Pagina 413 – Calcio News 24

Marsch (ct Canada) allo scoperto: «David mi ha detto questo sul suo futuro. Sono contento invece che il Milan stia dando fiducia a…». Le sue rivelazioni

Marsch, ct del Canada, è uscito allo scoperto così su David della Juventus e Nkunku del Milan. Le sue dichiarazioni

Jesse Marsch, attuale commissario tecnico della nazionale canadese, conosce bene Jonathan David. Lo ha seguito nella sua crescita e ora, dopo un periodo difficile per l’attaccante alla Juventus, esprime tutta la sua fiducia nel suo potenziale, forte anche del gol ritrovato contro il Sassuolo. Nell’intervista a La Gazzetta dello Sport, Marsch parla del rapporto tra David e l’ambiente bianconero, della concorrenza con Openda, del lavoro di Spalletti e del possibile incrocio mondiale con l’Italia.

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IL GOL LIBERATORIO DI DAVID «Conosco bene Jonathan e non ero preoccupato dopo il rigore sbagliato contro il Lecce e le tante polemiche: capita a tutti. Lo avevo visto dal vivo a Pisa e ci sentiamo spesso: ero sicuro che il gol sarebbe arrivato presto. Non mi ha stupito nemmeno il bellissimo abbraccio dei compagni e di Spalletti dopo la sua rete dell’altra sera. Perché la Juventus è una grande squadra e questi sono gli atteggiamenti da big. David è felice alla Juventus e anche nei momenti più duri mi ha sempre detto di volere restare a Torino».

LE ASPETTATIVE FUTURE «Adesso Jonathan non si fermerà più e segnerà parecchio. Aveva soltanto bisogno di un periodo di adattamento. L’ho detto e lo ribadisco. Io sono il ct di David nel Canada, ma ai tempi del Salisburgo ho allenato Haaland e al Lipsia ho avuto il milanista Nkunku e altri grandi attaccanti. Dopo Erling, che è un mostro, è David il miglior bomber con cui ho lavorato. Ha sempre segnato e si ripeterà anche in un torneo con meno spazi come la Serie A. Nkunku è meno goleador, però ha tanta qualità e sono contento che il Milan gli stia dando fiducia».

IL LAVORO DI SPALLETTI «Spalletti è un top allenatore e la prossima volta che verrò in Italia spero di andare alla Continassa a vedere un allenamento dei bianconeri. La concorrenza è uno stimolo ed è normale nelle grandi squadre. Spalletti sta valorizzando David e tutta la Juventus».

L’ITALIA E IL MONDIALE «Ho casa in Toscana e un debole per il vostro calcio, il mio giocatore preferito era Albertini. Mi auguro di ritrovarvi negli Stati Uniti e spero davvero di vedere anche Gnonto, che ho allenato al Leeds».

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Calciomercato Milan, colpo di scena nelle trattative! Ora il top player di Allegri può davvero restare. Cosa sta succedendo

Calciomercato Milan, svolta nelle trattative! Ora il big di Allegri può rimanere. Cosa sta accadendo nell’affare

Quella che fino a pochi mesi fa sembrava una trattativa in salita, destinata a concludersi con un doloroso addio, si è trasformata in queste ore in una formalità sempre più vicina alla fumata bianca. Il futuro di Mike Maignan si tinge sempre più di rossonero. Dopo le indiscrezioni circolate in mattinata, è arrivata la conferma autorevole degli esperti di calciomercato Fabrizio Romano e Matteo Moretto. Nel loro ultimo aggiornamento video, i due giornalisti hanno descritto un clima radicalmente mutato attorno al portiere della Nazionale francese: il “muro” di Massimiliano Allegri è pronto a legarsi a lungo termine al club di Via Aldo Rossi.

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Ottimismo crescente: cambia lo scenario

Secondo quanto riportato, l’entourage del giocatore, guidato dal potente agente Jonathan Kebe, ha rivisto completamente la propria posizione. L’offerta del Milan, accolta inizialmente con freddezza, viene ora valutata con “estremo ottimismo. Non c’è intenzione di tirare la corda: Moretto è stato categorico sulle tempistiche. La dirigenza rossonera non vuole trascinare la questione e conta di incassare il “Sì” definitivo e mettere le firme sui contratti entro una settimana.

Il patto economico: Maignan come Leão

Le cifre dell’intesa sanciscono lo status di top player assoluto di “Magic Mike”. L’accordo ricalca fedelmente la struttura contrattuale già applicata per Rafael Leão. Maignan andrà a percepire una base fissa di 5 milioni di euro netti a stagione. Tuttavia, grazie a una serie di bonus “facili” e legati ai risultati di squadra, l’ingaggio salirà sensibilmente fino a toccare quota 7 milioni di euro. Con questa mossa, il Milan pone il suo portiere al vertice della piramide salariale, riconoscendogli una leadership tecnica e carismatica imprescindibile per le ambizioni di scudetto ed europee del club.

Quote Milan Genoa

QUOTE MILAN GENOA – I rossoneri ospitano in casa il Genoa di De Rossi: obbligo tre punti per rimanere nel gruppo di testa della classifica.
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Liverpool scatenato sul mercato: doppio colpo Reds! L’ultimo è la rivelazione del Mondiale Under 17. I dettagli

Liverpool scatenato in chiave mercato: doppio colpo siglato dai Reds! L’ultimo ha disputato un grande Mondiale Under 17. Gli aggiornamenti

Mentre la prima squadra lotta per i vertici della Premier League, gli scout del Liverpool continuano a lavorare incessantemente per costruire le fondamenta del domani. Il club di Anfield ha messo a segno un altro colpo di prospettiva, assicurandosi uno dei talenti difensivi più interessanti emersi nell’ultimo panorama internazionale. Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Fabrizio Romano, i Reds hanno raggiunto un accordo verbale totale per l’ingaggio di Mor Ndiaye. La trattativa è virtualmente chiusa, con la dirigenza inglese che ha battuto la concorrenza muovendosi con decisione sul giovane calciatore.

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Chi è Mor Ndiaye: la freccia del Senegal

Ndiaye è un terzino sinistro di nazionalità senegalese che ha recentemente attirato le attenzioni dei top club europei grazie alle sue prestazioni scintillanti. Il palcoscenico della sua consacrazione è stato la Coppa del Mondo Under 17, disputatasi da poco in Qatar. Durante la rassegna iridata, il difensore ha messo in mostra doti atletiche fuori dal comune, abbinate a una disciplina tattica e una capacità di spinta che lo rendono il prototipo del laterale moderno. Il Liverpool vede in lui un potenziale erede per la fascia mancina, da sgrezzare e formare nell’Academy prima del grande salto.

Strategia “Next Gen”: dopo Ndukwe, ecco Ndiaye

L’arrivo di Ndiaye non è un episodio isolato, ma fa parte di una precisa strategia di reclutamento globale avviata dal Liverpool. L’accordo per il senegalese, infatti, segue di appena una settimana un altro acquisto importante a livello giovanile: quello di Ifeane Ndukwe. Prelevato dall’Austria Vienna, Ndukwe è un altro prospetto su cui il club inglese ha deciso di scommettere forte. Con questi due innesti in pochi giorni, la dirigenza dei Reds conferma la volontà di anticipare il mercato, assicurandosi i migliori talenti “Teen” prima che le loro valutazioni diventino inaccessibili. Ora si attendono solo le firme e i comunicati ufficiali, ma la strada è tracciata: il futuro di Anfield parla le lingue del mondo.

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Raspadori Roma: accelerata nella trattativa e chiusura vicina! Le cifre dell’affare, ecco quanto spenderanno i giallorossi

Raspadori Roma: accelerata nell’affare che si avvia alla chiusura. Le cifre dell’operazione tra i giallorossi e l’Atletico Madrid

La fumata bianca è ormai all’orizzonte e Trigoria si prepara ad accogliere il rinforzo tanto atteso per il reparto offensivo. La Roma è vicinissima a chiudere l’operazione per riportare in Italia Giacomo Raspadori. Dopo giorni di attesa, legati anche agli impegni in Supercoppa Spagnola dell’Atletico Madrid, la trattativa ha subito l’accelerata decisiva. Secondo quanto riportato congiuntamente dagli esperti di mercato Matteo Moretto e Fabrizio Romano, il club giallorosso ha praticamente definito l’acquisto dell’attaccante della Nazionale, superando gli ultimi ostacoli burocratici.

