DIFFERENZA – «È la nuova generazione di allenatori. Spalletti, Allegri, Conte: hanno studiato tantissimo per dire e ripetere le stesse cose. Chivu è la freschezza. Se mi piace? Io lo adoro! Anche come si pone in sala stampa e quando fa le interviste ci sa fare. New generation! Poi si deve anche dire che le cose stiano andando bene, è anche supportato dalla società, che è una società forte, ma sta meritando tutti i risulta ti sinora ottenuti. Si sta comportando in una maniera fantastica. Conoscendolo personalmente poi devo aggiungere che è un ragazzo veramente per bene, bravissimo».
CHIVU – «Chivu è sveglio, è forte, è un gran comunicatore, capisce di calcio: ci faccia caso, fa sempre i cambi giusti. Per il momento non c’è niente che gli si possa dire contro».
MEGLIO DI INZAGHI E CONTE – «Sì, sì, tutta la vita. E sottolineo tutta la vita».
DE BRUYNE – «Potrei dirle con una battuta che De Bruyne è un pensionato! Ma anche lei, che domanda mi fa? Il centrocampista belga si è fatto male, adesso è fuori per infortunio. Io posso solo dirle in generale che in un mio undici ideale ci sarebbe De Bruyne. Ma pure che forse è arrivato troppo spremuto dal Manchester City, non so. Ora è out, vedremo quando tornerà in campo».
LAUTARO – «L’argentino è una bandiera. Lui e Barella sono due geni, due extraterrestri. Lautaro è tra i primi 50 marcatori della storia della Serie A, il quarto di tutti i tempi all’Inter, su. E sa cosa le dico? Che dovrebbe cambiare anche le regola sugli autogol. Diamo i gol a chi tira anche se la palla si insacca grazie alle deviazioni. Si ricorda Inter-Napoli dello scudetto? Quello del 1989? Tirai al volo, Fusi toccò la sfera e finì in rete. Ecco, quello era un mio gol, non un’autorete avversaria».
IPOTESI +7 – «Sarebbe una bella spallata per il campionato».
PRONOSTOCO – «Io mica ho detto 1-0. Ho detto che Zielinski, che in pratica può pure essere considerato come un nuovo acquisto e che sta dando il meglio perché Chivu è sveglio, sarà decisivo. Fa gol sicuro. Il titolo che deve mettere è questo: “Zielinski, il gol dell’ex”. Io non prevedo il futuro, ma me lo sento troppo».
Dragusin Roma, parte l’assalto per risolvere quel problema in difesa! L’allarme per Gasperini nei numeri difensivi di questa stagione
I numeri raccontano una verità parziale che il mercato deve correggere. La Roma vanta una delle migliori difese della Serie A, con ben nove clean sheet nelle prime 20 giornate e appena 12 gol subiti. Uno score impressionante, raggiunto solo altre quattro volte nella storia capitolina, che però rischia di trasformarsi in un pericoloso “specchietto per le allodole”. Come sottolinea un’approfondita analisi del Corriere dello Sport, la dirigenza e l’allenatore Gian Piero Gasperini sanno bene che la coperta è corta: con soli cinque uomini per tre maglie da titolare, il reparto è costantemente sul filo del rasoio. Basta un paio di squalifiche, come accaduto nella recente trasferta di Lecce, per mandare in crisi il sistema difensivo giallorosso e compromettere la corsa Champions.
Per scongiurare l’emergenza, il Direttore Sportivo Frederic Massaraha deciso di affondare il colpo per Radu Dragusin. Il roccioso difensore centrale rumeno, classe 2002, è il profilo ideale per fisicità e conoscenza del calcio italiano, avendo già vestito le maglie di Genoa e Juventus. L’ostacolo principale nella trattativa con il Tottenham è la formula. Gli Spurs vorrebbero monetizzare subito la cessione, fissando il prezzo a 25 milioni di euro. Una valutazione che a Trigoria ritengono eccessiva, soprattutto alla luce della lunga inattività del giocatore dovuta alla rottura del crociato. La controproposta romanista si basa sulla formula del “pagherò”: un prestito oneroso da 4-5 milioni subito, con un diritto di riscatto a giugno fissato tra i 10 e i 15 milioni. I contatti sono fitti e la volontà di trovare un punto d’incontro non manca.
Nell’attesa che il mercato sblocchi la situazione, Gasperini riceve una buona notizia dal campo. Evan N’Dicka è pronto a riabbracciare i compagni in anticipo rispetto alla tabella di marcia. L’eliminazione della sua Costa d’Avorio ai quarti di finale di Coppa d’Africa per mano dell’Egitto riporta il centrale ivoriano alla base. Sarà a disposizione, almeno per la panchina, già per la delicata sfida di Coppa Italia contro il Torino, offrendo una boccata d’ossigeno fondamentale alle rotazioni arretrate.
Calciomercato Juve, proposto Lucca per l’attacco! Occhio all’incrocio con l’agente Riso per quell’altro nome caldo in casa bianconera
Il calciomercato della Juventus è un cantiere aperto, con il responsabile delle strategie Damien Comolli impegnato su più fronti per puntellare la rosa a disposizione di Luciano Spalletti. La priorità assoluta per il reparto offensivo resta Federico Chiesa: l’esterno della Nazionale è il primo nome sulla lista, anche se le tempistiche dell’operazione rischiano di dilatarsi a causa delle complessità economiche. Parallelamente, la dirigenza lavora per colmare le lacune difensive: con l’uscita ormai probabile del laterale portoghese Joao Mario, la Vecchia Signora è alla ricerca di un nuovo terzino di spinta, oltre a scandagliare il mercato internazionale per un centrocampista che possa garantire equilibrio e qualità.
Nelle ultime ore, però, è emersa una suggestione intrigante legata al ruolo di centravanti. Secondo quanto riportato da Sportitalia, durante i fitti colloqui con il potente agente Beppe Riso, è stato proposto ai bianconeri il profilo di Lorenzo Lucca. Il procuratore, che cura anche gli interessi di Daniel Maldini (talentoso trequartista dell’Atalanta finito concretamente nel mirino di Comolli come confermato dall’esperto Fabrizio Romano), ha messo sul tavolo il nome del gigante del Napoli. Al momento non c’è una trattativa in fase avanzata, ma si tratta di un’opzione valutata come opportunità di mercato.
La situazione di Lucca all’ombra del Vesuvio è infatti complicata. L’ex attaccante del Pisa, prelevato in estate in prestito con obbligo di riscatto per un affare complessivo da 35 milioni, doveva essere inizialmente il vice di Romelu Lukaku. L’infortunio del belga ha però stravolto i piani del tecnico Antonio Conte, costringendo il club a investire massicciamente su Rasmus Hojlund. Il risultato è stato un drastico ridimensionamento per Lucca, scivolato indietro nelle gerarchie e autore di appena 1 gol in 15 presenze. Ora, con l’imminente rientro di “Big Rom”, gli spazi si ridurranno ulteriormente. Su di lui ci sono anche Roma, Nottingham Forest e Benfica, ma la Juventus resta alla finestra in attesa di definire le priorità.
