Ventura ha rilasciato un’intervista, parlando così della lotta salvezza in Serie A. Parole importanti anche verso Cagliari Lecce
Intervistato dal Quotidiano di Puglia, Gian Piero Ventura ha rilasciato queste dichiarazioni in vista di Cagliari Lecce ma non solo. Parole importanti anche sulla lotta salvezza.
CAGLIARI-LECCE – «È una gara il cui risultato è più importante per il Lecce visto che dopo avrà due gare difficilissime contro Inter e Como. È una partita che per i salentini è una sorta di crocevia che può lasciare il segno. Se fa punti a Cagliari, la squadra giallorossa potrà poi vivere serenamente le due partite difficili che il calendario le mette davanti. Decisiva sarà la carica che saprà far tenere ai suoi Di Francesco. Certo, è un Lecce che, ora che si è sbloccato con due reti all’Udinese, deve continuare a segnare, i salnetini ci devono mettere tutti gli ingredienti possibili. I sardi, a loro volta, non possono permettersi distrazioni, anche se probabilmente in questo momento pagano alcune assenze importanti».
LOTTA PER LA SALVEZZA –«Dal Cagliari in giù nessuno è tranquillo sino in fondo. Vedi la Cremonese: marciava benissimo e poi, in dieci partite, ha fatto solo tre punti, finendo nella bagarre finale. Le ultime due, Verona e Pisa, credo che siano già seriamente compromesse, la terza retrocessione è un terno al lotto».
Con Italiano al Napoli arriva un grande calciatore. A Napoli circola già il suo nome, la piazza sarebbe contentissima di abbraciarlo.
Il Napoli non naviga in buone acque, e ormai non è più solo una sensazione. I risultati non arrivano con la continuità sperata e la classifica, infatti, racconta di una squadra lontana dalle aspettative di inizio stagione.
Antonio Conte, arrivato tra entusiasmo e ambizioni importanti, si ritrova oggi sempre più nell’occhio del ciclone. Il tecnico salentino, come spesso accade quando le cose non girano, è finito al centro delle critiche e il malumore della piazza si fa sentire, anche se in maniera composta.
Vincenzo Italiano al Napoli vuole questo calciatore
La decisione di Aurelio De Laurentiis, almeno secondo la percezione dei tifosi, sembra essere nell’aria. Non c’è ancora nulla di ufficiale, però il calcio vive di segnali, di silenzi e di incontri che possono cambiare scenari nel giro di poche settimane. Conte ha un contratto importante e un carattere che non ama le mezze misure. Se dovesse percepire mancanza di fiducia o di progettualità, non sarebbe certo tipo da restare controvoglia.
In questo clima di incertezza comincia a circolare con insistenza un nome che potrebbe rappresentare una soluzione naturale. Vincenzo Italiano, attualmente al Bologna, non sta vivendo il suo momento migliore in Emilia. Anche lì i risultati sono stati altalenanti e la sua posizione non è più così solida come qualche mese fa. Senza ombra di dubbio il suo profilo piace per idee di gioco, mentalità offensiva e capacità di valorizzare i singoli.
Riccardo Orsolini con Italiano al Napoli (Foto IG @riccardo_orsolini7- calcionews24.com)
Però non è solo una questione di panchina. Perché dietro a un eventuale cambio di guida tecnica potrebbe nascondersi anche un’operazione di mercato importante, di quelle capaci di riaccendere immediatamente l’entusiasmo della piazza. Il nome è già stato fatto nei corridoi e tra gli addetti ai lavori, ma per ora resta sullo sfondo.
Nel caso in cui Vincenzo Italiano approdasse davvero sulla panchina del Napoli, potrebbe chiedere con forza Riccardo Orsolini. L’esterno offensivo del Bologna è da anni nei radar del club partenopeo, considerato un calciatore di ottimo livello, maturo e pronto per una piazza esigente come quella azzurra. Orsolini ha qualità tecniche, personalità e un mancino capace di fare la differenza nei momenti decisivi. In un sistema di gioco offensivo e dinamico potrebbe rappresentare un tassello fondamentale.
Naturalmente siamo ancora nel campo delle ipotesi. La sorte di Conte non è stata ancora decisa e il presidente De Laurentiis, come sempre, valuterà con attenzione ogni dettaglio prima di prendere una decisione definitiva. Però i rumors, si sa, spesso non nascono per caso. Nel calcio moderno le indiscrezioni sono il primo segnale di movimenti sotterranei, di riflessioni già avviate.
Il Napoli si trova davanti a un bivio. Continuare con Conte, provando a correggere ciò che non ha funzionato, oppure aprire un nuovo ciclo con un allenatore diverso e un progetto tecnico rinnovato. I tifosi osservano, commentano, sperano. Senza ombra di dubbio le prossime settimane saranno decisive per capire quale direzione prenderà il club. E se davvero all’orizzonte ci fosse un cambio in panchina accompagnato da un colpo di mercato mirato, allora l’estate azzurra potrebbe diventare molto più movimentata di quanto oggi si possa immaginare.
Tudor Tottenham, l’ex tecnico della Juventus è ufficialmente il nuovo allenatore degli Spurs. Il comunicato e tutti i dettagli
Attraverso il proprio sito ufficiale, il Tottenham ha reso noto l’affidamento della guida tecnica della Prima squadra – dopo l’esonero di Frank – ad Igor Tudor. Le sue dichiarazioni.
COMUNICATO – Siamo lieti di confermare la nomina di Igor Tudor come allenatore della squadra maschile fino alla fine della stagione. Igor si unisce a noi con un obiettivo chiaro: migliorare le prestazioni, ottenere risultati e farci salire la classifica della Premier League. Il suo mandato è semplice: portare organizzazione, intensità e spirito competitivo nella rosa in una fase decisiva della stagione.
Parlando del suo arrivo, Igor ha detto: «È un onore entrare a far parte di questo Club in un momento importante. Capisco la responsabilità che mi è stata affidata e la mia concentrazione è chiara. Portare maggiore costanza alle nostre prestazioni e competere con convinzione in ogni partita. C’è una grande qualità in questa rosa di gioco, e il mio compito è organizzarla, darle energia e migliorare rapidamente i nostri risultati».
Riguardo alla nomina, il Direttore Sportivo Johan Lange ha dichiarato: «Igor porta chiarezza, intensità ed esperienza nel confrontarsi con momenti difficili e nel produrre impatto. Il nostro obiettivo è semplice: stabilizzare le prestazioni, massimizzare la qualità della rosa e competere con forza in Premier League e Champions League»
Vincitore del titolo di Serie A con la Juventus come giocatore ed ex Nazionale croato, Igor ha regolarmente migliorato dopo gli incarichi di metà stagione. Dopo esperienze con diversi club tra cui Galatasaray, Udinese, Hajduk Split e Hellas Verona, Igor ha guidato il Marsiglia al terzo posto in Ligue 1 nel 2022/23, assicurandosi la qualificazione alla Champions League. Nel marzo 2024 si è unito alla Lazio, concludendo bene la loro campagna in Serie A per assicurarsi la qualificazione per Europa League, e più recentemente alla Juventus li ha guidati alla Champions League dopo essere arrivata a marzo 2025.
Adriano, ex attaccante dell’Inter, sarà presenta a San Siro per il derby d’Italia contro la Juventus. Queste le sue dichiarazioni
Nel Matchday Programme di Inter Juve, è intervenuto Adriano. L’Imperatore, storico attaccante nerazzurro, ha fatto visita a Chivu e alla squadra ad Appiano Gentile e questa sera sarà sugli spalti di San Siro per il derby d’Italia.