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I dettagli economici: un’operazione complessa

L’accordo tra la Roma e i Colchoneros è stato raggiunto e sigillato già da qualche giorno, basato su un’ingegneria finanziaria precisa. La formula è quella del prestito oneroso, per il quale i capitolini verseranno subito 1,5 milioni di euro nelle casse spagnole. Il nodo cruciale riguarda il futuro: è stata inserita un’opzione di acquisto (diritto di riscatto) definita “flessibile”, con una cifra che oscillerà tra i 20,5 e i 23 milioni di euro. A rendere l’affare ancora più articolato ci sono alcune clausole e penali specifiche inserite nel contratto tra i club: condizioni che, se non rispettate (o al verificarsi di determinati eventi sportivi), potrebbero far lievitare il costo totale dell’operazione, tutelando l’investimento degli spagnoli.

Ultimo step: l’ingaggio di “Jack”

Con il via libera di Diego Simeone resta solo da formalizzare l’intesa con il giocatore. Le parti stanno negoziando proprio in queste ore i dettagli finali del nuovo contratto (stipendio e durata) che legherà Raspadori alla Roma. Si prevede che la svolta definitiva arrivi a brevissimo.

Il jolly per Gasperini

Per Gian Piero Gasperini, l’arrivo di Raspadori rappresenta una boccata d’ossigeno. Il tecnico della Roma ottiene così un attaccante duttile, capace di giocare sia come seconda punta che come falso nove, ideale per legare il gioco e dialogare con Dybala e compagni. La sua versatilità permetterà di variare lo spartito tattico giallorosso, offrendo un’alternativa tecnica e rapida alla fisicità degli altri centravanti in rosa.

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Giovane lascia subito il Verona! Si chiude il cerchio attorno al brasiliano, ecco dove dovrebbe giocare. Indiscrezione a sorpresa

Giovane via dal Verona! Dove dovrebbe trasferirsi in questo calciomercato di gennaio il talento brasiliano. Svelati tutti i dettagli

Le porte girevoli di Zingonia non smettono di muoversi. Dopo aver definito le operazioni in uscita, l’Atalanta è pronta a scatenarsi sul mercato in entrata per consegnare a Raffaele Palladino i rinforzi necessari per affrontare la seconda parte di stagione. Con le valigie già pronte per Marco Brescianini (destinazione Fiorentina) e soprattutto per Daniel Maldini (ormai promesso sposo della Lazio), la dirigenza orobica ha individuato il profilo giusto per rimpiazzare il vuoto offensivo: nel mirino c’è Giovane dell’Hellas Verona.

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La strategia: anticipare la concorrenza

Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio, la Dea sta provando a stringere i tempi proprio in queste ore. La strategia dei Percassi è chiara: affondare il colpo immediatamente per bruciare la concorrenza della Roma. Il club capitolino aveva infatti mostrato un forte interesse per il talento brasiliano (considerato un’alternativa a Raspadori), ma l’Atalanta sembra intenzionata a chiudere la pratica con un blitz decisivo. La giornata di oggi, giovedì 8 gennaio, potrebbe essere quella cruciale per trovare l’accordo definitivo con il club scaligero e portare il giocatore a Bergamo.

Il profilo: i numeri di Giovane

Ma chi è l’oggetto del desiderio nerazzurro? Giovane, attaccante versatile classe 2003, è una delle rivelazioni della stagione del Verona. Giocatore rapido, dotato di tecnica brasiliana e capace di svariare su tutto il fronte offensivo, ha dimostrato di avere i colpi giusti per la Serie A. Le statistiche di questa prima parte di campionato parlano chiaro e giustificano l’investimento: in 18 presenze complessive, il ragazzo ha già messo a referto 3 gol e 4 assist. Numeri che hanno convinto Palladino a puntare su di lui per mantenere alto il livello di imprevedibilità dell’attacco atalantino. Se l’affondo di oggi andrà a buon fine, Giovane sarà il nuovo jolly della Dea, pronto a raccogliere l’eredità tecnica di Maldini.

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Corinthians, torna in Brasile dopo 13 anni in Europa! Acquisto clamoroso del club, di chi si tratta

Corinthians, che colpo dei brasiliani! Torna in patria dopo 13 stagioni in Europa! Acquisto clamoroso del club, di chi stiamo parlando

Il Corinthians inizia a programmare il futuro e piazza il primo colpo di mercato in vista della stagione 2026. Il club brasiliano ha infatti definito l’ingaggio dell’esperto difensore centrale Gabriel Paulista, 35 anni, che farà ritorno in patria dopo una lunga carriera in Europa. Per vestire la maglia del “Timão” e firmare un contratto biennale, Gabriel Paulista ha compiuto un sacrificio economico notevole: il difensore ha infatti accettato di rinunciare a circa 4,5 milioni di euro (equivalenti a poco più di 28 milioni di real brasiliani) che avrebbe dovuto ancora percepire dal Besiktas, in Turchia, pur di ottenere la rescissione anticipata del contratto.

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Nonostante l’interesse concreto di altri club brasiliani, come l’Atlético-MG e una squadra di Rio de Janeiro (secondo quanto riportato da ESPN), la preferenza del giocatore per il Corinthians è stata decisiva. Cresciuto nel vivaio del Vitória, Gabriel Paulista torna in Brasile dopo 13 stagioni trascorse nel calcio europeo, una scelta dettata principalmente da motivi familiari.

La sua lunga esperienza nel Vecchio Continente è iniziata in Spagna con il Villarreal, per poi proseguire in Premier League con tre stagioni all’Arsenal. È tornato poi in Liga per difendere i colori del Valencia, dove è rimasto per sei stagioni collezionando oltre 200 presenze. Dopo una breve parentesi all’Atlético Madrid (solo cinque presenze), nelle ultime due annate ha giocato in Turchia con il Besiktas.

Ora l’attesa è tutta per la risoluzione delle questioni burocratiche. La dirigenza del Corinthians è al lavoro per revocare il “transfer ban” imposto dalla FIFA, passaggio fondamentale per poter tesserare ufficialmente Gabriel Paulista e altri nuovi acquisti. Il club sembra comunque vicino alla soluzione, avendo avviato un accordo con i messicani del Santos Laguna per saldare il debito che ha originato il blocco del mercato.

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Calciomercato Lazio: colpo Kenneth Taylor per Sarri! È fatta per il centrocampista dell’Ajax. Tutti i dettagli dell’operazione

Calciomercato Lazio: è fatta per Kenneth Taylor! Il centrocampista dell’Ajax è il rinforzo per Maurizio Sarri. Tutti i dettagli dell’operazione

La Lazio non perde tempo e, dopo aver rivoluzionato il centrocampo in uscita, piazza il colpo decisivo in entrata per garantire qualità e futuro alla mediana. La società capitolina ha chiuso ufficialmente l’accordo con l’Ajax per l’acquisto di Kenneth Taylor, individuato dalla dirigenza come l’erede designato per raccogliere le chiavi del gioco biancoceleste. A confermare la fumata bianca è Fabrizio Romano: l’esperto di calciomercato ha rivelato su X che l’intesa tra i due club è totale e che l’operazione è ormai definita in ogni dettaglio, sancendo l’arrivo nella Capitale di uno dei talenti più cristallini della scuola olandese.

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I costi: investimento da 17 milioni

Il Direttore Sportivo Angelo Fabiani ha condotto una trattativa lampo ma efficace. L’accordo si basa su una parte fissa di 15 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno 2 milioni di bonus legati al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi. Un investimento importante, coperto in gran parte dalle recenti cessioni (Guendouzi su tutte), che testimonia la volontà del club di non abbassare l’asticella tecnica. Taylor firmerà un contratto a lungo termine, legandosi alla Lazio fino al 30 giugno 2030: un segnale inequivocabile di come il giocatore sia considerato un pilastro del nuovo ciclo.

Il profilo: il “tuttocampista” per Sarri

L’arrivo di Taylor è una benedizione per Maurizio Sarri. Il tecnico toscano chiedeva a gran voce un centrocampista moderno, capace di interpretare le due fasi con intelligenza. Taylor, cresciuto nella prestigiosa accademia dell’Ajax, è un classe 2002 che abbina tecnica sopraffina, visione di gioco e tempi di inserimento perfetti (tipici della scuola “totaalvoetbal”). Può agire sia da mezzala di qualità che da regista, offrendo quel dinamismo e quella verticalità che Sarri considera vitali per il suo 4-3-3.