Baroni a rischio esonero? Cairo ha preso una decisione dopo il KO in Atalanta Torino! La posizione del club granata in merito al futuro del tecnico
Il Torino sceglie la via della continuità, allontanando con decisione i venti di crisi. Nessun ribaltone in panchina: Marco Baroni resta saldo al comando della nave granata. Dopo le forti turbolenze seguite alla sconfitta rimediata ieri sera alla New Balance Arena contro l’Atalanta, la seconda battuta d’arresto consecutiva per i piemontesi, si erano addensate nubi minacciose sul futuro del tecnico fiorentino. Nel mirino della critica e della tifoseria erano finite soprattutto le discusse scelte di formazione, colpevoli di aver escluso dall’undici titolare pedine considerate imprescindibili come il bomber argentino Giovanni Simeone, l’attaccante scozzese Che Adams e il promettente centrocampista turco Emirhan Ilkhan. Tuttavia, come riferito da Sky Sport, il clamoroso scenario di un esonero è stato spazzato via in mattinata: il presidente Urbano Cairo e il direttore sportivo Gianluca Petrachi hanno rinnovato la piena fiducia all’allenatore.
La dirigenza del Toro ha optato per la stabilità in un momento cruciale della stagione, evitando scossoni emotivi. Stravolgere la guida tecnica ora sarebbe stato un azzardo tattico, considerando il calendario fittissimo e delicato che attende la squadra. I granata, infatti, sono attesi da una settimana di fuoco che non ammette distrazioni: martedì sera scenderanno in campo allo stadio Olimpico per sfidare la Roma nel match secco degli ottavi di finale di Coppa Italia, per poi ritrovare i giallorossi tra sette giorni, questa volta tra le mura amiche, per il ventunesimo turno di Serie A.
La conferma di Baroni non è dettata solo dall’emergenza temporale, ma risponde a una precisa logica progettuale definita la scorsa estate. Il patto, siglato con il ritorno in dirigenza dell’esperto Petrachi, si fonda su direttive tecniche chiare che richiedono tempo e pazienza. Il modulo di riferimento resta il collaudato 3-5-2, un assetto che la società ritiene ancora l’abito migliore per valorizzare la rosa. Avanti insieme, dunque, per tentare l’immediato riscatto.
Mercato Serie A: il Genoa pensa al ritorno di El Shaarawy, investimento record per il Pisa e Fiorentina scatenata! Le mosse dei club
Il calciomercato invernale entra nella sua fase più calda, coinvolgendo tutte le protagoniste della massima serie in un valzer di trattative frenetiche. Secondo la ricostruzione di Tuttosport, la copertina spetta alla Fiorentina: il club gigliato ha deciso di affondare il colpo per Tommaso Baldanzi. Il pressing sulla Roma è asfissiante per chiudere l’operazione in prestito oneroso con obbligo di riscatto (legato alla salvezza), con un contratto pronto fino al 2030. Sul fronte uscite, i toscani salutano Pablo Marí, esperto difensore pronto a raggiungere il tecnico Simone Inzaghi all’Al Hilal per 1,5 milioni, e sfoltiscono la rosa con le partenze dell’attaccante Christian Kouamé e del giovane Mattia Viti (verso la Sampdoria via Nizza).
In Liguria, il Genoa si muove con ambizione: preso il portiere brasiliano Bento dall’Al Nassr, il vero sogno è il ritorno di Stephan El Shaarawy, poco utilizzato da Gian Piero Gasperini e tentato di chiudere la carriera in rossoblù. Ma il colpo a sorpresa lo firma il Pisa: la società nerazzurra dimostra la sua solidità in Serie A investendo pesantemente sul futuro. Preso il difensore centrale classe 2005 Rosen Bozhinov dall’Anversa: un’operazione da 5 milioni di euro (più percentuale sulla rivendita) che blinda il talento bulgaro fino al 2030.
Molto attivo anche il Lecce, che accoglie il mediano Sadik Fofana e chiude per l’esterno Oumar Ngoi. Il Bologna guarda al Sudamerica per il dopo-Fabbian, puntando su Freytes e Acuna, mentre si complica il rinnovo del colombiano Jhon Lucumì. Nelle retrovie, la Cremonese chiede il centrocampista Simon Sohm alla Fiorentina, il Cagliari valuta Hans Nicolussi Caviglia per la mediana e l’Udinese blinda il portiere Sava. Infine, a Parma, l’attaccante Patrick Cutrone cerca una nuova sistemazione per trovare spazio.
QUOTE GENOA CAGLIARI – Dopo il pareggio in trasferta contro la Cremonese, gli uomini di Pisacane sono chiamati ai tre punti in questo scontro diretto con il Genoa di De Rossi. La quota OVER 0.5 (almeno un gol nel match) è data a 6.00 su Lottomatica e Goldbetgrazie alla super quota maggiorata offerta ai nuovi clienti tramite link. La stessa giocata è quotata 1.08 su Snai.
Formazioni ufficiali Lecce Parma: le scelte di Eusebio Di Francesco e Carlos Cuesta per la sfida del 20° turno di Serie A 2025/26
Si apre il girone di ritorno della Serie A con una sfida ad altissima tensione per la zona bassa della classifica. Il Lecce ospita il Parma allo stadio “Via del Mare” in un vero e proprio scontro diretto per la salvezza. La posta in palio è altissima: tra i Salentini e i Gialloblù c’è infatti un solo punto di distanza in graduatoria.
I padroni di casa sono chiamati a una reazione immediata per interrompere il digiuno di vittorie, reduci da due sconfitte e un pareggio nelle ultime tre uscite. Di fronte troveranno la formazione emiliana guidata dall’allenatore Bernardo Cuesta, a caccia di un successo esterno fondamentale per allontanare lo spettro della retrocessione. Di seguito le scelte ufficiali dei due tecnici per questo delicato incrocio.
LECCE (4-3-3): Falcone; Danilo Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Ndaba; Maleh, Ramadani, Kaba; Banda, Stulic, Pierotti. Allenatore: Eusebio Di Francesco
Probabili formazioni Fiorentina Milan, Allegri prepara la rivoluzione: Füllkrug dal 1′ e due big a riposo! Le idee del tecnico rossonero
Il Milan sbarca a Firenze con l’obbligo di tornare grande e cancellare il mezzo passo falso interno contro il Genoa. La trasferta del “Franchi” contro la Fiorentina rappresenta uno snodo cruciale per la stagione dei Rossoneri, costretti a gestire le energie in un calendario che non concede tregua. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, sono passate appena 64 ore dall’ultima sfida di campionato: un lasso di tempo cortissimo, che sta spingendo persino la FIFA a valutare modifiche regolamentari per garantire almeno tre giorni pieni di riposo tra due match.