PAROLE – «Sono sempre felice quando torno in Italia, ritrovo vecchi amici e a Milano sento di essere a casa perché qui ho vissuto delle gioie immense. È iniziato un periodo importante della stagione. Contro la Juventus sarà una sfida emozionante e per me sarà un onore essere allo stadio e tifare Inter.
Tutti gli attaccanti dell’Inter sono molto forti a partire da Lautaro ovviamente. Ad Appiano Gentile ho visto anche Thuram ed è stato un incontro che mi ha emozionato perché anche lui è un grandissimo giocatore».
Lazio, Basic assente nel big match con l’Atalanta! La decisione su Gila, l’elenco dei convocati di Sarri
L’attesa è finita e le scelte sono state fatte. A poche ore dal fischio d’inizio del big match valido per la 25ª giornata di Serie A, in programma oggi alle ore 18:00 allo Stadio Olimpico di Roma, Maurizio Sarri ha sciolto le riserve. Il tecnico della Lazio ha diramato la lista ufficiale dei convocati per la delicata sfida contro l’Atalanta.
Le novità: Gila stringe i denti, Basic alza bandiera bianca
La notizia più importante riguarda il reparto arretrato. Mario Gila, il difensore centrale spagnolo figura regolarmente nell’elenco. Il suo recupero è fondamentale per Sarri, soprattutto in una giornata in cui la difesa necessita di solidità e velocità per contrastare gli attacchi orobici. Gila sarà dunque della partita.
Niente da fare, invece, per Toma Basic. Il centrocampista croato non ha superato i problemi fisici delle ultime ore ed è stato escluso dai convocati. La sua assenza toglie un’opzione di sostanza in mediana, costringendo Sarri a valutare rotazioni diverse.
Di seguito l’elenco completo dei giocatori a disposizione per la gara odierna:
Baroni in conferenza stampa, vediamo le dichiarazioni del tecnico granata alla vigilia della gara di Serie A Torino Bologna
L’avversario: il Bologna di Vincenzo Italiano. L’occasione: la giornata numero 25 di Serie A. Il contesto: uno Stadio Olimpico Grande Torino che si preannuncia (per la seconda volta consecutiva) orfano della Curva Maratona causa protesta. Si avvicina così – e con questi presupposti – Marco Baroni alla partita di domenica che vedrà il suo Torino affrontare la compagine rossoblù. In previsione della sfida il tecnico interviene in conferenza stampa, riproponiamo qui alcuni estratti salienti delle sue parole.
La conferenza stampa di Marco Baroni verso Torino vs Bologna:
Buongiorno mister Baroni. Domani ci sarà nuovamente contestazione da parte dei tifosi: quanto condiziona le vostre prestazioni e quanto vi mette pressione? «I tifosi sono la parte centrale del sistema calcio. L’assenza della Maratona (i supporters del Torino, ndr) è un dispiacere mio personale, ma credo che certe situazioni siano legate alla passione: è una scontentezza che deriva da quello. Lo ripeto ancora: siamo noi a dover fare il passo e dare tutto ciò che abbiamo. La squadra sono convinto che lo farà anche domani».
Il Bologna è in crisi di risultati: teme di più la loro voglia di rivalsa o la difficoltà della sua squadra nell’affrontare formazioni in un momento complicato? «Il Bologna è una squadra forte con un allenatore che propone un calcio moderno e internazionale. A volte capitano momenti di difficoltà più di risultati che di gioco. So cosa metteranno in campo e per questo servirà una gara di alto spessore dal punto di vista fisico, tecnico e tattico. Da parte nostra occorrerà una partita di grande livello».
Torna Prati dalla squalifica: lo vede meglio da regista o da mezzala? Può sostituire Ilkhan?«Devo ancora decidere. Sono due giocatori simili ma diversi per attitudine in campo: Prati è più mediano. Lo abbiamo apprezzato per come è entrato nel gruppo, dando subito grande disponibilità, dedizione al lavoro e disciplina tattica. Valuterò, ma andranno in campo entrambi: magari uno parte dall’inizio e l’altro subentra a gara in corso».
Il Toro segna molto in contropiede, mentre il Bologna concede pressione: sarà questa l’arma tattica? E quanto conteranno i cambi?«Loro portano tanta pressione, anche a uomo. Tuttavia, non possiamo pensare di giocare una partita di solo contropiede; servirà anche gestione della palla e un livello tecnico massimale. Per quanto riguarda i cambi, nel calcio moderno sono un valore aggiunto: ti permettono di incrementare le risorse nei momenti più importanti. La mia attenzione è sempre rivolta a chi non parte titolare, lo ricordo spesso alla squadra: si entra per incidere nei minuti decisivi»
Simeone e Aboukhlal sono pronti per iniziare dal primo minuto? «Sì, sono prontissimi e stanno bene»
Cercate continuità per riprendere il cammino interrotto: è questo il punto centrale per il futuro del Toro? «Sappiamo che il Bologna è forte e, ripeto, non è in crisi di gioco. La continuità è tra gli aspetti più importanti su cui stiamo lavorando; è senza dubbio un punto centrale per il nostro cammino futuro»
In difesa cambierà qualcosa o confermerà il terzetto Coco-Marianucci-Maripan? “Stiamo aspettando il rientro di Ismajli, che dovrebbe tornare la prossima settimana. Anche Tameze sta risolvendo un piccolo problemino tendineo. Per domani è molto probabile che ripartano gli stessi giocatori che hanno giocato l’ultima gara.”
Simeone è in ballottaggio o giocherà sicuramente dall’inizio? «Simeone non è in ballottaggio: se sta bene, gioca. La squadra ha bisogno della sua dedizione e della sua partecipazione. Ovviamente avremo bisogno di tutti gli attaccanti; dovranno entrare tutti e farsi trovare pronti».
C’è possibilità di vedere Ebosse? Come procede il suo inserimento? «Si è inserito molto bene, con umiltà e rispetto, e sono contento di lui come degli altri nuovi. Abbiamo bisogno di mancini nella catena: spesso abbiamo dovuto adattare dei destri a sinistra e questo non aiuta lo sviluppo della manovra. Ebosse è un giocatore che presto andrà dentro».
Biraghi può tornare a giocare come esterno o continuerà il lavoro in difesa? «Sta lavorando da braccetto, è una scelta che abbiamo condiviso con il giocatore. Come quinti abbiamo altre soluzioni: abbiamo reintegrato Nkounkou, che è già sceso in campo in Coppa Italia dopo la chiusura del mercato, e ora contiamo sul suo apporto».
Viviano fa causa al Fondo di Fine Carriera: ecco cosa sta succedendo all’ex portiere. Tutti i dettagli della vicenda
Il calcio italiano si prepara a una battaglia legale che potrebbe scuotere le fondamenta del sistema previdenziale sportivo. Al centro della tempesta c’è il “Fondo di Fine Carriera”, l’associazione nata nel 1975 con lo scopo di gestire le indennità di fine rapporto (l’equivalente del TFR) per i professionisti del pallone. A guidare la rivolta e scoperchiare il vaso di Pandora è Emiliano Viviano.