Sbarco immediato

Non c’è tempo da perdere: il giocatore ha già dato il suo pieno assenso al trasferimento ed è atteso a Roma già nella serata odierna. Lo sbarco a Fiumicino anticipa di poche ore le visite mediche di rito, propedeutiche alla firma sul contratto. I tifosi biancocelesti sono pronti ad accogliere il nuovo “tulipano” della mediana, chiamato a diventare subito protagonista all’Olimpico.

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Haaland tocca quota 150 gol con il Manchester City: numeri da record del norvegese ma il primo posto nella classifica all-time…Dato eloquente

Haaland ha raggiunto i 150 gol con la maglia del Manchester City: numeri da record del norvegese ma la classifica all-time dei marcatori Citizens…

Erling Haaland continua a riscrivere i libri dei record con una voracità impressionante. Il rigore trasformato contro il Brighton ha sancito un nuovo, storico traguardo per il bomber norvegese: 150 gol con la maglia del Manchester City. Un’impresa titanica completata in sole 173 presenze, che lo rende il giocatore più giovane nella storia del club a toccare questa cifra.

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A soli 25 anni, la “macchina da gol” di Guardiola non accenna a rallentare, avendo già messo a referto 26 reti in 27 partite in questa stagione e dopo aver recentemente festeggiato i 100 gol in Premier League (in 111 gare). Ora il mirino è puntato sulla classifica all-time dei marcatori dei Citizens: se il primatista Sergio Aguero (260) è ancora distante, l’ingresso nella top 5 è imminente. Nel giro di poche settimane, Haaland potrebbe superare icone del club come Joe Hayes e Billy Meredith (fermi a 152) e Colin Bell (153).

Curiosamente, nei giorni scorsi, proprio Haaland è stato protagonista di un piccolo “incidente” social. Pubblicando una foto con la leggenda della MMA Khabib Nurmagomedov in visita al centro sportivo, l’attaccante ha involontariamente inquadrato uno schermo sullo sfondo che svelava il mantra segreto dello spogliatoio: «Non ci arrendiamo. Ci adattiamo. Reagiamo. Trasformiamo gli insuccessi in soluzioni. Non siamo dei deboli. Siamo il Manchester City Football Club».

Tuttavia, nemmeno i numeri stratosferici del proprio numero 9 sono bastati al City per piegare il Brighton. L’1-1 finale rappresenta il terzo pareggio consecutivo in campionato per i campioni in carica, dopo quelli con Sunderland e Chelsea. Un mezzo passo falso che offre un assist all’Arsenal capolista: i Gunners, già avanti di 5 lunghezze, hanno ora l’opportunità di scavare un solco importante in caso di vittoria contro il Liverpool.

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Balotelli all’Al Ittifaq, l’ultimo valzer negli Emirati Arabi per il talento smarrito: giocherà in Serie B

Balotelli all’Al Ittifaq, l’ultimo valzer negli Emirati Arabi per il talento smarrito: l’analisi e il commento della Gazzetta dello Sport

Mario Balotelli riparte da Dubai. A 35 anni, l’eterno “ragazzo terribile” del calcio italiano firma con l’Al Ittifaq FC per la sua tredicesima avventura professionale. Una scelta esotica che diventa lo spunto per una profonda riflessione firmata da Marco Ciriello sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. L’editorialista dipinge il ritratto di un “ulisside” in perenne vagabondaggio, un talento cristallino che si è progressivamente smarrito tra il potenziale immenso e una realtà spesso deludente.

Secondo quanto scritto da Ciriello, il punto di non ritorno nella parabola dell’ex bomber di Inter e Milan è stato il passaggio in Premier League al Liverpool. È lì che la porta del grande calcio ha iniziato inesorabilmente a restringersi, trasformando un predestinato in un “attaccante di scorta”, fino a spingerlo ai margini del sistema che conta. L’analisi della Rosea è severa nell’individuare le cause profonde di questo sperpero: un fisico statuario e una tecnica sopraffina non sono bastati a compensare la mancanza di quel pragmatismo feroce che ha reso grandi campioni come l’uruguaiano Luis Suárez o lo spagnolo Raúl.

Il confronto con un altro talento ribelle come Antonio Cassano appare impietoso: se il barese ha avuto veri “momenti di carriera”, Balotelli ha offerto spesso solo “numeri da circo”. Ciriello sottolinea come “Supermario” avesse la presunzione di Zlatan Ibrahimovic, il gigante svedese, ma senza la sua ossessiva etica del lavoro. Ha fallito nell’essere un esempio, banalizzando la sua unicità fino a diventare un grande rimpianto, specialmente negli anni bui dell’attacco della Nazionale azzurra, dove avrebbe potuto dominare se supportato dal giusto spirito di sacrificio. Ora, negli Emirati Arabi Uniti, Balotelli cercherà di rimettere in scena “il numero del leone che spaventa tutti”. È l’ultimo morso di una carriera che, come evidenzia la fonte, lascia l’amaro in bocca per non aver replicato con costanza quel “balotellismo” che fece sognare l’Italia all’Europeo del 2012.

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Brescianini Fiorentina, fumata bianca per il trasferimento dall’Atalanta: i dettagli dell’affare, spunta una clausola!

Brescianini Fiorentina, fumata bianca per il trasferimento dall’Atalanta: i dettagli dell’affare per il centrocampista svelati da Romano

Marco Brescianini è pronto a vestire la maglia della Fiorentina. Secondo quanto rivelato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il club toscano ha definito l’intesa con l’Atalanta per il trasferimento del centrocampista classe 2000. L’operazione si basa su un prestito iniziale con un diritto di riscatto che si trasformerà in obbligo di acquisto automatico qualora la formazione Viola dovesse centrare l’obiettivo della permanenza in Serie A al termine della stagione corrente.

QUI: le ultime notizie sul calciomercato.

BRESCIANINI FIORENTINA – «La Fiorentina ha raggiunto un accordo per l’acquisto di Marco Brescianini dall’Atalanta in prestito iniziale. È inclusa una clausola di riscatto che diventerà obbligatoria se la Fiorentina rimarrà in Serie A».

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Atalanta vittoriosa a Bologna, CDK dipinge e Krstovic è devastante: i voti dei quotidiani alla Dea

Atalanta vittoriosa a Bologna, CDK dipinge e Krstovic è devastante: i voti dei quotidiani ai calciatori della squadra di Palladino

L’Atalanta lancia un segnale fortissimo al campionato espugnando il “Dall’Ara” con una prova di forza e maturità. La squadra guidata da Raffaele Palladino non ha risentito della pesante assenza di Gianluca Scamacca, trovando risposte eccezionali dalle cosiddette seconde linee. Analizzando i giudizi odierni pubblicati da La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport, emerge un protagonista assoluto: Nikola Krstovic. Il centravanti montenegrino, chiamato a reggere il peso dell’attacco, ha risposto presente con una doppietta decisiva che ha spezzato un digiuno di gol durato oltre tre mesi. Per lui media voto stellare di 7,66 e la palma unanime di migliore in campo per freddezza e tecnica.

LEGGI ANCHE: Pagelle Bologna Atalanta, Krstovic da sogno! Ecco i voti ai protagonisti della sfida

Accanto al bomber di giornata, brilla la stella di Charles De Ketelaere. Il fantasista belga ha offerto una prestazione totale, impreziosita dall’assist per l’1-0 e da giocate di classe pura che hanno mandato in tilt la difesa dei padroni di casa. Applausi convinti anche per la “vecchia guardia” rappresentata da Marten De Roon, il mediano olandese che ha dominato il centrocampo con la solita intelligenza tattica, e per la sorpresa Honest Ahanor: il giovane difensore ha annullato gli avversari diretti con una prova fisica sontuosa, dimostrandosi pericoloso anche in zona gol.

Non mancano, tuttavia, le divergenze di vedute tra le testate su alcuni singoli. Il caso più eclatante riguarda Nicola Zalewski: se il Corriere dello Sport esalta l’esterno polacco con un 7 lodandone “intuizione e praticità”, la Gazzetta lo boccia parzialmente con un 6, sottolineando la mancanza di acuti in una gara in discesa. Discorso analogo per Éderson: il centrocampista brasiliano divide la critica. Il quotidiano romano premia la sua energia con un 7, mentre la Rosea si ferma alla sufficienza, punendo qualche leggerezza estetica di troppo, come una rabona inutile tentata a inizio gara.