In questo contesto di emergenza fisica, l’allenatore Massimiliano Allegri è costretto a ridisegnare il suo undici titolare, optando per un massiccio turnover. La scelta più rumorosa riguarda l’esclusione di Rafael Leao: il fuoriclasse portoghese non è al meglio della condizione e, senza la sua esplosività caratteristica, il tecnico livornese preferisce preservarlo. Al suo posto, l’attacco cambia volto affidandosi ai muscoli di Niclas Füllkrug. Il possente centravanti tedesco farà il suo debutto dal primo minuto (l’ultima volta da titolare risale a ottobre 2025 con il West Ham), supportato dalla qualità del fantasista statunitense Christian Pulisic. A dare sostanza e inserimenti ci penserà anche il centrocampista inglese Ruben Loftus-Cheek.
Le rotazioni coinvolgono pesantemente anche la sala macchine. Luka Modric, finora stakanovista assoluto con 18 presenze su 18, si accomoderà in panchina per ricaricare le batterie in vista del recupero contro il Como. Le chiavi della regia saranno affidate al giovane Ardon Jashari, talento svizzero pronto a sfruttare la sua occasione. Resta un’incognita legata ad Adrien Rabiot: il “Duca” francese ha accusato un leggero fastidio fisico, ma dovrebbe stringere i denti. In preallarme c’è comunque il mediano Samuele Ricci.
Settimana complessa anche per Youssouf Fofana: dopo l’errore sotto porta contro il Grifone e le difese pubbliche di Allegri, il francese partirà fuori. In difesa, scelte obbligate e rotazioni: Koni De Winter prenderà il posto dello squalificato Fikayo Tomori, mentre sulla fascia sinistra l’ecuadoriano Pervis Estupiñan darà il cambio al giovane Davide Bartesaghi.
L’ex difensore dell’Inter, Marco Materazzi, ha voluto presentare così la super sfida di stasera a San Siro contro il Napoli
Nel giorno del big match di San Siro, Marco Materazzi lancia la volata alla sua ex squadra. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex difensore campione del mondo vede l’Inter nettamente favorita contro il Napoli. Secondo “Matrix”, i Nerazzurri vantano una qualità tecnica superiore e il fattore campo dalla loro parte, elementi che dovrebbero fare la differenza al netto della sfortuna avuta negli scontri diretti precedenti, citando episodi controversi come il rigore dell’andata. Materazzi esalta inoltre il lavoro silenzioso ma efficace del tecnico Cristian Chivu, capace di plasmare una squadra fluida, offensiva e mentalmente solida.
Spostando il focus sui protagonisti in campo, la leggenda del Triplete individua il duello chiave nei due centravanti. Per la Beneamata l’uomo decisivo sarà Marcus Thuram, attaccante francese che, in tandem con il capitano Lautaro Martinez, garantisce profondità e anima alla manovra. Sul fronte opposto, il pericolo numero uno è Rasmus Hojlund: il possente bomber danese ha impressionato l’ex centrale per la sua completezza e forza fisica mostrata in Supercoppa, doti che lo rendono un avversario capace di spostare gli equilibri da solo.
PAROLE – «È favorita l’Inter, gioca in casa e qualitativamente è più forte, al netto degli scontri diretti. A Torino ha preso la Juve ha pallonate, a Napoli ha perso per un rigore mai visto nella storia del calcio. Ha avuto anche sfortuna. Il cambio di passo di Chivu è silenzioso. Chi vede le partite se ne accorge che qualcosa è cambiato. È una squadra riconoscibile, fluida. Crea tanto, tantissimo, e lui è entrato nella testa dei giocatori. Non ho mai avuto dubbi perché so che uomo è.Per me gli uomini decisivi saranno Thuram e Hojlund. Stravedo per Marcus, lui e Lautaro danno un senso e un’anima al gioco offensivo dell’Inter. Hojlund mi ha impressionato in Supercoppa. Difende palla, lotta, corre, segna. È moderno, completo, tosto da marcare, avete visto col Milan a Riad? Uno così sposta la squadra».
Luis Henrique l’amuleto di Chivu, confermato dal 1′ in Inter Napoli: ma Ausilio si muove sul mercato! Il punto sulla fascia destra nerazzurra
Dietro l’ironia sfoggiata in conferenza stampa da Cristian Chivu, si nasconde una verità tattica inconfutabile in vista del big match di questa sera contro il Napoli. La fascia destra dell’Inter ha un padrone indiscusso: Luis Henrique. Per il laterale brasiliano di 24 anni, quella di San Siro sarà la decima maglia da titolare consecutiva. Un tour de force impressionante, giustificato non solo dalle necessità, ma anche da un rendimento che sa di magia: nelle sei gare di campionato disputate con lui in campo dal primo minuto, i Nerazzurri hanno sempre ottenuto i tre punti.
Il mea culpa del tecnico e l’allarme fatica
Come sottolinea l’analisi di Tuttosport, il tecnico rumeno ha mostrato grande onestà intellettuale, ammettendo di aver sbagliato in passato nel giudicare il ragazzo non pronto (“Ho sbagliato a dire che non era pronto”). Ora, però, Chivu se lo tiene stretto, forte delle ottime prestazioni recenti, inclusa quella solida offerta a Bergamo. Tuttavia, l’utilizzo massiccio dell’ex giocatore del Marsiglia accende una spia d’allarme sulla gestione delle energie. L’allenatore della Beneamata ha fatto capire chiaramente che giocare ogni tre giorni è un’impresa ardua e che il brasiliano non possiede la resistenza bionica di una leggenda come Javier Zanetti. Un messaggio, neanche troppo velato, indirizzato alla società: serve un’alternativa per non rischiare il burnout.
Le manovre di Ausilio e l’infermeria piena
Il messaggio è stato recepito dalla dirigenza. Il direttore sportivo Piero Ausilio sta scandagliando le opportunità di gennaio per regalare un nuovo esterno a Chivu ed evitare che Luis Henrique resti isolato. Dopo il tentativo sfumato per il portoghese Joao Cancelo, operazione che aveva ricevuto il placet dell’allenatore, il club di Viale della Liberazione cerca occasioni o scambi. In quest’ottica, profili come il centrocampista Davide Frattesi o il difensore Stefan De Vrij potrebbero diventare pedine utili per sbloccare le trattative in entrata nella seconda metà del mese.
L’urgenza è dettata da un calendario fittissimo – nove gare a breve più gli eventuali playoff di Champions – e da un’infermeria che non si svuota. Matteo Darmian non è stato convocato (si spera nel recupero per il Lecce), mentre per Denzel Dumfries i tempi sono lunghi: l’olandese tornerà solo a fine febbraio dopo la riabilitazione in patria. Per stasera, intanto, poche sorprese: la squadra si è ritrovata stamattina alla Pinetina senza ritiro, con l’unico ballottaggio vivo tra Francesco Acerbi e Yann Bisseck in difesa.