L’ex portiere, tra le altre, di Fiorentina, Sampdoria e Arsenal ha deciso di fare causa al fondo presso il Tribunale di Roma. Supportato dalla società di consulenza Offside FC e dallo studio legale T-legal, Viviano ha adito le vie legali dopo che gli è stata negata la possibilità di visionare i bilanci dell’associazione. La sentenza è attesa per il prossimo mese di luglio, come riportato dal Corriere della Sera.
Un tesoretto da 250 milioni: la rivolta degli ex campioni
Viviano non è solo in questa crociata. Altri 200 atleti pretendono chiarezza su un patrimonio stimato in circa 250 milioni di euro. Si tratta di soldi versati obbligatoriamente (il 7,5% dello stipendio lordo mensile, diviso tra club e atleta) da circa 60 mila calciatori di A e B nel corso degli anni. Molti denunciano difficoltà nell’ottenere informazioni o importi inferiori al dovuto. Tra i “rivoltosi” spicca Thomas Berthold, ex difensore tedesco campione del mondo a Italia ’90 con un passato nel Verona e nella Roma, che denuncia il silenzio alle sue richieste. Anche Beppe Dossena, campione del Mondo nel 1982 e oggi apprezzato opinionista, ha lanciato un appello ai “senatori” contemporanei come Buffon, Bonucci e Chiellini per fare fronte comune.
La difesa del Fondo e i legami politici
La questione è delicata perché tocca i vertici del sistema calcio: nei CDA passati o nelle società controllate (come Sport Invest 2000 spa) figurano nomi di peso come Umberto Calcagno (attuale presidente dell’Assocalciatori) e Renzo Ulivieri (presidente dell’Assoallenatori). Leonardo Grosso, presidente del Fondo ed ex portiere degli anni ’70, ha respinto le accuse tramite comunicato: “Abbiamo sempre operato nella massima trasparenza. I bilanci sono sottoposti a revisione legale. Questi sono tentativi strumentali”. La parola passa ora ai giudici.
Infortunio Bruno Guimaraes: che tegola per il Newcastle e per il Brasile! Le condizioni e quanto tempo dovrà rimanere ai box. I dettagli
Una tegola pesantissima si abbatte sulla Premier League e, di riflesso, sulle ambizioni della Nazionale brasiliana. Le notizie che rimbalzano dall’Inghilterra e dal Sudamerica confermano lo scenario peggiore: Bruno Guimarães ha riportato un grave infortunio muscolare. Secondo quanto rivelato in esclusiva da ESPN Brasil, il centrocampista del Newcastle sarà costretto a un lungo stop che rischia di compromettere il finale di stagione e la preparazione al grande appuntamento estivo.
Gli esami strumentali non hanno lasciato scampo: la lesione è seria. Lo staff medico ha stimato un periodo di inattività compreso tra le 8 e le 10 settimane. Questo significa che il classe ’97 resterà lontano dai campi da gioco almeno fino alla seconda metà di aprile. Il giocatore ha già pianificato il rientro in patria: nelle prossime ore volerà in Brasile, dove inizierà immediatamente il percorso riabilitativo sotto la supervisione di specialisti di fiducia, in stretto contatto con i medici del club inglese.
Newcastle senza leader, Ancelotti preoccupato
L’assenza di Guimarães rappresenta un colpo durissimo per Eddie Howe. L’allenatore del Newcastle perde il suo uomo chiave nel momento decisivo della Premier League, con la lotta per i piazzamenti europei che entra nel vivo.
Ma l’allarme risuona forte soprattutto nel quartier generale della Seleção. Guimarães salterà matematicamente le prossime partite della Nazionale previste per la sosta di marzo, un banco di prova fondamentale per oliare i meccanismi in vista della Coppa del Mondo 2026. Il Commissario Tecnico Carlo Ancelotti dovrà fare a meno di uno dei suoi titolari inamovibili. Se i tempi di recupero dovessero allungarsi, Bruno arriverebbe al ritiro pre-mondiale con pochissimi minuti nelle gambe, trasformando la sua convocazione in una vera e propria corsa contro il tempo.
Milan, i retroscena sul rinnovo di Tomori. Dalla figura di Allegri ad un rischio calcolato, cosa c’è dietro la firma dell’inglese
Il Milan ha deciso di mettere un altro mattone pesante per la costruzione della difesa del futuro, ma questa volta la mossa non raccoglie il plebiscito sperato. Dopo aver blindato la porta con il rinnovo di Mike Maignan, la dirigenza di Via Aldo Rossi ha formalizzato l’accordo con Fikayo Tomori. Il centrale inglese ha detto sì a un prolungamento a lungo termine: il nuovo contratto scadrà nel 2030, con un ingaggio ritoccato verso l’alto che toccherà i 4 milioni di euro a stagione (bonus inclusi). Milannews24 nel suo editoriale – CLICCA QUI PER L’ARTICOLO COMPLETO – ha tracciato i contorni del prolungamento.
Il fattore Allegri: una scelta tattica
Dietro questa operazione c’è la mano ferma di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese ha agito quasi da General Manager, spingendo con forza per la conferma del classe ’97. Per Allegri, Tomori rappresenta il difensore ideale per la sua linea a tre: aggressivo, veloce nel recupero e capace di difendere a campo aperto. Il mister scommette sulla maturità definitiva di un giocatore che, sotto la sua cura, sembra aver ritrovato parte dello smalto perduto.
Tuttavia, l’umore della tifoseria è tiepido. Se l’impatto iniziale di Tomori fu devastante, le stagioni successive sono state un’altalena di prestazioni, caratterizzate da blackout mentali ed errori di posizionamento che hanno minato la fiducia dell’ambiente. A differenza della certezza rappresentata da Maignan, questo rinnovo appare a molti come un rischio calcolato ma pericoloso. Impegnarsi fino al 2030 con un ingaggio da top player per un calciatore discontinuo, proprio mentre sul mercato emergono alternative giovani, ha sollevato più di un sopracciglio tra i sostenitori del Diavolo.
Parola al campo
Ora, come sempre, sarà il rettangolo verde a emettere la sentenza. Con 14 partite ancora da disputare in questa stagione, Tomori ha l’obbligo di dimostrare che la fiducia di Allegri e della dirigenza è ben riposta. Se guiderà la difesa verso la Champions League o una rimonta Scudetto, i 4 milioni saranno un affare; in caso contrario, quel contratto rischia di diventare un fardello pesante per le casse del club.
Juventus, i convocati per l’Inter: la decisione su Thuram da parte di Spalletti! Quali sono le sue condizioni e la lista ufficiale
I dubbi della vigilia sono stati sciolti, ma la notizia non è quella che i tifosi bianconeri speravano. Al termine della rifinitura mattutina alla Continassa, Luciano Spalletti ha diramato la lista dei convocati per l’attesissimo Derby d’Italia contro l’Inter. La conferma più dolorosa riguarda Khéphren Thuram: il centrocampista non ce la fa.
Il mediano francese ha alzato bandiera bianca. La contusione rimediata nell’allenamento di ieri si è rivelata più fastidiosa del previsto: lo staff medico, dopo averlo valutato attentamente questa mattina, ha sconsigliato il suo impiego per evitare complicazioni. Thuram resta dunque a Torino.
Le buone notizie arrivano invece dall’infermeria per quanto riguarda Weston McKennie e Francisco Conceição. Il jolly texano e il talentuoso esterno portoghese hanno smaltito i rispettivi acciacchi fisici. Entrambi figurano regolarmente nell’elenco dei disponibili e offriranno a Spalletti soluzioni preziose, sia dal primo minuto che a gara in corso.