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Benfica fuori dalla Coppa Portoghese, Mourinho furioso: «Noi orribili, ma l’arbitro assegna un rigore fuori area!»

Benfica fuori dalla Coppa Portoghese, KO in semifinale con lo Sparta Braga: le dure parole del tecnico José Mourinho nel postpartita

Il Benfica crolla in semifinale di Allianz Cup, battuto nettamente dallo Sporting Braga per 3-1. La sconfitta ha scatenato l’ira di José Mourinho, allenatore delle Aguias, che ai microfoni di Sport TV ha analizzato il match senza cercare scuse. Lo Special One ha ammesso che la sua squadra ha meritato il ko, criticando aspramente un primo tempo definito orribile e costellato di errori tecnici. Pur citando un rigore dubbio assegnato dall’arbitro, il tecnico ha bocciato severamente le prestazioni individuali dei suoi giocatori, giudicandole inaccettabili per il livello della competizione.

QUI: le notizie del giorno sul calcio estero.

SUL MATCH – «Cosa non ha funzionato? Chiedo scusa allo Sparta Braga e a Carlos (Vicens, l’allenatore avversario, ndr), ma non riesco a dire che lo Sparta Braga abbia meritato di vincere. Devo invece dire che il Benfica ha meritato di perdere. Siamo stati noi a fare un primo tempo orribile, fatta eccezione per i primi cinque minuti, in cui abbiamo avuto un’occasione per segnare. Ma dal momento in cui João Pinheiro (l’arbitro, ndr) ha assegnato il rigore, che si è visto essere fuori area, c’è stato un clic inspiegabile di negatività, di nervosismo, di qualità orribile nel possesso palla, con perdite di palla incredibili, con continui contropiedi».

ERRORI – «Con così tanti errori tecnici, è stato un primo tempo orribile a tutti i livelli. Inaccettabile in una semifinale di una competizione, inaccettabile anche se fosse stata una partita di precampionato con i nostri vicini del Seixal, fosse l’Amora… Nel secondo tempo siamo stati una squadra che ha iniziato a mettere lo Sparta Braga alle corde. Avevamo detto all’intervallo che era importante aumentare la pressione . Anche il terzo gol è inspiegabile. Per ribaltare la situazione non possiamo commettere errori difensivi. Facciamo le sostituzioni di Ivanovic e Lopes Cabral per dare più profondità e presenza in area e poi, su una palla inattiva lontana dall’area, subiamo il terzo gol. È stata la ciliegina sulla torta per chi meritava di perdere».

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Chivu in conferenza dopo Parma Inter: «Napoli? Mi incazzo di brutto se succedono queste cose! Non potevamo sapere del loro pareggio»

L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, è intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria ottenuta ieri sera in campionato contro il Parma

Il tecnico dell’Inter, Cristian Chivu, è intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria di ieri in campionato contro il Parma per 0 a 2.

SI PUÒ INIZIARE A GUARDARE LA CLASSIFICA? – «Il nostro desiderio è essere competitivi, devi fare questo partita dopo partita. Il girone d’andata non è ancora finito, c’è da recuperare la partita col Lecce. Il campionato è lungo, bisogna dimostrare ancora di essere quello che vogliamo attraverso il lavoro. La Serie A non è mai semplice, l’insidia è sempre dietro l’angolo».

SE MI ASPETTAVO DI TROVARMI A +4 DAL NAPOLI? – «Il passato non voglio guardarlo, conta la partita di oggi. Per portare a casa una partita devi meritarlo, nessuno ti regala nulla. Devi dimostrarlo sempre, tirando fuori la miglior versione».

COME MIGLIORARE IL CINISMO SOTTOPORTA? – «Preferisco una squadra che crea 25 occasioni, perché prima o poi per la qualità che i giocatori hanno la buttano dentro. Non è facile mantenere la lucidità, quando spendi tanto e fai pressioni dal primo all’ultimo minuto. Sono sicuro che anche loro si divertono a fare determinate cose, hanno voglia di essere dominanti, di non dare la possibilità agli avversari di metterli sotto col palleggio. Ci sono partite in cui in 3 occasioni fai 3 gol e altre in cui in 10 occasioni ne fai 1. La qualità c’è, bisogna solo trovare lucidità e fortuna».

COSA MI E’ PASSATO PER LA TESTA PRIMA DELLA PARTITA – «Mille cose, soprattutto quando giochi ogni tre giorni e non hai tempo di preparare la partita successiva. Eravamo consapevoli di quanto fosse difficile giocare qui. Ci aspettavamo un blocco basso, anche qualche ripartenza. Ci aspettavamo il lavoro di Pellegrino, la velocità di Valeri, Ondrejka e Oristanio. Siamo venuti per essere competitivi, per mettere dentro una prova di maturità, per avere la pazienza giusta per vincere la partita. Da un punto di vista emozionale per me è sempre bello tornare a Parma, qui ho vissuto mesi intensi».

SE AVEVAMO SENTITO DEL PASSO FALSO DEL NAPOLI CONTRO IL VERONA PRIMA DI INIZIARE LA PARTITA DI OGGI? – «Se succedono queste cose mi incazzo e mi incazzo di brutto. La nostra preoccupazione deve essere sempre la partita che dobbiamo affrontare. Noi siamo scesi in campo per il riscaldamento mentre il Napoli ancora giocava, per cui non potevamo sapere. Sapevamo quanto fosse importante fare tre punti qui. Mi congratulo con la squadra per la prova di maturità, serietà. Nessuno qui regala nulla».

LA CONFERENZA STAMPA CO0MPLETA DI CHIVU AL TERMINE DI PARMA INTER.

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Bologna, dentro la crisi della squadra di Italiano: l’allarme dopo il KO con l’Atalanta e l’appello a Saputo

Bologna, dentro la crisi della squadra di Italiano. L’allarme Europa dopo il KO con l’Atalanta e l’appello a Saputo: «Servono acquisti!»

Il Bologna sta attraversando il momento più difficile della sua recente gestione tecnica, scivolando in una crisi di risultati che rischia di compromettere l’intera stagione. I Felsinei non vincono in campionato da ben sei partite, un digiuno preoccupante che non si registrava dal lontano maggio 2023. Come analizzato lucidamente da Bruno Bartolozzi sulle colonne del Corriere dello Sport, la situazione di classifica inizia a farsi allarmante: il distacco dal sesto posto, vitale per l’Europa, potrebbe presto dilatarsi fino a dieci punti se non ci sarà un’inversione di rotta immediata. L’editorialista sottolinea un’involuzione statistica netta: nelle ultime sei uscite, i rossoblù sono andati a segno solo 4 volte (di cui appena 2 su azione manovrata) subendo ben 11 reti, un dato drammatico se confrontato con i soli 8 gol incassati nelle precedenti dodici gare.

LEGGI ANCHE: Pagelle Bologna Atalanta, Krstovic da sogno! Ecco i voti ai protagonisti della sfida

Difesa in affanno e attacco inceppato

I problemi strutturali emergono in entrambe le fasi di gioco. Dietro, la coppia centrale formata dal giovane ceco Martin Vitik e dal norvegese Torbjorn Heggem appare in costante difficoltà, non reggendo il confronto con gli avversari in termini di velocità e sincronismi. Davanti, il reparto è sterile: né l’esperto Ciro Immobile, né l’olandese Thijs Dallinga, né le alternative Santiago Castro e Riccardo Orsolini riescono a trovare la via della rete con continuità. Per Bartolozzi, non basta più il lavoro sul campo del tecnico Vincenzo Italiano: serve una scossa societaria.

L’appello a Saputo: cambiare strategia

Gennaio diventa il mese della verità. L’articolo esorta il patron Joey Saputo a intervenire sul mercato abbandonando la rigida regola delle cessioni propedeutiche agli acquisti: servono “energie e volti nuovi” subito, senza fare troppi conti. Il confronto con l’Atalanta è impietoso: mentre la Dea ha saputo sostituire l’infortunato Scamacca investendo su Nikola Krstovic, che sta trascinando i nerazzurri, il mercato degli emiliani fatica a decollare. Per uscire dal labirinto, serve lucidità e investimenti immediati.