Convocati Lecce per il Parma, la lista completa: un rientro dalla Coppa d’Africa per Di Francesco. Queste le scelte del tecnico
Il Lecce è pronto per il lunch match della 20ª giornata di Serie A. Attraverso i canali ufficiali, il club ha reso nota la lista dei convocati per la sfida interna contro il Parma, in programma oggi alle 12:30 allo stadio “Via del Mare”. L’allenatore Eusebio Di Francesco ha selezionato 26 calciatori per affrontare i ducali.
La notizia più rilevante riguarda il centrocampo: torna immediatamente a disposizione Lassana Coulibaly. Il mediano maliano, eliminato venerdì dalla Coppa d’Africa con la sua Nazionale, è rientrato in Salento soltanto ieri sera ma è stato subito inserito in gruppo. Un recupero lampo fondamentale per i giallorossi, che cercano punti pesanti tra le mura amiche. Di seguito l’elenco completo delle scelte del tecnico.
Spettatori Inter Napoli, pubblico delle grandi occasioni al Meazza: previste temperature sotto zero. Ecco il numero di tifosi attesi
La sfida scudetto di stasera non registrerà il record assoluto di incasso (stabilito nel derby di fine novembre contro il Milan), ma San Siro indosserà comunque l’abito di gala. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la gara tra Inter e Napoli viaggia spedita verso il tutto esaurito. Il popolo dei Nerazzurri non si lascerà scoraggiare dalle condizioni meteo avverse: nonostante le previsioni indichino temperature rigide, con la colonnina di mercurio destinata a scendere sotto lo zero durante i novanta minuti, il Meazza sarà una bolgia per spingere la capolista. Gli ultimi tagliandi rimasti saranno messi in vendita online e ai botteghini dello stadio a partire dalle 17.45.
Oltre all’aspetto agonistico, il club di Viale della Liberazione ha previsto importanti novità per migliorare l’esperienza stadio dei tifosi. Debutterà infatti una speciale postazione di intrattenimento posizionata a bordo campo, sul lato arancio, attiva sin dall’apertura dei cancelli. Questo nuovo hub servirà a coinvolgere maggiormente i sostenitori nel pre-partita e diventerà il palcoscenico per un annuncio delle formazioni ancora più spettacolare ed emozionale rispetto al passato. Sugli spalti, a sostenere la squadra guidata dal tecnico Cristian Chivu, saranno presenti anche i referenti regionali degli Inter Club provenienti da ogni angolo della penisola, a testimonianza dell’importanza cruciale di questo scontro diretto.
Braida: «Cremonese sorpresa del campionato, la Juve si sta riprendendo! Ecco cosa serve al Milan». Le parole del vicepresidente del Ravenna
Dalle notti europee con il grande Milan alle sfide di Serie C con il Ravenna di cui è vicepresidente: Ariedo Braida vive il calcio con la stessa immutata passione. E lo analizza su Tuttosport in una ricca intervista.
LA PASSIONE IMMUTATA – «Sono un po’ teso, c’era il derby contro il Forlì. E si sa come sono queste partite, ti spingono sempre un po’ più in là. Sono tornato a Ravenna appositamente per il match, non potevo perdermelo. Sa come sono i derby».
LA CREMONESE – «Per me la Cremonese di Nicola è la sorpresa del campionato, la Juve si sta riprendendo dopo un avvio difficile, ora ha ritrovato il passo giusto. Però la “Cremo” è una bellissima realtà».
LA JUVE – «Stanno recuperando l’identità. A volte manca nelle squadre, e spesso se non c’è è perché alla base non esiste alcuna radice. Alle radici bisogna ancorarsi, altrimenti un albero non sta in piedi».
SPALLETTI STA METTENDO LE RADICI – «Sì, mi sembra che stia facendo questo lavoro. Che è complicato, che è paziente, che è difficile. Però non impossibile. La Juventus pian piano ha saputo recuperare. A volte certi giocatori non soddisfano a pieno, quindi si va alla ricerca delle soluzioni migliori. Certo, chissà cosa farà sul mercato…».
L’IMPORTANZA DI TRATTENERE I MIGLIORI – «Le squadre con un progetto sportivo, e non solo economico, devono tenere i migliori. Avete visto Maignan? Il Milan lo sta trattenendo. Se vuoi avere l’ambizione sportiva, i più importanti devono restare in squadra, altrimenti l’obiettivo è solamente di conti, bilanci e il resto che ne consegue».
IL RIMPIANTO SPALLETTI AL MILAN – «Luciano è sempre stato un allenatore importante, non lo scopro certamente io. Però i tempi no, non si sono mai incastrati. A volte dev’esserci il momento per trovarsi. E l’attimo fuggente, io, non l’ho percepito».
DANIEL MALDINI – «Credo che la storia della famiglia Maldini sia troppo importante: andrebbe al di là dell’episodio. Suo nonno ha vinto la prima Coppa dei Campioni, Paolo ha vinto l’ultima. Tutte le coppe più importanti sono passate da quella dinastia. Dunque la storia avrà un suo ruolo. E può persino aiutarlo. Daniel può sfruttarla al meglio: ha un esempio incredibile e gli auguro di far parte di quella cerchia, di diventare un calciatore importante. Ribadisco: il talento c’è, dipende molto da lui».
IL MILAN E LA NECESSITÀ DI UN BOMBER – «Sì, in questo momento pare che ai rossoneri occorra un vero finalizzatore. Ho visto far fatica contro squadre di metà classifica, contro cui non ha mai davvero trovato continuità. Cosa aggiungere? A volte la soluzione è difficile, complicata. Altre volte molto meno. Auguro al Milan, da milanista, di poter ottenere il meglio. Ma quel vuoto per ora è rimasto. E Vlahovic sarebbe il bomber giusto».
Raspadori Roma, oggi il giorno decisivo? L’ultimatum dei giallorossi: Massara ha già compiuto una mossa chiave. Il punto sull’affare
È arrivato il giorno del giudizio per il mercato della Roma. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la dirigenza capitolina ha deciso di porre fine ai tentennamenti: la trattativa per riportare in Italia Giacomo Raspadori deve chiudersi oggi, in senso positivo o negativo. Non c’è più spazio per le attese. Questo è il diktat condiviso dal vicepresidente Ryan Friedkin, presente a Trigoria, e dal responsabile del mercato Frederic Massara. L’obiettivo è evitare di inseguire una chimera per tutto il mese di gennaio, specialmente di fronte alle richieste esplicite dell’area tecnica.