L’elenco completo: assenti i lungodegenti
Oltre a Thuram, restano ai box gli attaccanti Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik, ormai assenti di lungo corso.
Di seguito la lista completa dei giocatori a disposizione per la trasferta di San Siro:
Ci siamo: il derby d’ItaliaInter-Juventus è alle porte. Tra le partite di oggi della 25° giornata di Serie A è senza dubbio la più importante. Questa sera a San Siro, ore 20.45, scenderanno in campo due squadre che stanno lottando per obiettivi diversi, ma l’esito del match è tutto fuorché scontato.
Da un lato i nerazzurri di Chivu, che si stanno dimostrando fino ad ora i migliori in campionato, con un ruolino di marcia quasi impeccabile. Dall’altro i bianconeri di Spalletti, in quarta posizione in condivisione con la Roma, che hanno bisogno di vincere per consolidare il piazzamento Champions.
Di seguito ecco tutte le informazioni per vedere Inter-Juventus in streaming.
Inter-Juventus streaming: dove vederla in diretta
Nel calendario Serie A 2025-26 fa capolino la sfida Inter-Juventus. Come per ogni gara del campionato di Serie A, anche questa sarà disponibile in esclusiva su DAZN (per abbonarti CLICCA QUI), la piattaforma che detiene i diritti di trasmissione della competizione. Il servizio mette a disposizione diverse formule di abbonamento, pensate per adattarsi alle necessità dei vari utenti. Ecco la tabella riepilogativa degli abbonamenti:
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Inter-Juventus: le probabili formazioni
Barella e Calhanoglu hanno smaltito i rispettivi problemi fisici e sono tornati ad allenarsi con il resto della squadra già a inizio settimana: entrambi hanno buone chance di partire dal primo minuto. In attacco si va verso la coppia Thuram-Lautaro Martinez, mentre Esposito e Bonny rappresentano soluzioni a gara in corso. Dumfries è tornato in gruppo, ma ci vorrà un po’ prima di rivederlo in campo.
Il piano di Spalletti per sorprendere Chivu passa da McKennie. Il giocatore statunitense ci sarà o no contro l’Inter? Si, è pienamente recuperato e dovrebbe scendere in campo, con Cambiaso impiegato sulla corsia sinistra. Resta comunque valida l’ipotesi di confermare Cabal, con Cambiaso eventualmente spostato a destra. Conceiçao sarà tra i convocati nonostante il recente fastidio accusato contro la Lazio e al momento sembra favorito su Miretti per un posto sulla trequarti.
David è certo della titolarità, mentre Openda dovrebbe iniziare dalla panchina. L’infortunio di Thuram preoccupa dopo una botta rimediata in allenamento: qualora non fosse disponibile, Koopmeiners è pronto a prendere il suo posto.
LA CRESCITA RISPETTO AGLI INIZI– «La grinta soprattutto all’inizio della mia carriera mi ha aiutato tanto, oggi mi sento un calciatore più maturo e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra importante come l’Inter. Per la mia vita, per la mia carriera e per la mia famiglia questo Club rappresenta tantissimo».
LA PAROLA PIÙ IMPORTANTE– «“Sacrificio”. Me l’ha insegnata mio padre perché vengo da una famiglia che spesso ha vissuto con poco quindi il sacrificio è stato indispensabile ma anche prezioso, poi il rispetto sicuramente è un valore fondamentale».
IL CONSIGLIO PER UN GIOVANE CALCIATORE– «Se ripenso agli inizi della mia carriera, per me guardare e ascoltare è stato importantissimo. L’ho sempre fatto con i compagni che avevo a partire da Diego Milito al Racing: guardavo i suoi controlli, i suoi movimenti, ascoltavo quello che diceva. Osservare fa crescere e imparare tanto, ho fatto lo stesso fin da bambino anche con mio padre e da lui ho imparato tantissime cose senza neanche aver avuto bisogno di chiedergliele».
Calciomercato Milan, i rossoneri potrebbero pescare in Spagna: doppio baby colpo, ecco quali sono gli obiettivi. Ultimissime
Il calciomercato Milan non si accontenta e guarda al futuro con ambizione. Mentre la squadra lotta sul campo per raggiungere gli obiettivi stagionali sotto la guida di Massimiliano Allegri, la dirigenza è già proiettata alla prossima sessione di mercato. L’obiettivo è chiaro: alzare il tasso tecnico della rosa pescando i migliori talenti della penisola iberica. Secondo le ultime indiscrezioni, il Diavolo ha messo gli occhi su due profili spagnoli di grande prospettiva.
Il nome che sta scalando le gerarchie nei taccuini di Via Aldo Rossi è quello di Víctor Muñoz. Si tratta di un’ala sinistra classe 2003, attualmente in forza all’Osasuna, che sta impressionando gli addetti ai lavori per la sua rapidità fulminante nel dribbling e la capacità innata di creare superiorità numerica nell’uno contro uno. Come confermato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, l’interesse è concreto, ma l’operazione non si preannuncia semplice dal punto di vista economico: il giocatore è protetto da una clausola rescissoria di 40 milioni di euro. Tuttavia, per Allegri rappresenterebbe l’innesto ideale per dare imprevedibilità e nuova linfa alle corsie esterne.
Difesa blindata: occhi sul baby Valdepeñas
La lungimiranza del progetto rossonero passa anche dalla retroguardia. Gli scout del Milan stanno monitorando con estrema attenzione Víctor Valdepeñas, difensore centrale classe 2006 di proprietà del Real Madrid. Cresciuto nella Fábrica, settore giovanile delle Merengues, Valdepeñas è considerato uno dei prospetti più cristallini della sua generazione: colpisce per l’eleganza negli interventi, la pulizia tecnica e un senso della posizione degno di un veterano.
L’idea della società è quella di giocare d’anticipo. La dirigenza ha già inviato più volte i propri osservatori in Spagna per visionare dal vivo il centrale, con l’intento di evitare che le valutazioni di mercato lievitino in modo incontrollato. Investire su talenti di questo calibro conferma la volontà di costruire un Milan sostenibile, giovane, ma pronto a competere ai massimi livelli europei.
Carnevale ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato di Napoli Roma, in programma domani al Maradona. Le sue parole
Quattro anni a Napoli e tre a Roma. Andrea Carnevale, da anni responsabile scouting dell’Udinese, su La Gazzetta dello Sport analizza il big match dell’Olimpico con l’occhio del doppio ex e del dirigente esperto.
CHE PARTITA SARA’ «Sicuramente bella: il Napoli in questi anni ci ha fatto vedere grandi cose, è una squadra diventata di un’altra categoria tra scudetti e Champions. La Roma invece sta per nascere, ma punta a guardare in alto, anche grazie a un allenatore davvero bravo come Gasperini che le ha dato qualcosa in più. Nonostante le tante assenze il Napoli sta ancora lassù e non è poco, avendo i giocatori contati. La Roma invece mi sembra più in salute. E poi mi piace molto: ti pressa, non ti lascia respirare, è armoniosa nello sviluppo del gioco. Sarà una gara dove potranno vincere entrambe le squadre. Alla fine penso che possa contare molto la fisicità, dove la Roma però in questo momento è avvantaggiata. Ma il Napoli è maestro nel saper palleggiare».