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Calciomercato Torino, Petrachi alla ricerca dei colpi per gennaio: da Ricardo all’intreccio Marianucci! Tutti i nomi

Calciomercato Torino, Petrachi si muove: le operazioni in ballo, in entrata e in uscita, per la finestra di gennaio. I nomi caldi

Il calciomercato del Torino si accende improvvisamente, tra trattative che si complicano e nuove piste che prendono quota. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, il direttore sportivo Gianluca Petrachi è costretto a rivedere le strategie per il pacchetto arretrato. L’obiettivo principale resta Ricardo, versatile difensore mancino di proprietà del Botafogo. Nonostante ci sia già un accordo di massima con il giocatore, la società brasiliana fa muro: per liberare il proprio gioiello chiede una valutazione tra gli 8 e i 9 milioni di euro e, soprattutto, l’inserimento dell’obbligo di riscatto legato alla salvezza dei granata, condizioni che stanno rallentando l’affare.

Di fronte a questo stallo, il ds del club piemontese ha riaperto con decisione i contatti con il Napoli. Nel mirino è finito Luca Marianucci, promettente centrale difensivo esploso con la maglia dell’Empoli e oggi nel giro della Nazionale Under 21. Il ragazzo trova poco spazio nelle rotazioni dei partenopei campioni d’Italia e cerca minutaggio. L’operazione potrebbe allargarsi includendo anche Cyril Ngonge, estroso attaccante esterno belga. Il nodo resta la formula: il Toro spinge per un prestito con diritto di riscatto a cifre importanti, mentre gli azzurri preferirebbero un prestito secco per non perdere il controllo sul cartellino, monitorato anche da Cremonese e Cagliari.

La vera fumata bianca, però, riguarda la fascia sinistra. Il quotidiano torinese conferma l’intesa raggiunta per Rafa Obrador, talentuoso terzino sinistro dell’Under 21 spagnola. Il classe 2004, che ha faticato a imporsi al Benfica dopo essere arrivato nell’ambito dell’operazione Carreras, si trasferirà sotto la Mole in prestito con diritto di riscatto. Intanto, si muove il mercato in uscita: l’esperto Cristiano Biraghi e il francese Niels Nkounkou non sono stati convocati per l’ultima gara, segnale inequivocabile del loro addio, mentre anche il possente georgiano Saba Sazonov resta in lista di sbarco.

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Morto Yorath, addio alla leggenda del Leeds e del Galles: l’ex centrocampista aveva 75 anni

Morto Yorath, addio alla legenda del calcio gallese e del Leeds United: l’ex centrocampista aveva 75 anni. Calcio britannico in lutto

Il calcio d’Oltremanica si veste a lutto per la scomparsa di Terry Yorath. L’ex centrocampista e allenatore, considerato una vera e propria leggenda del movimento calcistico gallese, si è spento all’età di 75 anni. La triste notizia è stata confermata ufficialmente dalla sua famiglia nelle scorse ore. Yorath era noto al grande pubblico televisivo anche per essere il padre di Gabby Logan, celebre volto della BBC e conduttrice dello storico programma Match of the Day. La presentatrice aveva lasciato lo studio improvvisamente mercoledì sera, sostituita d’urgenza dal collega Mark Chapman, proprio per far fronte a questa grave emergenza familiare.

La carriera di Yorath resta indissolubilmente legata all’epopea del Leeds United. Tra il 1967 e il 1976, il mediano è stato un pilastro della formazione di Elland Road, contribuendo in modo decisivo all’epoca d’oro dei Whites sotto la guida del visionario manager Don Revie. Dopo aver scritto la storia nel West Yorkshire, ha vestito le maglie di Coventry City, Tottenham Hotspur, Vancouver Whitecaps e Bradford City, portando ovunque la sua grinta e intelligenza tattica.

Yorath è stato anche un simbolo della Nazionale del Galles, collezionando 59 presenze da giocatore tra il 1970 e il 1981, per poi diventarne Commissario Tecnico e sfiorare la qualificazione ai Mondiali del 1994. Come riportato nella toccante dichiarazione rilasciata dai congiunti, “per la maggior parte delle persone era un eroe del calcio, ma per noi era semplicemente papà; un uomo tranquillo, gentile e dolce”. La nota sottolinea con dolore che Terry si riunirà ora con il figlio Daniel, fratello di Gabby, scomparso prematuramente anni fa. Lascia un’eredità di rispetto e professionalità che ha attraversato generazioni di tifosi e addetti ai lavori.

QUI: le notizie del giorno sul calcio estero.

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Baronio racconta: «Lucescu stravedeva per me e Pirlo, avrei continuato alla Juve. Con CR7 sudavo freddo, in allenamento…»

L’ex calciatore e attuale vice allenatore di Pirlo allo United FC, Roberto Baronio, si racconta così svelando alcuni aneddoti sulla propria carriera

Roberto Baronio, ex regista e oggi vice di Andrea Pirlo negli Emirati Arabi, si racconta a La Gazzetta dello Sport, tra ricordi di campo, l’amicizia con il “Maestro” e il dolore per la malattia della madre.

L’ESPERIENZA NEGLI EMIRATI CON PIRLO – «Siamo secondi a -1. Dopo la batosta avuta alla Samp, con l’esonero dopo tre giornate a pochi mesi dai playoff raggiunti senza poter fare mercato, avevamo bisogno di una nuova avventura».

GLI INIZI – «Nel 1990, a 12-13 anni. Guardavo “Galagoal”. Alba Parietti in conduzione, un gol in rovesciata di Fonseca in Sampdoria-Cagliari e la canzone “Uno su mille ce la fa” di Gianni Morandi. Ecco, lì pensai: “Quello che ce la fa devo essere io”».

LA CRESCITA – «Con Lucescu, a Brescia. Stravedeva per me e Pirlo, l’amico di sempre. Ci chiamava in prima squadra dagli allievi. Dal cortile di casa alla casacca della vita. Sono cresciuto in una famiglia umile, di operai, con un fratello maggiore di 7 anni. La prima tv era in bianco e nero. Prima di fare il calciatore ho anche fatto l’imbianchino. Sa quei lavoretti estivi, per guadagnarsi 50 mila lire? Mio fratello mi dava una mano, anche perché in casa, all’epoca, eravamo solo io, lui e nostra madre».

LA MADRE – «È stata tutto. Nell’estate 1996, prima di andare alla Lazio, piansi. Non volevo lasciarla. Ci ho messo tre giorni a firmare, anche se parliamo di un contratto da mezzo miliardo. A Brescia guadavavo sei milioni. All’epoca mi volevano Juve e Inter, ma seppi della Lazio solo a cose fatte. Il giorno in cui partii avevo quattro borsoni. Non sapevo cosa stessi facendo. Vorrei tanto che se lo ricordasse. Di ricordarsi che le voglio bene. “Sono Roby, tuo figlio”, le faccio notare. Lei risponde di sì e sorride. Non so se sappia davvero con chi parli. Vorrei che si ricordasse che ho realizzato i nostri sogni».

LA LAZIO – «Penso agli allenamenti di Zeman, vomitavo una sera sì e una no dopo aver corso i tremila metri. Poi si mangiava poco: verdure, zuppe, minestroni…».

L’AMICIZIA CON PIRLO – «Moratti lo soffiò al Parma e lo lasciò lì. Siamo cresciuti insieme: abbiamo vinto l’Europeo U21, diviso la camera e giocato alla Reggina in A nell’anno migliore della mia vita insieme a quelli col Chievo. Nel 2000 mi voleva il Milan, ma scelsi di tornare alla Lazio. Chissà come sarebbe andata. Non mi sono mai avvicinato a lui, mai. Nessuna invidia. Magari all’inizio si parlava meglio di me, ma lui non era ancora Pirlo. Scherzando, gli dico che ha imparato da me a fare il regista. A New York una volta gli dissi “oh, tra qualche anno mi fai da vice”. E lui: “Semmai è il contrario, io una squadra la trovo…».

L’ESPERIENZA DA VICE DI PIRLO ALLA JUVENTUS – «Iniziammo con l’U23, ci ritrovammo in A. Due titoli e la qualificazione in Champions all’ultima giornata non sono bastati per restare. Avrei continuato».