L’allenatore Gian Piero Gasperini, infatti, non nasconde il proprio malumore. Il tecnico di Grugliasco, che aveva evidenziato le lacune della rosa già in estate, definisce la situazione fastidiosa. L’emergenza infortuni incombe: con il forfait del centrocampista scozzese Lewis Ferguson per l’ottavo di Coppa Italia contro il Torino, Gasperini rischia di dover lanciare nella mischia il giovanissimo Antonio Arena (16 anni) o di spremere ulteriormente Paulo Dybala, già utilizzato per 90 minuti contro il Sassuolo. Nonostante le difficoltà, i Giallorossi sono tornati al secondo posto e l’ambizione impone rinforzi immediati.
Massara ha già fatto la sua parte, strappando il “sì” dell’Atletico Madrid a Capodanno: prestito oneroso da 2,5 milioni, diritto di riscatto fissato a 19 milioni e una penale in caso di mancato acquisto a giugno. Al giocatore è stato offerto un quadriennale da 4 milioni netti a stagione. L’ex attaccante del Napoli, pur avendo aperto al trasferimento, sta prendendo tempo per valutare possibili rilanci dell’Atalanta o un ritorno in azzurro.
La Roma però non può più aspettare e valuta le alternative. Oltre a Andreas Schjelderup, piace sempre Federico Chiesa, mentre restano vivi i contatti per Robinio Vaz, attaccante del Marsiglia. Più complicata la pista che porta a Joshua Zirkzee: il Manchester United sembra aver chiuso le porte alla cessione, e servirebbe una presa di posizione forte dell’olandese per sbloccare l’affare.
Pagelle Atalanta Torino, De Ketelaere incanta, Biraghi disastroso: i voti di Tuttosport ai calciatori in campo al Gewiss Stadium
L’analisi stilata da Tuttosport sulla sfida del Gewiss Stadium fotografa impietosamente una partita a senso unico, dove la brillantezza dei padroni di casa ha oscurato le poche e confuse idee degli ospiti. L’Atalanta domina in lungo e in largo, trascinata dalla rinascita tecnica e mentale di Charles De Ketelaere. Il talentuoso fantasista belga è indiscutibilmente il migliore in campo (voto 7.5): non solo sblocca il match con un imperioso colpo di testa nei minuti iniziali, ma si scrolla di dosso un pesante digiuno realizzativo durato ben 118 giorni. CDK torna ad essere il fulcro imprescindibile della manovra offensiva disegnata dal tecnico Raffaele Palladino, confermandosi una spina nel fianco costante capace di mandare in tilt l’intera retroguardia avversaria.
Nella serata perfetta della Dea, dove nessun giocatore scende sotto la sufficienza (assolto con un 6 anche l’attaccante Nikola Krstovic nonostante un gol divorato), brillano le stelle di Ederson e Marco Carnesecchi. Il centrocampista brasiliano abbina visione di gioco e velocità di esecuzione (7), mentre l’estremo difensore azzurro blinda il risultato con interventi decisivi, esultando letteralmente come un attaccante dopo una parata miracolosa.
È invece notte fonda per il Torino. La bocciatura per l’allenatore Marco Baroni (5) è netta: regalare un intero tempo a questa Atalanta è considerato un peccato capitale. Delude le aspettative l’atteso grande ex della sfida, Duvan Zapata (5): il capitano colombiano stecca clamorosamente la prova da titolare, colpevole in marcatura sul gol subito e visibilmente nervoso al momento del cambio. Ma il vero disastro della serata porta la firma di Cristiano Biraghi. L’esperto laterale sinistro è il peggiore in campo per distacco (voto 4): il suo scampolo di partita è da incubo, caratterizzato da un atteggiamento superficiale e dall’errore decisivo che spiana la strada al 2-0. Nel grigiore generale dei Granata, l’unica nota lieta è Giovanni Simeone (6): il “Cholito”, subentrato dalla panchina, scuote la squadra dall’apatia e ci prova fino all’ultimo istante.
Inter Napoli, il silenzio di Conte e il vuoto di Neres: a San Siro si decide lo scudetto? Chivu prova a stemperare la tensione: l’analisi
È una vigilia dominata dai contrasti quella che accompagna il big match di San Siro, crocevia fondamentale per le sorti dello scudetto 2025/26. Come sottolinea il Corriere dello Sport, a riempire il vuoto lasciato dal silenzio stampa strategico di Antonio Conte è il “rumore” assordante dell’assenza di David Neres. Il forfait dell’esterno brasiliano, vero e proprio spacca-partite, non è una sorpresa dopo il provino fallito venerdì, ma rappresenta una tegola pesantissima per gli Azzurri. Il tecnico salentino perde l’unico elemento in grado di accendere la luce, il partner ideale per Rasmus Hojlund in un reparto offensivo che appare improvvisamente povero: con Lorenzo Lucca ormai sul mercato e Noa Lang bocciato tecnicamente (nonostante sia il sostituto naturale sulla carta), il Napoli arriva spuntato alla sfida più importante.
A stemperare la tensione ci ha pensato Cristian Chivu. L’allenatore dell’Inter, rompendo il ghiaccio, ha teso la mano al rivale con parole di grande stima (“Conte è un vincente, ho da imparare”), provando a chiudere il cerchio delle polemiche nate nel maggio 2025 durante un infuocato Parma-Napoli e proseguite con ruggini a distanza. Un tentativo di fair play prima della battaglia sportiva.
Perché di battaglia si tratterà. La partita nasconde insidie enormi, soprattutto per i campioni in carica. Il Napoli, frenato dal pareggio interno contro l’Hellas Verona che ha lanciato i Nerazzurri a +4, rischia il tracollo. La classifica attuale, dopo la vittoria della Roma, vede i partenopei scivolati momentaneamente al terzo posto. Lo scenario in caso di sconfitta sarebbe drammatico: la Beneamata volerebbe a +7, il Milan resterebbe a +4 e, in caso di vittoria della Juventus, la squadra di Conte potrebbe ritrovarsi addirittura quinta. San Siro è pronto a emettere una sentenza: questa notte indirizzerà inevitabilmente il destino del tricolore, e la sensazione è che sia l’ultima chiamata per non lasciar scappare via la capolista.
Aston Villa, tentazione Abraham: ritorno di fiamma per l’ex Roma e Milan? L’attaccante del Besiktas può tornare in Premier League
Il richiamo della Premier League torna a farsi sentire forte per Tammy Abraham. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato rilanciate dall’esperto Fabrizio Romano, l’Aston Villa sta seriamente valutando di riportare in patria il longilineo centravanti classe 1997. L’attaccante inglese, protagonista in Serie A con le maglie di Roma e Milan, è finito concretamente nel mirino del club di Birmingham per questa sessione invernale.