MALEN VS HOJLUND«Malen è bravo: fa giocare la squadra, sa fare la sponda e attacca la profondità. A me piace anche Ferguson e faccio una battuta: fosse stato all’Udinese probabilmente sarebbe esploso… Ma con Malen mi sembra che Gasperini abbia risolto il problema del gol. Molto bene anche Hojlund, che sta tenendo in piedi la squadra, è il terminale che serve a Conte. Con le assenze dei vari Anguissa, Neres, McTominay, Lukaku e Di Lorenzo, è toccato a lui tenere a galla gli azzurri. Se poi domani giocherà McTominay, allora sarà tutto diverso. Lui, di fatto, è un attaccante aggiunto. Giocatore forte, che sa far gol di testa, da fuori. È determinante».
SI ASPETTAVA IL NAPOLI FUORI DALLE COPPE«No, ma penso anche che abbia fatto il massimo. Per come è stata costruita, la squadra di Conte è la più forte e strutturata in Italia insieme all’Inter. Ma con tutti quegli infortuni è difficile, per me in quelle condizioni ha fatto tantissimo. Anche con il Chelsea è stato sfortunato, gli inglesi li ha messi sotto, pur poi perdendo».
ZARAGOZA «Ma lui è piccolo, ma forzuto e scattante. Giocatore imprevedibile, che ha velocità e anche dei bei colpi e che sa giocare sia tra le linee, sia esterno. Con lui la Roma ha aggiunto qualcosa in attacco, dove ha già giocatori molto forti come Dybala e Soulé».
SORPRESO DA VERGARA E PISILLI«Di Vergara sì, era quasi uno sconosciuto in Serie A e sembrava rimasto solo per fare numero. Fa parte di quelli che io chiamo “i ritardatari”: non so dove abbia trovato la forza per mettersi così in mostra, ma ora è davvero un bel vedere. Pisilli invece sembra già un ometto, si vedeva che poteva arrivare al calcio che conta. Sta crescendo bene anche lui e oggi è anche un giocatore di personalità».
CONTE RESTERA’ A NAPOLI«Io lo vedo felice, al di là di qualche lamentela che ci può anche stare con tutti quegli infortuni che ha avuto fino ad oggi. Io penso che Antonio stia bene. Anche perché Napoli è coinvolgente, si vive bene, ti dà calore e affetto. Per me deve restare: ha vinto lo scudetto appena 6 mesi fa e vincere a Napoli è qualcosa di indimenticabile, io questo lo so bene. La squadra poi è forte, a organico pieno può lottare con chiunque».
Torino, Baroni ha in mente questa formazione per battere il Bologna: novità che scalda i tifosi! A cosa sta pensando
Dopo settimane di attesa, staffette forzate e un pizzico di sfortuna, il Torino è pronto a calare i suoi assi sul tavolo del campionato. Al Filadelfia, sotto lo sguardo attento del presidente Urbano Cairo – salito ieri al centro sportivo per seguire l’allenamento e pranzare con staff e dirigenza – Marco Baroni ha sciolto gli ultimi dubbi: contro il Bologna si va spediti verso il ritorno dal primo minuto della “coppia principe” formata da Che Adams e Giovanni Simeone. Ecco l’analisi fornita da La Gazzetta dello Sport.
È la notizia che tutto l’ambiente granata aspettava per dare l’assalto alla seconda vittoria casalinga consecutiva. Se lo scozzese (29 anni) viaggia su livelli di forma eccellenti e appare tirato a lucido, il vero “nuovo acquisto” di febbraio è il Cholito (30 anni). L’argentino si è messo finalmente alle spalle una stagione fin qui frammentata da due stop muscolari, l’ultimo dei quali lo ha tenuto ai box per quasi un mese dopo la sosta invernale. La mezz’ora giocata a Firenze è stata la prova generale necessaria: le sensazioni sono ottime, la gamba gira a mille e la voglia è quella dei giorni migliori.
I numeri del tandem
Baroni non vede l’ora di ricomporre il puzzle. I due non partono titolari insieme dal 13 gennaio, in quella notte magica di Coppa Italia contro la Roma all’Olimpico (vittoria 2-3 con doppietta proprio di Adams). In Serie A, l’ultimo valzer dal primo minuto risale addirittura al 4 gennaio contro il Verona. Il tecnico vuole ritrovare quella chimica che aveva acceso l’inizio di stagione, forte dei 5 gol in campionato di Simeone e delle 6 reti stagionali complessive di Adams.
Abbondanza in avanti
L’obiettivo è battere il Bologna e ritrovare un “uno-due” casalingo che manca da ottobre (vittorie su Napoli e Genoa). Ma il Toro ora ha le spalle larghe: alle spalle dei titolari c’è un reparto ricco. Sandro Kulenovic sta scalando le gerarchie a suon di prestazioni (già a segno in Coppa), capitan Duvan Zapata sta ritrovando la condizione atletica ideale e il giovane Njie scalpita per un’occasione. L’abbondanza è tornata, ma domani i riflettori della Maratona saranno tutti per loro: Adams più Simeone, per tornare a far male alle difese avversarie.
Napoli, McTominay e Gilmour recuperano per la Roma? Le loro condizioni e cosa succede verso il big match del Maradona
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. O almeno, ci provano con tutte le loro forze. Alla vigilia di un Napoli-Roma che ha tutto il sapore di uno spareggio anticipato per la zona Champions League, l’ambiente azzurro vive sospeso tra l’ansia e la speranza, interrogandosi sulle condizioni dei suoi “Braveheart” scozzesi. La sfida dell’Olimpico non è una partita come le altre: dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, i punti in palio valgono doppio e il quarto posto è un obiettivo che non ammette passi falsi.
La Gazzetta dello Sport di oggi scrive che tutti gli occhi sono puntati su Scott McTominay. Il centrocampista sta ingaggiando una lotta contro il tempo e contro la logica medica per smaltire il problema tendineo al gluteo che lo tormenta. La sua “voglia matta” di esserci si scontra con la cautela dello staff sanitario, consapevole che la scienza non è democratica. Eppure, Scott è uno che non si tira indietro: lo ha dimostrato a Genova, giocando e segnando anche da infortunato, ed è pronto a rischiare pur di non mancare all’appuntamento. La decisione definitiva arriverà solo all’ultimo, in bilico tra le sensazioni del ragazzo e la necessità di non aggravare la situazione.
Ma a Castel Volturno, dove quel “diavoletto” della sfortuna sembra aver preso la residenza da un anno e mezzo, si rivede finalmente anche un sorriso moderato. Billy Gilmour è tornato. Dopo un calvario durato 105 giorni e 23 partite saltate a causa della pubalgia (l’ultima apparizione risale al primo novembre contro il Como), il regista ha ripreso ad allenarsi. Per lui l’obiettivo realistico è la panchina: esserci, respirare l’aria della sfida, per poi puntare al rientro vero e proprio tra otto giorni contro l’Atalanta.
Antonio Conte spera. Se McTominay dovesse vincere la sua battaglia e Gilmour riassaporare il campo anche solo per la convocazione, il centrocampo del Napoli ritroverebbe quella solidità e quella “normalità” che sono mancate terribilmente. In una notte da dentro o fuori, avere i propri guerrieri a disposizione può fare tutta la differenza del mondo.