CR7 – «Il primo mese mi diceva solo “ciao”, poi, un pomeriggio, calciai qualche punizione dopo Pirlo. Tutte all’incrocio. Lui era a bordocampo con Nedved, gli chiese se avessi giocato. Quando gli dissi che avevo condiviso lo spogliatoio con Couto e Conceicao lui si illuminò. Da quel giorno iniziò a chiamarmi per i cross. Voleva il pallone all’altezza del dischetto per colpirla di testa. Sudavo freddo».

LA PARENTESI ALLA LAZIO – «Volevo giocare, chiedevo di andare in prestito, troppa concorrenza. Giocai solo nel 2009-10, dove vinsi la Supercoppa da titolare con Ledesma fuori rosa. A gennaio avevo chiuso col Bologna, ma Lotito giurò che mi avrebbe fatto due anni di contratto. Tutto falso. Per sei mesi non riuscii a parlarci».

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Lazio, ecco Ratkov: chi è l’erede di Castellanos?

Lazio, ecco Ratkov: chi è l’erede di Castellanos? Alla scoperta dell’attaccante serbo classe 2003, in arrivo dal Salisburgo

La Lazio ridisegna il proprio fronte offensivo con un colpo deciso e di prospettiva. Dopo aver concluso la cessione di Taty Castellanos al West Ham, operazione che ha portato l’attaccante argentino in Premier League, la dirigenza capitolina ha immediatamente bloccato il suo sostituto. Come descritto dettagliatamente da Calciomercato.com, è fatta per l’arrivo nella Capitale di Petar Ratkov, possente centravanti serbo classe 2003 prelevato dal Salisburgo. L’operazione è stata definita sulla base di 13 milioni di euro, con il giocatore che ha già raggiunto Roma per firmare un contratto da 1,5 milioni a stagione, vincendo la concorrenza di diversi top club europei che lo avevano sondato.

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Il profilo: un corazziere per l’attacco biancoceleste

Ratkov rappresenta un cambio di paradigma tattico rispetto al predecessore. Alto 193 centimetri, il ventiduenne è una prima punta strutturata che fa della forza fisica e del gioco spalle alla porta le sue armi migliori, abbinate a un ottimo senso del gol. Cresciuto nel Backa Topola, dove ha esordito giovanissimo, ha scelto di rappresentare la Serbia – collezionando già 3 presenze al fianco di Vlahovic – rifiutando la corte della Bulgaria. È il profilo ideale per dare peso all’attacco delle Aquile.

Il domino a centrocampo: via Guendouzi, rebus Fabbian

Il mercato in entrata non si ferma qui. Mentre si attende solo l’ufficialità per il passaggio di Matteo Guendouzi al Fenerbahce (il francese ha già salutato i tifosi dopo la gara con la Fiorentina), la Lazio lavora per rinforzare la trequarti. Secondo quanto riferito da Sky Sport, c’è il gradimento totale di Giovanni Fabbian e Daniel Maldini, talenti italiani pronti al salto di qualità. Tuttavia, la situazione del centrocampista del Bologna è complessa a causa del forte interesse dalla Premier League. Per non farsi trovare impreparati, i Biancocelesti tengono calde le piste alternative che portano a Kenneth Taylor, regista dell’Ajax, e all’ungherese Norbert Toth del Ferencvaros.

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Pagelle Torino Udinese, i voti dei quotidiani: Zaniolo ed Ekkelenkamp trascinano, disastro Maripan!

Pagelle Torino Udinese, i voti dei quotidiani sportivi ai calciatori di entrambe le squadre: Zaniolo ed Ekkelenkamp trascinano, disastro Maripan!

L’Udinese espugna l’Olimpico Grande Torino con una prestazione di cinismo e solidità, portando a casa tre punti pesanti grazie a un secondo tempo magistrale. La squadra guidata dal tecnico Kosta Runjaic supera i granata sfruttando al meglio le ripartenze e punendo le disattenzioni difensive avversarie. Dopo una prima frazione equilibrata, segnata solo da un gol annullato a Kabasele, la ripresa si accende: Nicolò Zaniolo sblocca il risultato su assist dell’esterno Alessandro Zanoli, e Jurgen Ekkelenkamp chiude i conti in contropiede. Inutile il forcing finale del Toro, che accorcia con Cesare Casadei ma spreca il clamoroso pareggio con Ché Adams. Ecco l’analisi dei voti stilati da Tuttosport e La Gazzetta dello Sport.

LEGGI ANCHE: Cairo: «Gara che si poteva pareggiare. Mercato? Abbiamo tanta carne al fuoco» – VIDEO

I Top: Ekkelenkamp domina, Davis lavora sporco

Nelle pagelle dei quotidiani brilla il blocco offensivo dei friulani. La palma del migliore va a Jurgen Ekkelenkamp (media 7): il centrocampista olandese è il vero motore della squadra, capace di avviare l’azione del vantaggio e finalizzare con freddezza il raddoppio. Consensi unanimi anche per Nicolò Zaniolo (media 6,75): il fantasista ex Roma sembra tornato ai suoi livelli, mobile e letale sotto porta. Applausi anche per il possente centravanti inglese Keinan Davis (media 6,75), che pur non segnando, fa ammattire la difesa avversaria con la sua protezione palla e serve l’assist decisivo. Tra i padroni di casa, si salva solo il giovane Cesare Casadei (media 6,75): il mediano in prestito dal Chelsea unisce quantità e qualità, trovando il gol della bandiera e sfiorando il bis.

I Flop: Maripán da incubo, Adams sprecone

Serata da dimenticare per la retroguardia di Marco Baroni. Il peggiore in campo è senza dubbio Guillermo Maripán (media 5): il difensore centrale cileno vive un incubo, colpevole di aver lasciato solo Zaniolo sull’1-0 e impreciso anche sul raddoppio. Male anche il compagno di reparto Saúl Coco (media 5,25), che soffre terribilmente la fisicità degli avversari. Bocciatura pesante per l’attaccante scozzese Ché Adams (media 5,25): entrato per dare la scossa, fallisce un gol fatto nel recupero che avrebbe regalato un punto insperato.

Il caso Paleari: giudizi opposti

Curiosa discrepanza su Alberto Paleari. Il portiere del Torino divide la critica in modo netto: per Tuttosport è da 5, colpevole di insicurezze e responsabile sul secondo gol; per la Gazzetta, invece, merita un 6,5 pieno grazie a due interventi che hanno tenuto la squadra a galla fino alla fine.

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Moviola Lazio Fiorentina, Sozza nella bufera! Giornali scatenati: «Disastro VAR, gara falsata»

Moviola Lazio Fiorentina, Sozza nella bufera! Giornali scatenati: «Disastro VAR, gara falsata». I voti in pagella per l’arbitro

Il post-partita di Lazio-Fiorentina non è dominato dalle analisi tattiche o dalle prodezze balistiche, bensì da un coro unanime di proteste e critiche feroci rivolte alla direzione arbitrale. La sfida dell’Olimpico lascia strascichi velenosi a causa di una gestione della gara definita disastrosa dai principali quotidiani sportivi nazionali. Come analizzato dettagliatamente nelle edizioni odierne di Corriere dello Sport, La Gazzetta dello Sport e Tuttosport, la coppia formata dall’arbitro Simone Sozza e dal VAR Ivano Pezzuto esce dal match con una bocciatura totale e senza appello.

Il peccato originale: rigore negato ai Biancocelesti

L’episodio che ha scatenato le ire maggiori riguarda il contatto nell’area toscana tra Marin Pongracic, roccioso difensore centrale croato della Fiorentina, e Mario Gila, lo spagnolo in forza ai padroni di casa. Secondo quanto evidenziato con severità dal Corriere dello Sport, che definisce la prova “imbarazzante” parlando di un arbitraggio “in balia degli eventi”, la trattenuta della maglia è solare e prolungata. La mancata concessione del penalty è vista come un errore “clamoroso”: l’arbitro in campo “dorme” e il supporto tecnologico non interviene, nonostante le immagini mostrino chiaramente la perdita di equilibrio del difensore laziale. Anche per la Rosea, l’intensità della trattenuta era ampiamente punibile, configurando un abbaglio tecnico preoccupante.