Nonostante i Villans abbiano già formalizzato l’accordo con Brian Madjo, la dirigenza di Villa Park non intende fermarsi. La volontà del club è quella di regalare al manager un ulteriore rinforzo di spessore per il reparto avanzato, cogliendo eventuali opportunità last-minute. Come confermato anche dal Telegraph, i primi contatti esplorativi sono già stati avviati per capire i margini economici della trattativa. Per Abraham si tratterebbe di un suggestivo ritorno nel calcio d’Oltremanica, pronto a mettere la sua fisicità e il suo fiuto del gol al servizio di una squadra ambiziosa che cerca alternative tattiche in attacco.
🚨🏴 Aston Villa are interested in bringing Tammy Abraham back to Premier League this month.
Even after Brian Madjo deal, Villa want one more striker if there’s a good opportunity available.
PAROLE – «L’Aston Villa è interessata a riportare Tammy Abraham in Premier League questo mese. Anche dopo l’accordo con Brian Madjo, il Villa vorrebbe un altro attaccante se si presentasse una buona opportunità. Come riportato dal Telegraph, i primi colloqui si sono svolti per chiedere informazioni su Tammy».
Mercato Juve, asse rovente col Milan: ipotesi scambio tra Loftus Cheek e Gatti! Il piano di Ottolini e l’incastro da trovare con Tare
L’inverno del calciomercato rischia di diventare bollente sull’asse Torino-Milano. Secondo quanto riportato da Tuttosport, Juventus e Milan stanno lavorando sottotraccia a una clamorosa operazione di scambio che coinvolgerebbe due pedine fondamentali: Ruben Loftus-Cheek e Federico Gatti. L’idea, nata da esigenze tattiche speculari, è sul tavolo dei dirigenti, con i Direttori Sportivi Marco Ottolini e Igli Tare incaricati di trovare la quadratura del cerchio sulla base di prestiti semestrali fino al termine della stagione.
Tutto nasce da un vertice andato in scena alla Continassa. Damien Comolli, responsabile delle strategie di mercato bianconere, ha incontrato lo staff tecnico per fare il punto della situazione. Luciano Spalletti, attuale allenatore della Vecchia Signora, ha espresso richieste precise: serve fisicità in mezzo al campo. L’arretramento tattico dell’olandese Teun Koopmeiners sulla linea difensiva ha creato una falla in mediana che necessita di un “clone” di McKennie. Il profilo ideale è proprio quello di Loftus-Cheek: il possente centrocampista inglese, che il 23 gennaio compirà 30 anni, è un vecchio pallino del tecnico di Certaldo e garantirebbe quella duttilità necessaria per agire sia da interno che da trequartista, come fatto da Miretti a Reggio Emilia.
Gatti ritrova Allegri: obiettivo Mondiale 2026
Sul fronte opposto, il Milan ha bisogno di blindare la retroguardia. Massimiliano Allegri, ora alla guida del Diavolo, riabbraccerebbe volentieriFederico Gatti. Il difensore centrale, reduce da un’operazione al menisco e chiuso a Torino dall’esplosione di altre gerarchie (su tutte il recupero di Bremer), è un “pretoriano” di Max, che ne apprezza la marcatura e la grinta. A spingere per la fumata bianca sono le motivazioni personali dei protagonisti, entrambe legate al sogno Mondiali 2026. L’inglese deve giocare con continuità per convincere il CT Thomas Tuchel a portarlo negli Stati Uniti; l’italiano deve ritrovare il campo per strappare una convocazione a Gennaro Gattuso in vista dei delicati playoff di marzo contro l’Irlanda del Nord. Se la pista per la punta (si monitora sempre Lorenzo Lucca) resta in stand-by in attesa di capire i tempi di Vlahovic, lo scambio di prestiti tra le due storiche rivali sembra l’incastro perfetto per il presente.
Torino, notte fonda a Bergamo e furia Zapata: dentro la crisi della squadra di Baroni. Gli errori sui piazzati condannano i granata contro l’Atalanta
Il tunnel del Torino sembra non avere fine. La sconfitta rimediata al Gewiss Stadium contro l’Atalanta certifica la crisi profonda della formazione guidata da Marco Baroni, scivolata nuovamente sui propri limiti strutturali. L’analisi odierna di Tuttosport è impietosa: il castello difensivo granata è crollato ancora una volta su palla inattiva, vero tallone d’Achille stagionale.
Dopo soli 13 minuti, il fantasista belga Charles De Ketelaere, lasciato colpevolmente solo in marcatura da Duvan Zapata, ha incornato indisturbato il corner calciato da Bernasconi, replicando incubi difensivi già vissuti contro Lecce e Cagliari. Quella che doveva essere la gara della svolta per agganciare il treno del settimo posto si è trasformata nella conferma della mediocrità di metà classifica. Il divario tecnico con gli Orobici è apparso incolmabile, nonostante la squadra di Bergamo fosse priva di stelle come l’attaccante Ademola Lookman e con il bomber della Nazionale Gianluca Scamacca inizialmente in panchina.
Contestazione e divario tecnico
Neppure l’infortunio del difensore Berat Djimsiti ha scalfito la solidità dei padroni di casa. Sugli spalti, intanto, è andata in scena l’ennesima contestazione al patron Urbano Cairo, bersaglio ormai fisso del malcontento della piazza sia in casa che in trasferta. In campo, le scelte di Baroni in ottica turnover, pensando alla sfida di Coppa Italia contro la Roma, non hanno pagato. La coppia offensiva composta da Zapata e dall’esterno adattato Cyril Ngonge è stata poco servita, con il portiere nerazzurro Marco Carnesecchi quasi inoperoso.
La rabbia del capitano e la beffa finale
La tensione è esplosa al momento del cambio: il capitano colombiano, richiamato in panchina per far spazio al “Cholito” Giovanni Simeone, ha sfogato la sua rabbia calciando una bottiglietta a bordo campo. Nel finale, dopo un’occasione fallita proprio da Simeone ipnotizzato dal portiere, è arrivata la beffa: un errore in disimpegno dell’esperto terzino Cristiano Biraghi ha innescato il contropiede letale chiuso dal centrocampista croato Mario Pasalic per il 2-0 definitivo. Martedì, contro i giallorossi, l’ultima chiamata per dare un senso alla stagione.
Inter Napoli, notte della verità a San Siro: Chivu cerca la fuga! Ecco dove si deciderà il big match del 20° turno di Serie A. L’analisi
Stasera San Siro diventa il teatro decisivo per le sorti dello Scudetto 2025/26. La sfida tra l’Inter di Cristian Chivu e il Napoli di Antonio Conte non è una semplice partita di cartello, ma un bivio che rischia di indirizzare l’intera stagione: da una parte la possibilità per i padroni di casa di scappare a +7, ipotecando virtualmente il titolo già a gennaio; dall’altra l’ultima chiamata per gli ospiti per accorciare a -1 e tenere vivo il campionato per tutte le inseguitrici.