Inter Juve, scintille tra i pali: Zenga e Tacconi si raccontano alla Gazzetta e svelano ricordi e retroscena del loro Derby d’Italia
Due grandi ex portieri di Inter e Juventus si sfidano nel loro personale Derby d’Italia. Ecco l’intervista doppia a Tacconi e Zenga della Gazzetta dello Sport:
PAROLE TACCONI – «Io e Zenga ci rispettavamo molto, anche in Nazionale. Walter era forte, ma nel 1990 ero io il migliore. Lui aveva un po’ più successo di me con le ragazze, però io ero più pazzo e ho vinto ogni tipo di coppa con la Juventus. L’ombra di Vicario su Sommer e Di Gregorio? Qualche momento no è inevitabile nella carriera dei portieri, anche dei più bravi. Di Gregorio mi piace, lo cambierei solo per prendere Donnarumma, ma non con Vicario»
PAROLE ZENGA – «All’epoca io e Tacconi facevamo finta di litigare, ci mettevamo d’accordo per far uscire delle cose. Se ho giocato titolare in Nazionale tanti anni è perché dietro di me c’era lui che spingeva, mi spronava. Ho sempre avuto un gran rispetto e sono felice che adesso stia bene, ha vinto la partita della vita. Quando è stato male ho rotto le scatole al figlio per avere notizie, ero in prima fila alla presentazione del suo libro. Sommer? Se ci mettiamo a guardare gli errori di un portiere, non ne usciamo più. Yann è uno di rendimento, una garanzia. Ha esperienza e qualità da vendere. Mi piace la sua padronanza di sé, non lo scalfisce nulla.
Chi prenderei al suo posto a giugno? Un italiano. Vicario e Carnesecchi in prima fila, poi Caprile. Gli altri uomini-ragno di oggi sono Corvi e Falcone. Di Gregorio? Le critiche bisogna metterle in conto. Se uno come Spalletti lo lascia titolare, un motivo ci sarà. Dietro di lui c’è Perin, non uno qualsiasi, altrove giocherebbe quasi ovunque. Anche DiGre è molto freddo, è la cosa che amo più di lui. Poi non so se a casa mette le ginocchia sopra i ceci e piange, ma in campo trasmette sicurezza e tranquillità».
Verso Lazio Atalanta: restano i nodi da sciogliere per Sarri. Le ultime indicazioni sulla formazione
L’attesa è quasi terminata: alle 18:00 l’Olimpico accenderà i riflettori su uno dei match più interessanti della 25ª giornata di Serie A, la sfida tra Lazio e Atalanta. Maurizio Sarri sta definendo gli ultimi accorgimenti tattici per affrontare la squadra di Raffaele Palladino, con l’obiettivo di dare continuità ai segnali di crescita mostrati nelle recenti uscite.
Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il tecnico biancoceleste sembra intenzionato a ripartire dall’ossatura vista a Bologna, inserendo però due novità dal primo minuto. In attacco Noslin è pronto a sostituire l’infortunato Pedro, mentre in mezzo al campo Danilo Cataldi appare favorito su Nicolò Rovella per guidare la manovra. Due mosse pensate per aumentare ritmo e fisicità in una gara che si preannuncia intensa.
I nodi da sciogliere in difesa
Restano comunque tre ballottaggi che verranno risolti solo a ridosso del fischio d’inizio. A sinistra è aperta la sfida tra Luca Pellegrini e Nuno Tavares, mentre nel reparto offensivo Sarri deve ancora scegliere sia l’esterno sia il centravanti titolare: Isaksen è leggermente avanti su Cancellieri, mentre Daniel Maldini sembra al momento favorito su Boulaye Dia per il ruolo di riferimento centrale
Tudor al Tottenham: il croato firma e torna in panchina. L’ex Juve guiderà gli Spurs fino a giugno, mentre il club pianifica già il futuro
Igor Tudor torna in panchina dopo l’addio alla Juve: l’allenatore croato ha firmato un contratto a breve termine per assumere il ruolo di tecnico ad interim del Tottenham. La società londinese ha scelto di affidarsi a lui per traghettare la squadra fino al termine della stagione, dopo le recenti difficoltà e la necessità di dare una scossa all’ambiente.
L’accordo siglato tra le parti avrà validità solo fino a giugno e non prevede alcuna opzione di rinnovo. Una scelta chiara da parte del club, che vuole mantenere la massima flessibilità in vista della programmazione futura, lasciando aperte tutte le possibilità per la panchina della prossima stagione.
Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il Tottenham sta già valutando diversi profili per il progetto a lungo termine. Tra i nomi in cima alla lista figurano Roberto De Zerbi e Mauricio Pochettino, entrambi considerati candidati di primo piano per guidare gli Spurs nel nuovo ciclo tecnico.
🚨 Igor Tudor has signed his short term deal as new Tottenham interim manager.
Agreement only valid until June, no option to extend.
Future plans include Roberto De Zerbi and Mauricio Pochettino among top candidates.
Mandorlini torna in panchina: guiderà il Ravenna al posto dell’ex Juve dopo il ribaltone ufficializzato dal club
Dopo il ko per 2-0 incassato giovedì sera sul campo della Ternana, il Ravenna ha deciso di sollevare dall’incarico Marco Marchionni. La panchina giallorossa passa ora ad Andrea Mandorlini, che debutterà domenica pomeriggio al Benelli nella sfida contro la Juventus Next Gen.
A 25 giornate dall’inizio del campionato, nel girone B di Serie C il Ravenna occupa il secondo posto con 49 punti, dieci in meno della capolista Arezzo. Una situazione di classifica ancora positiva, ma che non ha impedito alla società di intervenire per dare una scossa alla squadra.
COMUNICATO UFFICIALE – La società comunica di avere affidato la guida tecnica della squadra ad Andrea Mandorlini.
Andrea Mandorlini, ravennate, dopo una brillante carriera da calciatore cui spicca lo scudetto dei record dell’Inter 88/89, ha mosso i suoi primi passi in panchina come allenatore in seconda della squadra giallorossa tra il 1994 e il 1998, contribuendo alla storica promozione in Serie B del 1996.
Nel corso della sua carriera da allenatore ha guidato numerosi club ai vertici dei rispettivi campionati, ottenendo promozioni e partecipazioni ai playoff. Tra i risultati più significativi figurano la promozione in Serie A con l’Atalanta, la vittoria del campionato di Serie C1 con lo Spezia e il doppio salto dalla Lega Pro alla Serie A alla guida dell’Hellas Verona. A livello internazionale ha inoltre conquistato il campionato rumeno con il CFR Cluj.
Tecnico di grande esperienza, Mandorlini vanta un percorso caratterizzato da numerosi piazzamenti nelle zone alte della classifica e dal raggiungimento di obiettivi sportivi di rilievo.
La società rivolge al mister un caloroso bentornato a Ravenna, con l’auspicio che possa incidere fin da subito sul percorso della squadra e contribuire, con la propria esperienza e competenza, al raggiungimento degli obiettivi sportivi del club.
PSG, ko in Ligue 1 contro il Rennes! Dembelè non ci sta: «Dobbiamo giocare per il club invece di pensare a noi stessi!»
Il Paris Saint-Germain inciampa nell’anticipo della 22ª giornata di Ligue 1, uscendo sconfitto per 3-1 sul campo del Rennes al termine di una gara in cui i campioni di Francia ed Europa non sono mai riusciti a prendere davvero il controllo.