Due pesi e due misure: il “rigorino” e la decisione su Zaccagni

La rabbia monta ulteriormente analizzando il metro di giudizio opposto applicato poco dopo. I quotidiani concordano nel sollevare enormi perplessità sul rigore concesso ai Gigliati per un contatto tra lo stesso Gila e l’islandese Albert Gudmundsson. Come riportato da Tuttosport, i dubbi restano forti: il Corriere parla apertamente di “rigorino”, criticando aspramente il VAR Pezzuto per essere intervenuto con una On-Field Review su un contatto leggero dopo aver ignorato la trattenuta “mastodontica” precedente. L’unica decisione salvata dalla critica, come sottolineato da Gazzetta e Corriere, è il rigore assegnato alla Lazio per il fallo netto del giovane Pietro Comuzzo su Mattia Zaccagni, capitano e leader tecnico dei capitolini. Tuttavia, la gestione complessiva, definita un “delirio” tecnologico, porta a voti bassissimi, con la richiesta mediatica di un periodo di stop per il VAR Pezzuto.

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Chiesa Juve, ritorno sempre più possibile: adesso Federico ha fretta! Spalletti chiama, ma il Liverpool…

Chiesa Juve, ritorno sempre più possibile: adesso Federico ha fretta! Spalletti chiama, ecco i nodi da sciogliere per l’addio al Liverpool

Il calcio regala spesso storie di addii burrascosi e ritorni inaspettati, e quella tra Federico Chiesa e la Juventus sembra pronta a scriverne un nuovo capitolo. A 28 anni, l’esterno offensivo della Nazionale sente il bisogno di riannodare i fili col passato, chiudendo la parentesi inglese per ritrovare protagonismo in Serie A. Come riportato dettagliatamente da La Gazzetta dello Sport, i contatti avviati la scorsa settimana hanno trasformato una suggestione in una trattativa concreta, alimentata dalla volontà del giocatore di lasciarsi alle spalle le frizioni del 2024. Ad attendere il figlio d’arte alla Continassa ci sono due figure cardine. La prima è Giorgio Chiellini, storico capitano e oggi Head of Football Institutional Relations, garante dello spirito bianconero; la seconda, decisiva, è Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo, che ha definito Chiesa il “Sinner degli azzurri”, vede in lui la pedina ideale per il suo 4-2-3-1: un jolly tattico capace di svariare su entrambe le fasce, agire da seconda punta o persino da “falso nove”.

L’emergenza ad Anfield e le distanze sulla formula

Tuttavia, l’operazione deve superare lo scoglio Liverpool. Il club di Anfield, guidato da Arne Slot, vive un momento di emergenza offensiva: con il bomber svedese Alexander Isak fuori per la frattura del perone e la stella egiziana Mohamed Salah impegnata in Coppa d’Africa (atteso ai quarti contro la Costa d’Avorio), i Reds non possono liberare l’italiano prima del rientro del “Faraone”, previsto non oltre il 18 gennaio. Il nodo finale resta la formula economica. La Vecchia Signora, con le strategie di mercato ora supervisionate da Damien Comolli, spinge per un prestito secco per puntellare la rosa senza esborsi immediati. Di contro, gli inglesi preferirebbero una cessione a titolo definitivo per recuperare l’investimento da circa 13 milioni di euro fatto in precedenza. Nonostante la distanza, l’ottimismo filtra da entrambe le parti: la diplomazia è al lavoro per riportare Chiesa a casa entro il gong di gennaio.

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Calciomercato Roma, sprint per Raspadori: si avvicina il regalo per Gasperini! L’attaccante verso il sì

Calciomercato Roma, sprint per Raspadori: si avvicina il regalo per Gasperini! La risposta dell’attaccante arriverà dall’Arabia Saudita

Il ritorno di Giacomo Raspadori in Serie A sembra ormai questione di ore, con la Roma pronta ad accogliere l’attaccante della Nazionale per regalare un rinforzo di lusso a Gian Piero Gasperini. Come dettagliato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, l’ottimismo a Trigoria è palpabile: il direttore sportivo Ricky Massara ha accelerato le operazioni, trovando un principio d’accordo con l’Atletico Madrid sulla base di un pacchetto complessivo da 20,5 milioni di euro. I contatti diretti tra il dirigente e l’entourage del calciatore, avvenuti dopo la trasferta di Lecce, hanno registrato aperture significative, con la volontà comune di chiudere la partita entro le prossime 48 ore.

La decisione a Gedda e il fattore Simeone

Il destino dell’ex punta del Napoli si deciderà a migliaia di chilometri dall’Italia. Raspadori si trova infatti in Arabia Saudita, convocato da Diego Simeone per la Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid. Sarà proprio nel ritiro di Gedda che il classe 2000 scioglierà le riserve definitive. Secondo la ricostruzione della Rosea, il giocatore sta riflettendo sul brusco cambio di scenario dopo soli quattro mesi di Liga: l’utilizzo col contagocce concesso dal Cholo (appena il 13% dei minuti disponibili) lo ha spinto a valutare seriamente il rientro in patria. Il progetto tecnico dei Capitolini, attualmente quarti e in piena corsa Champions, offre a “Jack” la titolarità e la possibilità di duettare con fantasisti del calibro di Paulo Dybala e Matias Soulé.

Le alternative e la formula per il futuro

Nonostante la fiducia, la Roma non si fa trovare impreparata e mantiene vive le piste alternative. Oltre alla complessa trattativa per l’olandese Joshua Zirkzee, il taccuino di Massara comprende l’islandese Albert Gudmundsson della Fiorentina, il giovane Giovane del Verona e il talento belga Mika Godts dell’Ajax, quest’ultimo valutato però 25 milioni. Tuttavia, la priorità resta Raspadori. A fare la differenza, stando a quanto riportato dal quotidiano sportivo, sarebbero state le rassicurazioni contrattuali: il club giallorosso strutturerà l’accordo per garantire la permanenza del giocatore anche oltre giugno, rendendolo un pilastro del futuro nel rispetto del Fair Play Finanziario, scongiurando il rischio di un semplice prestito semestrale.

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Napoli furioso per il gol annullato col Verona, Hojlund: «Non ho mai toccato la palla con la mano, ci rifaremo in campo domenica!» – FOTO

Napoli furioso per il gol annullato col Verona, Hojlund condivide le immagini sui social e si sfoga per l’arbitraggio: il suo messaggio

Non si placa la bufera in casa Napoli dopo il controverso pareggio casalingo contro l’Hellas Verona. Nel mirino della critica è finita la gestione dell’arbitro Marchetti, già aspramente contestata nel post-partita dall’allenatore Antonio Conte. L’episodio della discordia resta il gol del possibile vantaggio annullato a Rasmus Hojlund per un presunto fallo di mano.

Proprio il possente centravanti danese ha voluto chiarire la sua posizione utilizzando i propri canali ufficiali. Come mostrato nelle sue storie Instagram, l’ex attaccante del Manchester United ha condiviso le immagini al rallentatore dell’azione, ribadendo con fermezza di non aver toccato la sfera con l’arto superiore e lanciando la sfida per il prossimo impegno. La testa è infatti già rivolta al big match di domenica contro l’Inter: i nerazzurri, reduci dal successo per 2-0 sul Parma, attendono i partenopei a San Siro forti di un vantaggio di quattro punti in classifica.

IL MESSAGGIO – «Non ho mai toccato la palla con la mano, ma ci rifaremo in campo domenica. Forza Napoli sempre».

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Gasperini Roma, la tregua dopo la tempesta a Trigoria: tutte le richieste fatte ai Friedkin, non solo sul mercato!

Gasperini Roma, la tregua dopo la tempesta a Trigoria: le richieste fatte dal tecnico ai Friedkin, non solo sul mercato! Il retroscena sull’incontro di ieri

Dopo i fulmini, le polemiche e il fragoroso silenzio stampa seguito alla vittoria di Lecce, torna il sereno – o quantomeno una tregua costruttiva – in casa Roma. A Trigoria è andato in scena l’atteso vertice per pianificare il futuro immediato e ricucire lo strappo tra l’area tecnica e la società. Come dettagliatamente ricostruito da La Gazzetta dello Sport, contrariamente alle previsioni bellicose della vigilia, l’incontro tra il tecnico Gian Piero Gasperini, il vicepresidente Ryan Friedkin e il senior advisor Claudio Ranieri si è svolto in un clima disteso e collaborativo. Grande assente al tavolo il direttore sportivo Ricky Massara, impegnato altrove proprio per sbloccare quelle trattative che hanno generato le recenti frizioni.