Il Corriere dello Sport sottolinea il netto divario con cui le due compagini arrivano al big match. I nerazzurri sono un vero rullo compressore: reduci da sei vittorie consecutive, hanno scalato la classifica grazie al miglior attacco del torneo (40 gol fatti). Situazione opposta per i partenopei, rallentati dai recenti passi falsi e letteralmente decimati dagli infortuni. Mentre Chivu deve rinunciare “solo” alle frecce di destra Denzel Dumfries e Matteo Darmian, Conte sbarca a Milano in piena emergenza, privo di stelle assolute come il fuoriclasse belga Kevin De Bruyne, il totem offensivo Romelu Lukaku, il motorino di centrocampo Frank Anguissa, oltre a David Neres e Billy Gilmour.
Nonostante le assenze, il tecnico salentino non alza bandiera bianca. La battaglia tattica si accenderà sulle fasce: la beneamata spingerà forte a sinistra sfruttando l’intesa telepatica tra il difensore Alessandro Bastoni e l’esterno Federico Dimarco, costringendo la retroguardia azzurra (guidata da Sam Beukema e Giovanni Di Lorenzo) agli straordinari. Sull’altro versante, spazio alle “nuove leve”: il brasiliano Luis Henrique per i milanesi ed Eljif Elmas per i campani, con le possibili sorprese legate alle incursioni fisiche di Yann Bisseck e Leonardo Spinazzola.
Il cuore del gioco vedrà il confronto tra i “cervelli” delle due squadre, i registi Hakan Calhanoglu e Stanislav Lobotka, ma il pericolo pubblico numero uno per la difesa interista sarà Scott McTominay, incursore scozzese capace di dominare in entrambe le fasi con fisicità e tecnica. In avanti, infine, sfida tra reparti opposti: la collaudata coppia Lautaro Martinez–Marcus Thuram, ormai in simbiosi perfetta, contro il solista Rasmus Hojlund, il giovane bomber danese chiamato a un’impresa titanica per tenere a galla il sogno tricolore del Napoli.
Calciomercato Fiorentina, si insiste per Baldanzi: ecco la formula per convincere la Roma! E c’è un prospetto della viola che può andare via
Il calciomercato della Fiorentina è un cantiere in piena attività, ben lontano dalla parola fine. Dopo aver ufficializzato gli arrivi di Manor Solomon, guizzante ala israeliana, e Marco Brescianini, dinamico centrocampista capace di coprire più ruoli, la dirigenza gigliata punta a ridisegnare la trequarti. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’obiettivo numero uno è Tommaso Baldanzi: i contatti con la Roma sono ormai quotidiani e la sensazione è che l’ex talento dell’Empoli sia un promesso sposo dei toscani. La fumata bianca potrebbe arrivare già la prossima settimana, lavorando sulla base di un prestito con diritto di riscatto.
L’asse con i capitolini potrebbe allargarsi coinvolgendo Niccolò Fortini. Il giovane esterno, il cui rinnovo di contratto in scadenza nel 2027 è attualmente bloccato, piace molto a Trigoria e non è considerato incedibile dai Viola. Parallelamente, è emergenza in difesa, reparto che sta perdendo pezzi pregiati. Pablo Marí, esperto centrale spagnolo e leader della retroguardia, ha già lasciato il Viola Park per firmare con l’Al Hilal, mentre Mattia Viti è fuori dai convocati e in lista di sbarco. Per completare la rosa serviranno dunque un nuovo difensore centrale e un esterno specifico per la fascia destra
Il calendario Serie A 2025-26 ci porta alla 20° giornata, che mette di fronte – tra le varie sfide affascinanti nel weekend – quello che un tempo era un vero e proprio big match: Fiorentina-Milan. Tra le partite di oggi è sicuramente una delle più interessanti, per varie ragioni.
I rossoneri stanno faticando con le squadre “piccole”: il recente pareggio contro il Genoa per 1-1 raccolto all’ultimo respiro lo certifica. D’altro canto, i viola hanno bisogno di fare punti per togliersi dal pantano della lotta-salvezza.
Dunque, ci sono tutti gli ingredienti per una partita da non perdere, con fischio d’inizio alle ore 15. Detto questo, andiamo a scoprire come vedere Fiorentina-Milan in streaming.
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Fiorentina-Milan: le probabili formazioni
La Fiorentina guidata da Paolo Vanoli punta a raccogliere altri punti pesanti per avvicinarsi all’obiettivo salvezza. Il pareggio strappato alla Lazio ha avuto un peso specifico importante nella classifica, anche se il modo in cui è maturato ha lasciato qualche rimpianto. Al Franchi, però, la Viola potrà contare su un ambiente caldo e partecipe, con i tifosi pronti a dare una spinta decisiva alla squadra.
Sul fronte opposto, il Milan di Massimiliano Allegri è chiamato a non rallentare ulteriormente, soprattutto in una giornata resa ancora più significativa dallo scontro diretto tra Inter e Napoli. I rossoneri arrivano da una serie positiva di risultati, anche se la continuità di prestazioni non è sempre stata all’altezza.
Dal punto di vista tattico, Vanoli dovrebbe schierare i suoi con un 4-1-4-1. Tra i pali ci sarà De Gea, protetto da una linea difensiva con Dodô a destra e Gosens a sinistra, mentre al centro agiranno Comuzzo e Pongracic. Davanti alla difesa spazio a Fagioli, con Mandragora e Sohm più avanzati per contenere la manovra milanista.
Sugli esterni offensivi agiranno Gudmundsson, pronto ad accentrarsi per creare superiorità, e Parisi sull’altra fascia. In attacco, la punta centrale sarà Moise Kean, preferito a Piccoli, con Sohm ancora favorito su Ndour nel ballottaggio di centrocampo.
Allegri, invece, conferma il 3-5-2, pur apportando qualche modifica. In porta ci sarà Maignan, mentre il reparto arretrato, privo dello squalificato Tomori, sarà formato da Pavlovic, Gabbia e De Winter. A centrocampo il tecnico toscano ha un dubbio: l’infortunio dell’ultim’ora di Rabiot potrebbe costringere ad un piano B. Sicuramente Ricci prenderà il posto di Modric affiancato da Rabiot e Loftus-Cheek, con Bartesaghi e Saelemaekers sulle corsie esterne. In avanti spazio alla coppia Leão–Pulisic, con il portoghese leggermente avanti nelle gerarchie rispetto a Füllkrug.
Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli
Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.
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Un ulteriore motivo per attivare subito la promo è il big match in programma questa sera: Inter-Napoli, posticipo della 20ª giornata di campionato del calendario 2025-26. Una partita chiave per la corsa allo scudetto, con i nerazzurri pronti a tentare l’allungo e i campioni d’Italia obbligati a reagire dopo l’ultimo passo falso contro l’Hellas Verona.
Oggi, oltre al confronto di San Siro, ci sarà anche Fiorentina-Milan alle ore 15, con i rossoneri determinati a riscattarsi dopo il pareggio interno contro il Genoa. A chiudere il programma, lunedì sera, sarà Juventus-Cremonese allo Stadium.