I padroni di casa aprono le marcature al 34’ con Mousa Tamari e trovano il raddoppio al 69’ grazie a Esteban Lepaul, sfruttando al meglio le difficoltà difensive dei parigini. Il PSG prova a riaprire il match al 72’ con il solito Ousmane Dembélé, ma la reazione dura poco: una decina di minuti più tardi Breel Embolo firma il 3-1 definitivo, chiudendo ogni speranza di rimonta e regalando al Rennes una vittoria di grande prestigio. Ousmane Dembelé ha parlato così nel post gara:
DEMBELE‘ – «Abbiamo iniziato male la partita. Dopo, penso che anche il Rennes abbia giocato un’ottima partita. Ma credo che dobbiamo mostrare più voglia. Dobbiamo giocare per il Paris Saint-Germain per vincere le partite, perché se giochiamo da soli in campo, non funzionerà, non vinceremo i titoli che vogliamo.
La scorsa stagione, abbiamo messo il club al primo posto, prima di pensare a noi stessi. Credo che dobbiamo riscoprirlo, soprattutto in partite come queste. Siamo nella seconda metà della stagione e il Paris Saint-Germain deve venire prima, non i singoli giocatori. Dobbiamo giocare per il club invece di pensare a noi stessi».
Brignone d’oro e sul tetto del mondo: anche Bremer la celebra. Ecco il messaggio del difensore juventino
Il trionfo olimpico di Federica Brignone sulle nevi di Cortina d’Ampezzo rappresenta molto più di una semplice vittoria sportiva: è il punto più alto di un percorso di rinascita personale e professionale che ha emozionato l’intero Paese. Il suo oro, oggi, brilla ancora di più se si pensa che solo pochi mesi fa il sogno olimpico sembrava appeso a un filo, minacciato da un grave infortunio al ginocchio.
La risalita è iniziata proprio da lì, dal lungo periodo di riabilitazione svolto al JMedical, la struttura medica della Juventus. In quelle settimane di lavoro intenso, tra dubbi e speranze, Brignone ha condiviso fatiche e progressi con un altro atleta impegnato nella stessa battaglia contro il tempo: Gleison Bremer. Il difensore bianconero, alle prese con il recupero dal problema al crociato, ha incrociato spesso la sciatrice valdostana nelle sale del centro medico, dando vita a un rapporto di sostegno reciproco nato lontano dai riflettori ma destinato a lasciare il segno.
Non sorprende, quindi, che alla notizia dell’oro olimpico il centrale brasiliano abbia voluto celebrare pubblicamente la compagna di riabilitazione. Attraverso una Instagram Story, Bremer ha dedicato alla campionessa un messaggio carico di affetto e ammirazione, testimonianza di un legame nato nei momenti più difficili. Le sue parole parlano da sole: «Complimenti Federica Brignone. Vederti vincere dopo questi mesi di recupero trascorsi insieme è d’ispirazione. Sei una campionessa! Molto felice per te», ha scritto il difensore, rendendo omaggio a un successo che va oltre lo sport.
Tomori sicuro: «Modric? È veramente una leggenda, un esempio per noi dentro lo spogliatoio». Le sue parole
Al termine della sfida tra Pisa e Milan, valida per la 25ª giornata della Serie A 2025/26, Fikayo Tomori ha analizzato la prestazione rossonera ai microfoni di Sky Sport. Di seguito tutte le sue dichiarazioni:
Sulla vittoria:«A questo punto della stagione è importante prendere i tre punti. Potevamo chiudere la partita prima e giocare meglio ma i tre punti sono pesantissimi».
Sulla fase difensiva:«Siamo più un blocco, difendiamo insieme e siamo più esigenti di non prendere gol. Siamo più solidi in generale e lavoriamo tutti insieme per non prendere gol perché sappiamo bene che abbiamo attaccanti forti: possono cambiare la partita».
Sulla classifica:«Guardiamo a noi, siamo focalizzati su quello che dobbiamo fare. Stasera era da vincere e lo abbiamo fatto. Mercoledì abbiamo un’altra partita contro il Como che sarà molto difficile».
Su Modric:«È veramente una leggenda, un esempio per noi dentro lo spogliatoio. Quando gioca così e quando abbiamo bisogno di un campione, c’è sempre: oggi ha vinto la partita per noi. Siamo contenti perché è sempre un esempio».
Vieri svela: «Inter Juve, partita dell’anno. Il mio sogno era giocare a San Siro. 5 maggio? Ci pensano ancora». Le parole
Christian Vieri, per tutti semplicemente “Bobo”, torna protagonista nel nuovo episodio di Legends Road su Dazn. In un viaggio carico di emozioni tra ricordi personali e luoghi simbolo di Milano, l’ex bomber ripercorre momenti iconici della sua carriera e analizza l’attuale stato di forma del calcio italiano, soffermandosi in particolare sull’attesissimo derby d’Italia tra l’Inter di Cristian Chivu e la Juventus di Luciano Spalletti. Di seguito tutte le sue dichiarazioni:
Sulle vittorie e le sconfitte della sua carriera:«Vincere e perdere fa parte del gioco. Ho perso una finale di Champions con la Juve e quella partita là non l’ho più vista da come ero rimasto male, ho pianto tre settimane ma fa parte del gioco. Il problema non è quello, quando ho sofferto è stato quando mi sono fatto male al ginocchio e non sono andato al terzo Mondiale».
Sulla sua vita privata:«Parlavano i giornalisti che non sapevano niente. Dicevano che io e Pippo Inzaghi uscivamo sempre, ma uscivamo in estate. La domenica quando facevamo la partita, andavamo in giro come fan tutti. Prima non potevi rispondere, ora invece con i social puoi rispondere, era tutto un attaccare. Se voglio fare gol tutte le domeniche, puoi uscire tutte le sere? Non ce la fai. Se non ti alleni per bene non puoi fare gol tutte le domeniche. Prima c’era questa moda di attaccare certi giocatori e venivo attaccato anch’io».
Su Inter-Juventus:«È la partita dell’anno, c’è tanta attenzione, adrenalina, tutti la vogliono giocare. Poi si gioca a San Siro che è il posto dove un attaccante vuole fare gol. San Siro è una bolgia, era il mio grande sogno giocare a San Siro».
Sul 5 maggio:«Ci pensano ancora dopo 30 anni. L’altro giorno Recoba mi dice: “Tornassi indietro direi a Cuper di non farmi giocare dall’inizio, di farmi entrare nel secondo tempo perché eravamo troppo sbilanciati”. Pensa quanto ci teneva. Ci tenevamo in una maniera… forse anche troppo. Il rapporto che avevamo con Moratti non era normale. Io tutti i giorni ero in giro con la Bedy a Milano. Quando perdevamo un’amichevole in ritiro, si metteva a piangere. Non era tanto vincere lo scudetto, ogni partita era pesante. Perdiamo a Bologna e sembrava che fosse successo chissà che. Sono partite che perdi. Abbiamo fatto tutto bene secondo me».
Su Pio Esposito:«Bravo, giovane. Il salto dallo Spezia a San Siro, a giocare con l’Inter, è un salto enorme. Devi far gol perché fai comunque la terza/quarta punta. Un giorno Lautaro e Thuram non giocano, devi giocare tu, hai 21 anni, ma devi far gol lo stesso perché l’Inter deve vincere tutte le partite. Quando entri devi fare la differenza. È bello ma allo stesso tempo è stressante, hai tanta pressione. Devi comunque fare gol».
Su Moratti e Ronaldo:«Quando ha fatto 80 anni, avevo parlato col figlio e mi dice: “Voglio fare il compleanno a sorpresa a papà”. Gli dico: “ci penso io”. Così faccio venire Recoba, lui impazziva per il Chino. Poi ho chiamato Ronaldo ed è venuto e già si vedeva la dimostrazione d’affetto per Moratti. Ronaldo? La domenica vedevi il 10% di quello che faceva la settimana, troppo troppo forte. La gente non si rende conto, si rende conto solo chi ha giocato con lui. Poi era pure simpatico, rideva sempre».
Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli
Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.
La notizia ha reso molto felice Luciano Spalletti: la clausola non è più presente, il top player rimane alla Juve.
Luciano Spalletti vivrà questa sera il suo primo Inter-Juve sulla panchina bianconera. Il tecnico di Certaldo ha già vissuto da protagonista altri derby d’Italia ma sulla sponda nerazzurra; ora Spalletti è alla guida tecnica della Juve e farà di tutto per tornare da San Siro con un risultato positivo contro la capolista del campionato.
Un’impresa ardua se si vanno a guardare i numeri: l’Inter arriva infatti da 11 vittorie nelle ultime 12 gare in Serie A, per un totale di 34 punti conquistati su 36. La Juve, pur confermando la netta crescita dal punto di vista del gioco e della personalità, è ultimamente incappata in due risultati negativi, vale a dire la batosta subita a Bergamo dall’Atalanta in Coppa Italia (0-3) e il pareggio casalingo contro la Lazio (2-2).
Spalletti sa bene quanto è importante tornare a non prendere gol e per questo si affiderà soprattutto a Gleison Bremer, vero leader del reparto arretrato. Il centrale difensivo brasiliano è una certezza e dovrà continuare a esserlo anche in futuro.
Niente clausola, Spalletti più gioire: Bremer resta alla Juve
Spalletti lo ha fatto chiaramente capire alla dirigenza bianconera: Bremer dovrà essere uno dei punti fermi nella prossima stagione, possibilmente affiancandogli almeno un altro difensore dello stesso valore. La posizione della società è la stessa dell’allenatore toscano, anche se negli ultimi giorni una voce aveva fatto preoccupare non poco i tifosi juventini.
Niente clausola, Spalletti più gioire: Bremer resta alla Juve – Calcionews24.com (Instagram Gleison Bremer)
Le recenti indiscrezioni parlavano infatti di una clausola da 60 milioni di euro nel contratto di Bremer che diversi club europei sarebbero pronti a pagare pur di strappare il verdeoro alla Juve. Un dettaglio riportato su X anche dal noto giornalista ed esperto di mercato Mirko Di Natale, che ha poi nominato Manchester United, Bayern Monaco, Chelsea e Liverpool come possibili pretendenti dell’ex Torino.
Tuttavia, secondo quanto affermato invece da Luca Momblano, la clausola non sarebbe più presente nell’accordo tra Bremer e la Juventus. Il giornalista e opinionista ha detto a Juventibus che il secondo rinnovo del difensore brasiliano con i bianconeri, ovvero quello effettuato con Cristiano Giuntoli come direttore sportivo, avrebbe avuto proprio la funzione di cancellare la clausola.
Se così fosse Spalletti potrebbe davvero tirare un sospiro di sollievo. Bremer ha infatti un contratto con la Juventus fino al 2029: senza clausola i club interessati dovranno trattare direttamente con Comolli, Chiellini e Ottolini.
Rugani ancora out: niente convocazione con la Fiorentina. La scelta di Vanoli sull’ex difensore della Juve fa discutere
L’avventura di Daniele Rugani lontano da Torino sta diventando molto più complessa del previsto, trasformandosi in un percorso pieno di ostacoli che preoccupa anche la dirigenza della Juventus. Il difensore, approdato alla Fiorentina lo scorso gennaio per ritrovare continuità e rilanciarsi in un ambiente ambizioso, è stato nuovamente escluso dai convocati. Paolo Vanoli non potrà contare su di lui per la delicata sfida di campionato contro il Como, segnale evidente che i problemi fisici che lo tormentano da settimane non sono ancora stati risolti dallo staff medico viola.
Un’assenza che pesa, soprattutto alla luce della formula del trasferimento: prestito con obbligo di riscatto condizionato. Ogni partita saltata rischia di allontanare il momento in cui scatteranno le condizioni necessarie per rendere definitivo l’affare, un dettaglio che alla Continassa viene monitorato con grande attenzione in vista delle prossime strategie di mercato. Rugani era arrivato con l’obiettivo di diventare un punto fermo della retroguardia viola, ma questi continui stop stanno rallentando la sua integrazione. A complicare ulteriormente le scelte di Vanoli c’è anche l’assenza di Albert Gudmundsson, altro elemento chiave rimasto ai box.
La lista dei convocati conferma l’impossibilità di fare affidamento sull’esperienza dell’ex bianconero, che sarebbe stata preziosa in una gara insidiosa. Ecco i giocatori a disposizione:
Ora resta da capire quali saranno i tempi di recupero definitivi, perché sia la Fiorentina sia la Juventus hanno tutto l’interesse a rivedere Rugani in campo il prima possibile.
Pisa, Hiljemark analizza nel post partita della sfida di Serie A contro il Milan: ecco le sue dichiarazioni a DAZN
Pisa Milan, terminata 1-2 è la l’anticipo della 25esima giornata di Serie A. Ecco nel post gara in conferenza stampa le dichiarazioni del tecnico dei nerazzurri, Oscar Hiljemark:
PAROLE – «È difficile, ma secondo me dobbiamo migliorare le piccole cose. Devo anche vedere l’atteggiamento di squadra, e tatticamente abbiamo fatto una partita perfetta. Ho sbagliato 3 volte, abbiamo preso un rigore e il gol, e queste sono le conseguenze contro le grandi squadre. Ci sono tante cose positive, e dobbiamo proseguire su questa squadra».
FIORENTINA – «Io devo fare le scelte che penso siano le migliori per la squadra. Sarà una partita per noi e per i tifosi. Io voglio vincere, sennò è inutile che andiamo a Firenze. È una partita con tanta ambizione, ma da domani dobbiamo pensare come vincere».
IN COSA MIGLIORARE – «Deve vincere. Questo è calcio, si gioca per prendere i tre punti, sennò è difficile. Da domani bisogna ripartire e lavorare perché si gioca per i 3 punti».
Milan, Allegri analizza nel post partita della sfida di Serie A contro il Pisa: ecco le sue dichiarazioni a DAZN
Pisa Milan, terminata 1-2 è la l’anticipo della 25esima giornata di Serie A. Ecco nel post gara a Dazn le dichiarazioni del tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri:
Sulla vittoria:«Non era semplice stasera, il Pisa è una squadra scomoda. Ti aspettano, ti fanno uscire dalla partita ma poi magari ti colpiscono in contropiede. Prendiamoci questi tre punti ma bisogna assolutamente migliorare. Non era semplice».
Sulle differenze dalla scorsa stagione:«Io dell’anno scorso non posso dire niente, non so le cose. Questa squadra ha dei valori tecnici importanti, a volte rallentiamo mentalmente e bisogna fare dei passi avanti. In una settimana può cambiare il campionato, bisogna essere bravi a continuare così».
Su Modric:«Che c’è da dire? Giocatore straordinario, indipendentemente dalle qualità tecniche, alla fine ha cercato di andarsi a prendere questa vittoria con una giocata tecnica e caratteriale. Tutti noi dobbiamo imparare da lui».
Su Leao, Pulisic e Fullkrug:«I rigori si sbagliano, era un momento importante, ma ci sta sbagliargli. Pulisic è entrato bene, Leao deve recuperare la condizione».