Le promesse della proprietà e i vincoli UEFA

Il cuore del confronto ha riguardato le ambizioni del club capitolino. La famiglia Friedkin ha rassicurato l’allenatore piemontese sulla ferma volontà di investire per blindare il quarto posto e puntare ancora più in alto in classifica. Tuttavia, il realismo economico è d’obbligo: sempre secondo quanto riportato dalla Rosea, a causa del settlement agreement firmato con la UEFA, che impone plusvalenze pesanti entro il 30 giugno, il margine di manovra immediato è limitato. Come ribadito dal saggio Ranieri, figura chiave nel ruolo di mediatore tra le parti, sarà un mercato intelligente, basato principalmente su prestiti con obblighi o diritti di riscatto differiti ai prossimi esercizi finanziari.

La lista di Gasp: quattro richieste per sognare

Incassata la fiducia societaria, Gasperini ha presentato la sua lista della spesa. Il mister ha richiesto esplicitamente quattro pedine fondamentali. I nomi in cima alla lista restano quelli di Giacomo Raspadori e Joshua Zirkzee: per l’olandese c’è il gradimento totale, ma si attende di capire le mosse del Manchester United sul nuovo allenatore. Oltre alle due punte, servono un esterno offensivo e un centrocampista di gamba. Sullo sfondo resta la difesa: i contatti per Jayden Oosterwolde proseguono, ma l’arrivo del centrale olandese è considerato un “di più” rispetto alle urgenze offensive necessarie per la corsa alla Champions League.

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Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 8 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Cairo: «Gara che si poteva pareggiare. Mercato? Abbiamo tanta carne al fuoco» – VIDEO

Urbano Cairo commenta la sconfitta del Torino contro l’Udinese: dal risultato al calciomercato, le parole del patron

Amareggiato per il risultato (e non potrebbe essere altrimenti), cauto ottimismo invece per quanto riguarda quel che il suo Torino avrà da fare in materia di calciomercato. E’ quasi mezzanotte quando il patron granata Urbano Cairo lascia lo Stadio Olimpico Grande Torino. L’imprenditore alessandrino si è concesso nella “canonica” intervista con i giornalisti presenti. Dalla sconfitta casalinga dei granata per 1-2 contro l’Udinese, agli obiettivi in termini di trattative. Ecco un passaggio del suo intervento post match.

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Udinese, Miller nel post gara: «Più passa il tempo più mi sto adattando e posso dimostrare che giocatore sono»

Udinese, Miller a fine gara: «Più passa il tempo più mi sto adattando e posso dimostrare che giocatore sono». Le parole

Al termine della prestigiosa vittoria ottenuta a Torino dall’Udinese, uno dei grandi protagonisti, Lennon Miller, ha analizzato così la prestazione della squadra. Le sue parole nel post partita riprese da Udinese.it:

PAROLE «Oggi ho giocato dall’inizio e sono molto felice. Ovviamente sono molto contento in primis per la vittoria, sento di aver contribuito e di aver fatto bene. 
Quando si gioca titolari e si vince é molto bello. 


Ovviamente è difficile adattarsi ad un campionato nuovo ma i compagni mi stanno sempre molto vicino anche oggi. 
Più passa il tempo più mi sto adattando e posso dimostrare che giocatore sono
»
.

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Fiorentina, Vanoli: «È normale che ci sia un po’ di rammarico, il risultato è giustissimo ma a due minuti dalla fine…»

Fiorentina, Vanoli svela: «È normale che ci sia un po’ di rammarico, il risultato è giustissimo ma a due minuti dalla fine…». Le parole

Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, è intervenuto in conferenza stampa al termine della sfida valida per la 19ª giornata di Serie A 2025/26 contro la Lazio. Il tecnico viola ha analizzato la prestazione della sua squadra soffermandosi sui momenti chiave del match e sulle indicazioni emerse dall’Olimpico. Le parole:

ATTEGGIAMENTO – «Sapevamo di incontrare una squadra molto forte nel palleggio e ci ha messo in grande difficoltà. Siamo partiti troppo lenti e questa lentezza gli ha permesso di trovare sempre l’uomo libero. Siamo stati bravi secondo me a stare in partita e nella sofferenza, giustamente incontri una grande squadra non puoi pensare che vada sempre tutto bene».

RISULTATO – «È normale che ci sia un po’ di rammarico, il risultato è giustissimo ma a due minuti dalla fine questi due punti pesano. È un punto guadagnato, la continuità è un aspetto importante per noi e anche stasera abbiamo fatto una buona prestazione».

QUALCOSA DI POSITIVO – «Oggi ho visto qualche cosa che non avevo visto nelle altre partite, abbiamo sofferto nel momento più difficile e questa è la cosa importante e che rimane. Quando sei sotto, sei la Fiorentina e non sei sei abituato a soffrire puoi far fatica. Oggi è stato un primo tempo complicato contro una Lazio che ha qualità importanti, dovevamo forse approfittare di più dell’approccio, ma siamo stati bravi a stare in partita».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI VANOLI SU LAZIONEWS24

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Parma, parla Cuesta: «Siamo arrivati poco nell’area avversaria. Nel primo tempo siamo stati troppo bassi»

Parma, Cuesta svela: «Siamo arrivati poco nell’area avversaria. Nel primo tempo siamo stati troppo bassi»

Al termine di Parma‑Inter 0-2, Carlos Cuesta ha analizzato la prestazione dei ducali ai microfoni di Sky Sport. Il tecnico gialloblù ha riconosciuto il valore dell’avversario, sottolineando come la sua squadra abbia faticato soprattutto nella costruzione offensiva e nella gestione dei momenti chiave del match.

Cuesta ha ammesso che il primo tempo è stato troppo timido e orientato alla fase difensiva, mentre nella ripresa il Parma ha alzato il baricentro mostrando maggiore coraggio e intensità.

Nonostante il cambio di atteggiamento, l’allenatore ha evidenziato come sia mancata la necessaria lucidità negli ultimi metri, elemento che ha impedito ai suoi di rendersi realmente pericolosi e riaprire la partita.

COSA È MANCATO – «Siamo arrivati poco nell’area avversaria. Nel primo tempo siamo stati troppo bassi quando ci siamo difesi, mentre nella ripresa abbiamo provato a essere più aggressivi, ma loro sono una squadra molto, molto, molto forte. Quando hanno trovato spazi, hanno avuto più occasioni. È finita dopo il 2-0».

POCO SUPPORTO A ONDREJKA – «Sì, loro sono stati aggressivi e diventa difficile dare supporto agli attaccanti. Dobbiamo migliorare sotto questo aspetto».

LA FORZA DELL’INTER – «Noi abbiamo provato a giocare con le nostre forze, di squadra, provando a non lasciargli gli spazi. Loro sono super aggressivi, vogliono riconquistare immediatamente la palla. Ci abbiamo provato, non siamo stati bravi a concretizzare».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI CUESTA SU INTERNEWS24

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Moviola Lazio Fiorentina, succede di tutto! Due episodi da brividi, si accende la protesta biancoceleste!

Moviola Lazio Fiorentina, serata infuocata: due episodi decisivi e proteste biancocelesti. Tutti i dettagli

Lazio Fiorentina è stata una gara segnata da episodi arbitrali e polemiche, soprattutto da parte dei biancocelesti. All’Olimpico, nel match valido per la 19ª giornata di Serie A e ultimo turno del girone d’andata, in palio c’erano punti pesanti per le ambizioni della Lazio e per la corsa salvezza della Viola. A dirigere l’incontro Simone Sozza, con Pezzuto e Prontera al VAR, protagonisti di decisioni che hanno fatto discutere.

Il primo episodio arriva al 19’, sullo 0‑0: la Lazio reclama un rigore per una trattenuta evidente di Pongracic su Gila. Il VAR effettua un check, ma non richiama Sozza alla review e il gioco prosegue tra le proteste della squadra di Sarri. Ben diverso l’episodio dell’89’, sull’1‑1: Gudmundsson cade in area dopo un contatto con Gila. Questa volta il VAR richiama l’arbitro, che dopo la revisione assegna il rigore alla Fiorentina, scatenando nuove proteste biancocelesti.

Nel recupero, al 94’, arriva un terzo episodio: Zaccagni viene atterrato da un intervento scomposto di Comuzzo. Sozza indica subito il dischetto e il VAR conferma in silent check. Un finale incandescente che lascia strascichi e polemiche, con la Lazio che continua a contestare la gestione dei due episodi precedenti

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