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Infortunio Rabiot: salta Fiorentina Milan? Le condizioni del centrocampista francese, cosa sta succedendo
Non c’è pace per il Milan. Dopo il mezzo passo falso nel turno infrasettimanale contro il Genoa (1-1 a San Siro), la squadra di Massimiliano Allegri si prepara a una trasferta che ha il sapore di un crocevia fondamentale per la stagione. Domenica i rossoneri scendono in campo all’Artemio Franchi contro la Fiorentina con un imperativo: vincere. I tre punti sono vitali non solo per il morale, ma per la classifica: qualche ora più tardi, infatti, a Milano andrà in scena lo scontro diretto tra Inter e Napoli. Un’occasione d’oro per accorciare le distanze.
La vigilia, però, porta con sé una pesante tegola. Secondo quanto riportato da Sky Sport, Adrien Rabiot è in forte dubbio per la sfida. Il centrocampista francese ha subito una botta dolorosa durante l’allenamento di rifinitura, terminando la seduta anzitempo. Lo staff medico predica cautela, ma la decisione finale è demandata alle sensazioni del giocatore: sarà lo stesso Rabiot, in base a come si sentirà domenica mattina al risveglio, a dare l’eventuale disponibilità a scendere in campo.
La mossa di Allegri: Ricci e la mediana inedita
Con l’ex Juventus a mezzo servizio, Allegri ha già pronto il piano B. È stato preallertato Samuele Ricci: il regista ex Torino si candida per una maglia da titolare. Si prospetta dunque un centrocampo quasi sperimentale e totalmente inedito. Accanto a Ricci dovrebbero agire la fisicità dell’inglese Ruben Loftus-Cheek e il dinamismo di Ardon Jashari. E Luka Modric? Anche il Pallone d’Oro croato va verso la panchina. Dopo una settimana ad altissima intensità, il fuoriclasse sembra destinato a un turno di riposo per gestire le energie in vista del prosieguo della stagione. Al Franchi servirà un Milan di lotta e di governo, anche in emergenza.
VITTORIA – «Sono molto soddisfatto, volevo una prestazione di carattere e grande personalità. Volevano vincere e si sono divertiti, mi rende felice. Sono orgoglioso di loro, mi spiace non averla chiusa prima ma la squadra ha avuto grande spirito. Sono contento per Pasalic che ha fatto un grande gol».
CALENDARIO – «Le partite più difficili sono quelle che affronteremo, ti determinano i campionati. Dobbiamo affrontarle sempre con quella mentalità vincente, solo così possiamo continuare ad andare forte. Chiunque gioca dimostra il suo valore, difendono da squadra vera quindi stiamo raggiungendo risultati importanti e siamo felici».
CONDIZIONE FISICA – «Siamo cresciuti fisicamente, la metodologia è differente rispetto a prima, voglio che vadano forti. Abbiamo avuto poco tempo ma avevamo bisogno di un cambio di ritmo. Possiamo migliorare nel cinismo sotto porta e questa partita ci insegna che le partite vanno chiuse prima».
MENO GOL FATTI RISPETTO ALL’ANNO SCORSO – «Ovviamente ci lavoro, le occasioni le stiamo creando. Ovviamente a noi mancano anche giocatori importanti che ci portano dei gol, abbiamo bisogno di tutti. Dobbiamo alzare il livello, possiamo ancora migliorare sotto tanti aspetti».
SCONFITTA – «La squadra dopo il gol è entrata molto bene in campo ed è stata aggressiva. Ci siamo alzati molto come baricentro, il gol sarebbe stato meritato. Peccato, però rimane la ripresa e quello che abbiamo fatto».
SOSTITUZIONE ZAPATA – «Arrabbiato? Sono cose normali, i giocatori si arrabbiano quando escono. Volevo invertire questo trend e la squadra si è alzata, non voglio responsabilizzare chi era in campo fino a quel momento sia chiaro».
GOL SUBITI – «Abbiamo subito 2/3 dei gol in cinque partite, sicuramente dobbiamo essere più continui e creare un’identità. Chiaro che siamo partiti con un nuovo progetto, io sono molto fiducioso, so che ci sono alcune cose che non vanno ma altre sì, miglioreremo sicuramente».
PRIMO GOL – «Stiamo lavorando su questa situazione, c’è un po’ di passività. La palla va toccata con più convinzione, ci stiamo lavorando ma è una cosa anche mentale. Devi avere la convinzione di prenderla tu la palla. La squadra ha perso un po’ le distanze».
Luca Zidane si è reso protagonista di una rissa dopo Algeria Nigeria. Cos’è successo per quanto riguarda il figlio di Zizou – FOTO
Doveva essere una notte di festa per il calcio africano, la celebrazione di una semifinale conquistata, ma la sfida di Marrakech tra Algeria e Nigeria si è chiusa nel peggiore dei modi. Il tabellone segna 0-2 per le Super Eagles, che staccano il pass per il turno successivo, ma l’immagine che resterà impressa di questo quarto di finale non è un gol o una giocata tecnica, bensì il caos scoppiato al fischio finale. La tensione, accumulata durante novanta minuti di battaglia tattica e agonistica, è esplosa in una rissa furibonda che ha visto protagonisti principali Luca Zidane e Raphael Onyedika.
Tutto accade nell’istante in cui l’arbitro decreta la fine delle ostilità. Invece dei saluti di rito, in mezzo al campo si accende un parapiglia. Luca Zidane, portiere dell’Algeria e figlio d’arte ha perso il controllo. Evidentemente frustrato per l’eliminazione e per qualche parola di troppo volata nei minuti di recupero, il numero uno algerino si è scagliato contro Raphael Onyedika. Il centrocampista nigeriano del Club Brugge non si è tirato indietro.
Spintoni e intervento delle panchine
Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti: un faccia a faccia durissimo, seguito da spintoni reciproci che hanno innescato una reazione a catena. In pochi secondi si è creato un capannello di uomini, una vera e propria mischia da rugby con compagni di squadra e membri degli staff tecnici corsi in campo chi per dividere i due litiganti, chi per partecipare alla zuffa. Le immagini televisive hanno mostrato un finale disastroso per l’immagine della competizione ospitata dal Marocco, con gli steward costretti a faticare non poco per riportare la calma e scortare le squadre negli spogliatoi.
Il verdetto del campo
Quando la polvere si sarà posata, resterà il verdetto sportivo: la Nigeria elimina l’Algeria con un solido 2-0 e prosegue il suo cammino. Ora per le Super Eagles c’è l’ostacolo più duro: la semifinale contro i padroni di casa del Marocco. Ma l’attenzione nelle prossime ore sarà tutta per il giudice sportivo: per Zidane e Onyedika, protagonisti di questo triste epilogo, potrebbero arrivare sanzioni pesanti che rischierebbero di compromettere il prosieguo del torneo per il nigeriano.